Archivio per maggio, 2009
Scritto il maggio 14th, 2009 da admin in quartiere, vanchiglia
Sabato 9 maggio 2009, in un clima di grande socialità, spontaneità popolare e tangibile entusiasmo collettivo, OLTRE CENTO CITTADINE/I del quartiere -famiglie, genitori, bambini/e, nonni- HANNO INAUGURATO LA LU.PO, la LUDOTECA POPOLARE di Vanchiglia, presso gli spazi occupati autogestiti e autorganizzati del CSOA Askatasuna.
Un nuovo spazio di libertà e autonomia per grandi e piccoli è nato in quartiere, a disposizione di quanti vorranno riempirlo con la propria voglia di partecipazione e condivisione.
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Scritto il maggio 11th, 2009 da admin in SAPERI, torino, tags: nog8
Torino 17, 18, 19 maggio 2009
Il 17 18 e 19 maggio si terrà a Torino il G8 University Summit, a cui parteciperanno i rettori ed i presidenti degli atenei degli stati membri del G8, insieme a quelli di molti altri paesi del mondo.
L’incontro, promosso dalla CRUI, si propone come interlocutore diretto dei capi di governo e di stato che si riunirà in Sardegna (o probabilmente a L’Aquila) quest’estate ed ha l’obiettivo di consigliare i “grandi del mondo” sui problemi dell’umanità e del pianeta, confidando sul presunto carattere “neutrale e oggettivo” del sapere prodotto dalle università.
Sappiamo tutti come il G8 abbia rappresentato nel corso dei decenni un’istituzione cardine dell’ordine neoliberista oggi evidentemente in crisi. Non ci sembra quindi credibile che a proporre soluzioni per arginare gli effetti della crisi in atto siano gli stessi soggetti che l’hanno prodotta e a doverne subire i costi sociali ed economici, sempre più insostenibili, siano invece proprio coloro (studenti, lavoratori, movimenti in difesa del territorio e dei beni comuni) che restano esclusi dai processi decisionali.
Il G8 universitario si presenta come diretto interlocutore dei capi di governo e di stato, mirando ad affermare un modello di università che risponde a specifiche esigenze di mercato e di profitto. L’ottica oramai consolidata, avviata già dal processo di Bologna, è quella che seleziona nell’offerta didattica solamente i saperi spendibili dalle imprese; ne è diretta conseguenza un impoverimento della formazione e della ricerca a discapito di chi attraversa l’università.
E’ la stessa forma di mercificazione che si applica a tutti i “beni comuni”, dal territorio ai servizi, la stessa espropriazione che l’attuale modello di sviluppo continua a perpetrare imponendo privatizzazioni e grandi opere ai danni di chi realmente produce la ricchezza sociale.
La critica ai processi di trasformazione che investono l’università vuole partire da un discorso sulla crisi globale considerando come i governi ne scarichino le responsabilità dirottando gli effetti. Crediamo che questa critica riguardi tutti coloro che pagano i costi di questa crisi e non si riconoscono negli interessi dei suoi responsabili.
Con questo appello vi invitiamo a partecipare alla tre giorni di mobilitazione, che culminerà il 19 maggio in una manifestazione nazionale che, come studenti dell’Onda, stiamo costruendo assieme a tutte le realtà dell’università, della scuola, del mondo del lavoro ed a chi, come i No Tav, i No dal Molin e il movimento antinucleare, difende il proprio territorio dalle nocività.
CONTRO IL G8 DELL’UNIVERSITA’,
L’ONDA NON VI SOSTIENE, VI TRAVOLGE!

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Scritto il maggio 7th, 2009 da admin in quartiere

Sabato 9 maggio, dalle 15:30
nel giardino dell’Aska
corso regina 47/area pedonale via balbo
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Scritto il maggio 4th, 2009 da admin in movimento
scarica qui in pdf SPAZI SOCIALI, distribuito il primo maggio
Crisi economica: il bello deve ancora incominciare?
Siamo in prossimità delle elezioni europee e i partiti al governo stanno cercando in tutti i modi di far passare dei messaggi rassicuranti. Il centrodestra afferma che il peggio, ormai, almeno nel nostro paese e in Europa, è passato. L’occasione del terremoto in Abruzzo ha permesso poi a Berlusconi di utilizzare sapientemente i media per trasmettere messaggi di presenza, di attenzione e di solidarietà verso chi è colpito da un destino infausto. Si tratta di un nuovo modo di fare la campagna elettorale, molto efficace e senza spendere quattrini.
Certo la forza politica dell’attuale governo è data più che altro dalla debolezza e dall’inconsistenza delle forze che dovrebbero esprimere opposizione politica e sociale. In prima istanza il Partito Democratico, che ha cercato talmente tanto di reinterpretare le istanze conservatrici e dei ceti dirigenti di questo paese, da diventare sempre più solo un’ombra, spesso indefinita, del governo. In seconda istanza i sindacati, che non intendono e non sono più in grado, almeno da qualche decennio, di sostenere gli interessi dei ceti sociali espropriati da un sistema capitalistico globalizzato e annullati da un sistema istituzionale totalizzante.
Ci troveremmo di fronte a una prospettiva immutabile se la crisi non definisse un futuro fortemente destabilizzato e carico di possibili rotture. Quello che nessuno ha il coraggio di dire è che la crisi, probabilmente, rischia di diventare una permanenza di lunga durata e che deve ancora disvelare la sua potenza distruttiva.
Bisognerebbe essere realisti e rendersi conto che gli interventi di politica economica e finanziaria prospettati dai centri di potere internazionali economici e politici (G8 G20 Banca mondiale ecc.), per un prossimo futuro, sono armi spuntate che non produrranno risposte concrete nel contrastare gli effetti devastanti che la crisi produrrà. Ci si dovrà confrontare con importanti momenti di rottura che annulleranno redditi, posizioni sociali, certezze rassicuranti, illusioni di sviluppo.
È possibile, anzi, molto probabile, che l’acuirsi della crisi economica indebolisca fortemente il sistema istituzionale accrescendo l’instabilità del sistema politico attuale.
La facilità con cui si accumula oggi il consenso politico intorno ai partiti di governo, in assenza di effettivi progetti di opposizione politica e sociale, di per sé, non rafforza né consolida il potere politico oggi dominante. Anzi, forse ne produce proprio la fragilità e un possibile futuro dissolvimento altrettanto repertino.
Se la crisi del sistema economico modificherà profondamente la realtà sociale, è probabile che la forza distruttiva insita in essa provocherà inevitabilmente una caduta di consenso e di fiducia nella forma politica attualmente dominante e quindi una rottura nel sistema politico già oggi profondamente inadeguato a fronteggiare prospettive di effettiva incertezza.
La futura instabilità economica e politica, dunque, rappresentano sicuramente una minaccia per il sistema istituzionale, ma al contempo possono rappresentare un’opportunità di cambiamento e di rottura per una nuova progettualità politica anti-istituzionale che sia capace di interpretare i bisogni e le necessità di chi a livello sociale è colpito più duramente dagli effetti della crisi.
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Scritto il maggio 4th, 2009 da admin in movimento, torino
A dieci anni dal primo maggio 1999 ed in ricordo di Armando Ceste, recentemente scomparso
proiezione di Rosso Askatasuna – a proposito di un primo maggio in guerra
di Armando Ceste con Beppe Rosso-50 min-1999

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Scritto il maggio 2nd, 2009 da admin in movimento, torino
1 maggio: 100.000 in corteo, lo spezzone antagonista davanti ai partiti
Non è stato sicuramente uno dei primi maggio più partecipati nè tantomeno rispecchiante la realtà sociale torinese. Anzi da un certo punto di vista ha rappresentato l’alone dismesso e pre-elettorale della realtà politica. In un tradizionale giorno di sfilata, lo spezzone antagonista, composto dai centri sociali, studenti medi e universitari, lavoratori precarie e comitati di quartiere, al quale si sono uniti i sindacati di base e i comitati pro Palestina, ha deciso di passare davanti ai partiti e sfilare prima di essi. Stufi della solita esposizione telecomandata dei partiti di centro sinistra, abbiamo optato per dare un posto più visibile a chi organizza l’opposizione sociale alla crisi, lasciandoci alle spalle chi, la crisi l’ha creata e ora prova a governarla. Contro la crisi, la precarietà, le morti sul lavoro, il razzismo e le politiche del governo Berlusconi sono state le parole d’ordine attorno alle quali sono articolati gli interventi dallo spezzone, non dimenticando di mostrare l’avversità necessaria all’onorevole Di Pietro che sfilava nel corteo, a Cisl e Uil, sempre più governative, e a Fassino e Cofferati contestati strada facendo. Al rettorato universitario, tre studenti si sono arrampicati per issare uno striscione contro il prossimo g8 delle università che si terrà a Torino dal 17 maggio, nuova tappa dell’opposizione sociale.
A dieci anni da primo maggio 1999 nessuno ha dimenticato, e durante il corteo con dei cartelloni e con lo striscione storico appeso fuori dall’Askatasuna il giorno dopo la devastazione, è stato ricordato, a tutta la piazza, ma soprattutto a quelli che stavano dietro di noi, i partiti che nel 99 al governo sostenevano la guerra umanitaria, nel giusto posto.
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