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	<title>csoa Askatasuna &#187; internazionale</title>
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		<title>&#8216;Kolosala&#8217; manifestazione per i prigionieri politici a Bilbao</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 19:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da Infoaut.org) Una Bilbao come non si vedeva da molto tempo. La manifestazione di sabato per i diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche, che come ogni anno a gennaio, vede la partecipazione di migliaia di cittadini baschi e non solo, ha raggiunto senza dubbio una partecipazione che può considerarsi storica: almeno 110 mila persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2012/01/1325967689487.jpg"><img class="size-full wp-image-2319 aligncenter" title="1325967689487" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2012/01/1325967689487.jpg" alt="" width="614" height="346" /></a>(da <a href="http://www.infoaut.org">Infoaut.org</a>) Una Bilbao come non si vedeva da molto tempo. La manifestazione di sabato per i diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche, che come ogni anno a gennaio, vede la partecipazione di migliaia di cittadini baschi e non solo, ha raggiunto senza dubbio una partecipazione che può considerarsi storica: almeno 110 mila persone hanno partecipato al corteo, non tradendo così le aspettative degli organizzatori. Le strade di Bilbao, e le immagini ce lo dicono chiaramente, parlavano da sole: un fiume di persone, le scritte a favore dei prigionieri comparse nella notte precedente e la sfida al divieto del giudice Grande-Marlaska dell&#8217;Audencia Nacional di non pronunciare cori a favore dei prigionieri politici o analoghi. Doveva essere una manifestazione assolutamente silenziosa, ma i cori a favore dell&#8217;amnistia, dell&#8217;avvicinamento dei prigionieri ai Paesi Baschi e contro la politica penitenziaria spagnola, hanno continuato durante tutta la manifestazione a echeggiare nelle strade della capitale Vizcayna.</p>
<p>Il risultato della giornata di sabato ha confermato come l&#8217;assunto dei prigionieri e delle prigioniere politiche -attualmente più di 650 rinchiusi tra le carceri spagnole e francesi- sia un elemento centrale all&#8217;interno della fase politica che si sta attraversando nei Paesi Baschi.</p>
<p>Uno degli elementi che possono sicuramente influire per una soluzione riguardante i prigionieri e le prigioniere basche è la mobilitazione sociale che insieme ad altri fattori, non certo meno importanti, possono aprire la strada per un reale cambiamento del conflitto basco. Per questo la &#8220;colossale&#8221; manifestazione ha suscitato tanto entusiasmo non solo tra i militanti della sinistra indipendentista, ma anche da parte di quella popolazione basca che ha scommesso su questa nuova fase politica in Euskal Herria. E tra i fattori che influiscono in una risoluzione politica, c&#8217;è certamente la disponibilità dello Stato spagnolo e delle istituzioni ad affrontare la questione basca. Dopo tutti i passi fatti finora, a partire dalla fine dell&#8217;attività armata dell&#8217;organizzazione ETA, lo Stato spagnolo con a capo il neonato governo di Rajoy, decide -in continuità con il suo predecessore- di non muoversi. Eppure da qualsiasi parte si giri, sembra che vi siano segnali che non fanno altro che invitarlo ad attuare o anche solo incominciare a pensare a un possibile dialogo.</p>
<p>All&#8217;indomani della storica manifestazione, oltre al grande entusiasmo derivato dalla forza dimostrata dai cittadini e dalle cittadine basche, si fanno largo anche le dichiarazioni della sinistra indipendentista, che invita l&#8217;esecutivo spagnolo a dare “i primi passi d&#8217;urgenza” per i prigionieri politici: la liberazione dei prigionieri ammalati gravemente, la rettifica della dottrina Parot &#8211; in base alla quale vengono allungate le condanne di coloro che hanno già scontato la pena prevista- e l&#8217;avvicinamento di tutto il collettivo dei prigionieri politici alle carceri basche.</p>
<p>Per la sinistra indipendentista, vi sono tutte le condizioni favorevoli affinché lo Stato spagnolo inizi un dialogo con ETA per incominciare a sciogliere un nodo centrale come quello dei prigionieri, e la manifestazione di sabato a Bilbao ha dato un segnale importante proprio in questa direzione.<br />
<object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LvsiKIw0Cmo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/LvsiKIw0Cmo?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Nella notte ucciso Vittorio Arrigoni</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 04:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 3 del mattino. La notizia gira su internet già da un’ora. Prima la reuters e il the palestine telegraph, poi il jerusalem post e quindi su facebook, dove tanti attivisti internazionali e sostenitori del popolo palestinese sono ancora svegli, impegnati in una forsennata ricerca di quella smentita che non arriva. Passano i minuti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/04/arrigoni.png"><img class="size-full wp-image-1730  alignleft" title="arrigoni" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/04/arrigoni.png" alt="" width="347" height="520" /></a>Ore  3 del mattino. La notizia gira su internet già da un’ora. Prima la  reuters e il the palestine telegraph, poi il jerusalem post e quindi su  facebook, dove tanti attivisti internazionali e sostenitori del popolo  palestinese sono ancora svegli, impegnati in una forsennata ricerca di  quella smentita che non arriva.</p>
<p>Passano i minuti e lo sconcerto si fa certezza, Vittorio è stato ucciso.</p>
<p>Era stato rapito giovedì mattina a Gaza da un gruppo salafita legato  ad al-Qu’ida ma la notizia si è diffusa solo nel pomeriggio quando un  video che lo ritraeva ferito e bendato è stato diffuso in rete.</p>
<p>In nottata fonti di Hamas hanno dichiarato di aver ritrovato il corpo in una casa abbandonata.</p>
<p>Vittorio da anni viveva a Gaza, era una delle voci del popolo  palestinese e ci raccontava quotidianamente le sofferenze di una terra a  cui Israele e l’Occidente stanno negando un futuro.</p>
<p>Aveva deciso di dedicare la sua vita a questa lotta, consapevole che  l’oblio e il silenzio dei media avrebbero tolto l’ultima speranza agli  uomini e alle donne di Gaza.</p>
<p>Lui, insieme a tutti gli attivisti internazionali e a quelli dell’ISM  di cui faceva parte, denunciava quotidianamente le violenze  dell’esercito sionista e invitava alla mobilitazione in sostegno del  popolo palestinese.</p>
<p>Ore 3:21, dalla Striscia arrivano tantissimi messaggi che si  diffondono nella rete. Oggi alle 16 è organizzata una manifestazione a  Gaza e così sarà in molte altre città italiane. Sarà l’ultimo saluto a  Vittorio.</p>
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		<title>19/3 Giornata mondiale a sostegno delle rivoluzioni e delle rivolte nel mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 13:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 11 marzo, nella riunione pubblica tenutasi al centro di documentazione &#8220;Falastin&#8221; (Torino), è stato  deciso di aderire all’Appello contenuto nella &#8216;Dichiarazione dell’Assemblea dei Movimenti Sociali del Forum Sociale Mondiale 2011 di Dakar&#8217;: &#8220;Ispirandoci alle lotte dei Popoli di Tunisia ed Egitto, chiediamo che il 20 marzo sia un giorno mondiale di solidarietà per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="attachment_1647" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/03/presidio.jpg"><img class="size-large wp-image-1647" title="presidio" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/03/presidio-1024x706.jpg" alt="clikka per ingrandire" width="491" height="339" /></a><p class="wp-caption-text">clikka per ingrandire</p></div>
<div>
<p><em>Venerdì  11 marzo, nella riunione pubblica tenutasi al centro di documentazione  &#8220;Falastin&#8221; (Torino), è stato  deciso di aderire all’Appello contenuto  nella &#8216;Dichiarazione dell’Assemblea dei Movimenti Sociali del Forum  Sociale Mondiale 2011 di Dakar&#8217;: &#8220;Ispirandoci alle lotte dei Popoli di  Tunisia ed Egitto, chiediamo che il 20 marzo sia un giorno mondiale di  solidarietà per la rivolta delle genti arabe e africane le cui conquiste  rafforzano le lotte di tutte le nazioni: la resistenza del popolo  palestinese e saharawi, le mobilitazioni europee, asiatiche e africane  contro il debito e l’aggiustamento strutturale e tutti i processi di  cambiamento in corso in America Latina&#8221;. Per cui si è deciso di fare  sabato 19 marzo un presidio/corteo a partire dalle 14:30 da corso Giulio  Cesare (alla vecchia stazione Ciriè-Lanzo).</em></p>
<p><span id="more-1646"></span></p>
<p><strong>Dichiarazione &#8220;assemblea dei movimenti&#8221; FSM Dakar</strong></p>
<p>Noi,  riuniti e riunite in occasione dell’Assemblea dei Movimenti Sociali del  Forum Sociale Mondiale 2011 di Dakar, affermiamo il contributo  fondamentale dell’Africa e delle sue genti nella costruzione della  civiltà umana. Uniti, i popoli di tutti i continenti lottano per opporsi  con la massima energia al dominio del capitale, che si nasconde dietro  la promessa di progresso economico del capitalismo e l’apparente  stabilità politica. La decolonizzazione dei popoli oppressi rappresenta  per i movimenti sociali di tutto il mondo una grande sfida.</p>
<p>Affermiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà attiva con i popoli di Tunisia, Egitto e del mondo arabo che <a>oggi<em>Aggiungi un appuntamento per oggi</em></a> si sollevano per rivendicare una democrazia vera e costruire il potere  popolare. Con le loro lotte, mostrano il cammino verso un altro mondo,  libero dall’oppressione e dallo sfruttamento.</p>
<p>Riaffermiamo  con forza il nostro sostegno ai popoli della Costa d’Avorio,  dell’Africa e di tutto il mondo nella loro lotta per una democrazia  sovrana e partecipativa. Difendiamo il diritto all’autodeterminazione e  il diritto collettivo di tutti i popoli del mondo.</p>
<p>Nel  quadro del FSM, l’Assemblea dei Movimenti Sociali è lo spazio in cui ci  riuniamo, con la nostra diversità, per costruire assieme gli ordini del  giorno e le lotte comuni contro il capitalismo, il patriarcato, il  razzismo e ogni forma di discriminazione.</p>
<p>A  Dakar celebriamo il X anniversario del primo FSM celebrato nel 2001 a  Porto Alegre in Brasile. Durante questo periodo abbiamo costruito una  storia e un lavoro comuni che ci hanno consentito alcuni progressi, in  particolare in America Latina dove siamo riusciti a frenare le alleanze  neoliberali e a rendere concrete alcune alternative per uno sviluppo  socialmente giusto e rispettoso della Madre Terra.</p>
<p>Durante  questi dieci anni abbiamo anche assistito all’esplosione di una crisi  di sistema, che si è espressa nella crisi alimentare, ambientale,  finanziaria ed economica e che ha comportato un aumento delle  migrazioni, degli spostamenti forzati, dello sfruttamento,  dell’indebitamento e delle disuguaglianze sociali.</p>
<p>Denunciamo  il ruolo degli attori del sistema (banche, transnazionali, conglomerati  mediatici, istituzioni internazionali ecc.) che, alla ricerca del  massimo profitto, continuano la loro politica interventista attraverso  guerre, occupazioni militari, presunte missioni umanitarie, la creazione  di basi militari, il saccheggio delle risorse naturali, lo sfruttamento  dei popoli e la manipolazione ideologica. Denunciamo anche la  cooptazione esercitata da questi attori attraverso il finanziamento di  settori sociali di loro interesse e pratiche assistenzialiste che  generano dipendenza.</p>
<p>Il  capitalismo distrugge la vita quotidiana della gente. Tuttavia, ogni  giorno, nascono molteplici lotte per la giustizia sociale, per eliminare  gli effetti lasciati dal colonialismo e per fare in modo che tutti noi  possiamo avere una qualità della vita dignitosa. Affermiamo che i popoli  non devono più continuare a pagare per questa crisi di sistema e che  non c’è uscita dalla crisi all’interno del sistema capitalista!</p>
<p>Noi, i movimenti sociali, ribadiamo la necessità di costruire una strategia comune di lotta contro il capitalismo.</p>
<p>Lottiamo  contro le transnazionali perché sostengono il sistema capitalistico,  privatizzano la vita, i servizi pubblici e i beni comuni come l’acqua,  l’aria, la terra, le sementi e le risorse minerarie. Le multinazionali  promuovono le guerre attraverso la produzione di armamenti e il  coinvolgimento di imprese militari private e di mercenari, utilizzano  tecniche estrattive nocive per la vita, s’impossessano delle nostre  terre e sviluppano alimenti transgenici che tolgono ai popoli il diritto  all’alimentazione ed eliminano la biodiversità.</p>
<p>Esigiamo  la sovranità dei popoli nella definizione del loro modo di vivere.  Esigiamo politiche che proteggano le produzioni locali, che nobilitino  le pratiche agricole e conservino i valori ancestrali della vita.  Denunciamo i trattati neoliberisti sul libero commercio ed esigiamo la  libera circolazione degli esseri umani.</p>
<p>Continuiamo  a mobilitarci per la cancellazione incondizionata del debito pubblico  di tutti i paesi del Sud. Denunciamo inoltre, nei paesi del Nord,  l’utilizzo del debito pubblico per imporre ai popoli politiche ingiuste e  antisociali.</p>
<p>Mobilitiamoci in massa durante le riunioni del G8 e del G20 per dire no alle politiche che ci trattano come merci!</p>
<p>Lottiamo  per la giustizia climatica e la sovranità alimentare. Il  surriscaldamento globale è un prodotto del sistema capitalistico di  produzione, distribuzione e consumo. Le transnazionali, le istituzioni  finanziarie internazionali e i governi al loro servizio non vogliono  ridurre le loro emissioni di gas serra. Denunciamo il “capitalismo  verde” e respingiamo le false soluzioni per risolvere la crisi climatica  come gli agrocombustibili, gli organismi geneticamente modificati e i  meccanismi del mercato del carbonio, come il REDD, che illudono le  popolazioni impoverite con il progresso, mentre privatizzano e  mercificano i boschi e i terreni dove hanno vissuto per migliaia di  anni.</p>
<p>Difendiamo  la sovranità alimentare e l’accordo raggiunto con la Conferenza  Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre  Terra tenutosi a Cochabamba, durante il quale sono state costruite  alternative vere alla crisi climatica con l’aiuto di movimenti e  organizzazioni sociali e popolari di tutto il mondo.</p>
<p>Mobilitiamoci  tutti e tutte, specialmente nel continente africano, durante la COP 17  di Durban, in Sudafrica, e nel vertice di Rio +20 nel 2012, per  riaffermare il diritti dei popoli e della Madre Terra e fermare  l’accordo illegittimo di Cancun.</p>
<p>Difendiamo  l’agricoltura contadina poiché rappresenta una soluzione reale alla  crisi alimentare e climatica e significa accesso alla terra per le  persone che vi vivono e la lavorano. Per queste ragioni, invochiamo una  grande mobilitazione per arrestare l’accaparramento delle terre e  sostenere le lotte contadine locali.</p>
<p>Lottiamo  contro la violenza sulle donne esercitata con regolarità nei territori  occupati militarmente e nei confronti delle donne che vengono  criminalizzate perché partecipano attivamente alle lotte sociali.  Lottiamo contro la violenza domestica e sessuale perpetrata sulle donne  perché considerate oggetti o merci o perché la sovranità sui loro corpi e  sulla loro spiritualità non viene loro riconosciuta. Lottiamo contro il  traffico di donne, bambine e bambini. Ci mobilitiamo tutti e tutte,  uniti, in qualsiasi parte del mondo contro la violenza sulla donna.</p>
<p>Difendiamo  la diversità sessuale, il diritto all’autodeterminazione di genere e  lottiamo contro l’omofobia e la violenza sessista.</p>
<p>Lottiamo  per la pace e contro la guerra, il colonialismo, le occupazioni e la  militarizzazione dei nostri territori. Le potenze imperialiste  utilizzano le basi militari per fomentare i conflitti, controllare e  saccheggiare le risorse naturali e promuovere iniziative  antidemocratiche come accaduto con il colpo di stato in Honduras e con  l’occupazione militare di Haiti. Provocano guerre e conflitti come  avviene in Afganistan, in Iraq, nella Repubblica Democratica del Congo e  in molti altri paesi.</p>
<p>Dobbiamo  intensificare la lotta contro la repressione dei popoli e la  criminalizzazione della loro protesta e rinforzare i legami di  solidarietà tra i popoli come il movimento internazionale di  boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni verso Israele. La nostra  lotta è rivolta contro la NATO ed è favore dell’eliminazione di tutte le  armi nucleari.</p>
<p>Tutte  queste lotte implicano una battaglia di idee, nella quale non potremo  avanzare senza democratizzare la comunicazione. Affermiamo che è  possibile costruire un’integrazione diversa, a partire dal popolo, per i  popoli e con la partecipazione fondamentale dei giovani, delle donne,  dei contadini e dei popoli indigeni.</p>
<p>L’assemblea  dei movimenti sociali invita le forze e gli attori popolari di tutti i  paesi a sviluppare due azioni di mobilitazione, coordinate a livello  mondiale, per contribuire all’emancipazione e all’autodeterminazione dei  nostri popoli e per rafforzare la lotta contro il capitalismo.</p>
<p>Ispirandoci  alle lotte dei popoli di Tunisia ed Egitto, chiediamo che il 20 marzo  sia un giorno mondiale di solidarietà per la rivolta delle genti arabe e  africane le cui conquiste rafforzano le lotte di tutte le nazioni: la  resistenza del popolo palestinese e saharawi, le mobilitazioni europee,  asiatiche e africane contro il debito e l’aggiustamento strutturale e  tutti i processi di cambiamento in corso in America Latina.</p>
<p>Inoltre  indiciamo per il 12 ottobre una giornata di azione globale contro il  capitalismo durante la quale, in tutti i modi possibili, esprimeremo il  nostro rifiuto per questo sistema che, col suo passaggio, sta  distruggendo tutto.</p>
<p><em>Movimenti sociali di tutto il mondo, avanziamo verso l’unità mondiale per sconfiggere il sistema capitalista!</em></p>
<p><em>Vinceremo!</em></p>
</div>
</div>
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		<title>settimana internazionale in solidarietà con il popolo Basco</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 22:32:31 +0000</pubDate>
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		<title>14/1 presidio per Euskal Herria</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 12:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/baschi-lll.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1519" title="baschi-lll" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/baschi-lll-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>Viva Palestina farà tappa a Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 22:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[viva palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune (gemellato con Gaza) saprà accoglierlo degnamente? [da Infoaut.org]Passerà da Torino questo martedì il convoglio internazionale di “Viva Palestina”, in partenza da Londra il 18 settembre. Presentato ufficialmente nelle settimane scorse, il convoglio farà due tappe in Italia (Torino e Milano) prima di imbarcarsi verso la Grecia e poi dirigersi in Palestina attraverso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Comune (gemellato con Gaza) saprà  accoglierlo degnamente?</strong></p>
<p><a href="http://www.ism-italia.org/2010/07/cemento/"><img class="alignleft" src="http://www.ism-italia.org/wp-content/uploads/cemento_207.jpg" alt="" width="207" height="365" /></a> [da<em> Infoaut.org]</em>Passerà da Torino questo martedì il convoglio internazionale di “Viva  Palestina”, in partenza da Londra il 18 settembre. Presentato  ufficialmente nelle settimane scorse, il convoglio farà due tappe in  Italia (Torino e Milano) prima di imbarcarsi verso la Grecia e poi  dirigersi in Palestina attraverso la Turchia, la Siria e l’Egitto.  Importante l’obiettivo che si pone: porre fine all’assedio della  popolazione della Striscia di Gaza. Ricordiamo ancora tutti le  difficoltà incontrate dai partecipanti alla precedente carovana (di  circa un anno fa) quando al porto di Al Arish in Egitto, a soli 30 km  dal confine con la Striscia di Gaza, furono caricati violentemente dalla polizia egiziana e otto di questi arrestati.</p>
<p>L’attuale situazione  politica in Medioriente è molto tesa: da un lato i “negoziati diretti”  voluti fortemente dagli Usa giunti al loro secondo incontro che pagano  però il prezzo di non avere la maggioranza della popolazione palestinese e della forza politica che la rappresenta (Hamas) presenti al tavolo,  dall’altro la volontà espressa dagli israeliani di non mantenere il  congelamento della costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania  oltre il termine concordato del 26 settembre. A questo si aggiunge il  fatto che sono riprese in questi giorni azioni di bombardamento via  terra (tre pastori palestinesi sono stati uccisi pochi giorni fa) e,  notizia di ieri, aerei al confine tra Gaza e l’Egitto  hanno colpito due valichi causando almeno una vittima.<br />
Alla luce di questa situazione, e del perdurare di una chiara volontà da parte di tutti i governi occidentali e di molti arabi confinanti di  non prendere una posizione netta a favore della popolazione Palestinese, l’obiettivo di questo convoglio appare ancora più ambizioso ma  necessario: superare il valico di Rafah, rompere la situazione di  isolamento e portare all’interno dei territori occupati gli aiuti che  sono stati richiesti direttamente da Gaza.</p>
<p>Dall’Italia partiranno circa 7 mezzi (tra cui due ambulanze) e sarà  interessante verificare quale sarà l’accoglienza che la città di Torino  riserverà al convoglio. Alla luce del gemellaggio del capoluogo  piemontese con Gaza ci sarebbe da aspettarsi, da Chiamparino o chi per  lui, un’accoglienza ufficiale, ma abbiamo già visto la nostra  amministrazione comunale non schierarsi di fronte ad eventi gravissimi:  dall’ultima devastante operazione militare dell’esercito israeliano  denominata Piombo Fuso che ha causato migliaia di vittime nella  Striscia, al recente attacco alle Navi Marmara della Freedom Flottila.</p>
<p>I molti torinesi solidali che vorranno portare i saluti ai  partecipanti del convoglio, potranno recarsi nell’area ristoro di Piazza Castello nel pomeriggio di martedì, nella quale saranno previsti  diversi interventi di presentazione dell’iniziativa politica e di  testimonianza delle precedenti esperienze.<br />
<em><br />
<strong><br />
Dana Lauriola</strong>, una delle partecipanti al convoglio, presenta  l&#8217;iniziativa torinese e la missione del convoglio ai microfoni di radio  Balackout.</em></p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/viva-palestina-fara-tappa-a-torino/file/id/1713/"><strong>Ascolta  l&#8217;intervista</strong></a></li>
</ul>
<p>__________</p>
<p><em>Nb: Infoaut seguirà il cammino di avvicinamento del convoglio con un  diario di bordo del convoglio</em>,<em> foto, interviste e reportage.</em></p>
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		<title>Verità per Jon Anza!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 07:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[euskadi]]></category>

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		<description><![CDATA[mercoledì 14.07.2010 Verità per Jon Anza! Presidio al Frejus, frontiera italo-francese, all&#8217;imbocco del tunnel dalle ore 17 Libertà e autodeterminazione per il popolo basco! Verità su Jon Anza! Rapito, torturato e ucciso da gruppi paramilitari spagnoli con la complicità dello stato francese. Libertà e asilo politico per i tre compagni baschi arrestati a Roma con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="info"><span style="font-size: small;">mercoledì 14.07.2010 </span></div>
<p><span style="font-size: small;">Verità per Jon Anza!</span> <strong><br />
Presidio al Frejus, frontiera italo-francese, all&#8217;imbocco del  tunnel<br />
dalle ore 17</strong></p>
<p>Libertà e autodeterminazione per il popolo  basco!<br />
Verità su Jon Anza! Rapito, torturato e ucciso da gruppi paramilitari  spagnoli con la complicità dello stato francese.<br />
Libertà e asilo politico per i tre compagni baschi arrestati a Roma con  la sola accusa di far parte di gruppi giovanili indipendentisti!</p>
<p><img src="http://i629.photobucket.com/albums/uu16/neska_bucket/Manifestoperil14luglio.jpg" border="0" alt="" width="625" height="442" /></p>
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		<title>9/7 presidio Boycott Israel</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì 9 luglio &#8211; Torino &#8211; presidio Boycott Israel ore 17.30 Piazza Castello angolo via Garibaldi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="info"><strong>venerdì 9 luglio &#8211; Torino &#8211; presidio  Boycott Israel</strong></div>
<div id="text"><strong>ore 17.30 Piazza Castello angolo  via Garibaldi</strong><br />
<img src="http://i629.photobucket.com/albums/uu16/neska_bucket/9lugliopresidioboycottisrael.jpg" border="0" alt="" width="536" height="853" /></div>
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		<title>Il sionismo contro tutti? Assemblea pubblica</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Torino &#8211; ore 20.30 centro sociale askatasuna, corso regina margherita 47 Interverranno: Angela Lano &#8211; Infopal Giorgio S. Frankel &#8211; giornalista Diana Carminati- ISM ITALIA Alfredo Tradardi &#8211; ISM ITALIA Inoltre, nel corso dell&#8217;incontro sarà presentato il saggio di Giorgio S. Frankel &#8220;L&#8217;Iran e la bomba&#8221;, edizioni Derive Approdi 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text"><strong>Torino &#8211; ore 20.30<br />
centro sociale askatasuna, corso regina margherita 47</strong></p>
<p>Interverranno:<br />
Angela Lano &#8211; Infopal<br />
Giorgio S. Frankel &#8211; giornalista<br />
Diana Carminati- ISM ITALIA<br />
Alfredo Tradardi &#8211; ISM ITALIA</p>
<p>Inoltre, nel corso dell&#8217;incontro sarà presentato il saggio di Giorgio S.  Frankel &#8220;L&#8217;Iran e la bomba&#8221;, edizioni Derive Approdi 2010</p>
<div style="text-align: center;"><img src="http://i629.photobucket.com/albums/uu16/neska_bucket/ass_pubb_sionismocopy.jpg" border="0" alt="" width="562" height="794" /></div>
</div>
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		<title>4/6Corteo per Gaza, Angela e la Freedom Flottilla</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 08:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[free palestine]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flottilla]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[h 18.30 c.so giulio cesare (Torino) Nella notte di lunedi commandos israeliani hanno brutalmente assalito la freedom flo ttilla (sette navi con a bordo circa 700 attivisti) partita qualche giorno fa dalle coste cipriote in direzione di Gaza. La loro colpa: tentare di rompere l’assedio che da anni costringe la popolazione della Striscia alla fame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/06/Immagine2-9.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1066" title="Immagine2-9" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/06/Immagine2-9.png" alt="" width="290" height="364" /></a>h 18.30 c.so giulio cesare (Torino)</strong><em><br />
</em></p>
<p><em>Nella notte di lunedi commandos israeliani hanno brutalmente  assalito la freedom flo<br />
ttilla (sette navi con a bordo circa 700 attivisti) partita qualche  giorno fa dalle coste cipriote in direzione di Gaza. La loro colpa:  tentare di rompere l’assedio che da anni costringe la<br />
popolazione della Striscia alla fame e ad un continuo ricatto politico.</em></p>
<p><em>L&#8217;aggressione, avvenuta in acque<br />
internazionali, ha generato 9 morti accertati e decine di feriti tra cui  almeno uno grave.<br />
Tutti gli attivisti sono adesso sequestrati del<br />
governo Israeliano in quanto si rifiutano di<br />
firmare un&#8217;auto-espulsione in cui si dichiarano<br />
terroristi. </em></p>
<p>Tra di loro la nostra amica<strong> Angela Lano</strong> e molti altri  media attivisti.</p>
<p>Venerdi 4 Giugno è stata indetta &#8220;La Giornata  Internazionale della Collera&#8221; contro la violenza sionista.</p>
<div><strong>Partecipiamo tutt* al concentramento alle 18.30 davanti alla  stazione torino-ceres </strong><br />
<strong>condannando fermamente l&#8217;infame attacco israeliano, </strong><br />
<strong>per la fine dello stato d&#8217;assedio in cui vive la popolazione  palestinese </strong><br />
<strong>e la liberazione immediata degli attivisti arrestati.</strong></div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>organizza: </em></span><em>Asssemblea Free Palestine</em></p>
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