Archivio per la Categoria “migranti”
Scritto il luglio 5th, 2010 da Aska 1 in PRIMO PIANO, migranti, torino, tags: NO CIE
h 16 p.za Sabotino (Torino)
Corteo + concerto contro i centri di identificazione e d’espulsione

… Tutto e cominciato con la paura dello straniero, dell’immigrato che invade le nostre strade portando delinquenza, degrado e insicurezza. Un sentimento diffuso ad arte dalla stampa e dalle televisioni, che vede uniti i politici di destra e di sinistra in una guerra ai poveri che ha il solo scopo di coprirele falle di un sistema in crisi reintronducendo nuove forme di schiavismo ed emarginazione.
Al culmine di questa deriva razzista delle moderne democrazie, le politiche della fortezza Europea prevedono le chiusure delle frontire, l’espulsione sistematica degli immigrati irregolari e l’istituzione di centri che in molti non esitano più a chiamare Lager.
Mentre il presidente del consiglio dichiara che l’Italia non è un paese multietnico e il ministro dell’interno dice che bisogna essere cattivi con i clandestini, la polizia si trova investita di poteri eccezionali che con sempre più drammatica frequenza si trasformano in pestaggi e retate, ricatti, stupri,umiliazioni, carcere e disperazione per chi è giunto in questa terra abbagliato da falsi miraggi e costretto da condizioni di vita sempre più difficili nel sud del mondo.
Isolati dal resto della società e circondati da un muro di silenzio e indifferenza generale, i centri di identificazione ed espulsione (ex C.p.t. recentemente ribattezzati C.i.e.) sono tuttavia divenuti negli ultimi tempi, anche a causa dell’inasprimento della detenzione previsto dall’ultimo pacchetto sicurezza, luoghi di lotta e resistenza dalle molte forme.
Fortunatamente, mentre dentro si susseguono proteste e scioperi della fame, evasione e rivolte, c’è ancora chi davanti a queste oscenità solidarizza con gli oppressi e cerca di diffondere una cultura e una pratica ispirata ai principi di libertà e uguaglianza. Per questo sentiamo la necessità di unire ancor più le forze e di organizzare, parallelamente ai percorsi già esistenti intrapresi dalle varie realtà, una giornata di mobilitazione contro i C.i.e. che possa essere un momento di convergenza delle molteplici ed eterogenee lotte ed esperienze antirazziste.
Tutti i soggetti e gli individui interessati a definire e costruire questa giornata sono invitati a partecipare ad una discussione collettiva che si terrà Lunedì 14 Giugno presso la sede di radio Blackout (Via Cecchi 21/A) alle ore 18:30.
CHIUDERE I C.I.E. ORA!
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Scritto il giugno 17th, 2009 da admin in migranti, torino, tags: migranti, profughi

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato si e’ deciso di organizzare un momento di incontro tra le donne e gli uomini rifugiate/i della ex clinica San Paolo di (C.so Peschiera) per raccontare e raccontarsi le diverse forme di emigrazione esistenti oggi. Si deve riconoscere che nonostante gli anni passati invece di svilupparsi politiche rivolte all’integrazione degli immigrati/e, continuano e si stanno sempre piu’ diffondendo politiche razziste, che calpestano i piu’ fondamentali diritti umani.
Non crediamo che gli italiani vogliano far vivere ai nuovi migranti quello che hanno subito loro ai tempi delle loro migrazioni, ugualmente forzate, non-scelte, violente, etc., crediamo invece nella solidarieta’ che puo’ arrivare a cominciare da questo quartiere.
E’ importante ricordare che queste persone scelgono di emigrare dai loro paesi (parliamo in questo caso di persone che arrivano per lo piu’ dal Corno d’Africa) perche’ non hanno scelta, o forse bisognerebbe dire che scelgono di provare a vivere lasciando il loro paese.
La questione dei migranti e’ di particolare attualita’, cosi’ come la questione rifugiati/e a cui il governo italiano ha riconosciuto il permesso di soggiorno senza poi rispettare realmente i diritti che tale riconoscimento comporta. Non si puo’ piu’ parlare di emergenza quando una situazione perdura nel tempo e soprattutto non e’ risolvibile con soluzioni tappabuco o provvisorie, perche’ queste persone hanno bisogni ben precisi come la residenza, una casa, un lavoro.
L’Italia pur avendo aderito alla Convenzione di Ginevra (1951) non ha una legge specifica e completa sul tema del diritto d’asilo, che sarebbe fondamentale creare date le continue politiche guerrafondaie perpetrate da tutti i governi che devastano da anni numerosi paesi e che costringono milioni di civili innocenti a fuggire. In questo particolare momento storico la mercificazione politica dell’immigrazione con tutte le facili paure ad essa legate trovano un terreno particolarmente fertile che bisogna contrastare.
E’ importante ricordare che la reale minaccia di questo paese non sono gli immigrati/e, come non sono mai stati una minaccia gli italiani che emigravano all’estero gli anni passati.
L’occupazione della ex-clinica San Paolo (di C.so Peschiera) r-esiste da ottobre: un gruppo di rifugiati/e si sono organizzati e si stanno auto-gestendo una convivenza non facile, l’alternativa sarebbe la strada. Vivono insieme da 8 mesi condivendo tutto: in realta’dovrebbero condividere dei bagni, che non ci sono; dovrebbero condividere delle cucine, che non ci sono; avrebbero avuto diritto ad un riscaldamento considerando l’inverno torinese, che non hanno avuto, come l’acqua calda , la luce, etc. La solidarieta’ dei singoli puo’ fare tanto ma queste cose spettano alle istituzioni, che invece continuano ad ignorare la situazione e a non fare nessuna reale azione di integrazione e sistemazione degli interessati. Passano mesi, si scrivono articoli pietosi e falsi su numerosi giornali, sono venuti assesori e politici a visitare il posto e a parlare con le persone, ma nessuno ha il coraggio di cambiare in meglio la vita di queste persone.
Sottolineiamo l’importanza di ogni forma di solidarieta’(materiale e non) ma e’ importante un sostegno politico per dar risposta ai bisogni di queste persone che hanno gia’ pazientato abbastanza e perche’ ci sono diritti iviolabili.
Ci sono dei valori che riguardano tutti gli esseri umani,
senza restrizione alcuna. Tali valori prevalgono su tutto.
L’umanita’, pur essendo molteplice, e’ innanzitutto una…
Parallelamente alla lotta per l’universalita’ dei valori, e’ imperativo lottare contro l’uniformizzazione che impoverisce,
contro l’egemonia ideologica o politica o economica o mediatica…,
contro tutto cio’ che imbavaglia le molteplici espressioni linguistiche, artistiche o intelletuali, contro tutto
cio’ che va nel senso di un mondo monocorde e infantilizzante.
Amin Maalouf
Sabato 20 Giugno ore 22:00
Area Pedonale Via Dante di Nanni (Torino)
Comitato di solidarieta’ coi rifugiati/e e migranti
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Manifestazione cittadina contro il Pacchetto Sicurezza – h 15 Porta Palazzo-Piazza Castello.
Questo paese è guidato dal peggior governo possibile: incapace di affrontare la crisi economica e sociale intende far pagare il conto a chi lavora, a chi è precario, a chi studia. Un governo in preda a squallidi istinti razzisti che mirano a far pagare il conto più salato ai migranti. Il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, approdato alla discussione del Parlamento, si fonda sul principio della disuguaglianza dei diritti come difesa della nazione, mira a trasformare tutti i migranti presenti sul territorio (non solo i clandestini) in “paria”, cioè senza cittadinanza ed è pertanto un insieme di provvedimenti fondamentalmente razzisti. Già da tempo violenti incendi di xenofobia (non solo metaforici purtroppo) divampano allegramente appiccati dai politici, alimentati dai media e tollerati da un’opposizione che nemmeno di fronte allo scempio dei valori civili riesce a prendere una posizione. Le chiamiamo leggi razziste perché la disuguaglianza è definita sulla base della provenienza, cioè su base etnica. Le chiamiamo leggi razziste sapendo di evocare uno scenario enormemente più tragico del presente perché riconosciamo nell’odioso vittimismo predicato dalla Lega contro i presunti invasori lo stesso sentimento che ha animato e prodotto nel mondo persecuzione, segregazione e sterminio.
Sulle spalle di 4 milioni di migranti già costretti a sopportare maratone notturne davanti agli sportelli e attese di 12 è più mesi per i rinnovi, ad accettare condizioni di sfruttamento sul lavoro per mantenere il miraggio del permesso di soggiorno, a buttare via titoli di studio diventati inutili o a vivere in clandestinità in attesa di una sanatoria, può pesare anche la colpa di esistere, di farsi vedere, di occupare posti sul tram, nelle scuole e nei letti degli ospedali? Leggi il resto di questo articolo »
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Scritto il febbraio 20th, 2009 da admin in migranti, movimento
Dei trecento tunisini in rivolta di Lampedusa trasferiti nei cie di tutta italia venti sono giunti nella nostra città Torino.
Da subito hanno iniziato lo sciopero della fame già di fatto iniziato a Lampedusa..
Rivolte e scioperi della fame si stanno dando in altri cie italiani.
Facciamo sentire la nostra solidarietà:
Da Lampedusa a Torino
Solidarietà con i/le migranti in lotta
CHIUDERE I CIE!!
contro il pacchetto sicurezzaper la libertà di movimento
Presiodio Sabato 21 Febbraio 2009 ore 16:00
davanti al cie di corso brunelleschi
Comitato di solidarietà con rifugiat* e migranti
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Scritto il gennaio 30th, 2009 da admin in migranti, movimento, profughi
Contro il pacchetto sicurezza! In solidarietà con la popolazione di Lampedusa!
Con i migranti che lottano!
Contro la violenza della polizia e lo sgombero di corso Peschiera!

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Scritto il gennaio 30th, 2009 da admin in migranti, movimento, profughi
Qui di seguito, alcuni video sulla giornata di martedì 27 gennaio:
Il corteo fin sotto la prefettura:
Le cariche da piazza Castello fin sotto via Cernaia:

Video-testimonianze dopo le cariche:

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Scritto il gennaio 28th, 2009 da admin in comunicati, migranti, profughi, torino
[comunicato stampa del network antagonista torinese]
Quotidiani: “Prefettura attaccata”; Chiamparino: “rifugiati manipolati dai centri sociali”, Mortola: “piano premeditato di ricerca dello scontro”.
Ogni volta che in questa città un problema reale si palesa in tutta la sua concretezza, andando aldilà delle dichiarazioni salottiere cui si riduce oggi “la politica”, scatta la panoplia di politici e giornalisti, dalla mistificazione al giudizio preconfezionato, fino alla pura e semplice menzogna.
Come compagni e compagne del network antagonista non abbiamo nessun problema nel rivendicare politicamente le forme di resistenza messe in campo ieri sera come risposta a una presa in giro che sta durando da troppo tempo. Quello che non accettiamo è di essere accusati di manipolazione di soggetti terzi ingenui. Ce n’è uno buono per ogni stagione: gli studenti medi, gli universitari.. oggi i migranti! Dietro tutto, a Torino ci sono sempre gli autonomi ( o i centri sociali).
Scorciatoia comoda che, a ben vedere, mostra tutto il disprezzo e la sufficienza che si ha verso i governati. Una retorica che si perde nei decenni. La soggettività politica dei soggetti sociali non esiste per chi comanda; dietro ci deve sempre essere un cattivo consigliere che manipola e specula: l’eterno racconto del complotto.
Nelle parole del sindaco Chiamparino sono sedimentati secoli di sapere coloniale. Dietro le sue dichiarazioni ci sta questa convinzione: che “i poveri negretti profughi non possono essere in grado di decidere e praticare la resistenza e lo scontro“.
Ben altro abbiamo visto ieri sera! Abbiamo apprezzato e sostenuto l’esplosione di una rabbia giusta e spontanea di decine di uomini e donne stanchi di essere presi in giro. Una consapevolezza – correggeteci se sbagliamo - che a quanto pare si sta ripetendo a diverse latitudini del nostro paese… Quello che è successo in piazza Castello è tutto da leggere nella linea che va da Lampedusa a Massa, da Castelvolturno alla spontaneità che invase Milano dopo l’omicidio di Abba.
La giornata di ieri è inoltre esemplificativa delle due facce del potere istituzionale: carota e bastone. La differenza qualitativa è che ieri sera la ricetta non ha più funzionato perché i dirett* interessat* (i rifugiati-occupanti di corso Peschiera) non hanno più digerito la carota che gli assessori Borgione e Borgogno continuano a somministrargli da mesi (un anno e mezzo per quelli di via Bologna), rimpallando verso l’alto o verso il basso le responsabilità, giocando con troppa disinvoltura con la vita di uomini e donne che, per giungere nel nostro paese, hanno attraversato mari e deserti per fuggire da guerre, persecuzioni e carestie.
Uomini e donne che però hanno dimostrato di non accettare la presa in giro, ed è qui che è scattato il bastone del vice-questore Spartaco Mortola, decorato sul campo a Genova per la mattanza alla scuola Diaz. Ha poco da cianciare il signor vice-questore di “piani preordinati” e “aggressioni premeditate”. Il dato reale con cui lui e i suoi colleghi devono fare i conti è la determinazione di quei rifugiati e degli italiani e italiane che li hanno accompagnati. Uomini e donne (molte donne) che non hanno avuto paura di difendersi e contrattaccare le cariche vigliacche e pesanti delle forze dell’ordine anche perché, con buona pace di Mortola, per arrivare nel nostro paese hanno affrontato prove e difficoltà ben più dure che le sue manganellate intimidatorie, per quanto infami queste possano essere.
Ribadiamo: come compagni e compagne del network antagonista torinese non abbiamo nessun problema nel rivendicarci la serata di ieri, che fosse opera nostra o di altri. Chiamparino e i suoi colleghi invece dovrebbero piuttosto preoccuparsi dell’emergere di una questione migrante dentro le nostre metropoli e, al suo interno, di una più specifica questione rifugiati e richiedenti-asilo. Non lo dicono gli/le autonomi/e, lo dicono i fatti che si stanno ripetendo e che continueranno a succedere nei nostri territori. Loro il compito di affrontare una questione politica centrale dei nostri tempi, a viso aperto, in tutta la sua portata.
Sarebbe il loro lavoro… Ci crediamo poco: la politica oggi è mera gestione dell’esistente e non abbozza altro che governance di basso profilo, per portare a casa la poltrona, uno stipendio, quattro precarissimi equilibri. Altro abbiamo nei nostri programmi, per questo sabato saremo di nuovo in piazza, di fronte a quella stessa prefettura che ci ha respinto.
Contro il pacchetto sicurezza! In solidarietà con la popolazione di Lampedusa!
Con i migranti che lottano!
Contro la violenza della polizia e lo sgombero di corso Peschiera!
Network Antagonista torinese
csoa Askatasuna – csa Murazzi
collettivo universitario autonomo – Kollettivo studenti autorganizzato
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