Archivio per luglio, 2010

nuove grafiche, tshirt e accessori dell’Infoshop Senza Pazienza

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Si  è conclusa l’undicesima edizione del campeggio No Tav a Venaus, nei terreni di quella che definimmo Libera Repubblica. Dopo undici anni di campeggio possiamo sostenere di essere soddisfatti della settimana appena trascorsa, dove anche il tempo è stato clemente con le attività in programma.

da: www.notav.info

Sono state oltre un centinaio le tende che ogni giorno hanno piantato i picchetti sui terreni che acquistammo nell’ambito dell’iniziativa “Compra un posto in prima fila”, e centinaia le persone che sono passate dal campeggio per mangiare, per partecipare ai dibattiti, per assistere ai concerti. Sono state quasi un migliaio quelle invece che hanno assistito allo spettacolo di Ascanio Celestini, facendo registrare il record di presenze ad un evento del campeggio.

Tutto il campeggio è trascorso con il rimando a Chiomonte, sapendo che probabilmente sarà quello il prossimo teatro delle nostre battaglie. Ma intanto dare vita al presidio di Venaus è stata una cosa davvero bello, ci ha riportato indietro nel tempo, con i ricordi delle lotte, delle barricate delle serate con la neve e della Liberazione di quel cantiere che ancora oggi risulta una presenza ingombrante.

Martedì si è tenuta la prima assemblea del campeggio con una discreta partecipazione. Venaus era ed è la casa di Raul, e quindi aprire la serata con un suo ricordo a più voci è stato emozionante quanto dovuto, nei confronti di una persona che ci manca molto e che nella nostra lotta ha creduto veramente tanto, anche sul punto di morte.

L’assemblea si è rivelata come momento ennesimo di discussione, intrecciando molti temi tra di loro, come sempre avviene, ma avendo come centro le prossime iniziative da mettere in campo. Si è proposto e man mano condiviso negli interventi, di organizzare due op tre giorni a Chiomonte nelle prime settimane di settembre, con  un’iniziativa del movimento che rilanci da subito, rispetto alle voglie di Virano e della lobby del Tav. Come sempre tutto è in discussione e dopo le ferie, il movimento prenderà le decisioni nel merito.

Anche l’inverno di resistenza alle trivelle è stato argomento di dibattito, valorizzando una volta in più la capacità del movimento di essere presente con costanza e forza, nonostante il “tour de force” organizzato  da Prefetto/Questura e Virano.  Infine non fa mai male rimarcare come abbiano tirato i remi in barca rispetto ai programmi che l’osservatorio aveva prestabilito e rispetto agli annunci fatti. (vedi su questo “l’unica certezza: una valle che resiste”).

Mercoledì prima serata di concerti: l’hip hop scandisce il tempo notav ricordando l’8 dicembre 2005. [ascolta i pezzi]

Giovedì appuntamento resistente, con l’escursione al rifugio Geat. Una testimonianza concreta di come la Resistenza sia un principio cardine in questa lotta.

Per le realtà antagoniste  in assemblea venerdì nel tardo pomeriggio, il campeggio si è rivelato un momento di bilancio e discussione sul futuro prossimo, dibattendo sulla scuola, il lavoro, la crisi e gli spazi di lotta da poter aprire nel nostro Paese.

La sera ottimo concerto dei Sangre Rebelde e degli Egin che con una temperatura molto bassa, e con il trasporto del vento, scaldano cuori e corpi di un prato che danza sulle note di  Qui e Non toccate la mia Terra [ascolta i pezzi].

Sabato pomeriggio è stata la volta del dibattito sulle grandi opere e l’uso da parte del potere dei soldi pubblici. Un argomento che abbiamo imparato a conoscere sulla nostra pelle, che ci sta dimostrando come non sia solo l’illegalità il problema nelle opere pubbliche e nella gestione dei  fondi pubblici, ma la gestione dei poteri e del sistema nella sua complessità. Con Vincenzo Miliucci abbiamo affronta tao anche i temi del referendum per la difesa dell’acqua pubblica, giudicato un momento di straordinaria mobilitazione sociale, e il progetto del ritorno del nucleare in Italia. Claudio Cancelli come sempre ha saputo mettere l’accento sulle grandi questione economiche e politiche del nostro paese rapportate all’esperienza concreta della Valle. Molti altri interventi hanno arricchito l’incontro toccando i temi dell’energia e dei movimenti di lotta a difesa dei territori.

Dopo una cena partecipatissima,  è Ascanio Celestini a salire sul palco del campeggio, tenendo quasi due ore di spettacolo di fronte ad un campeggio completamente esaurito. L’artista romano ha dato il meglio di sé, testimoniando attraverso la su arte e la sua partecipazione, la vicinanza al movimento no tav e i principi che ispirano la nostra resistenza popolare.

Domenica il campeggio è terminato. Arrivederci al prossimo anno. Arrivederci a Chiomonte.

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…siamo in tanti, siamo da tutte le parti, e carlo fino ali’ ultimo è rimasto davanti, fino a alzarsi, con un estintore in primo piano, lui ha insegnato a vedere cos’h un essere umano. Noi siamo in ballo, siamo in ballo adesso e non spegni il sole se gli spari addosso…
(assalti frontali – rotta indipendente)

Il 20 luglio è una data che non si scorda. E’ il giorno in cui un movimento nascente si lanciò contro i padroni del mondo rinchiusi nella zona rossa di Genova. E’ il giorno in cui in quella battaglia per la libertà morì Carlo Giuliani, in piazza Alimonda alle 17.27, colpito da un proiettile sparato dal carabiniere Mario Placanica, dall’interno del defender su cui stava. Questo è il 20 luglio che torna tutti gli anni, il passamontagna e l’estintore di Carlo, e poi il suo corpo straziato a terra. Le giornate di Genova sono l’infuriare della battaglia, l’assedio alla città, i gas lacrimogeni conditi al cianuro, le torture di Bolzaneto e la macelleria messicana della Diaz.
Il 20 luglio ha segnato lo spartiacque nei movimenti, quel movimento planetario ha tentato, in qualcosa di più grande di quanto consentito sia dai padroni del mondo rintanati nella realtà virtuale delle zone rosse, difese dalle guardie dell’impero; sia da quella nomenclatura che dal movimento contro la globalizzazione che ha succhiato linfa per vivere qualche anno in più, non prima di aver spento l’insorgenza di quelle migliaia di uomini e donne che erano a Genova, trasformando la richiesta di un trasformazione radicale del presente in beghe da parlamento. Oggi quanti hanno ingorgato i tavoli delle assemblee dei social forum sono scomparsi dalla scena politica, e per chi c’è ancora, lavorano alla politica dai tavoli delle segreterie o di posti ben conservati.
Il movimento di Genova è un ricordo che non si è voluto spingere più avanti, e a quasi dieci anni di distanza, cerca ancora la sua verità, al di fuori delle mistificazioni di comodo.
Il 20 luglio è il giorno in cui globalmente i movimenti sociali ricordano Carlo Giuliani e la sua storia, una storia fatta di passione che non può essere narrata se non con il linguaggio delle lotte. La verità sull’omicidio di Carlo Giuliani non spetta ai tribunali che già hanno, o meglio non hanno, sentenziato, la verità è un aspetto collettivo che è conosciuta a tutti.
In questi giorni arrivano gli appelli per le condanne ai dirigenti delle forze dell’ordine coinvolti nella gestione dell’ordine pubblico e nell’irruzione alla Diaz. Sentenze che ribaltano i primi gradi di giudizio.
Le responsabilità sono chiare non c ‘è bisogno di elencarle, ma Genova valse premi e promozioni in passato, chissà cosa spetterà agli abili servitori dello stato il futuro.

Dopo Genova le mutazioni furono rapide e brutali, ci fu l’11 settembre e l’introduzione nel lessico della guerra globale, ma questo è un altro pezzo della storia

Genova è in tutti noi, con Carlo nel cuore.

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Free festival _ Benefit Collettivo Universitario Autonomo

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mercoledì 14.07.2010

Verità per Jon Anza!
Presidio al Frejus, frontiera italo-francese, all’imbocco del tunnel
dalle ore 17

Libertà e autodeterminazione per il popolo basco!
Verità su Jon Anza! Rapito, torturato e ucciso da gruppi paramilitari spagnoli con la complicità dello stato francese.
Libertà e asilo politico per i tre compagni baschi arrestati a Roma con la sola accusa di far parte di gruppi giovanili indipendentisti!

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Dal 19/25 luglio a Venaus, Presidio

programma completo e informazioni utili

campeggio no tav 2010

a cura del Comitato di lotta Popolare di Bussoleno – il Presidio No Tav di Venaus – Centro Sociale Askatasuna

MATERIALI PUBBLICITARI

PROGRAMMA TXT & PDF

  • LUNEDI’ 19

APERTURA CAMPEGGIO

  • MARTEDI’ 20

CENA

H.21 ASSEMBLE A POPOLARE: DA VENAUS A CHIOMONTE

l’assemblea si aprirà con un ricordo di Raul, no tav scomparso l’inverso scorso

  • MERCOLEDI’ 21

H.20 CENA

H.22 CONCERTO: Aria Fresca Crew + Nose + Maker

  • GIOVEDI’22

H.10 SENTIERI RESISTENTI: piazza del municipio San Giorio Susa, Salita in auto verso il Paradiso della rane località “Travers a munt” Partenza lungo il sentiero che porta al rifugio Geat, località Gravio*

H.20 CENA

H21 PROIEZIONI ANTIFASCISTE

  • VENERDI’23

H.18 ASSEMBLEA: REALTA’ ANTAGONISTE

H.20 CENA

H.22 CONCERTO: SANGRE REBELDE + EGIN

  • SABATO 24

H.17 ASSEMBLEA: CRISI-NUCLEARE-GRANDI OPERE
L’uso dei soldi pubblici come finanziamento alla politica

H.20 GRIGLIATA

H.22 SPETTACOLO DI ASCANIO CELESTINI

  • DOMENICA 25

CHIUSURA

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* Il sentiero si snoda attraverso il parco Orsiera-Rocciavrè dove durante la seconda guerra mondiale, i partigiani resistettero al nazifascismo. Su questo versante della valle da ricordare sono il giuramento della Garda, primo vero atto formale di costituzione delle brigate partigiane e nell’inverno del 44 il rastrellamento durissimo che costò la vita a molti giovani partigiani. In particolare presso il rifugio Geat, meta della camminata si trova una fossa comune nella quale vennero frettolosamente tumulati quattro giovani partigiani. In quattro componevano
una pattuglia di avanscoperta che doveva verificare la sicurezza del percorso per la numerosa brigata al seguito, proveniente dalla Val Sangone, in ritirata. Incrociato il nemico i quattro resistettero al fuoco, dando l’allarme e salvando così, con il loro sacrificio più di cento compagni. Ancora oggi, dopo 60 anni la fossa è visibile e il suolo, scomposto dalle pale dei soldati non si è più riassestato. Rimane così un piccolo avvallamento a ricordo dei caduti.

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