Archivio per febbraio, 2010

Scontato e puntuale, alla fine il no alla concessione di una sala comunale (a pagamento!) per la presentazione della mostra “Perchè il fuoco non muore” di Paolo Neri e il successivo di battito con Ingmar Moller, militante della Raf e unica sopravvissuta, é arrivato.

Da giorni sulle pagine locali di tutte le testate, i rappresentanti politici più disparati avevano fatto a gara a chi riusciva a dimostrarsi più contrario all’incontro: la Giovane Italia, insieme con il Pdl tutto, aveva persino deciso di scendere in piazza per “dare a Ingmar Moller” l’accoglienza che si merita. Di ieri sera la notizia che prefetto e questore, ovviamente, colgono le rimostranze e negano la sala di via Luserna di Rorà per problemi di ordine pubblico. Stupisce, come un semplice dibattito su un periodo importante quanto rimosso della storia recente susciti sistematicamente tanto livore bi-partisan…

L’iniziativa si sposta quindi al centro sociale Askatasuna di corso Regina 47, con il seguente programma:

domenica 28 febbraio, dalle 16, csoa Askatasuna:

  • presentazione della mostra sulla RAF “Perchè il fuoco non muore” a cura dell’autore Paolo Neri
  • a seguire dibattito con Irmgard Moeller, militante della RAF, unica sopravvissuta al massacro dei prigionieri nel carcere di Stammheim del 18 ottobre 1977
  • ore 20.00 apericena
  • a seguire proiezione del documentario “Bambule” realizzato da Ulrike Meinhof
(il programma  previsto per lunedi 1 marzo (esposizione mostra e proiezioni) è annullato)

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BRIGADA copia

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Comitato quartiere Vanchiglia, Centro sociale Askatasuna, Progetto arte Ars-ka
presentano

Tina Modotti

Fotografia rivoluzionaria

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UNITI CONTRO IL RAZZISMO E LO SFRUTTAMENTO
1° MARZO GIORNATA DI LOTTA PER I DIRITTI E LA DIGNITÀNoi, donne e uomini di ogni paese. Noi, immigrati, italiani, figli di immigrati e di emigranti; noi sappiamo che le immigrate e gli immigrati
hanno arricchito l’Italia con la loro cultura e il loro lavoro.

Noi rifiutiamo le proposte dei politici che vogliono criminalizzare gli immigrati.

Noi rifiutiamo le politiche razziste che colpiscono gli immigrati per poter sfruttare meglio loro e gli italiani che lavorano.

Siamo indignati perché negli ultimi anni sono state approvate leggi razziste che negano
i principi dei diritti umani. Leggi in contrasto con la Costituzione
Italiana, che prevede uno stato democratico, senza discriminazioni di
“razza, sesso o religione”.

Per questo abbiamo deciso che il 1 marzo deve essere una giornata di lotta.

Una giornata per protestare, informare, sensibilizzare e parlare.

Una giornata per chiedere il rispetto del diritto di ogni essere umano ad una vita dignitosa.

Una giornata per aiutare le immigrate e gli immigrati a capire che i diritti non si ottengono per “concessione” ma grazie alla consapevolezza,
alla mobilitazione ed alla lotta.

Una giornata per aiutare gli italiani a capire che gli immigrati non sono i loro avversari; a capire che gli immigrati hanno i loro stessi bisogni e
i loro stessi problemi.

I nemici degli italiani e degli immigrati sono gli stessi: gli speculatori, le mafie, i politici senza scrupoli che vogliono mettere i poveri contro i poveri,

per meglio sfruttarli.

Per tutti questi motivi chiediamo di sostenere, con coraggio e dignità, questi obiettivi:

* il diritto al lavoro, alla casa, alla salute per tutte e tutti
* il ritiro del pacchetto sicurezza
* slegare il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
* il rispetto dei diritti delle rifugiate e dei rifugiati.
* il mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
* l’accoglienza di tutte e tutti e la chiusura dei CIE
* la solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro
Chiediamo a tutte e a tutti di partecipare alla manifestazione davanti a PORTA NUOVA alle ore 17 del 1 marzo e di parlare, in questi giorni, con più
persone possibile per far conoscere i motivi della protesta.

Il colore scelto per la giornata di protesta è il giallo: aiutateci a riempire
la città di giallo quel giorno!!!
con fazzoletti, cartelli, bandiere e striscioni gialli.

Coordinamento migranti e realtà antirazziste torinesi

more info:  http://1marzotorinese.ning.com/

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Gli Assalti Frontali presentano la versione acustica dell’album “Banditi” in una serata benefit Collettivo Universitario Autonomo e spese processuali No Rewind, il processo agli student* universitari arrestati ed indagati per le giornate del maggio 2009 contro il G8 Univerity Summit di Torino.

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Nel pieno della campagna “spegni la censura, accendi blackout!”, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d’affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco  censorio e intimidatorio.
Con la scusa di un’operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l’Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l’orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un’ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio.

La nuova “grande operazione”, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti “cautelari” in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari  è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori. A ordire la trama contro i “nemici pubblici”, il sostituto Pm  Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e.
Radio Blackout non si è mai sottratta dal denunciare pubblicamente con la propria attività informativa le ossessioni xenofobe di questo pubblico ministero. Non ci stupisce che con la dilatata perquisizione mattutina della nostra sede (e con l’operazione tutta) il Pm in odore di carriera cerchi anche una personale vendetta.

L’indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure “cautelari”, s’imprigionano e zittiscono le voci scomode. Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento  particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l’ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, l’opposizione popolare all’Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma  di normalizzare una delle poche voci libere della città.

Ma Radio Blackout non si fa intimidire  e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla… Spegni la censura, accendi Blackout!

23 febbraio 2010
La redazione di Radio Blackout

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