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	<title>csoa Askatasuna &#187; Aska 1</title>
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		<title>•BEIRUT LOVE ATTACK•15/1</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 10:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[Agenzia X e Xanadu presentano Beirut Love Attack! Zeid and the Wings – live &#38; Beirut I Love You il tour italiano venerdì 14 gennaio – CSOA COX 18 – Milano sabato 15 gennaio – CSOA ASKATASUNA – Torino venerdì 21 gennaio – SPA STRIKE – Roma Il vento caldo del Libano scioglie l&#8217;inverno italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/beirut_love_attack-w.jpg"><img class="size-full wp-image-1527 alignleft" title="beirut_love_attack-w" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/beirut_love_attack-w.jpg" alt="" width="586" height="840" /></a>Agenzia X e Xanadu<br />
presentano<br />
<strong>Beirut Love Attack!</strong><br />
Zeid and the Wings – live<br />
&amp; Beirut I Love You</p>
<p>il tour italiano<br />
venerdì 14 gennaio – CSOA COX 18 – Milano<br />
sabato 15 gennaio – CSOA ASKATASUNA – Torino<br />
venerdì 21  gennaio – SPA STRIKE – Roma</p>
<p>Il vento caldo del Libano scioglie l&#8217;inverno italiano<br />
con musica e letteratura carica di erotismo e rivoluzione</p>
<p>Tre date in Italia per la band simbolo del fermento creativo libanese,  abbinate a una vera e propria full immersion nella cultura e nel mood di  Beirut.<br />
Zeid è uno storico artista promotore dell’underground libanese, dalla  guerra civile fino ai giorni nostri. Produttore anche in Egitto e Africa  di artisti emergenti, dopo il successo internazionale con i suoi  precedenti progetti, Soap Kills e New Goverment. Ora è attivo con Zeid  And The Wings, insieme a Marc Codsi, accompagnato dalle tre splendide  Wings: Sara, Yasmeen e Jihan<br />
Zena El Khalil è artista e scrittrice di fama internazionale. Nel tour  presenterà il suo libro Beirut, I Love You, edito in Italia da Donzelli,  che nasce dalla sua esperienza di blogger durante i raid israeliani  dell’agosto 2006. Le sue cronache dall’inferno fanno il giro del mondo.  Pubblicate inizialmente dal Guardian, vengono riprese da Der Spiegel e  El Pais.<br />
Agenzia X come editore indipendente segue con attenzione la questione  mediorientale con la sua collana Conflitti Globali. Nel tour Max  Guareschi presenterà l’ultimo volume, Palestina anno zero.</p>
<p><strong>line up</strong></p>
<p>Zeid &amp; the Wings<br />
live</p>
<p><em>Beirut I love You</em><br />
presentazione del libro con l’autrice Zena El Khalil<br />
con proiezione del booktrailer del regista Gigi Roccati</p>
<p><em>Palestina anno zero</em><br />
presentazione del libro con il curatore Max Guareschi</p>
<p>introduzione all’underground libanese con Robx Vai e Marco Philopat</p>
<p><em>General Suleiman</em><br />
proiezione del videoclip di Gigi Roccati</p>
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		<title>Marchionne: un padrone che fa gli interessi dei padroni</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 13:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>

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		<description><![CDATA[Le lotte, unico antitodo al metodo Marchionne A pochi giorni dal referendum di Mirafiori sono molti i nodi aperti su questa vicenda e non potranno essere sciolti in caso di vittoria o perdita dello stesso. Il voto richiesto ai lavoratori e alle lavoratrici è essenzialmente un ricatto, di stampo padronale ed istituzionale, questo dobbiamo dirlo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><em>Le lotte, unico antitodo al metodo Marchionne</em></strong><em> </em></p>
<p><em><strong> </strong>A pochi giorni dal referendum di Mirafiori sono molti i nodi aperti su  questa vicenda e non potranno essere sciolti in caso di vittoria o  perdita dello stesso.</em></p>
<div id="attachment_1523" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/marchionne.jpg"><img class="size-full wp-image-1523  " title="marchionne" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/marchionne.jpg" alt="" width="240" height="163" /></a><p class="wp-caption-text">metodo marchionne</p></div>
<p>Il voto richiesto ai lavoratori e alle lavoratrici è essenzialmente un <strong>ricatto,  di stampo padronale ed istituzionale,</strong> questo dobbiamo dirlo. <strong>Padronale</strong> perché il metodo Marchionne è uno strumento inedito nella modernità  lavorativa, perché a differenza dei suoi predecessori, punta ad essere  l&#8217;unico soggetto a decidere su quella che nei fatti è un&#8217;azienda  pubblica come la Fiat. Pubblica perché ha da sempre vissuto sullo stato e  nel tempo si è costituita&#8221; istituzione&#8221; a tal punto da non avere più  come principio cardine la produzione di autovetture, ma la gestione e la  produzione di e dal territorio. Se le periferie negli anni 60 sono  state costruite in base allo stabilimento di Mirafiori, oggi è la città  ad essere plasmata dalla dirigenza Fiat, che è presente fuori dalla  fabbrica in ogni comparto dell&#8217;organizzazione sociale torinese.</p>
<p><strong>Marchionne</strong>, oltre agli strappi continui che compie a  quella &#8220;dialettica democratica&#8221; che ha retto il rapporto  sindacato/azienda fino ad oggi (funzionando da calmiere delle lotte), si  ripresenta come anomalia verso ciò che lo circonda, tornando a  praticare quella lotta di classe (di stampo padronale e capitalista) al  quale la politica non era più abituata. In tempi di cogestione su tutto,  avere un manager che ricorda a tutti quanto i rapporti di forza siano  importanti in questo mondo, è uno schiaffo morale alle sinistre e a  quanti oggi sono esterrefatti di fronte ad <strong>un padrone che fa gli interessi dei padroni.</strong></p>
<p><strong>Il ricatto è istituzionale </strong>perché si basa su uno dei  principi cardine dell&#8217;istituzionalità cioè il voto. La fiat infatti non  mette i lavoratori di fronte a fatti già avvenuti, anzi permette loro di  votare, di usare lo strumento caro a quanti credono che sia l&#8217;unico in  campo per la trasformazione, rigirando loro il senso della tanto  decantata partecipazione.</p>
<p>Del resto, il centro della vicenda non è rappresentato dalla modifica  dei rapporti sindacali, ma del potere &#8220;di facto&#8221; che i padroni assumono  nella gestione della crisi e delle sue fuori uscite (<em>per loro)</em>.  Dopo aver gestito questi due anni di crisi globale scaricando addosso  alla classe media i costi, oggi il capitalismo nostrano vuole fare di  più, vuole fare di più, vuole avere la libertà incondizionata di farla  ricadere completamente su tutta la società. Il problema è il contrasto a  un progetto del genere, che nel governo vede la sua casa naturale, che è  inesistente e inconcludente. Una politica e un sindacato abituati a  &#8220;gestire&#8221; l&#8217;esistente non solo si trovano spiazzati verso un antagonismo  padronale del genere, ma al massimo puntano a difendere il proprio  posto di lavoro, in un mondo dove tutti, alla fine, sono utili alla  concertazione.</p>
<p>La richiesta di sostegno che la Fiom sta facendo ai partiti del centro  sinistra cade nel vuoto perché tutti concorrono a tenere in vita un  modello sociale e produttivo che non può dir di no al &#8220;sistema Fiat&#8221;,  soprattutto qui a Torino, dove gli uomini del controllo e della gestione  fiat vanno dai dirigenti delle municipalizzate ai sindaci che si  susseguono.</p>
<p>La Fiom tenendo duro nei confronti della Cgil, e oggi forse rappresenta  l&#8217;unica opposizione nella &#8220;sinistra istituzionale&#8221; . Sta dimostrando di  avere chiaro che <strong><em>solo lo scontro può pagare</em></strong>,  ma da qui a perseguirlo dovremo vedere fin dove intende spingersi.  Aprirsi ai movimenti significa ragionare ed elaborare insieme a quelle <em>soggettività che crescono attraverso il conflitto</em>, e non alla sua gestione. I <strong><em>movimenti</em></strong> sono <strong><em>di parte</em></strong>, fanno e praticano i propri  interessi a discapito della parte avversa: è questo il linguaggio delle lotte.</p>
<p><strong>La crisi non è un fattore passeggero</strong>, ma un pezzo del  sistema che erode speranze e diritti a chi già la paga tutti i giorni  attraverso la propria condizione sociale. Non ci sono ricette per  contrastarla, ma <strong>resistervi è essenziale. Dice niente il termine lotta di classe? </strong></p>
</div>
<p><strong>NETWORK ANTAGONISTA TORINESE</strong><br />
<strong>csoa Askatasuna &#8211; csa Murazzi<br />
coll. universitario autonomo &#8211; koll. studentesco autorganizzato</strong></p>
<p>________</p>
<p><em>Questo volantino verrà distribuito questa sera durante la fiaccolata cittadina indetta dalla Fiom</em></p>
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		<title>14/1 presidio per Euskal Herria</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 12:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[euskadi]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/baschi-lll.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1519" title="baschi-lll" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/baschi-lll-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>Un inizio 2011 denso di resistenze</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 08:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[sportello casa]]></category>
		<category><![CDATA[prendocasa]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/locandina_appuntamenti_sfratti_gennaio_2011.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1516" title="locandina_appuntamenti_sfratti_gennaio_2011" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/locandina_appuntamenti_sfratti_gennaio_2011.png" alt="" width="596" height="842" /></a></p>
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		<title>La STORIA DI CLASSE, giorno per giorno</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 10:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[infoaut]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la nuova versione di Infoaut, prenderà il via una nuova rubrica dedicata alla storia delle lotte e dei movimenti. Storia di Classe è un&#8217;agenda che mette per iscritto quel filo rosso che lega la lotta di classe di tutti i tempi ai giorni nostri; un modo non solo per non dimenticare, ma per riappropriarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/12/STORIA_DI_CLASSE.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-1506" title="STORIA_DI_CLASSE" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/12/STORIA_DI_CLASSE.gif" alt="" width="428" height="150" /></a></p>
<p><em>Con la nuova versione di Infoaut, prenderà il via una nuova rubrica dedicata alla storia delle lotte e dei movimenti. </em><br />
<strong>Storia di Classe</strong> è un&#8217;agenda che mette per iscritto  quel filo rosso che lega la lotta di classe di tutti i tempi ai giorni  nostri; un modo non solo per non dimenticare, ma per riappropriarsi di  elementi storici celati dalla storiografia ufficiale, condizionata  fortemente dai vincitori di molti conflitti, che nel tempo, l&#8217;hanno  riscritta a proprio piacimento.<br />
Se come sosteneva Marx: &#8220;<em>LA lotta tra le classi è il motore della storia</em>&#8220;, <strong>Storia di Classe</strong> sarà un appuntamento quasi quotidiano con la memoria, proiettato verso il futuro.</p>
<p><strong>STORIA DI CLASSE: tutti i giorni su INFOAUT 3.0</strong></p>
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		<title>SOSTIENI INFOAUT!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 08:19:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[infoaut]]></category>

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		<description><![CDATA[Infoaut è in movimento. Nel mese di dicembre inizia la ristrutturazione del sito che giunge alla sua terza edizione in poco più di tre anni. Stiamo pensando a un portale nuovo, in grado di essere uno strumento delle lotte e dei conflitti agevole, facile ed immediato Sono tante le novità di Infoaut 3.0, dal primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.infoaut.org/img/infoaut_sostieni-4d06adc99c123.gif" alt="" width="600" height="120" /></p>
<div>Infoaut è in movimento. Nel mese di dicembre inizia la ristrutturazione  del sito che giunge alla sua terza edizione in poco più di tre anni.  Stiamo pensando a un portale nuovo, in grado di essere uno strumento  delle lotte e dei conflitti agevole, facile ed immediato Sono tante le  novità di Infoaut 3.0, dal primo gennaio 2011 le scoprirai.La nuova  versione di Infoaut comporta spese maggiori.<br />
<strong>La libertà e l&#8217;autonomia di un portale di parte come il nostro, richiede il sostegno di tutt*</strong></div>
<p><strong>VUOI SOSTENERE INFOAUT?</strong></p>
<p>Ti chiediamo di contribuire a rafforzare un progetto che vive nelle  lotte, che dà voce ai movimenti, ai collettivi e a quanti si battono  contro lo stato di cose presenti.</p>
<p><strong>10 € X Infoaut</strong> è la campagna di sostegno e sottoscrizione a <a href="http://www.infoaut.org/sostieni"><strong>cui puoi accedere da qui, facendo un versamento su paypal.</strong></a></p>
<p><strong>INFOAUT SOSTIENE LE LOTTE. SOSTIENI INFOAUT!</strong></p>
<p><strong><img class="aligncenter" src="http://www.infoaut.org/img/UserFiles/Image/horizontal-ia-4d06a48413a2a.jpg" alt="" width="500" height="466" /><br />
</strong></p>
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		<title>DRUMSOUND&amp;BASSLINESMITH+YOUNGMAN MC</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 06:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/DRUM.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1475" title="DRUM" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/DRUM.jpg" alt="" width="600" height="454" /></a></p>
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		<title>DICEMBRE NOTAV</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<category><![CDATA[notav]]></category>

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		<description><![CDATA[maggiori info su www.notav.info]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1496" class="wp-caption aligncenter" style="width: 453px"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/12/MAN_NOTAV_DIC.jpg"><img class="size-large wp-image-1496" title="MAN_NOTAV_DIC" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/12/MAN_NOTAV_DIC-739x1024.jpg" alt="" width="443" height="614" /></a><p class="wp-caption-text">dicembre no tav</p></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.notav.info/">maggiori info su www.notav.info</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>11/12 MUNGO&#8217;S HIFI</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/concerti/1112-mungos-hifi/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 06:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/Mungos_front.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1470" title="Mungo's_front" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/Mungos_front.jpg" alt="" width="600" height="428" /></a></p>
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		</item>
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		<title>Aska: buon lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[askatasuna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ritratto dell&#8217;Askatasuna di Torino. Dalle prime occupazioni (e sgomberi) alla sede definitiva a Corso Regina, con un giardino in condivisione con una scuola materna. La difesa dei migranti, l&#8217;attività nel quartiere, l&#8217;irruzione della polizia che sfascia tutto nel &#8217;99, la partecipazione al movimento No Tav. Orsola Casagrande (Il Manifesto ) TORINO - Askatasuna compie 14 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text">
<div><em>Un  ritratto dell&#8217;Askatasuna di Torino. Dalle prime occupazioni (e  sgomberi) alla sede definitiva a Corso Regina, con un giardino in  condivisione con una scuola materna. La difesa dei migranti, l&#8217;attività  nel quartiere, l&#8217;irruzione della polizia che sfascia tutto nel &#8217;99, la  partecipazione al movimento No Tav.</em></div>
<p><strong>Orsola Casagrande (<a href="http://www.ilmanifesto.it/">Il Manifesto</a> )<br />
</strong></p>
<div><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/badge_Aska.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1466" title="badge_Aska" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/badge_Aska.png" alt="" width="226" height="226" /></a>TORINO </strong>- Askatasuna  compie 14 anni. Un bel pezzo di storia quello passato dal centro  sociale torinese, in realtà già attivo da prima del &#8217;96, anno  dell&#8217;occupazione dell&#8217;attuale sede, in corso Regina Margherita.</div>
<div>Quattordici  anni di lavoro nel cuore di un quartiere popolare, Vanchiglia, che è  vicino anche all&#8217;università e al centro della città. «Avevamo cercato di  occupare lo stabile in cui si trova oggi Askatasuna &#8211; ricorda Ermelinda  &#8211; già nel 1988. Ma siamo stati subito sgomberati. Il comune continuava a  dire di avere dei progetti già decisi per quell&#8217;edificio. Che però  continuava a rimanere vuoto». Continuando a tenere d&#8217;occhio i movimenti  attorno alla palazzina di corso Regina, viene aperto il centro sociale  Murazzi, sulla riva del Po. Un luogo simbolo, anche delle  contraddizioni, della città della Mole. Qui si consumano tragedie che  hanno per protagonisti/vittime i migranti. I Murazzi sono sempre in  prima linea nella difesa dei diritti dei migranti. L&#8217;occhio rimane  comunque su corso Regina. «Il nostro obiettivo &#8211; dice Andrea &#8211; era  quello di occupare un posto in un quartiere popolare. Quando abbiamo  constatato che l&#8217;attuale Aska rimaneva vuoto siamo passati all&#8217;azione».  Il 16 novembre 1996 il collettivo dei Murazzi assieme a Cua (Collettivo  Universitario Autonomo) e al Ksa (Kollettivo Studentesco Autorganizzato)  occupa la palazzina di corso Regina. «Abbiamo immediatamente iniziato  il percorso di collaborazione con il quartiere &#8211; dice Andrea &#8211; e lo  abbiamo fatto ripulendo come prima cosa il giardino della palazzina che  con una festa di inaugurazione è diventato spazio comune». E oggi quel  giardino è in condivisione &#8211; «non una divisione dei giorni di utilizzo,  una vera condivisione» ci tiene a sottolineare &#8211; con la vicina scuola  materna che lo utilizza nei giorni infrasettimanali. Del resto la  collaborazione con la scuola materna rientra nel più ampio lavoro comune  fatto con il quartiere.</div>
<div>Da  subito si è creato infatti un comitato di quartiere che con i giovani  del centro ha messo in piedi strutture e iniziative importanti. Negli  anni sono nati la LuPo (ludoteca popolare), la BiPop (biblioteca  popolare), il Gap (gruppo di acquisto popolare) e la popolarissima (nel  senso di frequentatissima) palestra popolare che ormai ha corsi tutti i  giorni. Il comitato di quartiere organizza anche iniziative per i  ragazzini, come i centri estivi autogestiti, nati grazie alla  disponibilità dei genitori di prestare, a turno, il loro tempo per  organizzare attività per i ragazzini.</p>
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<div>Tra  minacce di sgomberi e iniziative sempre più frequenti, Askatasuna  diventa una realtà ben radicata nel quartiere. Il primo maggio del 1999 è  una data importante per il centro sociale torinese. Askatasuna infatti  partecipa alla manifestazione del primo maggio contestando la guerra  voluta dall&#8217;allora premier di centro sinistra Massimo D&#8217;Alema in Kosovo.  &#8220;Vergogna&#8221; c&#8217;è scritto nello striscione del centro sociale. Scatta la  repressione, brutale, feroce. Una vendetta. Mentre i giovani stanno  mangiando la grigliata al centro, dopo la manifestazione, la polizia fa  irruzione nei locali. «I deportati in questura sono 114 &#8211; ricorda  Ermelinda &#8211; la polizia distrugge tutto». Aggiunge Andrea che «si è  trattato chiaramente di un&#8217;azione di ritorsione. Difficile dimenticare  la violenza di quella giornata».</div>
<div>Una  giornata che il regista Armando Ceste (scomparso prematuramente un anno  e mezzo fa) fissa nel film &#8220;Rosso/Askatasuna (A proposito di un primo  maggio di guerra)&#8221;. Armando raccontava così la sua determinazione nel  realizzare questo film: «Mi ricordo che quel giorno non ero andato in  piazza; ho dunque saputo degli incidenti e degli scontri dai giornali.  Si capiva che fosse stata commessa una schifezza, ma non era chiaro cosa  fosse accaduto. Passo spesso davanti all&#8217;Askatasuna; ultimamente mi ha  colpito uno striscione enorme con la scritta &#8220;1-05-99 noi non  scordiamo&#8221;. All&#8217;interno dell&#8217;Askatasuna ci sono molti spazi, fra questi  uno è occupato da un gruppo teatrale. Uno dei ragazzi del gruppo mi  parlò di quello che era successo e della loro intenzione di preparare  uno spettacolo teatrale per raccogliere soldi per la ricostruzione del  centro.</div>
<div>Ne  parlai con Beppe Rosso, se aveva voglia di partecipare, e lui si  dimostrò subito sensibile e pronto a fare uno spettacolo all&#8217;interno  dell&#8217;Askatasuna. Abbiamo quindi organizzato a metà giugno questo  spettacolo teatrale &#8211; Camminanti &#8211; dove si parla di intolleranza e di  razzismo. Lo spettacolo andò bene, portandoci a contatto con una nuova  realtà che, per ragioni sia storiche che anagrafiche, non conoscevamo.  Prendendo a pretesto lo spettacolo, con Beppe, decidemmo di realizzare  il film; non solo per raccontare la giornata del 1° maggio, ma anche per  descrivere lo scontro tra due culture, dove il &#8220;diverso&#8221;  (dall&#8217;immigrato allo squatter) viene come al solito criminalizzato,  identificato col nemico».</div>
<div>Uno  degli intervistati nel film di Ceste è Pasquale Cavaliere, consigliere  regionale dei Verdi che si suicidò nel &#8217;99 dopo altri due suicidi. Sole  (Soledad Rosa) e Baleno (Edoardo Massari) erano due giovani anarchici  che si opponevano alla costruzione del treno a alta velocità in Val  Susa. Cavaliere fu l&#8217;ultima persona a parlare con Baleno. Una storia,  quella della montatura giudiziaria contro i due giovani e il contesto in  cui si muovevano, che rimane una delle pagine più nere per la città.  «L&#8217;aggressione del primo maggio &#8211; dice Andrea &#8211; è stata per noi una  sorta di prova di maturità. Abbiamo continuato con determinazione a  crescere».</div>
<div>Alla  cena di compleanno dell&#8217;Askatasuna, sabato scorso, c&#8217;era anche  l&#8217;iniziativa di autofinanziamento dello sportello casa, un&#8217;altra realtà  cresciuta nel centro sociale per combattere gli sfratti e dare sostegno  legale a quanti hanno il problema della casa. Ci sono inoltre corsi di  alfabetizzazione per migranti.</div>
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