Archivio per gennaio, 2010

Irruzione all’ufficio elettorale della Bresso. Il servizio d’ordine del PD apre qualche testa. Poi interviene la polizia. 6 persone ancora in stato di fermo dopo lo sgombero dell’Ostile di questa mattina, 12 dopo il blitz in ‘casa Bresso’.

Da qualche giorno, forse approfittando della pausa nel servizio di scorta alle trivelle in Val Susa (ferme dal dopo-corteo del 23 gennaio) ma con un bel po’ di “manodopera” disponibile, la questura di Torino ha deciso di dare un nuovo colpo ad alcuni spazi occupati di ultimissima generazione, occupati e sgomberati già più volte.
Due giorni fa è stata la volta del Velena squat, rioccupato dal 22 gennaio. Ieri La Boccia, in zona Tesoriera, da tempo sotto progetto di demolizione; oggi l’Ostile rioccupato lo scorso 8 gennaio.

Come risposta a questi sgomberi, una 30ina di ex-occupanti e solidali decide di fare un’irruzione al comitato elettorale di Mercedes Bresso, in corsa per le prossime regionali.
La facciata della sede è stata imbrattata con alcune scritte: “Tolte le case prendiamo le strade”, “Fascisti” e altri “insulti”, la sede occupata. A questo punto sono intervenuti alcuni “addetti alla sicurezza” del Partito Democratico che hanno aperto un po’ di teste coi manganelli telescopici. E’ quindi intervenuta la polizia e la digos.
Sei persone, trattenute subito dopo lo sgombero mattutino,  sono in stato di fermo per invasione di edificio e furto di energia elettrica. Altri 15 i fermati dopo il blitz.

Ancora una volta, sgombero e risposta repressiva al blitz, servono a  Chiamparino e Questura come merce di scambio politica da vendere a giornali, alla Destra politica e all’opinione pubblica reazionaria come prove del “buon lavoro” svolto.

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programma-settimana-bascaTorino, 5-13 febbraio 2010

PROGRAMMA SETTIMANA INTERNAZIONALISTA 2010:
HAMAIKA HERRI, BORROKA BAKARRA! TANTI POPOLI UN’UNICA LOTTA!

VENERDÌ 05 FEBBRAIO
h 23.00 concerto gruppo basco SKATU DR. DRER E CRC POSSE (gruppo sardo) al CSOA ASKATASUNA

SABATO 06 FEBBRAIO
h.20.00 cena benefit basca Amici e amiche di Euskal Herria al CSOA ASKATASUNA
(gradite prenotazioni al n. 340 68 38 647)

dibattitoGIOVEDÌ 11 FEBBRAIO
h 21.00 al CSOA Askatasuna “POLITICHE REPRESSIVE NEI PAESI BASCHI”, interverranno Angelo Miotto -giornalista di Peace Reporter- e un rappresentante di Amnistiaren Aldeko Mugimendua -movimento pro-amnistia basco.

VENERDÌ 12 FEBBRAIO
h.20.30 al Cineteatro Baretti (via Baretti, 4 Torino), presentazione del film-documentario ITSASOAREN ALABA – Figlia del Mare, a seguire dibattito con il regista, Josu Martinez. INGRESSO LIBERO.

itsasoarenItsasoaren Alaba – Figlia del Mare
di Josu Martinez, 2008
Haize Goikoetxea Ugarte è la seconda figlia di una coppia che ha dovuto rifugiarsi nel nord dei Paesi Baschi, a Biarritz. Non aveva ancora compiuto 2 anni quando i GAL – gruppi paramilitari  antiterrorismo finanziati dallo Stato spagnolo e dal governo socialista di allora – uccisero suo padre, Mikel Goikoetxea, soprannominato “Txapela”, nel 1984. Haize, affronta all’età di 25 anni una ricerca non solo giornalistica, ma anche personale, alla scoperta delle proprie radici. Aiutata da diverse persone che in passato hanno avuto modo di conoscere “Txapela” in diversi contesti, Haize scopre poco a poco chi era suo padre, costruendo un’immagine di lui così contraddittoria come reale. Un film che non racconta solo la storia di una vittima dei GAL e di una transizione democratica che non è mai terminata, ma è anche la storia dei figli e delle figlie dei prigionieri politici, delle persone torturate, di quelle scomparse, dei rifugiati… degli invisibili. Testimone di questo meraviglioso esercizio di memoria, “Itsasoaren Alaba”, ci dimostra come il popolo basco è formato da persone che hanno occhi e mani, che lottano e danzano, ridono e piangono all’interno di un conflitto che dura da molti decenni ormai.

SABATO 13 FEBBRAIO
h 15.00 presidio sotto il consolato spagnolo p.zza Castello

PER UN PROCESSO DEMOCRATICO NEI PAESI BASCHI
dal 6 al 13 febbraio 2010
SETTIMANA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO BASCO

Il conflitto che si protrae da decenni nei Paesi Baschi, nel cuore della fortezza Europa, non solo nega il diritto all’autodeterminazione di un popolo, ma viola anche i più basilari diritti democratici:  illegalizzazioni di partiti e di organizzazioni politiche, chiusura di quotidiani, detenzioni arbitrarie di rappresentati politici e sindacali, come numerosi casi di tortura e sparizione… costituiscono  le condizioni insopportabili che costringono i Paesi Baschi in un vero e proprio stato d’eccezione.
Ed è proprio in questo scenario che si verificano, sempre più numerosi, i casi di sequestro da parte della polizia nei confronti di militanti politici, che vengono trattenuti per ore e minacciati per obbligarli ad una loro “collaborazione”.  La scomparsa di un’attivista politico risalente a circa 9 mesi fa non può che rincondurci amaramente alla “guerra sporca” agita negli anni ‘80 dall’allora Governo socialista spagnolo, che portò a sparizioni e a numerosi assassinii da parte di gruppi paramilitari finanziati e appoggiati dallo Stato.
Nello scorso mese di ottobre, in seguito a un dibattito interno, la sinistra indipendentista ha reso nota una dichiarazione di volontà e di dialogo democratico per risolvere il conflitto politico basco. Tale documento ha ricevuto l’appoggio di diversi partiti politici, sia baschi che spagnoli, e dell’organizzazione armata ETA; ma il Governo spagnolo si è ancora dimostrato non propenso al dialogo ed a trovare una soluzione al conflitto, preferendo la vecchia ricetta della politica repressiva, criminalizzando e continuando così ad incarcerare ed a perseguire chi ha il coraggio di lottare, come dimostra l’ultima grande retata effettuata a danno di giovani indipendentisti baschi.
Come Amici e Amiche di Euskal Herria crediamo che dimostrare la nostra solidarietà al popolo basco e  denunciare quanto sta avvenendo, sia doveroso, non solo perché in questo momento politico-storico le responsabilità delle parti chiamate in causa per avviare un processo di risoluzione rimangono chiare e inequivocabili, ma anche per opporci al laboratorio repressivo che da anni si sta sperimentando nei Paesi Baschi, dimostrando così il nostro appoggio a un popolo che lotta per il legittimo diritto all’autodeterminazione.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare alla settimana internazionalista con il popolo basco nella quale avranno luogo, in molte città italiane e europee, diverse iniziative di solidarietà.

Autodeterminazione per i Paesi Baschi
Euskal Herriaren Lagunak Torino – Amici e amiche dei Paesi Baschi Torino
ehl.torino@gmail.com

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Nuova trivella a Torino in Via Fermi, traversa di Via Reiss Romoli, protetta da forze dell’ordine e presidiata da No Tav. (APPUNTAMENTO PUBBLICO OGGI POMERIGGIO H 16.30)

Mentre in Val Susa si calmano momentaneamente gli interventi trivellatori, per gestire e “far passare” l’importante appuntamento di domani con la marcia che attraverserà Susa , Virano e soci, ringalluzziti dagli effimeri “successi” di questi giorni, puntano alla realizzazione di un nuovo buchetto nel territorio metropolitano

Virano e il prefetto Padoin e il questore hanno quindi posizionato la trivella per il “sondaggio mediatico” G61. Centinaia di poliziotti e carabinieri difendono dalle prime ore della mattina l’inutile postazione per l’inutile sondaggio. Alcuni NoTav improvvisano una protesta per qualche ora.
La presenza rinasce questa mattina…


Appuntamento per tutt* per il pomeriggio di oggi
venerdì 22 gennaio alle 16,30 per un nuovo presidio
S’invitano tutt* a portare roba da mangiare e da bere
materiale informativo e legna da ardere.
La resistenza continua.
No Tav No Trivelle!

_______________

(si veda la scheda e si noti quanti sondaggi di cui  hanno i dati sono stati fatti nella zona, indicati con i pallini verdi http://www.torino-lione.it/sondaggi/G61.pdf) e per vostro orientamento si allega la mappa del sito con le strade di accesso.

La mappa del quartiere:


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MANIF COL

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