Archivio per settembre, 2010

Walter Rossi

33 anni fa, il 30 settembre del 1977, un gruppo di neofascisti uccideva Walter Rossi, militante di Lotta Continua nella capitale. Un corteo lo ricorderà oggi pomeriggio a Roma.
Walter vive nelle lotte degli operai, dei precari della scuola e degli studenti, dei senza casa, dei migranti, nella lotta contro i nuovi e vecchi fascismi, nella memoria che non si cancella.


La scheda su Walter Rossi di Reti Invisibili [Dal libro “In Ordine Pubblico” di autori vari – 2003 – curato da Paola Staccioli - Editore Associazione Walter Rossi]:

“Il clima di quello scorcio di settembre del 1977 era a Roma molto teso. Le azioni fasciste contro i militanti della sinistra si susseguono a ritmo serrato. Il 27 due studenti sono feriti a colpi di arma da fuoco all’EUR e la sera del 29 Elena Pacinelli, 19 anni, è colpita da tre proiettili in piazza Igea, luogo di ritrovo dei giovani del movimento. Per venerdì 30 viene organizzato un volantinaggio di protesta nel quartiere della Balduina. In viale medaglie d’oro i compagni di Elena, dopo aver subito un’aggressione con sassi e bottiglie partita dalla vicina sede del MSI, vedono un blindato della polizia avanzare lentamente verso di loro, seguito da un gruppo di fascisti che lo utilizza come scudo. Tra costoro c’è anche Andrea Insabato, autore nel 2000 di un attentato contro “Il Manifesto”. Dopo aver fatto fuoco contro i giovani di sinistra i missini arretrano, mentre gli agenti si scagliano su chi tenta di soccorrere Walter Rossi, 20 anni, militante di Lotta Continua colpito alla nuca. Proseguendo la corsa, il proiettile ferirà lievemente un benzinaio. Walter arriverà privo di vita in ospedale. Cortei e manifestazioni percorrono l’Italia nei giorni successivi, mentre sedi e ritrovi dei fascisti vengono devastati e dati alle fiamme. Durante i funerali 100 mila persone salutano Walter con le note dell’Internazionale.

Nessun provvedimento sarà preso nei confronti dei poliziotti presenti: 10 nel furgone blindato, 3 in una volante vicina e due o tre in borghese che si muovevano a piedi, secondo quanto dichiarato dal dirigente, dott. Falvella. Il fermo dei missini avverrà solo 1 ora e un quarto dopo gli spari. I 15 arrestati, tra i quali Riccardo Bragaglia, risultato positivo al guanto di paraffina, saranno ben presto scarcerati e prosciolti dall’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio, e in seguito da quella di rissa aggravata, contestata anche a quattro compagni di Walter. Il missino Enrico Lenaz, arrestato il 4 ottobre, tornerà libero dopo pochi giorni. Nel 1981 alcuni pentiti indicarono nei fratelli Fioravanti e in Alibrandi i possibili assassini. Cristiano Fioravanti, arrestato per appartenenza ai Nar, ammise di essere stato presente ai fatti armato di una pistola, a suo dire difettosa, fornitagli da Massimo Sparti. Attribuì ad Alessandro Alibrandi il colpo mortale e a Fernando Bardi la detenzione dell’arma omicida. In seguito alla morte di Alibrandi in uno scontro a fuoco con la polizia il procedimento penale fu archiviato. Fioravanti venne condannato a nove mesi e 200 mila lire di multa solo per i reati concernenti le armi.

La vicenda giudiziaria si è definitivamente chiusa nel 2001 con l’incriminazione di tre compagni di Walter per falsa testimonianza e il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto, nei confronti di Cristiano Fioravanti, che ora vive libero, sotto altro nome, protetto dallo stato.”

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28/09-Torino – Agg. h 21:30
L’ufficale giudiziario non si e’ presentato entro i termini di legge rinunciando cosi’ alla procedura di sfratto in atto. Agli speculatori non resta altro che ripetere la procedura sin dall’inizio.
Oggi quindi si e’ ottenuto un importantissimo risultato sia pratico, una famiglia avra’ piu’ tempo a disposizione per trovare eventuali sistemazioni alternative, che politico iniziando a smascherare e mettere a nudo le dinamiche sottese alle speculazioni edilizie nella nostra citta’.

seguiranno approfondimenti su : http://prendocasa-torino.noblogs.org


Torino – Dalle 7 di stamane non si ferma il presidio del progetto Prendocasa a difesa di una famiglia sotto sfratto vittima palese di una speculazione edilizia.

Madre e padre di due bambine (4 e 11 anni)  dovrebbero oggi, in silenzio, lasciare la propria casa e non farvi ritorno per permettere agli speculatori di ingrossare le proprie tasche.

La storia di questa casa è veramente emblematica  da “manuale del perfetto speculatore”. Prima proprietaria l’ATC (Agenzia Territoriale per la Casa) che anni fa decise  di offrire “l’opportunità” ai propri inquilini di riscattare l’alloggio in cui vivono. La famiglia (6 persone la mamma con 5 fratelli) la riceve in eredità ma a causa di ipoteche per prestiti dovuti a ditte non andate a buon fine le banche se ne appropriano una prima volta. Con enormi sacrifici la famiglia la riscatta una seconda volta, ma la crisi, si sa, in questo periodo morde e non lascia tregua… Così occorre scegliere tra il mangiare, i vestiti e le scuole  per le proprie figlie o il pagare il riscaldamento. I debiti aumentano (anche grazie a dubbie scelte effettuate dall’amministrazione del condominio attraverso l’inganno specie dei condomini più anziani) così la famiglia decidere di vendere l’alloggio. Solo allora si scopre di avere lo stesso ipotecato porprio su richiesta dell’amministrazione del condominio stesso. E qui inizia l’incubo, in men  che non si dica la casa viene messa all’asta e venduta a questo  è il motivo per cui siamo qui oggi ad impedire ch quest’ennesima vergogna venga perpetuata nella nostra città, nel nostro quartiere.

Importante la partecipazione da questa mattina sia numericamente che come composizione: vicini di casa, giovani e meno giovani, hanno da subito portato la loro solidarietà così come la maestra dell’asilo di una delle due figlie, la più piccola, ha voluto intervenire per esprimere la sua vicinanza.

Il presidio si è protratto per tutta la giornata intervento su intervento, l’ufficiale giudiziario è arrivato ma non si è nemmeno avvicinato all’abitazione non notificando alcunché (a differenza dell’estrema arroganza manifestata al primo accesso). Si è quindi deciso di continuare il presidio sino a questa sera, termine ultimo per l’ufficiale di presentare eventuali verbali.

Cittadini ed anche un vicina comunità di disabili hanno portato alcuni generi di supporto per il presidio che ha dato così vita anche ad un pranzo nell’antistante giardino….

seguiranno aggiornamenti.

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settembre 2010

L’infoshop Senza Pazienza presenta la nuova grafica disponibile da subito on line e presso la nostra sede. Vi invitiamo a visitare il sito delll’infoshop qui, dove potrete trovare il catalogo completo del materiale disponibile e un archivio di quanto in questi anni abbiamo prodotto. Le tshirt sono in vendita presso la nostra sede, in via Artisti 13/a a Torino dalle 16 alle 19.30..

Se il re è nudo, noi vestiamo i ribelli!



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Sono trascorse appena due settimane e già ci accorgiamo del lavoro di distruzione della scuola pubblica. Non solo abbiamo dovuto affrontare un amento significativo delle tasse d’iscrizione, non solo abbiamo dovuto subire il solito ma sempre più criminale aumento del costo dei libri, ma quest’anno abbiamo iniziamo a vivere nella scuola che la gelmini ha costruito: classi sempre più affollate, maggiore rigidità disciplinare, mancanza di docenti che si è tradotta in ore buche, scuole che cadono a pezzi…

Stiamo vedendo come pian piano tutti i nostri diritti di studenti ci vengono tolti e come il costo della scuola (che dovrebbe essere gratuita, in quanto pubblica) stia aumentando sempre di più. Inoltre la qualità di insegnamento sta peggiorando vistosamente e la scuola sembra essere diventata un luogo la cui unica funzione è quella formare (con le buone o con le cattive, visti gli strumenti che la Gelmini ha fornito ai professori, come il 5 in condotta e la bocciatura con 50 giorni di assenza) non delle persone con capacità critica, ma degli oggetti disposti ad accettare un qualsiasi tipo di sfruttamento, che al giorno d’oggi si traduce nel lavoro precario.

Quest’ultimo punto è un chiaro segno che, in questa riforma, la Gelmini si occupa esclusivamente di fare gli interessi della Confindustria e del Governo, senza badare minimamente ai bisogni e ai desideri degli studenti ed alla situazione economica delle famiglie. non siamo disposti a farci sottrarre i soldi che ci spettano, ad assistere passivamente alla distruzione della scuola.

Questo i nostri nemici, la Gelmini, il Governo, la Confindustria, lo devono avere ben chiaro, perciò scenderemo in piazza con la determinazione e la rabbia che ci ha sempre contraddistinto.

CORTEO VENERDÌ 1° OTT. H. 9 P.ZA ARABRELLO

ksatorino.it

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Documento del Laboratorio Crash di Bologna in seguito ai provvedimenti disciplinari in seguito alla contestazione a Maroni avvenuta a Bologna nel settembre 2009.

La nostra solidarietà va ai compagni che ieri sono stati colpiti dai gravi provvedimenti repressivi del pm Tampieri di Bologna, ma poi, veloce arriva nelle università e negli istituti superiori già in lotta e in fermento, continua puntando ai cancelli delle fabbriche, passa per le battaglie degli aquilani, raggiunge le coste della Calabria e della Sicilia contro il ponte di Messina, e dalle altezze delle valli ribelli e libere della Val Susa del movimento NoTav la nostra solidarietà militante e intransigente raggiunge altre mete e si carica dell’energia politica della contrapposizione e dell’antagonismo globale, dalla fortezza Europa fino ad ogni Sud che si solleva contro la brutalità del sistema della crisi internazionale, la nostra solidarietà non ha frontiere!

E’ questo il nostro mondo, da qui veniamo e qui restiamo e non c’è provvedimento repressivo e criminalizzatore, per quanto spropositato e puntuale che ci farà arretrare di un solo passo. E’ impossibile indietreggiare visto che alle nostre spalle e al nostro fianco c’è un mondo in rivolta che spinge in avanti e contro il sistema della crisi internazionale, e che già coopera nella costruzione di un altro territorio, libero e autonomo, e dai profili ancora indescrivibili, perché fuori da ogni vostra logica di potere e apparato di cattura i bisogni e i desideri che lo agitano.

Abbiamo fatto bene a contestare il ministro Maroni, lo faremo ancora, lo faremo di più. Giusto e legittimo sollevarsi contro la presenza in città di quel farabutto leghista, artefice politico del sistema che affoga in mare o fa ardere nel deserto migliaia di uomini e donne colpevoli di cercare in Italia o in Europa un futuro che in Africa e altrove altri criminali globali gli hanno sottratto.

Lo faremo ancora e lo faremo di più perché è giusto e legittimo contrapporsi alla cricca del Papi d’Italia, e lottare perché se ne vadan via tutti e non ne resti più nessuno a far funzionare il sistema della crisi. Ci opporremo con forza e intransigenza al fianco dei poveri e dei nuovi poveri che iniziano ad armarsi di coscienza e a capire che è arrivato il momento di costruire altri e potenti “NO” contro la crisi, contro la precarietà e la devastazione dell’ambiente e di una qualità della vita che forse già non merita più di essere chiamata tale.

Può sembrar retorico ripetere che “lo faremo ancora, lo faremo di più”, ma val bene essere chiari e realisti perché lo dobbiamo al nostro mondo: questi provvedimenti repressivi, queste intimidazioni politiche che vorrebbero attaccare il protagonismo e le possibili intese sociali tra movimenti, gruppi, e passioni in lotta qui a Bologna non centrano il loro obiettivo!

Continueremo a scrivere la nostra agenda di lotta, ad essere presenti nella battaglie sociali e a costruire antagonismo e contrapposizione, con forza continueremo ad aprire spazi pubblici politici di protagonismo e antagonismo sociale accoglienti per tutti e tutte quell* che sanno di essere nel giusto nella lotta contro la crisi e la cricca che ci specula e la governa, a Bologna, in Italia e altrove.

Se pensano di distrarci e occupare la nostra attenzione tra tribunali e udienze mentre si sbattono mostri in prima pagina sui giornali hanno capito male! Al vostro discorso tetro e marcio che parla solo il linguaggio della brutalità e della sottrazione di libertà, che scaraventa la violenza delle vostre leggi e della vostre carceri contro i deboli e i poveri, noi preferiamo le lotte e il sole che le scalda, noi preferiamo essere sempre e ancor di più in prima fila contro Maroni, il governo Berlusconi e i padroni della crisi.

Non abbiamo tempo per voi perché siamo troppo occupati nel fare il lavoro più bello e giusto: creare-organizzare autonomia e aprire spazi di libertà!

Come piqueteros argentini saremo nelle piazze e nelle strade della città portando il rumore della contestazione, portando il blocco metropolitano che inverte la circolazione della merci in circolazione di lotte, portando una comunicazione semplice e chiara dalle battaglie contro la crisi: “che se ne vadan tutti e non ne resti più nessuno!”.

Come wobblies correremo veloci la dove la lotta lo chiede, siano corse brevi per raggiungere la piazza che protesta o la fabbrica dai cancelli chiusi per i picchietti operai, siano lunghe marce verso gli appuntamenti internazionali dei movimenti in lotta contro l’austerità e la crisi.

Come antagonisti d’oggi, partigiani della libertà, saremo tutto, perché quando ti tolgono fin l’ultima goccia di sangue per le loro speculazioni c’è bisogno d’essere chiari ed espliciti: “noi la vostra crisi non la paghiamo più! Vogliamo tutto!”.

Rinnovando la solidarietà ai compagni inquisiti dal pm Tampieri rilanciamo il nostro percorso di lotta che si arricchirà di tappe importanti come la manifestazione contro il piano europeo dell’austerità di Bruxel e la manifestazioni del 16 ottobre di Roma indetta dalla FIOM in cui anche il discorso della precarietà diffusa avrà il suo megafono.

Intanto aumenta il movimento perché aumenta la crisi al fianco dei compagni inquisiti continueremo a contestare, contrapporci e lottare per farli andar via tutti e non farne restare neppure uno. Via le cricche del potere! Un fumogeno li seppellirà!

Laboratorio Crash!

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Il Comune (gemellato con Gaza) saprà accoglierlo degnamente?

[da Infoaut.org]Passerà da Torino questo martedì il convoglio internazionale di “Viva Palestina”, in partenza da Londra il 18 settembre. Presentato ufficialmente nelle settimane scorse, il convoglio farà due tappe in Italia (Torino e Milano) prima di imbarcarsi verso la Grecia e poi dirigersi in Palestina attraverso la Turchia, la Siria e l’Egitto. Importante l’obiettivo che si pone: porre fine all’assedio della popolazione della Striscia di Gaza. Ricordiamo ancora tutti le difficoltà incontrate dai partecipanti alla precedente carovana (di circa un anno fa) quando al porto di Al Arish in Egitto, a soli 30 km dal confine con la Striscia di Gaza, furono caricati violentemente dalla polizia egiziana e otto di questi arrestati.

L’attuale situazione politica in Medioriente è molto tesa: da un lato i “negoziati diretti” voluti fortemente dagli Usa giunti al loro secondo incontro che pagano però il prezzo di non avere la maggioranza della popolazione palestinese e della forza politica che la rappresenta (Hamas) presenti al tavolo, dall’altro la volontà espressa dagli israeliani di non mantenere il congelamento della costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania oltre il termine concordato del 26 settembre. A questo si aggiunge il fatto che sono riprese in questi giorni azioni di bombardamento via terra (tre pastori palestinesi sono stati uccisi pochi giorni fa) e, notizia di ieri, aerei al confine tra Gaza e l’Egitto  hanno colpito due valichi causando almeno una vittima.
Alla luce di questa situazione, e del perdurare di una chiara volontà da parte di tutti i governi occidentali e di molti arabi confinanti di non prendere una posizione netta a favore della popolazione Palestinese, l’obiettivo di questo convoglio appare ancora più ambizioso ma necessario: superare il valico di Rafah, rompere la situazione di isolamento e portare all’interno dei territori occupati gli aiuti che sono stati richiesti direttamente da Gaza.

Dall’Italia partiranno circa 7 mezzi (tra cui due ambulanze) e sarà interessante verificare quale sarà l’accoglienza che la città di Torino riserverà al convoglio. Alla luce del gemellaggio del capoluogo piemontese con Gaza ci sarebbe da aspettarsi, da Chiamparino o chi per lui, un’accoglienza ufficiale, ma abbiamo già visto la nostra amministrazione comunale non schierarsi di fronte ad eventi gravissimi: dall’ultima devastante operazione militare dell’esercito israeliano denominata Piombo Fuso che ha causato migliaia di vittime nella Striscia, al recente attacco alle Navi Marmara della Freedom Flottila.

I molti torinesi solidali che vorranno portare i saluti ai partecipanti del convoglio, potranno recarsi nell’area ristoro di Piazza Castello nel pomeriggio di martedì, nella quale saranno previsti diversi interventi di presentazione dell’iniziativa politica e di testimonianza delle precedenti esperienze.


Dana Lauriola
, una delle partecipanti al convoglio, presenta l’iniziativa torinese e la missione del convoglio ai microfoni di radio Balackout.

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Nb: Infoaut seguirà il cammino di avvicinamento del convoglio con un diario di bordo del convoglio, foto, interviste e reportage.

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