La crisi domina ormai ogni momento informativo al quale assistiamo e a grandi passi informa sempre più le abitudini, i consumi e le giornate di una buona parte delle persone. E’ chiaro che ciò che stiamo vivendo è qualcosa di veramente grosso ed epocale, non misurabile con gli strumenti dati, non calcolabile dai guru in doppiopetto che si affannano a partecipare alle trasmissioni televisive e popolano le colonne dei giornali. I paragoni si sprecano ma la realtà è ben altra rispetto ai riferimenti passati e già superati. Non siamo nel 29’, lo sappiamo bene, ed in crisi non è solo questo sistema finanziario. La crisi è sparsa su tutti i campi dell’organizzazione economica e politica del sistema-mondo. Essa è la prima vera crisi globale perché nessuno ne è escluso e tutti i paesi in un modo o nell’altro ne sono coinvolti. Ad essere in crisi è quindi un sistema intero non solo quello produttivo, sul quale pur si reggono tutte le altre componenti che concorrono a formare la sfera del capitalismo odierno. Ogni parte del sistema è a suo modo in crisi ed è al contempo causa della stessa: la crisi è alimentare, energetica, sociale ed infine politica. E’ crisi totale insomma, nella misura in cui l’insieme dei campi dati compone un solo evento. L’organizzazione produttiva odierna si basa sui principi per cui sta ora esplodendo. Quello che non ci viene mai spiegato fino in fondo è come questo “sistema del disastro” sia soggetto prima o poi ad affrontare il suo azzeramento per ripartire e ricostruirsi. Il paragone più giusto non è quello di un esplosione, che ne significherebbe la frantumazione e l’annientamento magari per cause esterne, il paragone più giusto è l’implosione, intesa come auto-esplosione, al suo interno, dovuta a sè medesimo.
Sono molte le analisi che circolano sul momento, ma tutte sono dirette e influenzate a infondere fiducia, a fornire strumenti “tampone” che permettano di mantenere lo stesso li livello di vita e di consumi, sollievi temporanei per permettere alla macchina di funzionare. Ma siamo sicuri che sia proprio così, che basti qualche piccola aggiustatina ben assestata? Che basti tenere duro per superare la fase che stiamo attraversando? Che serva buon umore e fiducia per superare la crisi? E siamo così sicuri di essere tutti sulla stessa barca e che quindi dobbiamo tutti insieme collaborare perché “l’unità fa la forza”? Beh, chi lo crede è veramente ingenuo e facendo due conti, se le cose continuano così, di ingenui in giro ce ne saranno sempre di meno.


















Articoli (RSS)