Archivio per novembre, 2009

sto-con-askaNel giorno in cui si tiene l’ennesimo dibattito in comune sulla sorte dei centri sociali e degli spazi sociali autogestiti, è on line il sito www.iostoconaskatasuna.it, finestra sulla campagna di difesa del Centro sociale Askatasuna e degli spazi sociali torinesi.

Il sito illustra attraverso testi, immagini e  collegamenti la campagna Io Sto Con Askatasuna; nelle sezioni curate vi sono un canale dedicato alla rassegna stampa, agli appelli da sottoscrivere, i documenti e i comunicati prodotti, le adesioni sotto forma di nomi, visi e video clip. Una parte grafica arricchisce il sito dando il via ad una sperimentazione di social networking di  immagini, foto e clip tramutate in adesione.

Il sito è collegato ai social network più diffusi, tra cui un gruppo omonimo di Facebook che conta 1500 iscritti in poco tempo.

Iostoconaskatasuna.it è in fase beta, è in continua evoluzione, come la campagna sociale che si sta sviluppando.

Centro sociale Askatasuna

P.S. L’immagine qui sotto, realizzata da una mamma del quartiere di Vanchiglia, è l’immagine della campagna “delnel” quartiere che da sabato pomeriggio, capeggia agli angoli del borgo di Vanchiglia, appesa ai lampioni della luce.

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E Ghiglia non entra in Vanchiglia!

200 persone hanno preso parte oggi all’iniziativa organizzata dalla palestra popolare Antifa Boxe, da anni operante al centro sociale Askatasuna. L’iniziativa rientra nella campagna citatdina “Io sto con Askatasuna e difendo gli spazi sociali”.

All’appuntamento pubblico nell’area pedonale di via Balbo (sul retro del centro sociale) hanno partecipato allievi dei vari livelli dei corsi, esponenti del comitato di quartiere e abitanti di Vanchiglia, oltre ad alcun* curios*. Continuava parallelamente l’apertura della Ludoteca Popolare inaugurata da una decina di giorni. Iniziata anche l’addobbod elle vie del quartiere con gli stendardi di sostegno “Io sto con Askatasuna”

Il provocatore Agostino Ghiglia, uomo-cinghia del Pdl, annunciava nel primo pomeriggio l’intenzione di non mantenere le promesse fatte e stare lontano dll’iniziativa. Ottima scelta!
Un volantino è stato comunque distribuito per denunciare il tentativo di provocazione.

Ghiglia, un provocatore da 10.000 euro al mese!

Oggi la palestra popolare del centro sociale Askatasuna si sposta nella zona pedonale di Via Balbo e fa un allenamento aperto a tutti gli abitanti del quartiere. Il centro sociale Askatasuna è questo.  E’ anche, però, un comitato di quartiere e una ludoteca popolare, la Lu.Po, cioè uno spazio aperto a bambini e adulti. All’interno c’è una biblioteca  ma anche l’ARS-KA, un progetto che organizza eventi, mostre e laboratori di arte visiva, musica e danza. Ci sono i gruppi di acquisto per contrastare il caro vita e durante la bella stagione  il giardino viene aperto il fine settimana, per far giocare i bambini e divertire i loro genitori. Ogni anno organizziamo la sfilata del Carnevale di Vanchiglia e iniziative per festeggiare il 25 aprile. Il centro sociale è un luogo vissuto continuamente da famiglie e dagli abitanti del quartiere!

L’iniziativa della palestra è stata accolta con entusiasmo da molti, ad eccezione di Agostino Ghiglia, deputato del Pdl. Ghiglia, ricordiamolo, iniziò la sua carriera nell’M.S.I  di Almirante per poi riciclarsi in vari partiti di destra sino ad approdare a quello che oggi è il Pdl. Un parlamentare da 10.000 euro al mese, che non ha mai rinnegato il suo passato da picchiatore fascista ma che, pur di non rinunciare ai soldi, per anni si è aggrappato a varie poltrone fino a diventare deputato. Oggi questo personaggio si scaglia contro la palestra popolare che offre da anni la possibilità, a tutti e tutte, di praticare sport in questo quartiere. Studenti, operai, cassaintegrati, giovani e meno giovani, in moltissimi frequentano la palestra con entusiasmo.

Il centro, occupato 13 anni fa dopo 15 anni di completo abbandono (forse qualche anziano abitante di Vanchiglia se lo ricorda!) è stato sistemato, ripulito, ridipinto e restituito al quartiere. Tutto questo è stato fatto da ragazzi e ragazze che, con l’autofinanziamento e senza mai ricevere un soldo da nessuno, si sono dedicati con passione a questo progetto. Questa è un’altra differenza tra noi e chi come Ghiglia, politicante di professione e nostalgico del ventennio fascista, prende migliaia di euro al mese .

Io sto con Askatasuna!

Lo sport non si sgombera!


Centro Sociale Askatasuna

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dalle h 16, area pedonale via BalboTorino

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locandina_benefit_casa_bianca

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Comunicato Csoa Askatasuna

Manco a dirlo, appena succede qualcosa in città, la colpa è sempre dei centri sociali. Forse il problema è che la visita alla chetichella e ben preparata della ministra Gelmini alla famiglia Scafidi non è funzionata e allora tocca prendersela con qualcuno… ed il capro espiatorio è sempre lo stesso.

Succede che fin dalla prime ore della mattinata di ieri, centinaia di studenti medi e universitari si organizzano per contestare la visita istituzionale a Torino di un ministro tra i più disprezzati della storia repubblicana.

In totale autonomia decidono poi di recarsi alla sede del Pdl dove la Gelmini aveva annunciato la sua visita. Lì vengono accolti a suon di insulti e sputi dal Partito della Cinghia (il Pdl di Ghiglia). Gli studenti si difendono e il solito Ravello fa finta di farsi male. L’aggressione subita diventa aggressione preordinata e, scontato epilogo, la regia non può non essere dei centri sociali.

La bagarre che da oggi, e sicuramente nei prossimi giorni,  non tarderà a scatenarsi per chiedere ancora a più alta voce “sgomberare, sgomberare”, ci fa sorridere.
Siamo naturalmente solidali agli studenti aggrediti, che avevano mille ragioni per contestare un ministro (sì, anche in una sede di partito) che gli sta facendo a pezzi scuola e università; solo non vediamo perché dobbiamo sempre essere tirati in mezzo.

Il problema è in realtà un problema di consenso (mancato) e programma sulla Formazione (nullo) che una destra di governo  non sa più come gestire. L’accodamento a questi ululati securitari ed emergenziali, che sicuramente non mancherà da parte della sinistra cittadina, non fa che confermare la sua pochezza politica e subordinanza programmatica alla Destra.

Da parte nostra, continuiamo a sapere da che parte stare, con gli operai che lottano (e qualche volta sequestrano), con le scuole in subbuglio che continuano a far sentire la propria voce.

Csoa Askatasuna

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In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne

il Collettivo femminista Rossefuoco e le compagne del Centro sociale Askatasuna
presentano
“Farfalle”
un’esperienza di teatro narrazione

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Il quindicinale tavolo sulla sicurezza, declinato negli ultimi tempi a “tavolo sull’emergenza centri sociali” avanza trainato da una decisione che sembra esser dettata più dal battage mediatico che dalle intenzioni reali del ceto politico cittadino.
L’amministrazione insomma, dà segni di nervosismo: il Podestà Chiamparino e il Prefetto Padoin (sempre più a braccetto) hanno mal digerito l’irruzione pubblica dei centri sociali e delle case occupate al Torino Film Festival di venerdì sera. Il sindaco ha dovuto rinunciare ad una serata di gala e la cosa non gli è andata proprio giù… probabilmente pregustava l’ennesima sbornia di flash con qualche celebrità da prendere in braccio… Gli è andata male: gli spazi occupati si son presi la scena e pare proprio che il blitz abbia suscitato il consenso e l’ammirazione di buona parte del pubblico che non ha lesinato un generoso applauso (l’altra metà, tollerava con simpatia).

Insomma, gli spazi sociali dimostrano di non essere quel ghetto di emarginazione a cui vorrebbe ridurli il sindaco e una destra cittadina che continua a cuocerselo a fuoco lento a suon di interpellanze e polemiche strumentali, complici i mestieranti a libro paga Massimo Numa e l’intera redazione di Torino Cronaca.
La compattezza e l’unità d’intenti sembrano insomma scricchiolare un po’. Nonostante i titoli roboanti dei quotidiani, tra le righe degli articoli, in mezzo alle dichiarazioni, emergono le incertezze e i distinguo di sorta. Chiamparino invoca “prudenza”. Il taliban della fermezza e del pugno duro Carossa (forse calmierato dal sotto-segretario agli interni Davico) tira i remi in barca e ammette di essere consapevole che “realtà così radicate in città da più di 15 anni non si possono debellare certo.. così in 15 giorni”… e già!

La palla torna quindi all’eterno Ghiglia, mastino sempre uguale a se stesso che, incapace di pronunciarsi su uno qualunque delle emergenze reali che interessano la città, volentieri gioca il ruolo di duro e invoca “Tolleranza Zero”.
Nel Pd (un partito “leggero” perché inesistente) covano contraddizioni insolubili: per un decisionista come Giorgis, che ben si presta a un agenda tutta dettata dalla destra,  molti sono quelli che non sanno che pesci pigliare. I più, tra loro, si staranno chiedendo:  ” Che sta combinando Chiamparino?
La Bresso poi,  lei ha ben altro a cui pensare…

Aspettando con curiosità di leggere il parto del tanto declamato “testo comune e unitario”, un mese e due tavoli dopo, la partita è ancora tutta da iniziare è non è chiaro chi si prenderà la briga di sferrare il calcio d’inizio…

Tratto da Infoaut_Torino

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