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	<title>csoa Askatasuna &#187; antifascismo</title>
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		<title>99 posse: ANTIFA il video</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<title>7 luglio 1960 Per i Morti di Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 10:04:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.csoaskatasuna.org/2010/07/7-luglio-1960-per-i-morti-di-reggio-emilia/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a>
<p>Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque  operai reggiani, tutti iscritti al PCI, sono uccisi dalle forze  dell&#8217;ordine. I loro nomi, immortalati dalla celebre canzone di Fausto  Amodei &#8220;Per i morti di Reggio Emilia&#8221;: Lauro Ferioli, Ovidio Franchi,  Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. I morti di Reggio Emilia  sono l&#8217;apice &#8211; non la conclusione &#8211; di due settimane di scontri con la  polizia, alla quale il capo del governo Tambroni ha dato libertà di  aprire il fuoco in &#8220;situazioni di emergenza&#8221;: alla fine si conteranno  undici morti e centinaia di feriti. Questi morti costringeranno alle  dimissioni il governo Tambroni, monocolore democristiano con il  determinante appoggio esterno dei fascisti del M.S.I. e dei monarchici, e  apriranno la strada ai futuri governi di centro-sinistra. Ma  soprattutto, contrassegneranno in modo repentino un radicale mutamento  di clima politico nel paese: l&#8217;avvento della generazione dei &#8220;ragazzi  con le magliette a righe&#8221;. Sino a quel momento i giovani erano  considerati come spoliticizzati, distanti dalla generazione dei  partigiani e orientati al mito delle &#8220;tre M&#8221; (macchina, moglie,  mestiere): la giovane età di tre delle cinque vittime testimonia invece  la presa di coscienza, in forme ancor più radicali della generazione che  aveva resistito negli anni Cinquanta, di un nuovo proletariato  giovanile. Di questo mutamento di clima &#8211; dalla disperata tristezza per  il revanchismo fascista alla rinascita della speranza dopo i fatti di  luglio &#8211; sono testimonianza la poesia di Pasolini &#8220;La croce uncinata&#8221;  (aprile 1960) e l&#8217;articolo &#8220;Le radici del luglio&#8221; (Vie nuove, 29 ottobre  1960).<span id="more-1182"></span></p>
<p><strong>Il 7 luglio</strong></p>
<p>La sera del 6 luglio la CGIL reggiana, dopo una lunga riunione  (la linea della CGIL era sino a quel momento avversa a manifestazioni  politiche) proclama lo sciopero cittadino. La polizia ha proibito gli  assembramenti, e le stesse auto del sindacato invitano con gli  altoparlanti i manifestanti a non stazionare. Ma l&#8217;unico spazio  consentito &#8211; la Sala Verdi, 600 posti &#8211; è troppo piccolo per contenere i   20.000 manifestanti: un gruppo di circa 300 operai delle Officine  Meccaniche Reggiane decide quindi di raccogliersi davanti al monumento  ai Caduti, cantando canzoni di protesta. Alle 16.45 del pomeriggio una  violenta carica di un reparto di 350 celerini al comando del  vice-questore <strong>Giulio Cafari Panico</strong> investe la manifestazione  pacifica: &#8220;Cominciarono i caroselli degli automezzi della polizia.  Ricordo un&#8217;autobotte della polizia che in piazza cercava di disperdere  la folla con gli idranti&#8221;, ricorda un testimone, l&#8217;allora maestro  elementare Antonio Zambonelli. Anche i carabinieri, al comando del  tenente colonnello <strong>Giudici</strong>, partecipano alla carica. Incalzati  dalle camionette, dalle bombe a gas, dai getti d&#8217;acqua e dai fumogeni, i  manifestanti cercano rifugio nel vicino isolato San Rocco, &#8220;dove c&#8217;era  un cantiere, ricorda un protagonista dei fatti, Giuliano Rovacchi.  Entrammo e raccogliemmo di tutto, assi di legno, sassi&#8230;&#8221;. &#8220;Altri  manifestanti, aggiunge Zambonelli, buttavano le seggiole dalle distese  dei bar della piazza&#8221;. Respinti dalla disperata sassaiola dei  manifestanti, i celerini impugnano le armi da fuoco e cominciano a  sparare: &#8220;Teng-teng, si sentiva questo rumore, teng-teng. Erano  pallottole, dice Rovacchi, e noi ci ritirammo sotto l&#8217;isolato San Rocco.  Vidi un poliziotto scendere dall&#8217;autobotte, inginocchiarsi e sparare,  verso i giardini, ad altezza d&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>In quel punto verrà trovato il corpo di <strong>Afro Tondelli</strong> (1924),  operaio di 35 anni. Si trova isolato al centro di piazza della Libertà.  L&#8217;agente di PS <strong>Orlando Celani</strong> estrae la pistola, s&#8217;inginocchia,  prende la mira in accurata posizione di tiro e spara a colpo sicuro su  un bersaglio fermo. Prima di spirare Tondelli dice: &#8220;Mi hanno voluto  ammazzare, mi sparavano addosso come alla caccia&#8221;. Partigiano della 76a  Sap (nome di battaglia &#8220;Bobi&#8221;), è il quinto di otto fratelli, in una  famiglia contadina di Gavasseto. Sposato, è segretario locale dell&#8217;Anpi.</p>
<p>Davanti alla chiesa di San Francesco è <strong>Lauro Farioli</strong>, 22 anni,  orfano di padre, sposato e padre di un bimbo. Lo chiamavano &#8220;Modugno&#8221;  grazie alla vaga somiglianza con il cantante. Era uscito di casa con  pantaloni corti, una camicetta rossa, le ciabatte ai piedi: ai primi  spari si muove incredulo verso i poliziotti come per fermarli. Gli  agenti sono a cento metri da lui: lo fucilano in pieno petto. Dirà un  ragazzo testimone dell&#8217;eccidio: &#8220;Ha fatto un passo o due, non di più, e  subito è partita la raffica di mitra, io mi trovavo proprio alle sue  spalle e l&#8217;ho visto voltarsi, girarsi su se stesso con tutto il sangue  che gli usciva dalla bocca. Mi è caduto addosso con tutto il sangue&#8221;.</p>
<p>Intanto l&#8217;operaio <strong>Marino Serri</strong>, 41 anni, partigiano della 76a  brigata si è affacciato piangendo di rabbia oltre l&#8217;angolo della strada  gridando &#8220;Assassini!&#8221;: cade immediatamente, colpito da una raffica di  mitra. Nato in una famiglia contadina e montanara poverissima di Casina,  con sei fratelli, non aveva frequentato nemmeno le elementari: lavorava  sin da bambino pascolando le pecore nelle campagne. Militare a 20 anni,  era stato in Jugoslavia. Abitava a Rondinara di Scandiano, con la  moglie Clotilde e i figli.</p>
<p>In piazza Cavour c&#8217;è <strong>Ovidio Franchi</strong>, un ragazzo operaio di 19  anni. Viene colpito da un proiettile all&#8217;addome. Cerca di tenersi su,  aggrappandosi a una serranda:  &#8220;Un altro, racconta un testimone, ferito  lievemente, lo voleva aiutare, poi è arrivato uno in divisa e ha sparato  a tutti e due&#8221;. Franchi è la vittima più giovane (classe 1941, nativo  della frazione di Gavassa): figlio di un operaio delle Officine  Meccaniche Reggiane, dopo la scuola di avviamento industriale era  entrato come apprendista in una piccola officina della zona. Nel  frattempo frequentava il biennio serale per conseguire l&#8217;attestato di  disegnatore meccanico, che gli era stato appena recapitato. Morirà poco  dopo a causa delle ferite riportate.</p>
<p>Ma gli spari non sciolgono la manifestazione: sono proprio i più  giovani &#8211; tra i quali è Rovacchi &#8211; a resistere: &#8220;La macchina del  sindacato girava tra i tumulti e l&#8217;altoparlante ci invitava a lasciare  la piazza, che la manifestazione era finita. Ma noi non avevamo alcuna  intenzione di ritirarci, qualcuno incitava addirittura alle barricate.  Non avremmo sgomberato la piazza almeno fino a quando la polizia non  spariva. E così fu. Mentre correvo inciampai su un corpo senza vita,  vicino al negozio di Zamboni. Era il corpo di Reverberi, ma lo capii  soltanto dopo&#8221;.</p>
<p><strong>Emilio Reverberi</strong>, 39 anni, operaio, era stato licenziato  perché comunista nel 1951 dalle Officine Meccaniche Reggiane, dove era  entrato all&#8217;età di 14 anni. Era stato garibaldino nella 144a Brigata  dislocata nella zona della Val d&#8217;Enza (commissario politico nel  distaccamento Amendola). Nativo di Cavriago, abitava a Reggio nelle case  operaie oltre Crostolo con la moglie e i due figli. Viene brutalmente  freddato a 39 anni, sotto i portici dell&#8217;Isolato San Rocco, in piazza  Cavour. In realtà non è ancora morto: falciato da una raffica di mitra,  spirerà in sala operatoria.</p>
<p>Polizia e carabinieri sparano con mitra e moschetti più di 500  proiettili, per quasi tre quarti d&#8217;ora, contro gli inermi manifestanti. I  morti sono cinque, i feriti centinaia: Zambonelli, riuscito a entrare  nell&#8217;ospedale, testimonia di &#8220;feriti ammucchiati ai morti, corpi  squartati, irriconoscibili, ammassati uno sull&#8217;altro&#8221;. Drammatica anche  la testimonianza del chirurgo Riccardo Motta: &#8220;In sala operatoria  c&#8217;eravamo io, il professor Pampari e il collega Parisoli. Ricordo  nitidamente quelle terribili ore, ne passammo dodici di fila in sala  operatoria, arrivava gente in condizioni disperate. Sembrava una  situazione di guerra: non c&#8217;era tempo per parlare, mentre cercavamo di  fare il possibile avvertivamo, pesantissimi, l&#8217;apprensione e il dolore  dei parenti&#8221;.</p>
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		<title>23/06 Antifa Party a Palazzo Nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<title>Torino; un 25 aprile di memoria e di lotta</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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Più di quattrocento persone hanno  partecipato alla giornata di iniziative antifasciste in occasione del 25  aprile organizzata dal comitato di quartiere Vanchiglia e dal Network  antagonista torinese.
La  giornata, iniziata in mattinata con letture e racconti della Resistenza a  cura della scuola elementare Fontana è proseguita con il pranzo sociale  [...]]]></description>
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<div><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/dscn0400-4bd4d1e4df11b.JPG" alt="" width="200" height="150" />Più di quattrocento persone hanno  partecipato alla giornata di iniziative antifasciste in occasione del 25  aprile organizzata dal comitato di quartiere Vanchiglia e dal Network  antagonista torinese.</div>
<div>La  giornata, iniziata in mattinata con letture e racconti della Resistenza a  cura della scuola elementare Fontana è proseguita con il pranzo sociale  nel giardino del centro sociale Askatasuna con letture, proiezione di  video e concerto, per terminare con un corteo per le strade del  quartiere, che è andato a toccare alcune delle lapidi presenti.</div>
<p>Giornata importante e densa, di  commemorazione e di lotta, cui hanno preso parte giovani e meno giovani,  intere famiglie e soprattutto numerosissimi bambini.</p>
<p>Durante tutte le iniziative forte è stata  l&#8217;urgenza di intrecciare il più possibile l&#8217;ambito più meramente  memoriale e commemorativo con l&#8217;attualità: questo è infatti il nodo  chiave dell&#8217;essere antifascisti oggi, partire dalla memoria ma non  limitarsi ad essa.</p>
<p>Ed è proprio su  questo filone che si sono susseguiti i numerosi interventi, dal  partigiano Giovanni Accomasso, al comitato di quartiere, dagli studenti  medi ed universitari ai militanti del centro sociale: l&#8217;importanza della  scelta, quella presa da chi ha deciso di prendere parte alla guerra di  liberazione e quella di chi ancora oggi fa propri gli stessi valori, la  necessità di non ridurre l&#8217;antifascismo ad un rito vuoto di cui si  impossessano &#8220;professionisti della politica&#8221;, e l&#8217;essenzialità di una  lotta che sia antifascista, antirazzista e antissessista che parta da  radicamento nei territori, creazione di percorsi sociali e reali e  vigilanza costante e pratica militante.</p>
</div>
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		<title>25 aprile in Vanchiglia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 18:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/04/ok25ap.jpg"><img class="size-large wp-image-918 aligncenter" title="ok25ap" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/04/ok25ap-740x1024.jpg" alt="" width="444" height="614" /></a></p>
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		<title>Dax resiste: non dimentichiamo, non perdoniamo!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[6 marzo 2003-2010: non  dimentichiamo! non perdoniamo!
&#8220;Un passato che si proietta nel futuro dove il confine tra amore e  odio si fa labile e la memoria non coinciderà mai con la parola perdono&#8221;  (i compagni e le compagne di Dax)
16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO
Alcuni  compagni usciti dal pub [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>6 marzo 2003-2010: non  dimentichiamo! non perdoniamo!<br />
<em>&#8220;Un passato che si proietta nel futuro dove il confine tra amore e  odio si fa labile e la memoria non coinciderà mai con la parola perdono&#8221;  (i compagni e le compagne di Dax)</em></p>
<div><strong>16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO</strong></div>
<p><img src="http://www.infoaut.org/img/gallery/55897-4b9caa5ce1d0d.jpg" border="1" alt="" hspace="11" vspace="11" width="201" height="199" align="left" />Alcuni  compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti armati  di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente due.  Uno sarà operato d&#8217;urgenza mentre Davide &#8220;Dax&#8221; non arriverà vivo in  ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e  carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a  ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche  un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle  grida indignate dei presenti&#8230; un avvertimento&#8230;</p>
<p>All&#8217;ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell&#8217;ordine, i  medici comunicano la morte di Dax. Disperazione, incredulità, rabbia&#8230;.  I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia  e Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori  l&#8217;ospedale. Una caccia all&#8217;uomo stile Genova 2001, quella stessa  brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche  settimana fa.</p>
<p>&#8220;Volevano portare via la salma dell&#8217;amico&#8221; Così il giorno dopo il  Questore Boncoraglio legittima l&#8217;operato delle forze dell&#8217;ordine, il cui  bilancio per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di  sutura sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce sfigurate e  sangue dappertutto.</p>
<p>Sui &#8220;fatti del San Paolo&#8221; si aprirà poi un processo con imputati un  carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d&#8217;arma impropria e  abuso d&#8217;ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a  pubblico ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009  con da un lato la piena assoluzione delle forze dell&#8217;ordine e  dall&#8217;altro la condanna di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi  di carcere più 100.000 euro di multa.</p>
<p>Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato  l&#8217;operato dei suoi servi in divisa. Nessuno stupore, nessun lamento. La  stessa cosa è accaduta per i processi del G8 Genova. Nessuno stupore,  nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel continuare a  lottare, ricordare e raccontare.</p>
<p>Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad  ammazzare, nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato  Biagetti, Ivan Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano  Cucchi, Jan Kucera, Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo  Giuliani e molti altri. Un elenco che non vogliamo vedersi allungare,  una storia di sangue che deve essere fermata costruendo solidarietà,  resistenza, lotta antifascista e anticapitalista.</p>
<p><em>&#8220;Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni,  o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi&#8221; Partigiano  &#8220;Foco&#8221;</em></p>
<p><strong><a href="http://www.daxresiste.org/" target="_blank">www.daxresiste.org</a></strong></p>
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		<title>6/3 BRIGADA FLORES MAGON _ANTIFA LIVE!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 23:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/02/BRIGADA-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" title="BRIGADA copia" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/02/BRIGADA-copia.jpg" alt="BRIGADA copia" width="600" height="849" /></a></p>
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		<title>No al revisionismo! No a Casa Pound!</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 18:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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IMPORTANTE! &#8211; Domani 7 febbraio il gruppuscolo neofascista di CasaPound vorrebbe marciare per le strade di Torino, così come di molte altre città italiane, con la scusa di commemorare i “martiri delle foibe”.
CasaPound, resasi protagonisti in tutta Italia di azioni vigliaccamente squadriste, di aggressioni (sempre in venti a uno!) di immigrati, omosessuali e militanti della [...]]]></description>
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<div><strong><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/antifa-4b6d82378aa4e.jpg" alt="" width="200" height="283" />IMPORTANTE</strong>! &#8211; Domani 7 febbraio il gruppuscolo neofascista di CasaPound vorrebbe marciare per le strade di Torino, così come di molte altre città italiane, con la scusa di commemorare i “martiri delle foibe”.<br />
CasaPound, resasi protagonisti in tutta Italia di azioni vigliaccamente squadriste, di aggressioni (sempre in venti a uno!) di immigrati, omosessuali e militanti della sinistra, è un gruppo dichiaratamente neofascista e razzista (ricordiamo, non ultima, l’affissione nella nostra città di alcuni stendardi che commemoravano la nascita del duce).<br />
In tutta Italia negli ultimi mesi numerosissime sono state le mobilitazioni, da Torino a Napoli e lungo tutta la penisola, che hanno denunciato e impedito ai camerati di fare propaganda e azioni nelle strade, nelle scuole e nelle università.<br />
Quest’ultima iniziativa di commemorazione dei “martiri” delle foibe si inserisce perfettamente nel clima revisionistico e negazionista che sta pervadendo la politica istituzionale e la “cultura” del nostro Paese: sempre più numerose sono le prese di posizione e le pubblicazioni che, sull’onda del successo del rovesciamo pansiano, cercano di riscrivere la nostra storia e di omologare i crimini nazisti e fascisti alla Resistenza partigiana e alla lotta antifascista che con forza e determinazione combatté in Italia e nell’Europa tutta.</p>
<p>Solo pochi mesi fa, nella centralissima <strong>piazza San Carlo</strong>, centinaia di antifascisti si erano mobilitati ed avevano <a href="http://www.infoaut.org/articolo/torino-lega-nord-casa-pound-tutti-a-terra-al-primo-round/"><strong>impedito a CasaPound di fare la propria lurida propaganda </strong></a> fascista, razzista e sessista.<br />
Ribadendo la necessità, a Torino come altrove, di non lasciare alcuno spazio a questi sordidi personaggi, scenderemo in piazza anche domani, perché non abbiamo mai delegato e continueremo a non delegare la pratica dell’antifascismo e di difesa dei nostri quartieri, e continueremo a non tollerare la presenza di sedicenti, seppur sparute, squadracce fasciste nelle strade della nostra città.</p>
<div>NESSUNO SPAZIO A NEOFASCISTI, SESSISTI E RAZZISTI!<br />
NESSUNO SPAZIO AL REVISIONISMO!</p>
<p><strong><em>Antifascist* Torino</em></strong></div>
</div>
<div>&#8212;&#8212;&#8211;</div>
<div><span> </span></div>
<div><span>DOMENICA 7 FEBBRAIO</span><br />
<strong>ORE 17.00 PIAZZA CIRENE (via Pietro Cossa ang. Via Pianezza)</strong><br />
<span>PRESIDIO ANTIFASCISTA</span></div>
</div>
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		<title>16/1 dance hall benefit spese processuali</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 22:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[antifa]]></category>

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		<description><![CDATA[POW POW MOVEMENT&#38;MADO&#8217; CHE CREW
antifa benefit
Il 22 febbraio del 2002 una manifestazione antifascista si oppose al primo convegno pubblico di Forza Nuova a Torino. Nella migliore tradizione, centinaia di antifascisti e antifasciste si radunano in Piazza Statuto per tentare di raggiungere in corteo l’hotel dove FN doveva svolgere il dibattito. Nella solita tradizione, le forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/01/powpow.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-791" title="powpow" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/01/powpow.jpg" alt="powpow" width="200" height="278" /></a>POW POW MOVEMENT&amp;MADO&#8217; CHE CREW</strong></h2>
<h2 style="text-align: center;">antifa benefit</h2>
<p style="text-align: center;">Il 22 febbraio del 2002 una manifestazione antifascista si oppose al primo convegno pubblico di Forza Nuova a Torino. Nella migliore tradizione, centinaia di antifascisti e antifasciste si radunano in Piazza Statuto per tentare di raggiungere in corteo l’hotel dove FN doveva svolgere il dibattito. Nella solita tradizione, le forze dell’ordine vietarono l’agibilità agli antifascisti, difendendo i fascisti.<a href="http://www.csoaskatasuna.org/2009/12/antifa-solidal/">&gt;&gt;&gt;</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.senzapazienza.com/senzapaz/wp-content/uploads/2009/12/Tshirt_antifasolidal.jpg"><img style="margin: 2px;" src="http://www.senzapazienza.com/senzapaz/wp-content/uploads/2009/12/Tshirt_antifasolidal.jpg" alt="" width="250" height="243" /></a></p>
<p style="text-align: center;">tshirt benefit processo</p>
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<p style="text-align: center;">
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		<title>ANTIFA SOLIDAL!</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 22:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 22 febbraio del 2002 una manifestazione antifascista si oppose al primo convegno pubblico di Forza Nuova a Torino. Nella migliore tradizione, centinaia di antifascisti e antifasciste si radunano in Piazza Statuto per tentare di raggiungere in corteo l’hotel dove FN doveva svolgere il dibattito. Nella solita tradizione, le forze dell’ordine vietarono l’agibilità agli antifascisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.senzapazienza.com/senzapaz/wp-content/uploads/2009/12/Tshirt_antifasolidal.jpg"><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://www.senzapazienza.com/senzapaz/wp-content/uploads/2009/12/Tshirt_antifasolidal.jpg" alt="" width="250" height="243" /></a>Il 22 febbraio del 2002 una manifestazione antifascista si oppose al primo convegno pubblico di Forza Nuova a Torino. Nella migliore tradizione, centinaia di antifascisti e antifasciste si radunano in Piazza Statuto per tentare di raggiungere in corteo l’hotel dove FN doveva svolgere il dibattito. Nella solita tradizione, le forze dell’ordine vietarono l’agibilità agli antifascisti, difendendo i fascisti.</p>
<p>Così piazza Statuto divenne teatro di scontro tra antifa e polizia, e man mano lo divenne il centro cittadino. Pochi mesi dopo alcuni compagni vennero colpiti da provvedimenti restrittivi che compresero oltre agli obblighi di firma in alcune caserme di carabinieri e polizia, anche il divieto di partecipare a manifestazioni politiche; provvedimento poi decaduto e tramutato in firme e obblighi di dimora. Tutto questo per diversi mesi.</p>
<p>Il processo ha intanto fatto il suo iter, e sebbene le prove a carico della giustizia siano sempre state deboli, 12 compagni sono stati condannate a pene che vanno dai 6 mesi all’anno.</p>
<p>Ad agosto di quest’anno, a pochi giorni dalla prescrizione, con una convocazione d’urgenza, la corte di cassazione ha confermato le pene, che si sono tramutate in definitive.</p>
<p>Al termine dei tre gradi di giudizio, non contenti di essere riusciti a condannare i soliti noti senza prove schiaccianti, la polizia questa volta, in maniera diretta, ha chiesto ai condannati, i danni per i costi della mutua di 7 agenti feriti nel corso della manifestazione, compresi quelli con tre giorni di prognosi e quelli che si sono fatti male da soli (ammettendolo al processo)</p>
<p>26.000 euro è la cifra che chiede la Caserma di Via Veglia ai compagni condannati. Ci impegneremo per non dare un euro alle forze dell’ordine, la legge non è dalla nostra (meglio), ma comunque le proveremo tutte. Intanto stiamo raccogliendo dei fondi per difenderci e difendere le nostre idee in ogni sede. Abbiamo stampato 100 tshirt come questa cartolina per creare un fondo cassa per ogni evenienza.</p>
<p>Organizzeremo altre iniziative simili, saranno pubblicizzate sul sito <strong>www.csoaskatasuna.org</strong></p>
<p align="right"><strong> </strong></p>
<p align="right"><strong>1312</strong></p>
<p align="right"><strong>per acquistare la tshirt www.senzapazienza.com</strong></p>
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