Archivio per marzo, 2010

Finisce 7 a 6 per l’opposizione, ma se qualcuno ha il coraggio di chiamarla vittoria, si tratta davvero di una vittoria di Pirro. Il centro-sinistra ha perso in tutte le regioni realmente indicative (e che prima governava) lasciando, seppur per un soffio di voti, anche il Piemonte. Perdita che suggella davvero la cifra della sua sconfitta. La fotografia di queste regionali ci restituiscono un’Italia in cui: l’unico ad uscire realmente vincitore è Bossi e il suo partito; un Berlusconi che sopravvive nonostante tutte le traversie; una sinistra sempre più alla deriva; un PD che pur tenendo a livello nazionale perde nelle sue roccaforti (a scapito soprattutto di Grillo); una sinistra “radicale” che continua a brancolare nel buio senza scorgere la via per uscire dal baratro; un astensionismo alto che dà la misura della disillusione degli elettori (od ex) nei confronti della classe politica.

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Cota ha vinto le elezioni regionali, confermando il successo della Lega nel nord del Paese. La lista di Beppe Grillo sfiora il 4% nella regione e in Valle di Susa tocca il 30%. Un voto caratterizzato dalla diversità e dalla sconfitta dell’antileghismo tout court, condizionato da un (non) voto (astensionista) di quasi il 40%.

Interviste a Lele Rizzo e Alberto Perino del movimento no tav

Analisi del voto in una regione in cui le istituzioni si confrontano con un movimento reale.

Nei giorni scorsi in molti anno indicato il Piemonte come laboratorio e specchio per l’analisi del voto ed oggi ,dopo la sconfitta di Bresso, non si può che continuare ad intendere il voto come tale. Le elezioni regionali qui si presentavano come vero banco di prova della Politica: una regione di centro sinistra (così come il Comune e la Provincia), un’alleanza con la Federazione della Sinistra, una con l’Udc, la novità della lista del movimento 5 stelle e uno scontro in atto con un movimento reale (No Tav).
A questo si deve aggiungere come prima della legislatura attuale il centrodestra con Ghigo governò per due mandati consecutivi. Detto questo ha vinto Cota, la faccia pulita del leghismo nostrano, e forse anche in parvenza più moderata, contando che qui conosciamo più Borghezio e Carossa dell’avvocato novarese. Ha vinto senza stravincere, ma ha decisamente vinto prendendosi tutto al di fuori di Torino che si è confermata orientata verso il centro sinistra, dove in tutte le circoscrizioni la Bresso si è affermata decisamente, evidenziando la diversità tra metropoli e territori. Ha vinto le elezioni meno partecipate della storia, ma ha messo in un angolo uno dei volti del potere storici della nostra regione. La Zarina, con un passato da ambientalista e un presente muscolare e omnicomprensivo del potere regionale, ieri sera versava lacrime. Eppure le aveva provate tutte, era riuscita a mettere insieme più pezzi di politica di quanto siano riusciti altri in giro per l’Italia, ha sfoderato sorrisi e cifre per due mesi a tutti, ma tant’è che è capitolata sotto la realtà.
Una realtà fatta da una concretezza che la Lega è riuscita ad incarnare a cospetto di una barca che affonda sempre più vistosamente. Capire quanto queste elezioni sono una vittoria della Lega o una sconfitta del Pd e di ciò che gli si era alleato è forse uno dei primi nodi da sciogliere. La campagna elettorale democratica ha puntato molto sul volto razzista della lega e sulla sua natura più propensa alla Lombardia che al Piemonte; abbiamo persino riscoperto campagne antirazziste da parte di chi gli immigrati li frequenta solo nei ristoranti etnici alla moda, ma neanche questo è servito.
Così come non è servito fare coalizione con la Federazione della sinistra, che ancora una volta non ha compreso la batosta che la sta cancellando dalle scorse elezioni. Il fare fronte contro la Lega non è servito né all’uno né all’altro. Anzi, la scelta di poco coraggio di “andare da soli” si è dimostrata una debacle che probabilmente si poteva evitare. Pensare che l’accordo elettorale poneva Rifondazione e Comunisti Italiani al di fuori del consiglio regionale anche in caso di percentuali importanti…
Se poi si aggiunge che il PD ha lasciato un vuoto politico da tempo rimpiazzato da Repubblica, che si è dimostrata unica opposizione a Berlusconi, evidentemente in Piemonte non la leggono in tanti…

E poi si è manifestato il ciclone di Grillo, quello di una lista supportata dal comico grazie ai suoi spazi, ma ignorata dai media; che ha saputo fare una campagna elettorale autofinanziata costata 13.000 euro, a dimostrazione di come la politica possa ancora essere partecipazione e chiarezza. In Valle di Susa, alcuni seggi hanno dato il 30% alla lista cinque stelle, a dimostrazione di come sia semplice capire chi votare e chi non votare, non rispetto alla richiesta di fare fronte, ma rispetto a quanto fin qui conosciuto. Ma non solo in Valle, Grillo ha raccolto voti in tutto il Piemonte che hanno portato la lista a percentuali reali ben più consistenti di quanto in molti pensavano.
Ridurre il voto alle 5 stelle a un mero voto di protesta, lascia il tempo che trova, il voto andrebbe compreso più a fondo e tradotto in una voglia di partecipazione e cambiamento che solo chi non vuole sentirla non la comprende. In Piemonte si chiama “cadrega”, la poltrona a cui i politici sono attaccati, e il movimento 5 stelle la “cadrega” non l’ha mai avuta.
Il No Tav e la Valle di Susa si sono dimostrati ancora una volta chiari punendo il centrosinistra e la Bresso in maniera decisa e favorendo Grillo come alternativa al sistema che vuole il tav. Anche la cosiddetta sinistra radicale, ha subito colpi difficilmente incassabili perché con l’accordo scellerato con la Bresso, nonostante la fiducia dei suoi esponenti in Valle e del suo consigliere regionale, ha perso credibilità ponendosi come raccoglitore di voti per la Bresso. I risultati ottenuti dai 5 stelle in Valle (con punte del 30% a Venaus) sono simili a quelli che ottennero nel 2006 Verdi e Rifondazione, premiati per l’appoggio chiaro al movimento e al contrasto chiaro al partito del tondino e del cemento, ma molta acqua è passata sotto i ponti….
Infine vi sono gli ultimi due nodi da analizzare: la Lega e l’astensionismo. Il non votare si è dimostrato qualcosa in più di una semplice disaffezione alla politica, qualcosa che diviene simile all’astensionismo europeo che rappresenta un vero e proprio rifiuto ragionato. Uno se tre la media italiana, quasi il 40% in Piemonte. (Non) voto da andare a ricercare in una buona percentuale tra chi ha deciso di far pesare le vere differenze tra reale e politica istituzionale.
Infine la Lega, fenomeno orami maturo nel Paese, che qui ha dimostrato come sia ancora visto come partito “non governativo” tout court, alternativa al partiti tradizionali. Una maschera che tiene bene il partito di Bossi, che fa della presenza e del fare politica sul territorio forse la vera forza.
Anche la proposta che fanno i lumbard assume caratteri chiari e facilmente comprensibili sia nell’elaborazione di quell’egoismo sociale di cui la società è impregnata, sia nella proposta del federalismo fiscale traducibile immediatamente in più soldi nelle tasche di chi abita i territori.
Ora siamo alla prova dei fatti, in una regione che deve affrontare il nodo del Tav vedremo come farà la Lega, attraverso Cota e il ministro Maroni, vedremo se il volere delle popolazioni locali sarà davvero al centro dell’agire politico di chi parla di popoli delle Alpi e si presenta come partito ancora non governativo contro la casta. Permetteteci di crederci poco.
Infoaut Torino

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Mercoledì 31 marzo il Kinoglaz cineforum presenta il film di Koji Wakamatsu United Red Army, in versione originale sottotitolata in italiano. Avvisiamo che a causa della durata del film (190 minuti) saremo costretti a cominciare la proiezione alle 21.30 in punto.

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SABATO 27 MARZO- ORE 23.59- TORINO E DINTORNI….

“E’ tempo di blackout…

E’ tempo di spegnere la censura…

E’ tempo di accendere la radio e sintonizzarsi

sulle libere frequenze di Blackout, 105.250 FM….”

Questo non è un semplice appello per la sopravvivenza di una radio, né solamente un

invito alla solidarietà…

La posta in gioco è molto più alta…

Qui, in ballo, c’è un pezzo di quella cosa a cui tutti noi, in questo fottuto mondo, teniamo di più…

Qui si sta parlando di libertà…

Libertà d’informazione…

Libertà di espressione…

Libertà di dare voce a chi non ha voce…

Libertà di trasmettere senza pubblicità, senza sponsor, senza padroni…

In poche parole…libertà di esistere!!!

Il 31 marzo il comune di Torino vuole mettere il bavaglio a Radio Blackout, sfrattandola dallo stabile di via cecchi, in nome di una presunta incompatibilità con il progetto di riqualificazione dell’area…

Con questo fazioso pretesto si vorrebbe mettere a tacere l’unica esperienza (dal 1992) di radio libera, autogestita e totalmente autofinanziata, esistente in città!

Per questo motivo abbiamo intrapreso la campagna “SPEGNI LA CENSURA, ACCENDI BLACKOUT” finalizzata a rendere pubblico questo disegno oscurantista…Negli ultimi mesi si sono moltiplicate sia le manifestazioni di solidarietà di musicisti, artisti, figure del mondo culturale ed intellettuale, della nostra città e non solo, sia le iniziative di contro-informazione e visibilità della radio stessa.

Per questo motivo, oggi, sabato 27 marzo 2010, più di cinquanta tra locali, circoli, centri sociali, case occupate, emittenti radiofoniche, siti internet, profili, manderanno in onda alla stessa ora (23.59) uno spot autoprodotto dalla redazione della radio a sostegno della campagna!

FINO ALL’ULTIMO RESPIRO…

ACCENDI, SOSTIENI, DIFFONDI RADIO BLACKOUT

WWW.RADIOBLACKOUT.ORG

105.250 FM

http://radioblackout.org/
http://www.youtube.com/watch?v=HcFw4v9oHUM
http://www.myspace.com/spegnilacensura
http://www.facebook.com/pages/Radio-Blackout-105250/55260639179

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26.03.2010-Infoaut.org
Torino – 4 i giorni di protesta – Ieri occupata la tangenziale, oggi il centro con corteo di furgoni – Traffico in tilt per ore ieri e oggi

In allerta le autorità cittadine. Per Chiamparino è ormai “un problema di ordine pubblico”. Il prefetto Paolo Padoin non ci gira intorno: «Stanno esagerando. Hanno ricevuto un messaggio: che l’abbozzino. In fiorentino vuol dire una cosa sola: la devono smettere. Gli ambulanti non possono tenere in ostaggio la città. Speriamo che lo capiscano con le maniere buone, altrimenti dovremmo ricorrere a quelle cattive».
Ma loro rispondono: “andremo avanti una settimana”, “Se non blocano la Bolkenstein, Bloccheremo le elezioni”.

Torino – Le ultime 72 ore hanno visto l’emergere in città di proteste pubbliche e molto visibili che hanno visto protagonisti i venditori ambulanti, quelli, per intenderci, che posseggono le licenze abilitanti alla vendita al dettaglio nei mercati pubblici.
La mobilitazione è stata decisamente forte, ampia nei consensi (quasi nessuna bancarella nei grossi mercati: Porta Palazzo, corso Brunelleschi, Crocetta…) e dura nelle pratiche di lotta. In alcuni casi (Porta Palazzo ) la polizia ha “difeso” le pochissime bancarelle (2 o 3 in quella piazza) che si ostinavano a lavorare nel giorno dello sciopero/serrata proclamato per la giornata di martedì scorso.
La battaglia dunque, è molto sentita per la categoria. Contro cosa si battono i “mercatari”? Il pomo sta tutto nell’applicazione della direttiva europea Bolkenstein che il consiglio dei ministri ha approvato venerdì scorso, in base alla quale anche le società di capitali potranno d’ora in poi partecipare alle gare per la concessione degli spazi nelle piazze, finora riservati alle ditte individuali e familiari. Nel giro di breve tempo, le fantomatiche liberalizzazioni-regolarizzazioni delle licenze che abilitano alla vendita ed aventi, fino ad oggi, un valore commerciale valutabile in decine di migliaia di euro diventerebbero presto carta straccia. Leggi il resto di questo articolo »

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Oggi lo sportello casa ed il comitato di quartiere vanchiglia hanno portato la solidarietà ad una donna sotto sfratto.

Trattandosi di un primo accesso  è consistito sostanzialmente di fare sentire tutta la nostra solidarietà e vicinanza a chi, benché con due figli a carico e vittima  di una truffa evidente, si vede negata   il diritto all’abitare e con esso ad una vita dignitosa.

La donna vive da mesi in una casa con un contratto che scopre essere illegale. Il precedente inquilino, fingendosi leggittimo proprietario dell’appartamento, crea un falso contratto interponendosi tra l’affittuaria ed il padrone a cui per altro non versa il dovuto. La donna paga regolarmente, ma il proprietario non riceve alcunchè.

Parte quindi una richiesta di sfratto verso l’inquilino precedente che però non vi abita più.

Oggi si è presentato l’ufficiale giudiziario lasciando  l’avviso con il rinvio dello sfratto esecutivo per il prossimo mese.

Per noi è stato un momento di solidarietà ma anche di inchiesta che si materializza in questo breve contributo video:

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Sguardi sui generis

Seminario d’autoformazione su femminismi e percorsi dell’autodeterminazione
Il seminario si propone di approfondire e mettere in luce alcuni dei diversi e molteplici aspetti che compongono la questione di genere. Una questione “storica”, se vogliamo, ma che ancor oggi, proponendosi come più che mai attuale,  necessita di essere ulteriormente indagata. Per farlo noi scegliamo come strumento d’approccio e di lavoro l’autoformazione, ovvero quella forma di lotta del lavoro cognitivo nel capitalismo contemporaneo che è al contempo conflitto sulla produzione dei saperi e organizzazione di un’università altra.  Il nostro sarà uno sguardo che si interroga, pronto a mettere in condivisione i propri saperi e pensieri e in grado di accettare e sviluppare le eventuali contraddizioni a cui questo   “genere di questione” ci porrà di fronte.

L’intero seminario sarà strutturato su un doppio livello. Ogni incontro con relatorori/relatrici esterne, sarà preceduto da uno più seminariale (il lunedì precedente il dibattito), aperto a tutti e tutte,  in cui si cercherà (avvalendosi anche della collaborazione di dottorand* e ricercator*) di sviscerare insieme nodi ed interrogativi, a partire da alcuni testi, o parte di essi, come base comune da cui far nascere la discussione. Copia di tutti i testi indicati sono disponibili presso lo spazio del CUA, 1 piano di Palazzo Nuovo, ex Acquario (per info e orari tel a Marta 3401504584, Giulia 3281330416) oppure presso lo spazio Unilotta, 1 piano di Palazzo Nuovo, davanti all’aula 15 (Matilde 3480558644,  Daniela 3461825663). Per qualsiasi tipo di informazione sul seminario scrivere a sguardisuigeneris@gmail.com.

NB. Tutti gli incontri si svolgeranno a Palazzo Nuovo. Il programma potrebbe subire delle variazioni legate alla conferma di ulteriori relatrici. Per info: www.facebook.com/event.php?eid=367247702454&ref=mf
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