Archivio per la Categoria “movimento”

…siamo in tanti, siamo da tutte le parti, e carlo fino ali’ ultimo è rimasto davanti, fino a alzarsi, con un estintore in primo piano, lui ha insegnato a vedere cos’h un essere umano. Noi siamo in ballo, siamo in ballo adesso e non spegni il sole se gli spari addosso…
(assalti frontali – rotta indipendente)

Il 20 luglio è una data che non si scorda. E’ il giorno in cui un movimento nascente si lanciò contro i padroni del mondo rinchiusi nella zona rossa di Genova. E’ il giorno in cui in quella battaglia per la libertà morì Carlo Giuliani, in piazza Alimonda alle 17.27, colpito da un proiettile sparato dal carabiniere Mario Placanica, dall’interno del defender su cui stava. Questo è il 20 luglio che torna tutti gli anni, il passamontagna e l’estintore di Carlo, e poi il suo corpo straziato a terra. Le giornate di Genova sono l’infuriare della battaglia, l’assedio alla città, i gas lacrimogeni conditi al cianuro, le torture di Bolzaneto e la macelleria messicana della Diaz.
Il 20 luglio ha segnato lo spartiacque nei movimenti, quel movimento planetario ha tentato, in qualcosa di più grande di quanto consentito sia dai padroni del mondo rintanati nella realtà virtuale delle zone rosse, difese dalle guardie dell’impero; sia da quella nomenclatura che dal movimento contro la globalizzazione che ha succhiato linfa per vivere qualche anno in più, non prima di aver spento l’insorgenza di quelle migliaia di uomini e donne che erano a Genova, trasformando la richiesta di un trasformazione radicale del presente in beghe da parlamento. Oggi quanti hanno ingorgato i tavoli delle assemblee dei social forum sono scomparsi dalla scena politica, e per chi c’è ancora, lavorano alla politica dai tavoli delle segreterie o di posti ben conservati.
Il movimento di Genova è un ricordo che non si è voluto spingere più avanti, e a quasi dieci anni di distanza, cerca ancora la sua verità, al di fuori delle mistificazioni di comodo.
Il 20 luglio è il giorno in cui globalmente i movimenti sociali ricordano Carlo Giuliani e la sua storia, una storia fatta di passione che non può essere narrata se non con il linguaggio delle lotte. La verità sull’omicidio di Carlo Giuliani non spetta ai tribunali che già hanno, o meglio non hanno, sentenziato, la verità è un aspetto collettivo che è conosciuta a tutti.
In questi giorni arrivano gli appelli per le condanne ai dirigenti delle forze dell’ordine coinvolti nella gestione dell’ordine pubblico e nell’irruzione alla Diaz. Sentenze che ribaltano i primi gradi di giudizio.
Le responsabilità sono chiare non c ‘è bisogno di elencarle, ma Genova valse premi e promozioni in passato, chissà cosa spetterà agli abili servitori dello stato il futuro.

Dopo Genova le mutazioni furono rapide e brutali, ci fu l’11 settembre e l’introduzione nel lessico della guerra globale, ma questo è un altro pezzo della storia

Genova è in tutti noi, con Carlo nel cuore.

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Free festival _ Benefit Collettivo Universitario Autonomo

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strumemti e mezziTre mesi fa, il 3 aprile, si spegneva a Torino all’età di 75 anni Romano Alquati, esponente di spicco del pensiero operaista, intelligenza sistematica ma al di fuori degli schemi convenzionali, riconosciuto come uno dei più raffinati studiosi della soggettività e della composizione di classe.

L’esperienza politica di Romano muove da quella componente minoritaria ma importante dei giovani “ricercatori scalzi” degli anni ‘50 che pur continuando ad abitare criticamente il movimento operaio, in particolare le sue organizzazioni sindacali, matura da subito una rottura profonda rispetto alle sue rappresentanze istituzionali e alle vie nazionali al socialismo. Al tempo stesso rimanendo distinta, anche per un tratto generazionale, dall’opposizione antistalinista “storica”. In questo, anticipa quella straordinaria cesura che maturerà compiutamente solo con il ’68. Romano Alquati viene su in un humus culturale che in quegli anni è alla ricerca di un marxismo libero da incrostazioni, capace di indagare e intercettare la classe operaia per quello che è e non per come dovrebbe essere secondo i canoni della “chiesa” comunista, efficacemente ibridato con la rilettura critica della sociologia ed empaticamente affine ad un approccio fenomenologico alla soggettività. Si forma politicamente a Cremona -una città della pianura Padana all’incrocio tra le esperienze di lotta del proletariato agricolo e la tumultuosa industrializzazione del boom economico- accanto all’amico Renato Rozzi e al comunista “eretico” Danilo Montaldi sotto il cui influsso fa le prime esperienze di ricerca militante. Leggi il resto di questo articolo »

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Torino – ore 20.30
centro sociale askatasuna, corso regina margherita 47

Interverranno:
Angela Lano – Infopal
Giorgio S. Frankel – giornalista
Diana Carminati- ISM ITALIA
Alfredo Tradardi – ISM ITALIA

Inoltre, nel corso dell’incontro sarà presentato il saggio di Giorgio S. Frankel “L’Iran e la bomba”, edizioni Derive Approdi 2010

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