Genova 2001, l’altra faccia della Giustizia: un secolo di carcere per i No G8
Scritto il ottobre 10th, 2009 da Aska 1 in movimento, news
L’altra faccia (processuale) di Genova 2001. A 48 ore dall’assoluzione farsesca di De Gennaro e Mortola, oggi è giunta la sentenza dei giudici della corte di appello di Genova per i 25 compagn* sotto processo per i fatti di piazza del G8 del 2001, su alcuni dei quali pende la mannaia dell’accusa di devastazione e saccheggio: 10 condanne, 15 assoluzioni e prescrizioni.
La diversità di peso e misura rispetto ai processi fasulli che hanno coinvolto sbirri di ogni risma è evidente, le condanne pesanti. In primo grado le condanne erano state 24 per un totale di 108 anni di reclusione. Il collegio presieduto da Maria Rosaria D’Angelo ha quindi deliberato che, dinnanzi all’andata in prescrizione dei reati di resistenza e danneggiamento, si dovesse rincarare la dose per gli imputati per devastazione e saccheggio, aumentando per loro gli anni di galera. Quasi una forma di vendetta…
Una sentenza infame che non può che far tornare al pettine, soprattutto a pochi giorni dall’ennesimo atto assolutorio dei vertici della polizia, l’assoluta iniquità nella quale opera una Giustizia che si vuol spacciare come giusta e uguale per tutti dentro un regime democratico. Chi fu protagonista di quella repressione, di quella che è stata soprannominata “macelleria messicana” per quel che riguarda le violenze alla Diaz e a Bolzaneto, oggi raccoglie il riconoscimento e la lusinga da parte dello Stato, con pubblica ammirazione e promozioni assicurate. Chi invece ebbe il coraggio, e riserba in cuor proprio di continuare a farlo, di opporsi e resistere deve essere condannato, colpendo solo una decina delle migliaia di ribelli che attraversarono, strada per strada, Genova in quel luglio 2001, come prezzo da pagare ma anche come deterrente per altri percorsi politici e sociali volti ad un radicale cambiamento dell’esistente.
Lascia il tempo che trova il riconoscimento dell’illegittimità della carica dei carabinieri in via Tolemaide, dinnanzi al marasma di violenza di Stato scatenato dalle forze poliziesche al G8 di Genova. Tutto deve sempre essere riportato, dal punto di visata dei movimenti, dentro quel che quelle giornate seppero esplimere in termini di opposizione, resistenza e conflitto. Non saranno i tribunali a rieditare la storia, a operare la selezione tra buoni e cattivi. Migliaia e migliaia furono le persone che parteciparono a quel G8, che presero parte agli scontri ed ai riot: i 25 sotto processo come capro espiatorio di patrimonio collettivo come quello rappresentato da Genova 2001, dove i movimenti hanno avuto la forza e la capacità di saper agire e praticare la potenza del conflitto.
vedi anche:
Assolti De Gennaro e Mortola. Lo Stato non si condanna!
www.infoaut.org
















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