FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!

Sabato mattina è iniziata l’operazione dell’esercito israeliano a Gaza, denominata “Piombo Fuso”. Un attacco militare, in corso tutt’ora, che ha già causato un’ecatombe con oltre 400 morti e centinaia di feriti. I raid israeliani sulla Striscia stanno colpendo una popolazione, quella palestinese, già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. Nella notte tra sabato e domenica è stata colpita la moschea di Gaza City e nella gio rnata di domenica anche l’università. E’ proprio attraverso il massacro del popolo palestinese che Israele sta cercando di delegittimare il governo di Hamas e ne è conferma la dichiarazione agghiacciante del vice-capo di stato maggiore Israeliano: “Non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas, la battaglia è solo all’inizio, questa è un’operazione diversa dalle precedenti…non colpiamo solo i terroristi e i lanciarazzi ma anche l’insieme del governo di Hamas”, in altre parole l’intera popolazione della Striscia di Gaza. Le autorità israeliane hanno preparato da tempo questo scenario, utilizzando il pretesto dell’attacco “difensivo” dai missili qassam. Chiaro è il tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal fatto che a Gaza un milione e mezzo di persone sta rischiando la morte da quasi due anni per l’embargo e l’assedio dell’esercito, che ogni giorno producono vittime. Parallelamente a tutto questo prosegue il “silenzio complice” dei governi e dei media occidentali, per non parlare di molti paesi arabi che, con il Consiglio di Cooperazione del Golfo riunitosi lunedì 29 dicembre, hanno assunto una posizione di equidistanza. Mentre il ministro israeliano della difesa Barak minaccia una possibile azione di terra (pare che si stia già preparando l’ingresso dei tanks oltre la linea palestinese), l’Egitto ha schierato circa 10.000 militari e agenti di polizia per impedire un possibile sfondamento della frontiera da parte dei palestinesi. Un attacco di terra rappresenterebbe un disastro di proporzioni immani e certamente, dal punto di vista politico, allargherebbe le dimensioni del conflitto. Il leader politico di Hamas, Khaled Meshall, ha invocato una “terza Intifada”, chiarendo che Gaza non si piegherà mai ad Israele e alle sue violenze. Hamas ha inoltre dato l’ordine, anche a tutte le formazioni, di prepararsi per la resistenza. Alla luce di questo massacro chiediamo:

• L’IMMEDIATO STOP ALL’ATTACCO MILITARE SULLA STRISCIA DI GAZA

• LA FINE DELL’EMBARGO CONTRO LA POPOLAZONE PALESTINESE A GAZA

• IL CONGELAMENTO DI TUTTI GLI ACCORDI POLITICI, ECONOMICI E MILITARI TRA L’ITALIA E ISRAELE

• LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA

AL FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE

NO AL SILENZIO COMPLICE! STOP AL MASSACRO SIONISTA! Assemblea Free Palestine – Torino


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