Irruzione all’ufficio elettorale della Bresso. Il servizio d’ordine del PD apre qualche testa. Poi interviene la polizia. 6 persone ancora in stato di fermo dopo lo sgombero dell’Ostile di questa mattina, 12 dopo il blitz in ‘casa Bresso’.
Da qualche giorno, forse approfittando della pausa nel servizio di scorta alle trivelle in Val Susa (ferme dal dopo-corteo del 23 gennaio) ma con un bel po’ di “manodopera” disponibile, la questura di Torino ha deciso di dare un nuovo colpo ad alcuni spazi occupati di ultimissima generazione, occupati e sgomberati già più volte.
Due giorni fa è stata la volta del Velena squat, rioccupato dal 22 gennaio. Ieri La Boccia, in zona Tesoriera, da tempo sotto progetto di demolizione; oggi l’Ostile rioccupato lo scorso 8 gennaio.
Come risposta a questi sgomberi, una 30ina di ex-occupanti e solidali decide di fare un’irruzione al comitato elettorale di Mercedes Bresso, in corsa per le prossime regionali.
La facciata della sede è stata imbrattata con alcune scritte: “Tolte le case prendiamo le strade”, “Fascisti” e altri “insulti”, la sede occupata. A questo punto sono intervenuti alcuni “addetti alla sicurezza” del Partito Democratico che hanno aperto un po’ di teste coi manganelli telescopici. E’ quindi intervenuta la polizia e la digos.
Sei persone, trattenute subito dopo lo sgombero mattutino, sono in stato di fermo per invasione di edificio e furto di energia elettrica. Altri 15 i fermati dopo il blitz.
Ancora una volta, sgombero e risposta repressiva al blitz, servono a Chiamparino e Questura come merce di scambio politica da vendere a giornali, alla Destra politica e all’opinione pubblica reazionaria come prove del “buon lavoro” svolto.
























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