Il Kinoglaz cineforum presenta questa settimana uno dei film più belli di Chris Marker, figura importantissima quanto atipica del cinema francese. Regista politico, non esplicito ma nelle pieghe della scrittura e della messinscena cinematografica, di cui interroga incessantemente i dispositivi.

Il film è del 1983. Il titolo deriva dal ciclo di canzoni Senza sole di Modest Mussorgskij. Sans Soleil è una meditazione sulla natura della memoria umana e l’oblio. Sull’incapacità di ricordare il contesto e le sfumature della memoria e, di conseguenza, come la percezione di storie personali e globali sia artificiosa. Un film al contempo spaesante e familiare, nonostante le distanze che racconta.

Soggetto (dal press-book del film): «Una donna sconosciuta legge e commenta le lettere che riceve da un amico cameraman free-lance che percorre il mondo ed è attratto in maniera particolare dai “due poli estremi” della sopravvivenza, il giappone e l’Africa -quest’ultima rappresentata da due paesi che, malgrado il ruolo storico che hanno avuto, sono tra i più poveri e dimenticati: la Guinea Bissau e il Capo Verde. Il cameraman si interroga (come tutti i cameraman, in ogni caso quelli che si incontrano al cinema)sul senso della rappresentazione del mondo di cui egli è l’inarrestabile strumento, e sul ruolo della memoria che egli contribuisce a costituire. Un suo compagno giapponese, risponde da parte sua aggredendo le immagini della memoria, smembrandole al sintetizzatore. Un cineasta si impadronisce di questa situazione e ne fa un film, ma invece di incarnare questi personaggi e di mostrare i loro rapporti, reali o supposti, preferisce organizzare gli elementi de dossier come se si trattasse di una composizione musicale, con temi ricorrenti, contrappunti e fughe speculari: le lettere, i commenti, le immagini inventate, più alcune immagini prese a prestito. Così da queste memorie giustapposte nasce una memoria fittizia, e così come si poteva leggere un tempo fuori dalle portinerie ” la portinaia è sulle scale”, si vorrebbe in questo caso far procedere il film dal cartello “la finzione è all’esterno”».
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