Archivio per la Categoria “donne”

[Pubblicato da Sguardi sui Generis] Nella conferenza stampa della “manovra” che il governo tecnico ci propone, leggiamo tra le righe – ma anche nelle parole esplicitamente pronunciate – una spaventosa presentazione delle “riforme” che ci vogliono far subire.
Come donne, ragazze precarie, studentesse, abbiamo ben presente che la crisi non è neutra al genere e che i tagli allo stato sociale prevedono una vittima, sopra tutte le altre: la donna, caricata del compito di sopperire a tutte le mancanze pubbliche in fatto di cura, una strada di riforme ben segnata da Sacconi nel suo Libro Bianco, da cui nessuno dei successivi governanti si è discostato di una virgola.
Nel nuovo governo, eletto dal mercato e dalle banche, è emblematica la presenza e la portata “riformista” della neoministra al Welfare, Elsa Fornero, cresciuta e coccolata in casa San Paolo-Intesa S.p.A.
Allo stesso modo non ci sono sfuggiti i nodi principali della sua riforma pensionistica lacrime e sangue: per chi prevedeva di andare in pensione a breve, si prospetta un livello pensionistico da fame che viene proposto gradualmente, con un periodo di transizione dal sistema attuale che a null’altro serve se non a farci digerire il boccone amaro di una vecchiaia senza dignità. Soprattutto non è previsto alcun differenziale di età pensionabile in termini di genere  – che  da  anni costituisce il palliativo dato alle donne in cambio di un’esistenza consacrata al lavoro riproduttivo non retribuito -  che va ad aggiungersi alle condizioni di maggiore saltuarietà e precarietà del lavoro salariato femminile.
È drammatico che la ministra tenti di appropriarsi di concetti come “reddito minimo garantito”, che nella sua visione non rappresenta per nulla la garanzia di un diritto di esistenza nella precarietà che ci impone il capitalismo attuale, ma solo un palliativo e un paciere sociale contro lo scontento delle classi subalterne, e non riusciamo ad immaginarci come il pareggio dei conti pubblici paventato per il 2013 possa conciliarsi con questa proposta, facendone ancora di più uno specchietto per le allodole per distrarci, al pari con il milione di posti di lavoro propagandato da Berlusconi in campagna elettorale.
Le lacrime teatralmente spuntate al pronunciare la parola ‘sacrificio’ non suscitano in noi nè empatia nè vicinanza, ma ancora più forte fanno esplodere la nostra rabbia nei confronti di chi il sacrificio ce lo impone, e che proprio non riesce a farcelo digerire.
Quale banale rappresentazione del femminile sociale, emotivo e votato alla compassione ci ha proposto il ministro!
Quando si parla di “Se non le donne, chi?” questo vuole essere il personaggio politico rappresentativo delle donne di potere? Quelle che ti tolgono anche la pelle per venderla al mercato, e poi ne piangono come se fossi un/a figliolo/a, come una madre che ci manda a dormire senza cena, “ma per il tuo bene, così impari”, e via di lacrimuccia.
Noi le lacrime mediatiche le rispediamo al mittente, a noi le lacrime danno la nausea, noi urliamo di rabbia per i piani che fanno sulle nostre vite e sul nostro futuro, non ci commuoviamo all’idea dei sacrifici, noi lotteremo  per avere ciò che ci spetta, fino all’ultima briciola!

 

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Dal 23 al 25 novembre nell’atrio di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino, si terrà una mostra che avrà come filo conduttore le violenze sulle donne e le violenze di genere.

Parliamo al plurale perché sono tanti i tipi di violenza perpetuati: violenza sessuale, fisica, economica, verbale, psicologica fino ad arrivare al femminicidio.

La mostra é completamente autorganizzata da Sguardi sui Generis insieme ad altre donne, studentesse, lavoratrici e dal collettivo Arkida, ognuna porterà frasi, foto, poesie, disegni, opere per parlare attraverso il “linguaggio dell’arte” di questo brutale fenomeno frutto della cultura patriarcale insita nel sistema.

Lavori di artiste/i internazionali, foto scattate da noi, frasi e poesie più o meno celebri, tutte siamo invitate non solo a partecipare ma a dare il nostro contributo, per metter in luce un fenomeno che non accenna a diminuire e che spesso si presenta con sotterfugi difficili da smascherare.

Le donne, i corpi, le persone che subiscono violenze non solo solo numeri per le statistiche… noi vogliamo farli parlare, comunicare e raccontarsi.

NI UNA MAS!

http://www.facebook.com/event.php?eid=293477860684760

sguardisuigeneris.blogspot.com

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Verso la prima edizione del Feminism Blog Camp.
FBC, si terrà a Torino il 28/29/30 Ottobre presso il Centro Sociale Askatasuna, Corso Regina 47.
Per consultare la griglia e il programma dei workshop, che sono in via quasi definitiva, rimandiamo ai seguenti link:
Per chi avrà bisogno di ospitalità e per chi si rende disponibile ad ospitare, un caldo invito a scrivere a Daniela di Sguardi Sui Generis: leonardi_daniela@hotmail.it
in modo da riuscire insieme ad organizzarci al meglio possibile. Sicuramente saremo tant*, più della capienza del Centro Sociale, perciò è necessario attivarsi per non lasciar nessun* all’addiaccio.
Per chi si fermerà a dormire presso l’Askatasuna consigliamo di portare sacchi a pelo e materassini. E, per tutti e tutte, dormienti al Centro o altrove, consigliamo di munirsi di abiti pesanti, che Torino a fine Ottobre può essere freddino!
Il FBC è un evento completamente autogestito ed autofinanziato, il lavoro è tanto e il finanziamento necessario.
Per chiunque possa e voglia contribuire, ecco i dati della postepay con la quale si stanno raccogliendo fondi:
Intestataria: Camilla Rebora
Numero di conto: 4023 6006 0997 8681
Proprio con l’obbiettivo di lanciare l’iniziativa ed autofinanziarci si svolgeranno, da qui a fine Ottobre in tante città italiane, eventi e iniziative all’insegna del FBC.
Vi invitiamo a partecipare numerosi alla creazione di questi momenti.
In particolare a Torino potete scrivere a sguardisuigeneris@gmail.com
o venire direttamente ai momenti di riunione e lavoro comune. Troverete via, via gli appuntamenti sul nostro blog http://sguardisuigeneris.blogspot.com e pagina facebook.
Come raggiungerci:
Dall’aeroporto di Caselle, linee autobus: Caselle-Torino (Fermata: Porta Nuova o Porta Susa).
Linee ferroviarie:
Dall’aereoporto di Malpensa, linee autobus: Malpensa-Torino (Fermata: Porta Susa o Torino Autostazione Comunale).
Linee ferroviarie: linee Malpensa-Torino Porta Nuova
Dalla stazione di Porta Nuova:
Uscendo dalla stazione girare a sinistra, su via Sacchi (parallela a Porta Nuova) prendere il tram 4 fino alla fermata: Piazza della Repubblica, quindi su Corso Regina, prendere la linea 3 in direzione Gabetti/P.Hermada e scendere alla fermata Guastalla, o prendere la linea 16 in direzione Porta Palazzo Ovest e scendere alla fermata Palazzo Nuovo in Corso San Maurizio. Scendendo dal pullman, prendere via Guastalla sulla sinistra; al fondo, la stessa via costeggia il centro sociale Askatasuna.
Dalla stazione di Porta Susa: Uscita su Piazza XVIII Dicembre, quindi prendere le linee: 10 (Pullman) in direzione Massari o 72 in direzione Cimitero e scendere alla fermata Rondò Forca. Attraversare corso Principe Eugenio spostandosi su Corso Regina Margherita. Da lì prendere la linea 3 in direzione Gabetti/P.Hermada e scendere alla fermata Guastalla.
In auto, uscita autostrada: Regina Margherita; proseguire sul corso fino ad arrivare al numero civico 47.

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A Torino, presso l’Askatasuna, il 28/29/30 ottobre potrete partecipare al Feminist Blog Camp (http://feministblogcamp.noblogs.org). Una tre giorni di condivisione, seminari, workshop, proiezioni, dibattiti, musica, arte, spettacoli, reading, cultura, di info tecniche, confronti sul desiderio e la sessualità, precarietà, migranti e molto altro. L’iniziativa è totalmente autofinanziata e sarà realizzata dalle e dai partecipanti all’insegna dell’autogestione. Potrete trovare da dormire presso l’Askatasuna (http://www.csoaskatasuna.org/) in modo assolutamente gratuito (portate un sacco a pelo) e potrete contribuire o fruire della cucina organizzata dalle e dagli stess* partecipanti. Il Feminist Blog Camp è un evento che nasce dall’idea di blogger femministe e blogger disertori (del patriarcato) che costituiscono già una rete di attivismo antisessista nel web. E’ aperto a tutti e tutte, anche a chi non ha un blog. Il Feminist Blog Camp è immaginato, costruito, programmato in un confronto aperto e partecipativo attraverso l’uso di una mailing list di coordinamento delle e dei blogger. Coinvolge tante persone tutte egualmente meritevoli di aver assolto la funzione di aver determinato stimoli culturali contro la cultura sessista e autoritaria che costringe in più modi i corpi delle donne e quelli degli uomini che non vogliono assolvere ai ruoli imposti.

Se avete un blog, un sito, uno spazio online potete iscrivervi alla mailing list di coordinamento: http://www.autistici.org/mailman/listinfo/blogfemministi

Se volete contribuire, proporre, partecipare, chiedere informazioni o segnalare il numero dei partecipanti per consentirci di organizzare i luoghi in cui si dormirà, potete scrivere a feministblogcamp[chiocciola]grrlz[punto]net

Se siete su facebook potete trovarci qui: http://www.facebook.com/FeministBlogCamp?ref=ts

Su Twitter: http://twitter.com/#!/FemBlogCamp

Il Wiki (lo strumento di elaborazione collettiva e di scrittura partecipata di costruzione del Feminist Blog Camp): http://www.inventati.org/femblogcamp/

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L’8 marzo, giornata internazionale delle donne, non è certamente un’occasione di festa, ma piuttosto un momento di lotta e di rivendicazione di diritti.

In questi ultimi anni abbiamo deciso di essere sempre in piazza contro ogni tentativo di limitare la nostra libertà di scelta come donne in tutti gli ambiti della nostra vita, per rivendicare autonomia, indipendenza e per ribadire che siamo in grado di scegliere da sole come ges…tire i nostri corpi, i nostri desideri, la nostra sessualità, senza ingerenze né dello Stato né del Vaticano.
In Piemonte, a partire dal famigerato Patto per la vita e per la famiglia siglato da Cota nella scorsa campagna elettorale con alcuni dei settori più conservatori della nostra città fino all’approvazione della Delibera Ferrero, ci troviamo di fronte ad un ulteriore attacco al principio di autodeterminazione che si inserisce in un contesto più generale di riscrittura, disciplinamento e imposizione di modelli sociali, economici, culturali che fanno delle donne delle eterne incapaci, delle donne e degli uomini dei precari a vita, di tutte e tutti noi dei consumatori di una sanità privata e a pagamento. Rimandiamo al mittente tutte le politiche che pretendono di far pagare a noi il prezzo del fallimento di un sistema economico e politico in profonda crisi.
AUTODETERMINAZIONE E’…
…è lottare contro la Delibera Ferrero che permette ai volontari del Movimento per la vita, associazione cattolica antiabortista, di entrare nei consultori pubblici per influenzare le scelte delle donne.
…è pretendere e difendere sanità e servizi pubblici contro la privatizzazione e i pesanti tagli voluti dal governo.
…è decidere se, con chi, quando diventare madre, senza criminalizzazioni, né sensi di colpa e moralismi.
…è poter scegliere ed esprimere liberamente la propria sessualità
…è poter dire di NO a chiunque senza pagarne il prezzo con la violenza.
…è lottare contro ogni forma di violenza di genere, fuori e dentro casa.
…è lottare per far valere i propri diritti di lavoratrici e lavoratori.
…è poter decidere sul proprio futuro senza essere schiacciate/i da ricatti e precarietà.
…è lottare affinchè non venga fatta pagare a noi la crisi che altri hanno scatenato.
…è lottare per garantire a tutte e tutti libero accesso ad un’istruzione pubblica, gratuita, qualificata.
…è vivere, esistere, muoversi liberamente, senza dover dipendere da un pezzo di carta con il rischio di essere rinchiuse/i in un lager di stato.
…è guardare i popoli in lotta del nord-Africa e voler essere con loro nel desiderare e costruire un futuro diverso
…è difendere la propria terra da speculazioni, devastazioni e sfruttamento.
AUTODETERMINAZIONE E’…consapevolezza, coscienza…
LE DONNE SANNO SCEGLIERE DA SOLE!
Per un 8 marzo di lotta
Promuovono:
Assemblea per l’autodetermin-azione, Laboratorio Sguardi sui Generis, MeDeA, Collettivo femminista Rossefuoco, Csoa Gabrio, Csoa Askatasuna, Ksa, Collettivo Universitario Autonomo, Col.Po, A.L.A.T.O., Csa Murazzi, Sinistra Critica Torino

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Domenica 13 febbraio alle ore 14.30 saremo in piazza con questo striscione e daremo vita ad uno spezzone che parli davvero di NOI, delle nostre rivendicazioni e dei nostri contenuti!

Il 13 febbraio in tutta Italia e qui a Torino è prevista una manifestazione indetta con un appello dal titolo “Se non ora quando?”. Questa manifestazione ha come retroterra la “campagna di indignazione” portata avanti da Repubblica, Partito Democratico, ecc. Nell’appello si afferma che “Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici” e che tale mentalità e i comportamenti che deriverebbero, “stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione”. Noi non ci rispecchiamo nelle parole che sentenziano condanne morali fondate su paradigmi di sessualità socialmente conforme e accettabile, su paradigmi che ancora una volta si inscrivono sui corpi e sulle identità delle donne, costruendo ruoli e marchi d’infamia, piuttosto che sulle pratiche di potere che nutrono il retroscena del singolo evento di cronaca… Ben altri ci sembrano essere gli agenti inquinanti della “convivenza civile”, dalla violenza domestica a quella nei Cie. Leggi il resto di questo articolo »

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