Archivio per marzo, 2010

Sab. 9 Dj set con le TRLS (Trash Music)
Sab. 16 –  POW POW MOVEMENT  + Madò Che Crew (Dancehal benefit spese processuali)
Sab. 23 – Serata a cura del K.S.A.
Sab. 30  - Dancehall Reggae Benefit Senza Pazienza
FEBBRAIO ‘10
Ven. 5 – Serata Basca con il gruppo basco Skatu (Ska) +
Dr Drer e Crc Posse (gruppo sardo – Reggae Muffin de Casteddu)
Sab. 6 – Dave Moretti blues revue (blues)
Ven. 12 – h. 21.30 La compagnia Teatro a Canone presenta:
“A ferro e fuoco – spettacolo il La min.” Ispirato alla vicenda della Brigatista Mara Cagol
h. 23.30 Jam Session Jazz
Sab. 13 – Jah Sound – Dancehall Reggae
Ven. 19 – Benefit C.U.A. (Collettivo Universitario Autonomo)
Sab. 20 – Serata al cura del K.s.a.(Collettivo Studenti Autorganizzati)
Ven. 26 – Jam Session Jazz
Sab. 27 – Dancehall Reggae Party

MAGGIO ‘10



Ven. 14 -
CONGO NATTY aka REBEL MC feat SISTA MARY (Jungle/Reggae) + YOUTHMAN, N-ZERO, BUBBAZ - Benefit C.U.A. (Collettivo Universitario Autonomo)


Sab. 15 – Madò Che Crew 6° B-Bash with ONE LOVE HI POWA (Dancehall Reggae)

Ven. 21 – 5MDR (Savona Oi! Rebels) + D.C.P. (Dillo Con le Pietre – Strett-Core Brescia) + Sindrome Cassandra (new all star project with Gavroche & Malibu stacey members)


Sab. 22 –
BRAKE OUT (Punk) – LA RAGE (Alternative) – SOPHIE (Grunge) – VICTOR PLAZA (Drum ‘n Bass).

Serata benefit K.S.A. (Kollettivo Sudenti Autorganizzato)


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Dopo l’apertura del 17 marzo con il film Hunger, prosegue l’appuntamento settimanale presso il centro sociale Askatasuna con il Kinoglaz cineforum. Mercoledi 24 marzo verrà presentato il film di Johnnie To Exiled (Hong Kong, 2006), in versione originale sottotitolata in italiano.

Si comincia alle ore 21.30, ingresso libero

Guarda il trailer del film

exiled copy

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6 marzo 2003-2010: non dimentichiamo! non perdoniamo!
“Un passato che si proietta nel futuro dove il confine tra amore e odio si fa labile e la memoria non coinciderà mai con la parola perdono” (i compagni e le compagne di Dax)

16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO

Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida indignate dei presenti… un avvertimento…

All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell’ordine, i medici comunicano la morte di Dax. Disperazione, incredulità, rabbia…. I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori l’ospedale. Una caccia all’uomo stile Genova 2001, quella stessa brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche settimana fa.

“Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce sfigurate e sangue dappertutto.

Sui “fatti del San Paolo” si aprirà poi un processo con imputati un carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d’arma impropria e abuso d’ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un lato la piena assoluzione delle forze dell’ordine e dall’altro la condanna di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000 euro di multa.

Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato l’operato dei suoi servi in divisa. Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi del G8 Genova. Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel continuare a lottare, ricordare e raccontare.

Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare, nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera, Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri. Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista e anticapitalista.

“Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi” Partigiano “Foco”

www.daxresiste.org

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Si è svolta stamani al Palagiustizia di Torino la prima udienza preliminare (dopo il rinvio per vizi procedurali del 24 febbraio) contro gli studenti dell’Onda arrestati in seguito al corteo nazionale di Torino del 19 maggio scorso, indetto dal movimento universitario contro il g8 University Summit. Con oggi non si possono più aver dubbi sulla natura meramente politica dell’intera operazione Rewind, volta a colpire un movimento che l’anno scorso ha tanto spaventato i poteri forti (siano essi politici, baronali o mediatici).
Pesantissime le pene richieste dal pm Sparagna anche per gli studenti che hanno scelto di difendersi con il rito abbreviato,  pene che vanno dall’anno e 6 mesi all’anno e 10 mesi. Non potendosi  basare su effettive prove a carico degli imputati, sono state mosse accuse per “concorso morale“, ovvero sono tutti colpevoli per il solo fatto di essere stati presenti al corteo (cosa, tra l’altro, che nessuno degli imputati ha mai negato). Nessuno degli elementi in mano all’accusa permetterebbe  infatti una tale richiesta della pena.
Per un paio di loro, oggi dottorandi o ricercatori (precari), la colpa è stata anche quella di aver già partecipato ad una manifestazione come il G8 di Genova (più volte ricordato in aula), come se questa potesse essere una “colpa” da espiare in circostanze diverse e a distanza di anni! Ma, secondo il pm,  anzi, sarebbe proprio una manifestazione come quella di Genova ad aver legittimato le cariche violente della polizia: “Si sa come è finita a Genova con l’estintore!”, parole che fanno davvero venire i brividi se si pensa a Carlo, alla sua famiglia, al loro dolore e al suo assassinio rimasto impunito.

Il tentativo dell’accusa è stato anche oggi quello di distinguere i buoni e i cattivi all’interno di un movimento che in quella stessa giornata ha dimostrato di essere più unito e determinato che mai, tornando insieme in corteo verso Palazzo Nuovo e assumendo con un’assemblea e un comunicato stampa nazionale tutto quanto era accaduto in quella giornata.
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