Archivio per la Categoria “internazionale”

h 15 manifestazione – concentramento h 15 a Porta Palazzo-corso Giulio Cesare  stazione ex Torino Ceres

Per ripetere il corteo di sabato 3 gennaio, contro l’offensiva massaro-sionista dentro la Striscia di Gaza

con la Palestina che resiste!


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L’appuntamento era alla 14:30 all’ex stazione Ceres, per un presidio in solidarietà con il popolo palestinese ancora oggi sotto attacco dallo Stato d’Israele. Un appuntamento indetto dall’Assemblea Free Palestine, organizzatrice della campagna di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 con Israele ospite d’onore, in una giornata di solidarietà nazionale lanciata dal Forum Palestina.

Quindi, a poche ore dall’inizio del corteo romano, l’appuntamento torinese contro il massacro israeliano ai danni della Striscia di Gaza da presidio si è presto trasformato in corteo itineranente. 500 persone, mossesi da corso Giulio Cesare, hanno poi attraversato Porta Palazzo, quartiere a forte densità migrante. Un corteo che sta crescendo metro dopo metro, almeno 1000 le persone che stanno partecipando ad una manifestazione che si sta dirigendo verso il centro cittadino.

Tanti gli uomini e le donne migranti che hanno raccolto l’invito del corteo di unirsi alla protesta contro Israele, in solidarietà con Gaza. Importante la risposta arrivata dai migranti, sia in termini di numeri che di contenuto, con un protagonismo che si sta esprimendo con la scansione di slogan e parole d’ordine che attaccano Israele e Stati Uniti d’America, così come quei governi arabi “moderati” e succubi come quello dell’egiziano Hosni Mubarak.

Questo è l’ennesima iniziativa pubblica della città, che arriva soprattutto dopo il corteo cittadino di venerdi 30 dicembre. Presenti le realtà autorganizzate e le associazioni solidali con il popolo palestinese.

Il corteo, come scritto sopra, si è quindi diretto verso il centro cittadino, in un crescere continuo di intensità e partecipazione. Dinnanzi all’associazione Italia-Israele, in via Pietro Micca, il corteo si è fermato per sanzionarla con un lancio d’uova, denunciando il suo ruolo in città, simbolo per il nugolo di ultra-sionisti cittadini. Manifestazione che ha visto raggiungere numeri notevi, almeno 2mila le persone aggregatesi, e che si è poi diretta in direzione della sede Rai in via Verdi, sito sotto il quale si sono verificate tensioni per entrare, spintoni e lanci di uova.

Il corteo in solidarietà con la Palestina, contro i bombardamenti dello Stato sionista, sta ora nuovamente attraversando il centro cittadino, affollatissimo come ogni sabato pomeriggio, conquistandosi attenzione e prendendo parola contro l’azione criminale dello Stato d’Israle.

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Gaza, non si fermano i bombardamenti. Piazze piene per la “giornata della collera”

Giornalisti come soldati, al soldo di Israele. Con questo presupposto, e con i tanti embedded, confinati in qualche lussuoso hotel insonorizzato dai crimini dell’etnocrazia israeliana, si combatte una guerra d’immagini, che stravolge la realtà. Quella che oggi ha visto ancora una volta Gaza al centro di incessanti bombardamenti. Distrutte quindici case a Gaza city. Cinque


Interviste,commenti:

Warchawski: Condannare le «due parti»: peggio degli assassini!
di Micharel Warschawski (da Infopal) Barak, Olmert, Livni e Ashkenazi un giorno dovranno rispondere
01.01.2009 leggi
Kutaiba YOUNIS: Gaza condannata a resistere
_di Kutaiba YOUNIS_ Ormai si “gioca” allo scoperto e con questa criminale aggressione israeliana, in molti nella regione sono in procinto di sparire, in una maniera o nell’altra. La più avvilente delle reazioni a questa carneficina è stata quella dell’ANP al suo completo[...] leggi

Paola Canarutto: “Un nuovo tentativo di pulizia etnica”
Cosa pensano gli ebrei europei (e le poche voci discordanti dentro Israele) che si oppongono all’occupazione dei territori del’67? In questa intervista dai toni molto pessimisti, Paola Canarutto della Rete Eco (Ebrei contro l’Occupazione) e di Ejjp (european jews for a just peace)
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MichelGuglielmo Torri : Il silenzio complice dei media

Abbiamo intervistato il prof. Torri sul ruolo nefasto e complice dei media italiani (e in senso lato occidentali) nel loro racconare su quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza. Un giornalismo la cui unica fonte diretta sono i briefings dello stato maggiore israeliano e che contempla “un’ampia gamma” di posizioni (dalla destra israeliana e i neocons statunitensi fino alla “sinistra” del New York Times e di Haaretz) da cui sono però assenti le posizioni e le analisi del mondo arabo non-allineato.

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Intervista con Vittorio Arrigoni

Martedì 30 dicembre alle 5 del mattino, divese navi da guerra israeliane hanno intercettato Dignity mentre si stava recando in missione umanitaria verso Gaza. Una nave ha speronato l’imbarcazione a prua, danneggiandola pesantemente. I report dai passeggeri e giornalisti a bordo dicono che sta imbarcando acqua e che ha problemi con il motore. Quando è stata attaccata, Dignity era chiaramente in acque internazionali, 90 miglia al largo delle coste di Gaza.

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SPECIALI/Approfondimenti

La guerra di Gaza ha unito i popoli arabi, e ha diviso i regimi

la guerra di Gaza, invece di scalzare Hamas, rischia di polarizzare e radicalizzare ulteriormente la piazza araba, e di aggravare lo scollamento esistente fra i regimileggi


Dal “ghetto” di Gaza…

Coperta da una propaganda mediatica, in Occidente ma non solo, che mette all’indice Hamas e così giustifica preventivamente le mosse armate di Israele – l’aviazione dello stato ebraico ha iniziato questa mattina ad attaccare la striscia di Gaza in vista, secondo le fonti, di una incursione via terra.
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Palestina, “calma” finita

Il 19 dicembre, dopo una “tregua” di 6 mesi tra Hamas e Israele, iniziata il 19 giugno scorso grazie alla mediazione dell’Egitto, si è conclusa quella che il movimento islamico ha sempre preferito chiamare “calma”, alla luce della prosecuzione dell’occupazione e soprattutto di fronte all’arroganza militare e al mantenimento dell’embargo contro Gaza dello Stato sionista
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Abu Mazen e dintorni

“Dovrebbero vergognarsi di se stessi, stanno mercanteggiando in nome della causa palestinese con le loro posizioni codarde, deboli”. Questo quello che ha dichiarato il leader della Libia Muammar Gheddafi contro i capi di Stato arabi dopo le reazioni all’attacco israeliano di Gaza. Letto acriticamente il messaggio non ha sbavature, è l’amara realtà di governi arabi bloccati dall’immobilismo cinicamente utilitaristico (dei loro interessi di potere). Contestualizzato, resta lo schifo comandato dall’opportunismo ma vien da ridere a pensare da quale pulpito di coerenza arriva il rimbrotto, dall’oramai e definitivamente ex “cane pazzo” di Reegan…
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La reazione delle piazze arabe

Rabbia e sgomento, queste le cocenti sensazioni che milioni di persone stanno vivendo in queste ore, nella pesantezza di quel che proviene dalle immagini del massacro della Striscia di Gaza, nell’impotenza di fronte ad un’aggressione micidiale coperta da silenzi e omertà, nella solidarietà con un popolo palestinese non stanco di resistere dopo 60 anni di occupazione sionista.
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La cronaca degli eventi:

Israele: “tregua non necessaria”. La guerra continua!

440 morti il bilancio delle prima settimana di bombardamenti Sono proseguiti anche questa notte i raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. Dopo la mattanza di Jabalya (17 persone uccise per colpire un uomo di Hamas) i bombardamenti sono stati pesanti e incessanti per tutta la notte. Solerti commentatori occidentali ci assicurano che non ci sono però state vittime [...]Leggi

(31/12)Nessuna tregua, continua l’assedio di Gaza

Israele dice no alla tregua e continua le operazioni militari. Anche se Hamas si è resa disponibile a trattare qualora Tel Aviv avesse fermato l’offensiva militare e tolto i blocchi sulla Striscia di Gaza. Le motivazioni israeliane, dopo le consultazioni di questa mattina del gabinetto di sicurezza, arrivano per voce del premier Ehud Olmert che sentenzia “non ci sono al momento le condizioni per un cessate il fuoco”. Già nella scorsa notte la “tregua umanitaria” di 48 ore proposta dalla Francia era stata cassata dal trio Olmert-Livni-Barak.leggi

(30/12)La “tregua armata” di Israele

La giornata di oggi è stata caratterizzata dal rincorrersi di notizie su di una possibile tregua di 24/48 ore. Prima il sì dei vertici della Difesa israeliana e di Olmert. Poi il niet degli ufficiali dello Shin Bet (servizi segreti interni). Infine, questa sera, il ministro dell’interno Ehud Barak ha confermato lo stop delle operazioni militari su Gaza. Con questa mossa Israele non vuole fermare gli attacchi, anzi la mossa diplomatica è tesa ad ottenere il placet internazionale per continuare nel massacro. leggi

(29/12)Continuano i bombardamenti su Gaza e si prepara (forse) l’offensiva terrestre

«Non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas». Una dichiarazione agghiacciante del vice-capo di stato maggiore israeliano, generale Dan Hare che rincara la dose aggiungendo che la battaglia «è solo all’inizio, questa è una operazione diversa dalle precedenti…non colpiamo solo i terroristi e i lanciarazzi ma anche l’insieme del governo di Hamas». In altre parole l’intera popolazione palestinese, non solo di Gaza.leggi

(28/12)Prosegue la mattanza d’Israele contro Gaza. Sale a 400 la conta dei morti

Un’ecatombe, oltre 400 morti, più di 900 feriti di cui 170 gravi. La strage del Sabbath, denominata “Piombo Fuso”, è continuata per tutta la notte. Tra sabato e domenica l’aviazione israeliana ha ripetutamente sganciato missili anche su obiettivi non militari, ma definiti ugualmente “terroristici”, come la moschea di Gaza City. La lunga lista dei morti, principalmente civili, suggerisce come Israele stia portando avanti un’azione diversa dalle precedenti, legate al controllo dei confini.leggi


(27-28/12)In diretta dalla Palestina

Nel marasma del circuito di informazioni sull’offensiva sionista contro la Striscia di Gaza che i media stanno immettendo dentro i loro contenitori, spesso con un livello di parzialità e di faziosità ripugnante, che certamente non meraviglia, visto il ruolo e il compito che interessatamente gli viene chiesto di svolgere, facciamo il punto sulla situazione nella Striscia di Gaza con Michele Giorgio, inviato de Il Manifesto in Medioriente, profondo conoscitore del mondo arabo e nostro abituale corrispondente soprattutto per ciò che riguarda Palestina e Libano.leggi

INIZIATIVE NELLE CITTA’

A Roma per la Palestina

H 16.30 piazza della Repubblica corteo fino a Piazza Barberini Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza! Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele Le bombe uccidono le persone,
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Torino per la Palestina

h 14.30 corso Giulio Cesare (di fronte all’ex-stazione Torino-Ceres) In concomitanza con la manifestazione nazionale che si terrà a Roma, facciamo sentire anche a Torino la voce solidale e internazionalista coi palestinesi di Gaza, contro la macchina di morte sionista. Oganizza: Assemblea Free Palestine
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Bologna: presidio x la palestina

h 15.30 piazza Nettuno – Bologna I migranti arabi organizzano per sabato 3 gennaio alle 15,30 un sit-in in piazza Nettuno a Bologna in solidarietà con la palestina. Il comitato palestina bologna aderisce all’iniziativa. Il 3 in mollte citta italiane si organizzeranno momenti simili e a roma si sta organizzando per quella data un corteo. Per maggiori info: www.forumpalestina.org
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Milano x la Palestina

re 15 Porta Venezia: Manifestazione organizzata dalla Comunita’ palestinese della Lombardia UNA MANIFESTAZIONE CONTRO IL MASSACRO DI GAZA DA PARTE DELL’ ESERCITO ISREALIANO, CHE STA UCCIDENDO CIVILI, BAMBINI, DONNE, DISTRUGGENDO CASE, OSPEDALI E SCUOLE. UNA MANIFESTAZIONE CONTRO IL SILENZO INTERNAZIONALE E L’EMBARGO TOTALE DELLA STRISCIA DI GAZA IMPOSTO DA OLTRE 2 ANNI PER LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DEI TERRITORI PALESTINESI.
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Bari: fermiamo il massacro di Gaza!

h 17 piazza Prefettura (Bari) E’ partito sabato mattina l’attacco dell’esercito di occupazione israeliano sulla inerme popolazione civile palestinese già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. A pochi giorni dai primi raid aerei israeliani sulla Striscia si contano 400 morti e 2000 feriti, di cui molti gravissimi, un bilancio destinato purtroppo
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FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!

Sabato mattina è iniziata l’operazione dell’esercito israeliano a Gaza, denominata “Piombo Fuso”. Un attacco militare, in corso tutt’ora, che ha già causato un’ecatombe con oltre 400 morti e centinaia di feriti. I raid israeliani sulla Striscia stanno colpendo una popolazione, quella palestinese, già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. Nella notte tra sabato e domenica è stata colpita la moschea di Gaza City e nella gio rnata di domenica anche l’università. E’ proprio attraverso il massacro del popolo palestinese che Israele sta cercando di delegittimare il governo di Hamas e ne è conferma la dichiarazione agghiacciante del vice-capo di stato maggiore Israeliano: “Non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas, la battaglia è solo all’inizio, questa è un’operazione diversa dalle precedenti…non colpiamo solo i terroristi e i lanciarazzi ma anche l’insieme del governo di Hamas”, in altre parole l’intera popolazione della Striscia di Gaza. Le autorità israeliane hanno preparato da tempo questo scenario, utilizzando il pretesto dell’attacco “difensivo” dai missili qassam. Chiaro è il tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal fatto che a Gaza un milione e mezzo di persone sta rischiando la morte da quasi due anni per l’embargo e l’assedio dell’esercito, che ogni giorno producono vittime. Parallelamente a tutto questo prosegue il “silenzio complice” dei governi e dei media occidentali, per non parlare di molti paesi arabi che, con il Consiglio di Cooperazione del Golfo riunitosi lunedì 29 dicembre, hanno assunto una posizione di equidistanza. Mentre il ministro israeliano della difesa Barak minaccia una possibile azione di terra (pare che si stia già preparando l’ingresso dei tanks oltre la linea palestinese), l’Egitto ha schierato circa 10.000 militari e agenti di polizia per impedire un possibile sfondamento della frontiera da parte dei palestinesi. Un attacco di terra rappresenterebbe un disastro di proporzioni immani e certamente, dal punto di vista politico, allargherebbe le dimensioni del conflitto. Il leader politico di Hamas, Khaled Meshall, ha invocato una “terza Intifada”, chiarendo che Gaza non si piegherà mai ad Israele e alle sue violenze. Hamas ha inoltre dato l’ordine, anche a tutte le formazioni, di prepararsi per la resistenza. Alla luce di questo massacro chiediamo:

• L’IMMEDIATO STOP ALL’ATTACCO MILITARE SULLA STRISCIA DI GAZA

• LA FINE DELL’EMBARGO CONTRO LA POPOLAZONE PALESTINESE A GAZA

• IL CONGELAMENTO DI TUTTI GLI ACCORDI POLITICI, ECONOMICI E MILITARI TRA L’ITALIA E ISRAELE

• LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA

AL FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE

NO AL SILENZIO COMPLICE! STOP AL MASSACRO SIONISTA! Assemblea Free Palestine – Torino


			

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demisra

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Nel marasma del circuito di informazioni sull’offensiva sionista contro la Striscia di Gaza che i media stanno immettendo dentro i loro contenitori, spesso con un livello di parzialità e di faziosità ripugnante, che certamente non meraviglia, visto il ruolo e il compito che interessatamente gli viene chiesto di svolgere, facciamo il punto sulla situazione nella Striscia di Gaza con Michele Giorgio, inviato de Il Manifesto in Medioriente, profondo conoscitore del mondo arabo e nostro abituale corrispondente soprattutto per ciò che riguarda Palestina e Libano.

Michele è ancora bloccato a Gerusalemme, visto l’impedimento che Israele esercita contro gli inviati stranieri della carta stampata e non soprattutto attraverso la chiusura del valico di Erez.

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Il 28 Novembre avremo l’onore di ospitare nella citta’ sabauda, Torino, gli amici Ratapignata. Il concerto sara’ benefit circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo. La sera del 28 Novembre organizzaremo come circolo di Torino anche una cena sociale con menù sardo. Per la cena vi potete prenotare al 3933900621, o all’inidirizzo stobados@autistici.org.Il concerto (h. 23) e la cena (h. 20) si svolgeranno al Centro sociale occupato Askatasuna. Vi preghiamo in oltre di fare girare la voce.
Cena + concerto 12 €
Solo concerto 3€

Siti utili:

http://contraasug8.altervista.org

http://www.myspace.com/contraasug8

http://www.myspace.com/saratapignata

http://www.csoaskatasuna.org

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