Archivio per dicembre, 2008

FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!
Sabato mattina è iniziata l’operazione dell’esercito israeliano a Gaza, denominata “Piombo Fuso”. Un attacco militare, in corso tutt’ora, che ha già causato un’ecatombe con oltre 400 morti e centinaia di feriti. I raid israeliani sulla Striscia stanno colpendo una popolazione, quella palestinese, già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. Nella notte tra sabato e domenica è stata colpita la moschea di Gaza City e nella gio rnata di domenica anche l’università. E’ proprio attraverso il massacro del popolo palestinese che Israele sta cercando di delegittimare il governo di Hamas e ne è conferma la dichiarazione agghiacciante del vice-capo di stato maggiore Israeliano: “Non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas, la battaglia è solo all’inizio, questa è un’operazione diversa dalle precedenti…non colpiamo solo i terroristi e i lanciarazzi ma anche l’insieme del governo di Hamas”, in altre parole l’intera popolazione della Striscia di Gaza. Le autorità israeliane hanno preparato da tempo questo scenario, utilizzando il pretesto dell’attacco “difensivo” dai missili qassam. Chiaro è il tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal fatto che a Gaza un milione e mezzo di persone sta rischiando la morte da quasi due anni per l’embargo e l’assedio dell’esercito, che ogni giorno producono vittime. Parallelamente a tutto questo prosegue il “silenzio complice” dei governi e dei media occidentali, per non parlare di molti paesi arabi che, con il Consiglio di Cooperazione del Golfo riunitosi lunedì 29 dicembre, hanno assunto una posizione di equidistanza. Mentre il ministro israeliano della difesa Barak minaccia una possibile azione di terra (pare che si stia già preparando l’ingresso dei tanks oltre la linea palestinese), l’Egitto ha schierato circa 10.000 militari e agenti di polizia per impedire un possibile sfondamento della frontiera da parte dei palestinesi. Un attacco di terra rappresenterebbe un disastro di proporzioni immani e certamente, dal punto di vista politico, allargherebbe le dimensioni del conflitto. Il leader politico di Hamas, Khaled Meshall, ha invocato una “terza Intifada”, chiarendo che Gaza non si piegherà mai ad Israele e alle sue violenze. Hamas ha inoltre dato l’ordine, anche a tutte le formazioni, di prepararsi per la resistenza. Alla luce di questo massacro chiediamo:
• L’IMMEDIATO STOP ALL’ATTACCO MILITARE SULLA STRISCIA DI GAZA
• LA FINE DELL’EMBARGO CONTRO LA POPOLAZONE PALESTINESE A GAZA
• IL CONGELAMENTO DI TUTTI GLI ACCORDI POLITICI, ECONOMICI E MILITARI TRA L’ITALIA E ISRAELE
• LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA
AL FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE
NO AL SILENZIO COMPLICE! STOP AL MASSACRO SIONISTA! Assemblea Free Palestine – Torino
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Scritto il dicembre 29th, 2008 da admin in internazionale
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Scritto il dicembre 29th, 2008 da admin in internazionale, Senza categoria, tags: palestina
Nel marasma del circuito di informazioni sull’offensiva sionista contro la Striscia di Gaza che i media stanno immettendo dentro i loro contenitori, spesso con un livello di parzialità e di faziosità ripugnante, che certamente non meraviglia, visto il ruolo e il compito che interessatamente gli viene chiesto di svolgere, facciamo il punto sulla situazione nella Striscia di Gaza con Michele Giorgio, inviato de Il Manifesto in Medioriente, profondo conoscitore del mondo arabo e nostro abituale corrispondente soprattutto per ciò che riguarda Palestina e Libano.
Michele è ancora bloccato a Gerusalemme, visto l’impedimento che Israele esercita contro gli inviati stranieri della carta stampata e non soprattutto attraverso la chiusura del valico di Erez.
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Scritto il dicembre 23rd, 2008 da admin in Senza categoria
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Scritto il dicembre 23rd, 2008 da admin in comunicati, tags: infoaut, magazine
InfoAut Magazine – anno 1 numero 1 Dicembre 2008
Il nuovo progetto in movimento di InfoAut, 24 pagine con gli approfondimenti pubblicati sul sito. Tre temi centrali: la crisi, il movimento dell’Onda e le elezioni Usa. Uno mezzo in più per affrontare la crisi globale, in movimento, come sempre.
In questo numero:
CRISI
Antagonisti contro la crisi
La prima crisi veramente globale?
Crisi e grandi opere
ONDA
Onda Anomala e prospettive dell’antagonismo studentesco
Nuovi individui sociali lottano
USA
Obama la squadra e il movement
[In Movimento]
E’ la caratteristica principale del progetto informativo di InfoAut, ed è la nostra “sede” naturale. Il primo numero della versione Magazine rappresenta un ulteriore evoluzione di Infoaut, nato come portale nel febbraio 2007. Da luglio siamo passati alla versione 2.0, un’ulteriore evoluzione di uno strumento che non può stare fermo, che non si può accontentare di “essere” ma che continua a svilupparsi, in corsa o meglio in movimento, per dare voce, nel miglior modo possibile, alle lotte, ai punti di vista, alle analisi di quanti si oppongono allo stato di cose presenti, aspirando ad un cambiamento radicale. Il magazine è uno strumento in più che si aggiunge al sito web, che già di per se intrecciato con tutte le altre forme di comunicazione: audio, video, foto. Da ottobre di quest’anno sono nati anche i nodi locali di Bologna, Palermo, Torino, per dare maggiore visibilità alle lotte territoriali. In questo numero, centrato sulla crisi, sull’onda e sulle elezioni Usa, proviamo a mettere su carta quanto abbiamo pubblicato sul sito, stravolgendo le caratteristiche del classico “uso web”.
Gli articoli pubblicati qui di seguito sono reperibili anche sul portale, e per ogni tema segnaliamo le interviste e i materiali correlati all’argomento.
Questo primo numero nasce dall’esigenza di essere attrezzati politicamente di fronte alla crisi di un sistema che non può essere riformato e che dimostra sempre più chiaramente la sua vocazione al disastro e all’emergenza, che tenta di far pagare a tutti le conseguenze generate da chi ne compone il suo schieramento.
Infoaut è questo e molto altro: è uno spazio sociale nella rete, uno strumento in più per il conflitto, una voce di parte in un mondo schierato.
Per acquistarlo:
-il costo per una copia è di 2€, 5 € con la spedizione compresa.
-Da 10 copie il costo è di 15 € spese di spedizione incluse.
Per distribuirlo: utilizzare l’apposito modulo nella sezione contatti
Per Bologna, Palermo e Torino scrivere qui
A questo link puoi vederlo e scaricarlo – qui -
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Scritto il dicembre 16th, 2008 da admin in comunicati

Cena BENEFIT, SABATO 20 DICEMBRE 2008, alle ORE 21.00 presso il CSOA Askatasuna, c.so regina margherita 47 Torino.
Il menù, interamente cruelty free sarà:
hummus
insalata russa,
lasagne al pesto,
cavolfiore gratinato,
Dolce di nocciole
acqua e 1/4 di vino
il tutto x 12 Eurini.
si consiglia fortemente la prenotazione a : piolavegana@inventati.org
oppure telefonando o via sms al: 3334261981.
I proventi andranno in solidarietà agli attivisti che devono affrontare spese legali per aver manifestato il proprio dissenso davanti ai laboratori di sperimentazione animale di Colleretto Giacosa (IVREA),un
ampio complesso che da 30 anni svolge test principalmente tossicologici per ricerche biomediche per conto di industrie farmaceutiche
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Un corteo importante, che arriva dopo un autunno attraversato (anche a Torino) dall’Onda degli studenti medi ed universitari. La Cgil apre il corteo da lei indetto, dirigendosi verso piazza Castello, e lì conclude nonostante una presenza di lavoratori che superava lo scarso impegno del sindacato nel promuoverlo. Significativa soprattutto la presenza delle piccole fabbriche, dove gli operai sono soprattutto giovani.
Ma lì finisce per l’appunto il corteo del sindacato istituzionale che non sa raccogliere la spinta delle piazze.
Di tutt’altra natura lo spezzone sociale aperto dai sindacati di base (Cobas,Cub e Sdl), più di 1000 tra delegati e lavoratori, in piazza per consolidare il percorso intrapreso dal 17 ottobre. Dietro lo striscione “Chi paga la crisi? Noi no!”, migliaia di giovani, student* dell’Onda (medi e universitari), precar*, migranti, genitori e la marea irrappresentabile del movimento dell’autunno che, partito dalla scuola, ha investito tutta la società. Lo spezzone sociale – com’è annunciato – si è spinto oltre piazza Castello.
Appena partiti viene chiusa una banca Unicredito in via Po, con assi di legno e tubi da ponteggio, da parte dell’Onda universitaria. Deviazione in piazza San Carlo per raggiungere i lavoratori della Comdata in presidio. Prima di raggiungere l’Unione Industriale, un migliaio di studenti medi devia e raggiunge la sede cittadina del Pdl in corso vittorio. Quì bruciano una decina di copertoni per far sentire a chi ci governa “l’odore della crisi”.
Si ricongiungono quindi col restante corteo , dove, dopo i comizi dei vari soggetti sociali presenti, bruciano un’altra decina di copertoni anche di fronte alla sede del padronato cittadino.
A fin mattinata, intorno alle 14, gli ultimi 500 (inossidabili) si sciolgono di fronte all’area in cui dovrebbe sorgere il grattacielo di Intesa-San Paolo, celebrazione del potere delle banche sulla vita di tutt*.
Centrale il nodo della crisi, attorno al quale si sono snodate e si snoderanno le resistenze dei tanti soggetti (studenti, migranti, lavoratori, precari, …) ai quali la si vuole far pagare, ma che hanno già chiarito:
“noi la crisi non la paghiamo! noi la crisi ve la creiamo!”
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