Archivio per la Categoria “minaccia sgombero”
Scritto il novembre 21st, 2009 da bubba in comunicati, minaccia sgombero
Comunicato Csoa Askatasuna
Manco a dirlo, appena succede qualcosa in città, la colpa è sempre dei centri sociali. Forse il problema è che la visita alla chetichella e ben preparata della ministra Gelmini alla famiglia Scafidi non è funzionata e allora tocca prendersela con qualcuno… ed il capro espiatorio è sempre lo stesso.
Succede che fin dalla prime ore della mattinata di ieri, centinaia di studenti medi e universitari si organizzano per contestare la visita istituzionale a Torino di un ministro tra i più disprezzati della storia repubblicana.
In totale autonomia decidono poi di recarsi alla sede del Pdl dove la Gelmini aveva annunciato la sua visita. Lì vengono accolti a suon di insulti e sputi dal Partito della Cinghia (il Pdl di Ghiglia). Gli studenti si difendono e il solito Ravello fa finta di farsi male. L’aggressione subita diventa aggressione preordinata e, scontato epilogo, la regia non può non essere dei centri sociali.
La bagarre che da oggi, e sicuramente nei prossimi giorni, non tarderà a scatenarsi per chiedere ancora a più alta voce “sgomberare, sgomberare”, ci fa sorridere.
Siamo naturalmente solidali agli studenti aggrediti, che avevano mille ragioni per contestare un ministro (sì, anche in una sede di partito) che gli sta facendo a pezzi scuola e università; solo non vediamo perché dobbiamo sempre essere tirati in mezzo.
Il problema è in realtà un problema di consenso (mancato) e programma sulla Formazione (nullo) che una destra di governo non sa più come gestire. L’accodamento a questi ululati securitari ed emergenziali, che sicuramente non mancherà da parte della sinistra cittadina, non fa che confermare la sua pochezza politica e subordinanza programmatica alla Destra.
Da parte nostra, continuiamo a sapere da che parte stare, con gli operai che lottano (e qualche volta sequestrano), con le scuole in subbuglio che continuano a far sentire la propria voce.
Csoa Askatasuna
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Scritto il novembre 18th, 2009 da Aska 1 in minaccia sgombero, torino
 Il quindicinale tavolo sulla sicurezza, declinato negli ultimi tempi a “tavolo sull’emergenza centri sociali” avanza trainato da una decisione che sembra esser dettata più dal battage mediatico che dalle intenzioni reali del ceto politico cittadino.
L’amministrazione insomma, dà segni di nervosismo: il Podestà Chiamparino e il Prefetto Padoin (sempre più a braccetto) hanno mal digerito l’irruzione pubblica dei centri sociali e delle case occupate al Torino Film Festival di venerdì sera. Il sindaco ha dovuto rinunciare ad una serata di gala e la cosa non gli è andata proprio giù… probabilmente pregustava l’ennesima sbornia di flash con qualche celebrità da prendere in braccio… Gli è andata male: gli spazi occupati si son presi la scena e pare proprio che il blitz abbia suscitato il consenso e l’ammirazione di buona parte del pubblico che non ha lesinato un generoso applauso (l’altra metà, tollerava con simpatia).
Insomma, gli spazi sociali dimostrano di non essere quel ghetto di emarginazione a cui vorrebbe ridurli il sindaco e una destra cittadina che continua a cuocerselo a fuoco lento a suon di interpellanze e polemiche strumentali, complici i mestieranti a libro paga Massimo Numa e l’intera redazione di Torino Cronaca.
La compattezza e l’unità d’intenti sembrano insomma scricchiolare un po’. Nonostante i titoli roboanti dei quotidiani, tra le righe degli articoli, in mezzo alle dichiarazioni, emergono le incertezze e i distinguo di sorta. Chiamparino invoca “prudenza”. Il taliban della fermezza e del pugno duro Carossa (forse calmierato dal sotto-segretario agli interni Davico) tira i remi in barca e ammette di essere consapevole che “realtà così radicate in città da più di 15 anni non si possono debellare certo.. così in 15 giorni”… e già!
La palla torna quindi all’eterno Ghiglia, mastino sempre uguale a se stesso che, incapace di pronunciarsi su uno qualunque delle emergenze reali che interessano la città, volentieri gioca il ruolo di duro e invoca “Tolleranza Zero”.
Nel Pd (un partito “leggero” perché inesistente) covano contraddizioni insolubili: per un decisionista come Giorgis, che ben si presta a un agenda tutta dettata dalla destra, molti sono quelli che non sanno che pesci pigliare. I più, tra loro, si staranno chiedendo: ” Che sta combinando Chiamparino?
La Bresso poi, lei ha ben altro a cui pensare…
Aspettando con curiosità di leggere il parto del tanto declamato “testo comune e unitario”, un mese e due tavoli dopo, la partita è ancora tutta da iniziare è non è chiaro chi si prenderà la briga di sferrare il calcio d’inizio…
Tratto da Infoaut_Torino
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Scritto il novembre 14th, 2009 da Aska 1 in minaccia sgombero, quartiere, vanchiglia
Rassgna stampa:
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Scritto il novembre 14th, 2009 da Aska 1 in minaccia sgombero, movimento, torino
 da www.infoaut.org
Al grido di “giù le mani dalle occupazioni” un centinaio di occupanti dei centri sociali torinesi si sono presentati all’inaugurazione del Torino Film Festival. Prontamente la polizia ha cercato di impedire l’accesso all’ingresso del teatro regio provocando un certo sconcerto tra i presenti che hanno mostrato solidarietà verso i manifestanti. Dopo alcuni momenti di tensione con la celere, una nutrita delegazione di manifestanti è riuscita ad entrare prendendo possesso del palco con gli striscioni sotto gli applausi del pubblico. Applausi che si sono ripetuti non appena terminata la lettura del comunicato unitario dei centri sociali e case occupate di torino.
Comunicato Centri Sociali e Case Occupate Torinesi
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[da: comitatoquartierevanchiglia.net]
Egregio Signor Sindaco,
siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività.
Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati a quella realtà: la motivazione pubblica è che l’occupazione dello stabile sottrae illegittimamente un luogo alla cittadinanza e che a essa andrebbe restituito.
Vogliamo sottolineare che questo luogo non è sul il territorio, entità estranea osteggiata dalla gente; non è neanche nel territorio, circondato da persone insofferenti, ma è un luogo del territorio e, attraverso i progetti che lo animano, è uno spazio vissuto e integrato, posto dai cittadini di Vanchiglia tra gli spazi sociali di riferimento nella zona. Gli spazi dell’Askatasuna sono animati quotidianamente da persone di varia estrazione sociale e culturale, lontane dagli stereotipi che, spesso, si vedono riproposti per descrivere i frequentatori del centro sociale.
Questo quadro Lei dovrebbe conoscerlo, perché emerge da un sondaggio svolto lo scorso anno da architetti ed educatori del Suo Comune nel corso dell’elaborazione del progetto per l’arredo urbano nell’area pedonale di via Balbo; sondaggio che ha coinvolto le famiglie dei bimbi della Scuola Elementare Fontana, le quali hanno indicato l’Askatasuna tra i primi tre luoghi preferiti dai loro figli per il gioco e l’incontro.
Il “centro per il quartiere” che Lei vorrebbe realizzare all’Askatasuna, quindi, è già una realtà. Leggi il resto di questo articolo »
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La mutazione antropologica della figura del sindaco
“Ogni volta che la città entra in una fase difficile si ripropone l’evocazione del ‘grande problema’ dell’o rdine pubblico.Era così 15 anni fa, con Castellani, io ero in consiglio comunale.C’era Ghiglia che evocava il fantasma del ‘pericolo sociale’ e tutto ilceto politico che si buttava sopra come il cane sull’osso. Una tecnicaprofessionalmente affinata per parlar d’altro… Capro espiatorio e comodo: gli unici spazi di esperienze non omologate”.
Non usa mezze parole Marco Revelli (docente di Scienze Politicheall’Università del Piemonte Orientale e voce non-allineata) percommentare la recente campagna d’odio sull’ ‘emergenza centri sociali’giocata in sincrono da leghisti, post-fascisti e il sindaco-podestàSergio Chiamparino.
Per Revelli un aspetto interessante della vicenda è da ricercarsi nellaforma odierna della figura del sindaco, “dalla riforma del ‘93,diventato collettore di tutte le scorie sociali espresse in termini dirancore, paura, aggressività, inquietudine. Sentimenti che non trovanorisposte e di cui i sindaci si fanno specchio. [...] Mutazioneantropologica di una figura non più in grado di interpretare i bisognireali della popolazione ma solo di far proprie e rilanciare leretoriche securitarie”.
E’ così che i sindaci-sceriffi si sono moltiplicati. La lista è lunga:Cofferati a Bologna, Veltroni a Roma, Zanonato a Padova e oggiChiamparino a Torino… per restare al solo centro-sinistra.
Tutto questo mentre, in una città come Torino, i “non segnalati sonotantissimi, un 30 % delle famiglie operaia sono costrette a ricorrereal prestito usuraio, alta è la morosità degli affitti nelle casepopolari, il livello dei consumi nelle periferie è crollato… tuttoquesto ci dà il quadro di una città spaventosamente impoverita”.
Come dire, una città non-raccontata, distante anni-luce dallenarrazioni (e relative “urgenze”) di un’amministrazione comunale che,incapace di fare alcunché per le condizioni materiali di saccheimportanti della popolazione, gli concede la miseria pubblicadell’essere spettatore passivo-partecipante, il “riconoscimento morale”- come dice Revelli - di essere “povero ma incluso”.
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N.b. – L’intervista è stata effettuata dalla trasmissione Onde Precarie in onda ogni giovedì dalle h 14 alle h 16 sulle frequenze di Radio Blackout (105.250 fm)
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