Archivio per febbraio, 2009

Manifestazione cittadina contro il Pacchetto Sicurezza – h 15 Porta Palazzo-Piazza Castello.
Questo paese è guidato dal peggior governo possibile: incapace di affrontare la crisi economica e sociale intende far pagare il conto a chi lavora, a chi è precario, a chi studia. Un governo in preda a squallidi istinti razzisti che mirano a far pagare il conto più salato ai migranti. Il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, approdato alla discussione del Parlamento, si fonda sul principio della disuguaglianza dei diritti come difesa della nazione, mira a trasformare tutti i migranti presenti sul territorio (non solo i clandestini) in “paria”, cioè senza cittadinanza ed è pertanto un insieme di provvedimenti fondamentalmente razzisti. Già da tempo violenti incendi di xenofobia (non solo metaforici purtroppo) divampano allegramente appiccati dai politici, alimentati dai media e tollerati da un’opposizione che nemmeno di fronte allo scempio dei valori civili riesce a prendere una posizione. Le chiamiamo leggi razziste perché la disuguaglianza è definita sulla base della provenienza, cioè su base etnica. Le chiamiamo leggi razziste sapendo di evocare uno scenario enormemente più tragico del presente perché riconosciamo nell’odioso vittimismo predicato dalla Lega contro i presunti invasori lo stesso sentimento che ha animato e prodotto nel mondo persecuzione, segregazione e sterminio.
Sulle spalle di 4 milioni di migranti già costretti a sopportare maratone notturne davanti agli sportelli e attese di 12 è più mesi per i rinnovi, ad accettare condizioni di sfruttamento sul lavoro per mantenere il miraggio del permesso di soggiorno, a buttare via titoli di studio diventati inutili o a vivere in clandestinità in attesa di una sanatoria, può pesare anche la colpa di esistere, di farsi vedere, di occupare posti sul tram, nelle scuole e nei letti degli ospedali? Leggi il resto di questo articolo »
Nessun Commento »
Scritto il febbraio 24th, 2009 da admin in donne, femminismo
 Spesso noi donne ci ritroviamo ad essere oggetto del discorso, della cronaca nera, dei media, delle politiche istituzionali. Diventiamo facilmente oggetto di strumentalizzazioni. Siamo protagoniste perché vittime di stupri, di violenze, e veniamo utilizzate per imbastire i teoremi di cui in molti si servono per creare i pacchetti sicurezza, per alimentare un clima di paura, di terrore, soprattutto nei confronti degli immigrati. Nella realtà non è la violenza sulla donne in sé a scandalizzare.
Se vogliamo dircela tutta, non è che ai media o alle istituzioni importi proprio tanto che una donna sia stata violentata, ciò che importa è servirsi dell’episodio per altri scopi. Dalla criminalizzazione degli immigrati al controllo sulle donne che si può ottenere, perché se il messaggio che passa è che se una va in giro da sola, si veste un po’ carina, va in vacanza con le amiche, fa tardi la sera, vive liberamente la sua sessualità, farà in sostanza una brutta fine, questo crea sfiducia, insicurezza, paura e quindi una donna ci pensa magari due o tre volte prima di muoversi autonomamente, uscire da sola, viversi liberamente e con serenità certe situazioni della sua vita, etc… Leggi il resto di questo articolo »
Nessun Commento »

di Vincenzo Miliucci_
Il 22 febbraio 1980 a Roma, il giovane autonomo Valerio Verbano veniva trucidato davanti agli occhi impotenti e allucinati degli anziani genitori, già sequestrati con un sotterfugio dai killer che attendevano il rientro di Valerio, la cui reazione alla sorpresa di trovarsi i fascisti in casa venne presto soffocata nel sangue.
Sono trascorsi quasi 30 anni da quel barbaro crimine. I vigliacchi assassini di Valerio, i fascisti dei Nar, rimangono anonimi; aldilà di tante congetture ed inchieste, dell’instancabile impegno di mamma Carla, tacciono soprattutto per la vergogna di passare alla storia dei peggiori infami di tutti i tempi: a quel punto la loro vita non varrebbe un centesimo!
Nel conflitto irriducibile che divide gli antifascisti dai fascisti, voglio ricordare un’altra pagina criminale di 37 anni fa, ai più sconosciuta. Quando a Napoli, all’alba del 25 gennaio 1972, il compagno universitario Vincenzo De Waure di 21 anni, al culmine di numerose aggressioni subite dai fascisti venne colpito a morte e bruciato ancora vivo: anche in questo caso, vale il ragionamento fatto per Valerio ,sui criminali autori rimasti anche per De Waure impuniti.
Necessario ricordare, necessario inorridire ! Le storie oggi sono peggiorate. Peggiorate a causa del degrado morale e materiale del ceto politico della 2° repubblica, che ha fatto del superamento delle ideologie e del revisionismo , la chiave di volta per dedicarsi esclusivamente al carrierismo e all’affarismo.
Non fa piacere, fa ribrezzo, udire le bocche istituzionali di Fini e Alemanno dichiarare “ essere antifascisti”, sapendo quanta ipocrisia e calcolo c’è in questo atteggiarsi revisionista; mentre nei fatti continuano a dimostrarsi fascisti con i Rom e i centri sociali, con chi aggredisce migranti,diversi e studenti. C’è sempre una buona scusante , un’esimente, per il truce comportamento dei vari clan nazifascismi, C’è il placet alle scorrerie, ai pogrom, alle ronde, all’uso diffuso dell’esercito.
Aggiungiamoci lo scenario di fondo. Del clima generale di smobilitazione dei valori della Resistenza che hanno determinato l’atto fondativo della Repubblica democratica… Del decadimento dei partiti e delle istituzioni che hanno tradito la Costituzione. Della negazione o selezione clientelare dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, ovvero del rifiuto e criminalizzazione del diritto ad un lavoro-reddito dignitosi, del diritto alla casa e servizi, alla salute, ai saperi, alla cultura , all’ambiente salubre e pulito, del diritto di asilo, del ripudio della guerra. Leggi il resto di questo articolo »
Nessun Commento »
Scritto il febbraio 20th, 2009 da admin in migranti, movimento
Dei trecento tunisini in rivolta di Lampedusa trasferiti nei cie di tutta italia venti sono giunti nella nostra città Torino.
Da subito hanno iniziato lo sciopero della fame già di fatto iniziato a Lampedusa..
Rivolte e scioperi della fame si stanno dando in altri cie italiani.
Facciamo sentire la nostra solidarietà:
Da Lampedusa a Torino
Solidarietà con i/le migranti in lotta
CHIUDERE I CIE!!
contro il pacchetto sicurezzaper la libertà di movimento
Presiodio Sabato 21 Febbraio 2009 ore 16:00
davanti al cie di corso brunelleschi
Comitato di solidarietà con rifugiat* e migranti
Nessun Commento »
Scritto il febbraio 19th, 2009 da admin in SAPERI, antifascismo, movimento, torino

Il Tribunale di Torino ha condannato oggi 3 studenti antifascisti dell’Università cittadina a 1 anno (per 2 studenti, 11 mesi per il terzo) per “resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale”. Nei fatti sono stati ritenuti rei di aver partecipato ad un presidio di contestazione contro la presenza di esponenti del Fuan all’interno dell’università nella primavera del 2007. Il presidio si concluse con 2 violenti cariche della Polizia fino al primo piano dell’ateneo, ferendo uno studente (3 punti di sutura e un trauma cranico) e non lesinando generose “attenzioni” anche a altri studenti che attraversavano l’atrio, così come nei confronti di un lavoratore dell’università.
Fatto non secondario, neofascisti, Digos e Polizia entrarono nell’ateneo mezz’ora prima dell’orario d’apertura dell’università senza alcuna autorizzazione da parte del Rettore.
Una condanna politica
La gravità della sentenza sta tutta nella sproporzione tra quanto realmente commesso e quanto viene comminato agli studenti (1 anno di reclusione), studenti che furono selvaggiamente caricati e che cercarono di difendersi facendosi scudo di quanto presente nell’atrio (bacheche mobili e bidoni della spazzatura). Fatto ancora più grave, le ragioni addotte dal Pm Tatangelo (una carriera costruita sulla persecuzione dei movimenti) per giustificare la sentenza. Il Pm chiedeva di condannare gli imputati non per quanto da loro realmente commesso ma per la loro identità politica e per la loro biografia militante: un altro esempio di interramento dell’habeas corpus. Da ricordare che la detenzione domiciliare cautelativa di 20 giorni inflitta ai tre studenti fu sospesa dal Tribunale del Riesame per evidenti discrepanze tra la ricostruzione soggettiva dei Digos e quanto ripreso i video dalle copiose telecamere delle forze dell’ordine.
Il giudice ha però deciso di accettare le ragioni del Pm…
Dopo gli arresti cautelativi ci fu un’importante mobilitazione nell’università cittadina e numerosissimi attestati di solidarietà da collettivi universitari di tutto il paese. Gli studenti del collettivo universitario autonomo hanno oggi ribadito in una conferenza stampa le ragioni dell’antifascismo e la volontà di continuare a mobilitarsi su ogni livello possibile di lotta: saperi, diritti, antirazzismo,antifascismo!
Speciale Infoaut 1.0: Ricostruzione,testimonianze,cronaca degli eventi del maggio ‘07
Nessun Commento »
Scritto il febbraio 9th, 2009 da bubba in internazionale
Nessun Commento »
|