Archivio per la Categoria “antifascismo”
Scritto il luglio 7th, 2010 da Aska 1 in antifascismo
Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani, tutti iscritti al PCI, sono uccisi dalle forze dell’ordine. I loro nomi, immortalati dalla celebre canzone di Fausto Amodei “Per i morti di Reggio Emilia”: Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. I morti di Reggio Emilia sono l’apice – non la conclusione – di due settimane di scontri con la polizia, alla quale il capo del governo Tambroni ha dato libertà di aprire il fuoco in “situazioni di emergenza”: alla fine si conteranno undici morti e centinaia di feriti. Questi morti costringeranno alle dimissioni il governo Tambroni, monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno dei fascisti del M.S.I. e dei monarchici, e apriranno la strada ai futuri governi di centro-sinistra. Ma soprattutto, contrassegneranno in modo repentino un radicale mutamento di clima politico nel paese: l’avvento della generazione dei “ragazzi con le magliette a righe”. Sino a quel momento i giovani erano considerati come spoliticizzati, distanti dalla generazione dei partigiani e orientati al mito delle “tre M” (macchina, moglie, mestiere): la giovane età di tre delle cinque vittime testimonia invece la presa di coscienza, in forme ancor più radicali della generazione che aveva resistito negli anni Cinquanta, di un nuovo proletariato giovanile. Di questo mutamento di clima – dalla disperata tristezza per il revanchismo fascista alla rinascita della speranza dopo i fatti di luglio – sono testimonianza la poesia di Pasolini “La croce uncinata” (aprile 1960) e l’articolo “Le radici del luglio” (Vie nuove, 29 ottobre 1960). Leggi il resto di questo articolo »
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Scritto il giugno 23rd, 2010 da Aska 1 in antifascismo, tags: antifa
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Scritto il aprile 26th, 2010 da Aska 1 in antifascismo, vanchiglia
 Più di quattrocento persone hanno partecipato alla giornata di iniziative antifasciste in occasione del 25 aprile organizzata dal comitato di quartiere Vanchiglia e dal Network antagonista torinese.
La giornata, iniziata in mattinata con letture e racconti della Resistenza a cura della scuola elementare Fontana è proseguita con il pranzo sociale nel giardino del centro sociale Askatasuna con letture, proiezione di video e concerto, per terminare con un corteo per le strade del quartiere, che è andato a toccare alcune delle lapidi presenti.
Giornata importante e densa, di commemorazione e di lotta, cui hanno preso parte giovani e meno giovani, intere famiglie e soprattutto numerosissimi bambini.
Durante tutte le iniziative forte è stata l’urgenza di intrecciare il più possibile l’ambito più meramente memoriale e commemorativo con l’attualità: questo è infatti il nodo chiave dell’essere antifascisti oggi, partire dalla memoria ma non limitarsi ad essa.
Ed è proprio su questo filone che si sono susseguiti i numerosi interventi, dal partigiano Giovanni Accomasso, al comitato di quartiere, dagli studenti medi ed universitari ai militanti del centro sociale: l’importanza della scelta, quella presa da chi ha deciso di prendere parte alla guerra di liberazione e quella di chi ancora oggi fa propri gli stessi valori, la necessità di non ridurre l’antifascismo ad un rito vuoto di cui si impossessano “professionisti della politica”, e l’essenzialità di una lotta che sia antifascista, antirazzista e antissessista che parta da radicamento nei territori, creazione di percorsi sociali e reali e vigilanza costante e pratica militante.
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Scritto il marzo 16th, 2010 da Aska 1 in antifascismo, movimento
6 marzo 2003-2010: non dimentichiamo! non perdoniamo!
“Un passato che si proietta nel futuro dove il confine tra amore e odio si fa labile e la memoria non coinciderà mai con la parola perdono” (i compagni e le compagne di Dax)
16 MARZO 2003, LA NOTTE NERA DI MILANO
Alcuni compagni usciti dal pub Tipota si scontrano con tre neofascisti armati di coltelli che li colpiscono ripetutamente, ferendone gravemente due. Uno sarà operato d’urgenza mentre Davide “Dax” non arriverà vivo in ospedale. Sul luogo sopraggiungono invece numerose pattuglie di polizia e carabinieri che, ostruendo la circolazione stradale, contribuiscono a ritardare i soccorsi. Poco dopo la partenza delle ambulanze arriva anche un reparto di celere con caschi e manganelli, respinti subito dalle grida indignate dei presenti… un avvertimento…
All’ospedale S.Paolo, già militarizzato dalle forze dell’ordine, i medici comunicano la morte di Dax. Disperazione, incredulità, rabbia…. I compagni e gli amici presenti rispondono alle provocazioni di Polizia e Carabinieri, che danno subito il via a feroci cariche dentro e fuori l’ospedale. Una caccia all’uomo stile Genova 2001, quella stessa brutalità che abbiamo visto in azione in Val di Susa solo qualche settimana fa.
“Volevano portare via la salma dell’amico” Così il giorno dopo il Questore Boncoraglio legittima l’operato delle forze dell’ordine, il cui bilancio per i pestaggi contro chi era presente è di decine di punti di sutura sul viso, denti e braccia rotte, teste aperte, facce sfigurate e sangue dappertutto.
Sui “fatti del San Paolo” si aprirà poi un processo con imputati un carabiniere e due polizziotti, accusati di porto d’arma impropria e abuso d’ufficio, e 4 compagni alla sbarra per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Questo processo si è concluso in Cassazione nel 2009 con da un lato la piena assoluzione delle forze dell’ordine e dall’altro la condanna di due compagni ad un totale di 3 anni e 4 mesi di carcere più 100.000 euro di multa.
Lo Stato si è assolto, la magistratura ha legittimato e consacrato l’operato dei suoi servi in divisa. Nessuno stupore, nessun lamento. La stessa cosa è accaduta per i processi del G8 Genova. Nessuno stupore, nessun lamento ma rabbia, odio e la determinazione nel continuare a lottare, ricordare e raccontare.
Una storia che continua perchè fascisti e polizia continuano ad ammazzare, nelle carceri, nelle strade. Continua con il nome di Renato Biagetti, Ivan Khutorskoy, Carlos Palomino, Nicola Tommasoli, Stefano Cucchi, Jan Kucera, Alexis Grigoropoulos, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e molti altri. Un elenco che non vogliamo vedersi allungare, una storia di sangue che deve essere fermata costruendo solidarietà, resistenza, lotta antifascista e anticapitalista.
“Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi” Partigiano “Foco”
www.daxresiste.org
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Scritto il febbraio 6th, 2010 da Aska 1 in antifascismo, tags: antifa, antifascismo
IMPORTANTE! – Domani 7 febbraio il gruppuscolo neofascista di CasaPound vorrebbe marciare per le strade di Torino, così come di molte altre città italiane, con la scusa di commemorare i “martiri delle foibe”.
CasaPound, resasi protagonisti in tutta Italia di azioni vigliaccamente squadriste, di aggressioni (sempre in venti a uno!) di immigrati, omosessuali e militanti della sinistra, è un gruppo dichiaratamente neofascista e razzista (ricordiamo, non ultima, l’affissione nella nostra città di alcuni stendardi che commemoravano la nascita del duce).
In tutta Italia negli ultimi mesi numerosissime sono state le mobilitazioni, da Torino a Napoli e lungo tutta la penisola, che hanno denunciato e impedito ai camerati di fare propaganda e azioni nelle strade, nelle scuole e nelle università.
Quest’ultima iniziativa di commemorazione dei “martiri” delle foibe si inserisce perfettamente nel clima revisionistico e negazionista che sta pervadendo la politica istituzionale e la “cultura” del nostro Paese: sempre più numerose sono le prese di posizione e le pubblicazioni che, sull’onda del successo del rovesciamo pansiano, cercano di riscrivere la nostra storia e di omologare i crimini nazisti e fascisti alla Resistenza partigiana e alla lotta antifascista che con forza e determinazione combatté in Italia e nell’Europa tutta.
Solo pochi mesi fa, nella centralissima piazza San Carlo, centinaia di antifascisti si erano mobilitati ed avevano impedito a CasaPound di fare la propria lurida propaganda fascista, razzista e sessista.
Ribadendo la necessità, a Torino come altrove, di non lasciare alcuno spazio a questi sordidi personaggi, scenderemo in piazza anche domani, perché non abbiamo mai delegato e continueremo a non delegare la pratica dell’antifascismo e di difesa dei nostri quartieri, e continueremo a non tollerare la presenza di sedicenti, seppur sparute, squadracce fasciste nelle strade della nostra città.
NESSUNO SPAZIO A NEOFASCISTI, SESSISTI E RAZZISTI!
NESSUNO SPAZIO AL REVISIONISMO!
Antifascist* Torino
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DOMENICA 7 FEBBRAIO
ORE 17.00 PIAZZA CIRENE (via Pietro Cossa ang. Via Pianezza)
PRESIDIO ANTIFASCISTA
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