Archivio per novembre, 2008

6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino
6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro

Il 6 dicembre di un anno fa un rogo sprigionatosi all’interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino faceva strage di 7 operai.
Sette vite bruciate e sette famiglie lasciate nella disperazione. Ad oggi il processo contro i responsabili dell’acciaieria è aperto per il reato di omicidio. Un anno fa fece clamore la morte di questi lavoratori ma nonostante le parole spese da tutti i politici, compreso il presidente della Repubblica, sul dramma delle morti sul lavoro, le vittime della produzione aumentano giorno dopo giorno, con un macabro conto in perenne aumento. L’indignazione è tanta ma le responsabilità sfumano sempre nelle cronache, mentre in realtà sono precise, visto che ai lavoratori si chiede sempre e solo il sacrificio, gli straordinari, il vivere una
vita precaria sotto perenne ricatto, mentre c’è chi si arricchisce, sbuffa per gli incidenti, e giudica pretestuose le richieste dei lavoratori . Sono la produzione, il profitto e l’arricchimento che passano sopra tutto, e la vita di chi lavora è un piccolo numero a bilancio del quale industriali e padroni farebbero volentieri a meno. Tutti nessuno escluso, in parlamento, spendono parole di cordoglio per quelle che vengono definite “morti bianche”, ma si affannano per rendere i lavoratori uno strumento ad uso e consumo delle necessità padronali; mentre aumentano le morti, si votano leggi che aboliscono man mano i diritti chi lavora.
Dopo i recenti fatti di Rivoli, dove uno studente di 17 anni ha perso la vita per il crollo del tetto della sua scuola, balza prepotentemente agli onori di cronaca anche la sicurezza a scuola, dove secondo la Gelmini e Tremonti bisogna razionalizzare le spese. Se si muore sul posto di lavoro, se si muore a scuola, padroni e politici rimangono indifferenti, si sottraggono da qualsiasi responsabilità, ma poi sono gli stessi che chiedono e varano leggi che permettono tutto questo.
Presenza di rito ai funerali, parole di cordoglio per le famiglie ma poi tutti uniti a difendere i propri interessi, tanto a pagare sono sempre i soliti.
Manifesteremo per questo, per non dimenticare chi muore, ma anche per ricordare di chi è la colpa, di chi sono le responsabilità, di chi in qualche modo, è sempre complice.

manifestazione sab.6dicembre concentramento di fronte allo stabilimento ThyssenKrupp
Corso Regina Margherita 400, ore 09.30

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Una partecipata assemblea svoltasi a palazzo nuovo di genitori, ragazzi del liceo Darwin compagni di Vito, studenti dell’onda, si è trasformata in un corteo spontaneo che sta attraversando il centro cittadino. Il corteo ha interrotto una proiezione del Torino Film Festival con lo slogan “Di scuola e di lavoro non si può morire” e “Da rivoli alla Thyssen per non dimenticare”.  Immediato quindi il riferimento al corteo in ricordo del rogo della Thyssen un anno fa in cui perirono 7 lavoratori bruiciati vivi che si terrà il 6 dicembre.

Mentre un governo sordo non fa altro che strumentalizzare anche questo episodio per mezzo del suo Ministro che ieri ha fatto visita alla scuola, il movimento già conosce le vere resposbilità di questa ennesima vittima di politiche decennali di tagli all’istruzione pubblica e lo fa riprendendosi le strade e gridando a gran voce:

“Andiamo a scuola per imparare non per farci ammazzare!!”

Questa sera una fiaccolata silenziosa in ricordo della vittima ed in sostegno ai feriti si terrà a Rivoli alle h 21.

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Ecco cosa produce la politica dei tagli e dell’obbedienza alla razionalità economica posta di fronte a tutto. Mentre la maggior parte delle scuole italiane presenta carenze strutturali sul piano della sicurezza e della messa a norma, il governo Berlusconi continua imperterrito nella sua politica di rigore e scrifici… a spesa di tutt*, specie di quel poco che ancora residua come “pubblico”, scuola in primis.

Il bilancio provvisorio dell’incidente porta le cfre di un bollettino di guerra: un morto e 4 feriti gravi; 20 i feriti complessivi. La vittima si chiamava Vito Scafidi, un ragazzo di 17 anni. Il crollo è avvenuto nella quarta G del liceo scientifico “Darwin” di Rivoli, cittadina alle porte del capoluogo piemontese, durante l’intervallo.

Istituzioni e politici già si accalcano con le dichiarazioni rituali, le stesse di sempre: “un fatto gravissimo”, “accertare le responsabilità”, “colpa del vento”. Un cedimento strutturale – non il vento o il maltempo – sarebbe invce la causa del crollo secondo i vigili del fuoco.
E mentre a nessuno in alto viene in mente di imputare le responsabilità a decenni di politiche di taglio dell’infrastruttura sociale pubblica, già si fa avanti il solito Guarniello, faccia buona della Magistratura per preservare una presentabilità del sistema. Ma non sarà questa “faccia buona” delle istituzioni a riportare in vita un ragazzo che aggiungiamo al computo infinito e quotidiano dei morti sul lavoro per carenze di sicurezza, mentre Gelmini (che annuncia una visita in loco nel pomeriggio per strumentalizzare a proprio vantaggio la tragedia), Tremonti e Brunetta ripetono  come un mantra la solita litania: “tagli,tagli,tagli”…

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Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno: da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe “dialogando”.
Il prossimo 6 dicembre manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico (il nostro denaro) in qualunque opera inutile.
Manifesteremo contro la mafia dei grandi appalti e delle opere pubbliche.
Continueremo ad opporci a tutti i progetti devastanti per l’ambiente e la salute che sottraggono risorse preziose alla collettività a favore dei soliti noti. I recenti eclatanti tagli alla scuola pubblica sono solo il primo passo: per sostenere i costi elevatissimi di queste opere saranno necessari tagli altrettanto drastici alla sanità, alle pensioni, ad ogni servizio di pubblica utilità.
La Valle di Susa non è un corridoio di transito e non vogliamo che lo diventi in un futuro!
Non riteniamo ineluttabile l’aumento del traffico merci nei prossimi anni e, di conseguenza, non riteniamo giustificata l’ipotesi di costruzione di una nuova infrastruttura ferroviaria in un futuro molto prossimo (come proposto nel F.A.R.E). Pretendiamo, invece, il congelamento del traffico merci totale (ferroviario+autostradale) agli attuali venti milioni di tonnellate annui e ci opporremo alla realizzazione del raddoppio del tunnel autostradale del Frejus, anche se proposto in modo truffaldino come progetto di “galleria di sicurezza”.
Manifestiamo perché deve essere chiaro a tutti, a partire dagli Enti Locali fino alla Comunità Europea, che dal 2005 non è cambiato nulla e che contrasteremo come allora con la pratica della non violenza ogni tentativo di sondaggio o inizio lavori.
A chi come Berlusconi pensa di poter aprire i cantieri con l’uso della forza, ricordiamo che quando ci hanno provato nel 2005 sono usciti sconfitti dalla nostra valle e tutti sappiano che qui troveranno sempre la stessa determinazione.
Vogliamo ricordarlo anche a chi come Prodi simula il dialogo per ingannare gli amministratori e dividerli dal movimento, con false promesse tese non a riqualificare il territorio ma a distruggerlo definitivamente: da qui non passerete, né ora né mai, perché il futuro è una cosa seria e non ci arrenderemo né a chi usa il bastone né a chi ci offre la carota.
A un certo punto di questa lotta coniammo lo slogan
“Fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi!”
e da lì ripartiamo, nella convinzione di riuscirci, nella certezza che tutti insieme possiamo farlo.

Partecipare al Corteo NO TAV il 6 dicembre a Susa
è un atto concreto per difendere il tuo futuro.

NON ASPETTARE LA PROSSIMA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO PER SCENDERE IN STRADA !!

Movimento NO TAV
Susa, 18 novembre 2008

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Questi appunti non hanno assolutamente pretese, ne’ di completezza ne’ di previsione. Si propongono invece di  cercare  e di esplorare la dove altri non guardano e di formulare alcune ipotesi  o tracce di lavoro e di approfondimento.

Quella che è balzata agli onori delle cronache in questi ultimi mesi molto probabilmente sarà una crisi lunga, dai risvolti poco prevedibili, di cui stiamo ora vedendo solo l’inizio; una crisi che provocherà profondi mutamenti su più livelli: locale, di area geopolitica, globale. Soprattutto,  i mutamenti potranno non essere univoci e di uguale intensità. Non è affatto da escludere che in alcune aree geopolitiche  ci si trovi presto o tardi di fronte a un bivio e che cambino anche molto il sociale, la società e il politico in termini di istituzioni, forme di governo e di dominio.
È una crisi economica globale che difficilmente potrà essere  governata o contenuta  anche perché si sprigiona dopo un periodo in cui i consueti   strumenti di politica economica e finanziaria adottati in passato sono stati dichiarati inutilizzabili nelle economie globalizzate, mentre sono sempre più indefiniti i confini di azione dei governi e delle banche centrali, né ci sono grandi ambiti  internazionali, riconosciuti e legittimati, destinati a decidere. Leggi il resto di questo articolo »

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Il 28 Novembre avremo l’onore di ospitare nella citta’ sabauda, Torino, gli amici Ratapignata. Il concerto sara’ benefit circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo. La sera del 28 Novembre organizzaremo come circolo di Torino anche una cena sociale con menù sardo. Per la cena vi potete prenotare al 3933900621, o all’inidirizzo stobados@autistici.org.Il concerto (h. 23) e la cena (h. 20) si svolgeranno al Centro sociale occupato Askatasuna. Vi preghiamo in oltre di fare girare la voce.
Cena + concerto 12 €
Solo concerto 3€

Siti utili:

http://contraasug8.altervista.org

http://www.myspace.com/contraasug8

http://www.myspace.com/saratapignata

http://www.csoaskatasuna.org

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