Archivio per la Categoria “movimento”
Scritto il dicembre 22nd, 2011 da admin in movimento, PRIMO PIANO, tags: ASKA
Nessun Commento »
Scritto il novembre 12th, 2011 da admin in movimento, PRIMO PIANO
QUE VIVA ASKATASUNA! Attrezzati per il futuro con felpa e tshirt per i 15 anni di Askatasuna!

Nessun Commento »
Scritto il novembre 4th, 2011 da admin in movimento, tags: 15 ottobre
A proposito di un documento della Confederazione Cobas.
Sono ormai passati diversi giorni dagli eventi accaduti il 15 ottobre a Roma. Il dibattito che si è in seguito sviluppato all’interno del movimento sul corteo degli indignados, soprattutto in rete attraverso una serie di comunicati e testimonianze, è stato senza dubbio interessante. Fra le molte cose che abbiamo letto, di ogni tipo e colore, ci ha colpito negativamente il documento della confederazione COBAS. Complessivamente, le 7 cartelle (!) intitolate “UN IGNOBILE ATTACCO AI COBAS, L’ANALISI DEL 15 OTTOBRE E COME CONTINUARE” rappresentano dal nostro punto di vista più che l’analisi politica di un evento di piazza, una sorta di sfogo, tanto sguaiato quanto isterico, che davvero poco aiuta alla comprensione di quanto avvenuto. L’assunto di base, che il testo vorrebbe dimostrare, appare frutto di una lettura dietrologica degli accadimenti, che come sempre avviene in questi casi, rovescia le cause con gli effetti. Secondo i COBAS il 15 ottobre qualche mente diabolica avrebbe ordito un piano scellerato atto a distruggere il corteo degli indignados e quindi di impedire di parlare dai palchi in piazza San Giovanni, tanto per fargli “pagare” il presunto accordo elettorale con SEL. Aldilà della evidente infondatezza dell’assunto, vorremmo qui porre l’accento su alcuni passaggi del suddetto documento. A pagina 3 viene così scritto:
“Letteralmente agghiacciante, infine, la motivazione venuta da alcuni (tipo il comunicato su Info-Aut di una ben nota area, “Volevano fare un comizio. E invece…”, che irride agli organizzatori, considerati venduti al centrosinistra e che inneggia ai distruttori che avrebbero impedito il subdolo piano) secondo la quale il corteo sarebbe stato demolito giustamente perché nascondeva un patto scellerato con SEL da parte di alcuni dei promotori (Uniti per l’Alternativa).” Leggi il resto di questo articolo »
Nessun Commento »
Scritto il ottobre 18th, 2011 da admin in movimento, tags: 15 ottobre
[Da Infoaut.org]Pubblichiamo gli audio registrati da Radio Onda d’Urto sulle prime valutazioni della giornata del 15 ottobre romano. Come sempre si smarca e nota dal resto il grande e inestimabile lavoro della redazione bresciana di Radio Onda d’Urto, in quanto media di movimento che fornisce un’ulteriore voce alle lotte ai conflitti, che genuinamente e onestamente si pone come vero e proprio luogo di raccordo, discussione e confronto anche tra soggetti differenti e diversi, non operando cesure di comodo e/o opinione ma dando voce a tutti.
Resta un nodo da scoprire, nel senso che nel ‘tutti’ che utilizziamo sappiamo bene che ciò concerne soggettività conosciute e delineate, che da anni sono parte dei/nei movimenti del nostro paese, e quel che ci sembra sia ancora da svelare è relativo ad una composizione sociale che abbiamo incontrato nelle lotte, in piazza del Popolo e poi in piazza San Giovanni. Come programma per ‘il futuro che arriva’ indispensabile sarà trovare un metodo ed un’organizzazione per fornire anche a quella generazione precaria, a quella composizione irrappresentabile una voce, perchè oggi questa la ritroviamo in maniera disordinata e dispersa nel dibattito della rete, sulle bacheche di Facebook come nelle mailing-list vecchie e nuove che hanno accompagnato gli ultimi cicli di lotte.
Affrontare senza paura ‘quello che viene’ dovrà passare anche per questo livello di comunicazione, dibattito ed organizzazione. Dobbiamo porci questo come progetto di lavoro collettivo se la nostra azione vuole essere quella di fare movimento per il movimento, quella di indagare ed organizzare, quella di aggiungere benzina nel serbatoio di una generazione precaria che vuole contare, che vuole prendere parola e che non si accontenta più – ci pare – dei vecchi ritualismi propri di movimenti che abbiamo oramai alle spalle.
Nessun Commento »
Scritto il ottobre 16th, 2011 da admin in movimento, PRIMO PIANO, tags: 15 ottobre
Editoriale di Infoaut.org
In Italia la giornata del #15 ottobre ci consegna una realtà che mentre scriviamo viene descritta fotogramma per fotogramma dai tg e dai siti informativi, come il giorno in cui un manipolo di teppisti si é impossessato di una giusta causa ed ha rovinato tutto.
Più o meno le stesse parole di Mario Draghi, e quelle di Bersani che si spinge più in là, chiedendo a Maroni di riferire in parlamento nei prossimi giorni perché, come per il 14 dicembre dello scorso anno, si ha paura che i ragazzi colorati con le tende o avevano al loro interno qualche infiltrato di Kossiga memoria, o che le forze dell’ordine abbiano “lasciato fare” il manipolo di teppisti apposta.
La realtà ancora una volta è un’ altra e va ben al di là di queste considerazioni e di quelle che iniziano a circolare tra il movimento.
Al 15 ottobre ci si è arrivati in una situazione assurda, dove gli organizzatori dei comizi finali in piazza San Giovanni, avevano desistito da tempo di sfilare verso i palazzi del potere romano, che era l’unica cosa incisiva in una giornata del genere. Le iniziative dei giorni scorsi volevano smorzare e incanalare una rabbia diffusa e irrapresentabile che oggi si è manifestata in tutta la sua espressione.
Può anche essere vero che all’inizio la giornata avesse preso una piega difficile da spiegare (ma più comprensibile di altre volte se possiamo dire) con l’attacco a banche, Suv e compro oro, ma poi quello che si è visto è stato tutt’altro che qualche gruppo di esagitati, infiltrati, carabinieri o fascisti che dir si voglia nei social network.
Si è visto un corteo di giovani, per lo più giovani, non rappresentati da nessuno neanche all’interno del movimento, che in quel “Que se ne vayan todos”, si sono riconosciuti appieno.
Giovani studenti, precari o disoccupati che si sono portati anche la maschera antigas nello zaino, perché pensavano di partecipare ad una giornata di riscossa, un po’ come per il 14 dicembre dell’anno scorso, dove nonostante tutti i calcoli degli organizzatori, il corteo straripò, fuori dai recinti e dalle mediazioni.
Diciamola tutta, se c’era un paese che doveva trasformare l’indignazione in incazzatura di massa, quello era proprio l’Italia, che vive un presente veramente penoso.
La giornata di oggi, piazza San Giovanni nella fattispecie, si è trasformata in ore di resistenza di massa alle forze dell’ordine, chiamate a respingere una rabbia sacrosanta verso un presente di austerity. Magari non è comprensibilissimo ai più, ma le ore di resistenza romana odierna hanno detto chiaro e tondo che al debito, ai sacrifici, alla casta, all’austerity a senso unico, che ribellarsi è qualcosa che può unire, e che può succedere.
Oggi poteva solo succedere qualcosa in più dei piani prestabiliti, era normale, era nell’aria, spiace che ci sia chi non lo ha voluto vedere e si è voluto coccolare il suo orticello fatto di qualche poltroncina con Sel alle prossime elezioni.
Spiace la rinuncia degli organizzatori a puntare dritta verso i palazzi del potere, perché questo ha lasciato di fatto mano libera alla spontaneità, che non essendo indirizzata, ha consumato, dall’inizio, passo per passo, l’attacco a tutto ciò che è considerato simbolo del sistema di iniquità.
Era destino, ed era giusto, siamo nell’Italia dei Berlusconi e dei ceti politici sempre verdi.
Doveva finire con qualche comizio in piazza San Giovanni, è finita con ore di resistenza…
Que se ne vayan todos (ma proprio todos).
plus militant
Nessun Commento »
Scritto il ottobre 12th, 2011 da admin in movimento, repressione, tags: arresti, brindisi
La Digos della questura di Brindisi, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Licci su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, ha arrestato 18 disoccupati di Brindisi.
Le accuse sono di occupazione di azienda, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.
Tradotto dal linguaggio poliziesco, questi disoccupati sono rei di aver protestato davanti ai cancelli della ditta Monteco, la società che compie il servizio di raccolti rifiuti, dalla quale erano stati licenziati per “ristrutturazione aziendale”.
Per questa sacrosanta protesta, la magistratura ha deciso di fare irruzione nelle loro case all’alba e compiere 18 arresti.
E’ ormai chiara la ricetta anti-crisi di questo governo: seguire le linee economiche europee, che chiedono taglio dei servizi sociali, licenziamenti di massa, abbattimento dei diritti dei lavoratori e lauti foraggiamenti per le banche; e seguire le linee sociali di repressione del dissenso attraverso gas, manganelli ed arresti selvaggi.
Gli arresti di stamane sono la chiara ed inequivocabile presentazione della stagione governativa autunnale che attraverserà l’Italia e l’Europa.
Non siamo certo intimiditi ed oggi, a maggior ragione, siamo pronti ad intensificare la lotta contro questo sistema agonizzante che pretende di sopravvivere succhiando il nostro sangue.
Un grande abbraccio a tutti i disoccupati brindisini arrestati, una ragione in più per continuare, più che mai la nostra lotta.
Que se vayan todos!
NETWORK ANTAGONISTA TORINESE
Nessun Commento »
|