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La cena del compleanno dell’Askatasuna prevista per sabato 13 è stata rinviata

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Nel cuore di Roma, il malvagio Aldous tiene prigioniero un mostro in cantina. Ma un giorno, la bestia, riesce a scappare dalle grinfie del carceriere. Inizia la caccia che dà il titolo al film e che vede coinvolti lo stesso Aldous, il vendicativo cacciatore di mostri Markus e un detective americano di nome Mitchell che indaga su alcuni orribili delitti. Un horror/splatter low budget, ironico e appassionato, firmato da un giovanissimo filmaker romano (classe 1988), quì al suo esordio nel lungometraggio. Il film è in lingua inglese, sottotitolato in italiano.

@ Askatasuna, corso Regina 47, Torino – ore 21.00 – Ingresso libero

Immagine anteprima YouTube

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Domenica 31 ottobre 2010 alle ore 21.00 si terrà la prima proiezione del cinematografo Poverania. Il primo film in programma è “L’invasione degli Astronazi” di Alberto Genovese, uscito nel 2009. L’ingresso è libero.

Di seguito una breve spiegazione del progetto Poverania

Il cinematografo Poverania è nato a Roma ed è alla sua quarta edizione. E’ un cineforum che dà spazio ai film e alle produzioni indipendenti che altrimenti non si vedrebbero proiettate da alcuna altra parte. Da questa estate il Poverania è sbarcato a Venezia, e a breve partirà un’edizione a Milano e una a Padova. Il cinematografo Poverania ha trovato spazio nella città di Torino al centro sociale Askatasuna, in collaborazione con il Kinoglaz cineforum

Questo il calendario delle proiezioni:

31-10: L’invasione degli Astronazi

07-11: Ai confini della fandonia

14-11: The Hunt

21-11: The Slurp

28-11: Torino nera

05-12: La grata

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Sostieni il centro sociale Askatasuna! Vieni alla cena di sabato 19 giugno.

Per prenotazioni: 349 1015452

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Il Kinoglaz cineforum prosegue anche nel mese di giugno. Questo mercoledì verrà proiettato il film di Glauber Rocha del 1966 Terra in trance. Girato un anno dopo il golpe militare del 1964 in Brasile, Terra in trance continua a stupire per l’energia con la quale è stato girato, per il suo stile libero e apparentemente caotico, per gli omaggi dichiarati alla nouvelle vague francese, al cinema di ricerca, ai film di Ejzenstejn. Chi non avesse mai visto un film di Glauber Rocha con Terra in trance potrà farsi un’idea piuttosto chiara di un cinema che all’epoca provocava anche furiosi dibattiti e scontri, che poteva essere amato o odiato, intensamente, ma che certamente non lasciava indifferenti. Un cinema che ha sempre voluto essere contro Hollywood e in lotta contro l’imperialismo culturale dell’occidente, e che per questo, non ha potuto che uscire sconfitto dalla battaglia.

Il film verrà proiettato in lingua originale sottotitolata in italiano. Si comincia alle 21.30 al centro sociale Askatasuna. L’ingresso è libero.

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Il Kinoglaz cineforum presenta questa settimana uno dei film più belli di Chris Marker, figura importantissima quanto atipica del cinema francese. Regista politico, non esplicito ma nelle pieghe della scrittura e della messinscena cinematografica, di cui interroga incessantemente i dispositivi.

Il film è del 1983. Il titolo deriva dal ciclo di canzoni Senza sole di Modest Mussorgskij. Sans Soleil è una meditazione sulla natura della memoria umana e l’oblio. Sull’incapacità di ricordare il contesto e le sfumature della memoria e, di conseguenza, come la percezione di storie personali e globali sia artificiosa. Un film al contempo spaesante e familiare, nonostante le distanze che racconta.

Soggetto (dal press-book del film): «Una donna sconosciuta legge e commenta le lettere che riceve da un amico cameraman free-lance che percorre il mondo ed è attratto in maniera particolare dai “due poli estremi” della sopravvivenza, il giappone e l’Africa -quest’ultima rappresentata da due paesi che, malgrado il ruolo storico che hanno avuto, sono tra i più poveri e dimenticati: la Guinea Bissau e il Capo Verde. Il cameraman si interroga (come tutti i cameraman, in ogni caso quelli che si incontrano al cinema)sul senso della rappresentazione del mondo di cui egli è l’inarrestabile strumento, e sul ruolo della memoria che egli contribuisce a costituire. Un suo compagno giapponese, risponde da parte sua aggredendo le immagini della memoria, smembrandole al sintetizzatore. Un cineasta si impadronisce di questa situazione e ne fa un film, ma invece di incarnare questi personaggi e di mostrare i loro rapporti, reali o supposti, preferisce organizzare gli elementi de dossier come se si trattasse di una composizione musicale, con temi ricorrenti, contrappunti e fughe speculari: le lettere, i commenti, le immagini inventate, più alcune immagini prese a prestito. Così da queste memorie giustapposte nasce una memoria fittizia, e così come si poteva leggere un tempo fuori dalle portinerie ” la portinaia è sulle scale”, si vorrebbe in questo caso far procedere il film dal cartello “la finzione è all’esterno”».
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Tutte le ore feriscono… l’ultima uccide, incredibile “traduzione” italiana del titolo originale Le deuxième souffle è forse il meno noto (in Italia) fra i grandi film di Melville, pur rappresentando una tappa fondamentale nella filmografia del regista francese. Ultimo suo film in bianco e nero, Tutte le ore feriscono… costituisce per lo stesso Melville un modello di riferimento per suoi i film successivi, tanto formalmente quanto a livello tematico. Soprattutto i temi dell’amicizia, della lealtà, del codice d’onore dei gangsters trovano qui una prima sintesi efficace e compiuta, successivamente eguagliata ma mai davvero superata, per quanto Le Samourai (Frank Costello faccia d’angelo in italiano…) , girato l’anno dopo, resti la pellicola in assoluto più influente ed emozionante realizzata da Melville.

Il film, come di consueto, verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano. Scelta peraltro obbligata, dal momento che non esiste disponibile una versione doppiata in italiano.

Si inizia alle 21.30, presso il centro sociale Askatasuna, ingresso libero.

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