Archivio per marzo, 2009

Oggi alle 15, nella sua Villardora l’ultimo saluto a Vittorio Blandino, comandante partigiano,e roe della resistenza. La Valle di Susa e l’Italia intera oggi ricordano il suo sacrificio, una vita intera dedicata alla lotta di liberazione, da protagonista prima e testimone poi.

Dall’8settembre al 25 aprile in Valle di Susa si è consumata quella che viene ricordata da tutti come la “battaglia della Ferrovia”. Obiettivo primario delle formazioni partigiane era sabotare la linea ferroviaria Torino-Modane asse logistico di primaria importanza per l’approvvigionamento delle truppe tedesche in tutto il nord Italia. Gli ordini arrivarono chiari dal Cln, tutti gli sforzi della resitenza valsusina dovevano concentrarsi sulla ferrovia. La risposta dei nostri partigiani fu ancora più chiara, la linea ferroviaria subisce continui sabotaggi che ne interrompono il funzionamento di continuo grazie al valoroso sacrificio di molti ragazzi che come Vittorio avevano scelto da subito di ribellarsi. I combattimenti sono duri, a seguito dei sabotaggi, i tedeschi rispondo con rastrellamenti sempre più feroci. Vige il coprifuoco prima notturno e poi anche diurno. La Valle è un posto di blocco unico, tutta la potenza della macchina bellica tedesca è messa a difesa della linea ferroviaria. In questo scenario di guerra diffusa il comandante “Vittorio” assieme a tre compagni (Don Foglia detto “don dinamite”, l’ing. Sergio Bellone e “Remo”) compie quella che viene definita dagli alleati la più grande impresa di sabotaggio dell’Europa occidentale. Leggi il resto di questo articolo »

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torino-7-marzo-in-piazza_1236173668623TORINO – SABATO 7 MARZO 2009

MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

Appuntamento ore 15 Piazza Vittorio Veneto

Tutti gli episodi di violenza che hanno accompagnato la cronaca degli ultimi mesi sono stati non a caso amplificati dai media in corrispondenza dell’approvazione del Pacchetto Sicurezza. Queste vicende hanno messo in luce quanto però sia distorto e falso il discorso pubblico sugli stupri e più in generale sulle violenze degli uomini sulle donne. Un discorso tutto al maschile, dove il corpo della donna è soltanto la posta in gioco dello scontro tra bande di uomini. Noi donne siamo prede da catturare o vittime da proteggere. Il governo ci promette sicurezza, che giustizia sarà fatta, che ci proteggerà. Una logica che quasi riproduce quegli stessi istinti che sono alla base dello stupro: l’idea che il maschio possa “dominare” sul corpo della donna, farne oggetto delle proprie volontà, dei propri desideri. L’obiettivo come al solito è di spostare l’attenzione: la risposta politica è più sicurezza, maggiore controllo del territorio. La politica istituzionale risponde disponendosi in assetto di guerra, minacciando di assediare le strade, le piazze, con tutti i “corpi di Stato”: poliziotti, militari, vigili dotati di pistola, polizia penitenziaria, Forestale, Guardia di Finanza.
Questo approccio è devastante: cancella l’aggressore “in quanto uomo”, cancella la realtà statistica che conferma che la maggior parte degli stupri, delle molestie, delle violenze fisiche e psicologiche, avviene tra le mura domestiche, per mano di coniugi, amici, parenti. E poi innesca una reazione pubblica di razzismo e intolleranza nei confronti dei migranti. La violenza sulle donne diventa un problema di ordine pubblico. E il corpo delle donne un luogo pubblico su cui il governo fa le leggi, e per la Chiesa il terreno di una crociata feroce e spietata. Dall’aborto alla fecondazione assistita, dalle case chiuse alla pillola del giorno, ogni argomento è buono per metterci sotto controllo, per normare i nostri corpi, ridurre le nostre libertà. Leggi il resto di questo articolo »

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