<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>csoa Askatasuna &#187; movimento</title>
	<atom:link href="http://www.csoaskatasuna.org/category/movimento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.csoaskatasuna.org</link>
	<description>aska[at]csoaskatasuna.org</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 16:49:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>OLD SCHOOL SIEMPRE!!!</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/old-school-siempre/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/old-school-siempre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 20:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[ASKA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2287</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/12/old_s.jpg"><img class="size-full wp-image-2288 aligncenter" title="old_s" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/12/old_s.jpg" alt="" width="500" height="304" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/old-school-siempre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>QUE VIVA ASKATASUNA! Attrezzati per il futuro con felpa e tshirt</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/que-viva-askatasuna-attrezzati-per-il-futuro-con-felpa-e-tshirt/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/que-viva-askatasuna-attrezzati-per-il-futuro-con-felpa-e-tshirt/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 09:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2219</guid>
		<description><![CDATA[QUE VIVA ASKATASUNA! Attrezzati per il futuro con felpa e tshirt per i 15 anni di Askatasuna!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>QUE VIVA ASKATASUNA!</strong> Attrezzati per il futuro con felpa e tshirt per i 15 anni di Askatasuna!</p>
<p><a href="http://www.senzapazienza.com/wp-content/uploads/2011/11/aska_template1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2161" title="aska_template" src="http://www.senzapazienza.com/wp-content/uploads/2011/11/aska_template1.jpg" alt="" width="480" height="556" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/que-viva-askatasuna-attrezzati-per-il-futuro-con-felpa-e-tshirt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apprendisti stregoni, devastatori, sfasciacarrozze, folli, gruppettari&#8230;</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/apprendisti-stregoni-devastatori-sfasciacarrozze-folli-gruppettari/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/apprendisti-stregoni-devastatori-sfasciacarrozze-folli-gruppettari/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 07:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2157</guid>
		<description><![CDATA[A proposito di un documento della Confederazione Cobas. Sono ormai passati diversi giorni dagli eventi accaduti il 15 ottobre a Roma. Il dibattito che si è in seguito sviluppato all&#8217;interno del movimento sul corteo degli indignados, soprattutto in rete attraverso una serie di comunicati e testimonianze, è stato senza dubbio interessante. Fra le molte cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A proposito di un documento della Confederazione Cobas.</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/UN-IGNOBILE-ATTACCO-AI-COBAS-L-ANALISI-DEL-15-OTTOBRE-E-COME-CONTINUARE_mainstory1.jpg" alt="" width="468" height="312" />Sono  ormai passati diversi giorni dagli eventi accaduti il 15 ottobre a  Roma. Il dibattito che si è in seguito sviluppato all&#8217;interno del  movimento sul corteo degli <em>indignados</em>, soprattutto in rete  attraverso una serie di comunicati e testimonianze, è stato senza dubbio  interessante. Fra le molte cose che abbiamo letto, di ogni tipo e  colore, ci ha colpito negativamente il documento della confederazione  COBAS.  Complessivamente, le 7 cartelle (!) intitolate &#8220;<a href="http://www.cobas.it/index.php/Notizie/UN-IGNOBILE-ATTACCO-AI-COBAS-L-ANALISI-DEL-15-OTTOBRE-E-COME-CONTINUARE2">UN IGNOBILE ATTACCO AI COBAS, L&#8217;ANALISI DEL 15 OTTOBRE E COME CONTINUARE</a>&#8221;  rappresentano dal nostro punto di vista più che l&#8217;analisi politica di  un evento di piazza, una sorta di sfogo, tanto sguaiato quanto isterico,  che davvero poco aiuta alla comprensione di quanto avvenuto. L’assunto  di base, che il testo vorrebbe dimostrare, appare frutto di una lettura  dietrologica degli accadimenti, che come sempre avviene in questi casi,  rovescia le cause con gli effetti. Secondo i COBAS il 15 ottobre qualche  mente diabolica avrebbe ordito un piano scellerato atto a distruggere  il corteo degli indignados e quindi di impedire di parlare dai palchi in  piazza San Giovanni, tanto per fargli “pagare” il presunto accordo  elettorale con SEL. Aldilà della evidente infondatezza dell’assunto,  vorremmo qui porre l&#8217;accento su alcuni passaggi del suddetto documento. A  pagina 3 viene così scritto:</p>
<p>&#8220;Letteralmente  agghiacciante, infine, la motivazione venuta da alcuni (tipo il  comunicato su Info-Aut di una ben nota area, “Volevano fare un comizio. E  invece…”, che irride agli organizzatori, considerati venduti al  centrosinistra e che inneggia ai distruttori che avrebbero impedito il  subdolo piano) secondo la quale il corteo sarebbe stato demolito  giustamente perché nascondeva un patto scellerato con SEL da parte di  alcuni dei promotori (Uniti per l’Alternativa).&#8221;<span id="more-2157"></span></p>
<p>Fa comodo  evidentemente  fare finta di non capire. Intanto,  il titolo  dell’editoriale viene citato in modo distorto, piegato alle esigenze di  una lettura forzata; quello corretto recita “<a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/editoriali/item/2890-doveva-finire-con-qualche-comizio"><em>Doveva finire con qualche comizio</em>…</a>”,  e solo ai più superficiali può sembrare che non vi sia differenza. In  secondo luogo, il contenuto non è riassumibile nei termini in cui viene  fatto dai COBAS. Il nostro editoriale, molto semplicemente, vorremmo  dire materialisticamente, si limita a <em>leggere</em> quanto appena  avvenuto e fornisce una prima impressione e alcune chiavi di lettura.  Nessuno afferma che “il corteo è stato demolito giustamente”, né che la  causa di ciò sia dovuta al “patto scellerato con SEL da parte dei  promotori”.  Quello che diciamo, lo ripetiamo per i duri d’orecchio, è  che l’avere scelto di non passare con il corteo vicino ai palazzi del  potere non poteva fare altro che lasciare mano libera alla spontaneità e  all’improvvisazione. Il punto è questo, e ancora oggi non abbiamo letto  da nessuna parte, COBAS compresi, perché sia stato scelto per il corteo  un percorso che accuratamente evitasse l’incrocio con un qualsiasi  luogo simbolo del potere. Gli organizzatori hanno promosso il solito  rituale corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni, prefetto e  questore hanno tirato un bel sospiro di sollievo e di gioia quando ne  sono venuti a conoscenza.  Noi, pensavamo e continuiamo a pensare che un  corteo come quello di Roma avesse il <em>dovere</em> quantomeno di  provare ad avvicinarsi ad essi. E continuiamo a pensare che se così  fosse stato, probabilmente oggi parleremmo di un altro 15 ottobre. Ma  l’assenza di risposte su questo punto (o la ridicola scusa che piazza  Navona sarebbe stata troppo piccola per contenere 2-300 mila persone,  come se il corteo avesse dovuto concludersi per forza lì) non poteva che  alimentare le voci che da tempo giravano sui presunti accordi  sottobanco con SEL e ARCI ,voci che certamente non abbiamo messo in giro  noi, e che oltretutto non è che suscitino chissà quale sorpresa.</p>
<p>C’è poi un altro elemento che vorremmo sottolineare. Ed è il <em>linguaggio</em> utilizzato dai COBAS nel comunicato. Siamo abituati da tempo immemore a leggere sulla stampa <em>mainstream</em> (una volta si sarebbe detto “borghese”) giudizi, formule e terminologie  che più che raccontare e spiegare, definiscono e giudicano i movimenti e  le lotte secondo una morale perbenista, quando non forcaiola. Ritrovare  però quello stesso linguaggio dentro a un comunicato di un sindacato di  classe, non concertativo, aut organizzato, di sinistra come i COBAS ci  lascia appunto interdetti. Sorvoliamo ancora sulle numerose e  pesanti  allusioni che una mente nemmeno troppo sveglia leggerebbe come volgari  giudizi sprezzanti verso di noi, e ci limitiamo a riportare alcune dei  termini utilizzati: i soggetti sociali protagonisti degli scontri di  Roma e coloro che in seguito si sono permessi di non condannarli al  rogo, vengono definiti di volta in volta devastatori, sfasciavetrine,  sfasciacarrozze, folli, sciagurati, “compagneria”, apprendisti stregoni,  gruppettari politicanti, degradati, sedicenti antagonisti, distruttori  ecc.  Se questo è il linguaggio dei COBAS, ci chiediamo davvero cosa  differenzi i suoi <em>maitre à penser</em> da quelli di Repubblica, Corriere e Libero.</p>
<p>Ma  poiché conosciamo tante compagne e compagni dei COBAS, ci chiediamo se  quello riportato nel comunicato sia davvero il pensiero e il linguaggio  degli iscritti e dei militanti del sindacato. I tanti con i quali in  passato abbiamo condiviso lotte e battaglie, alcune anche eroiche, e  tutte vissute con partecipazione e trasporto non crediamo, e non  vogliamo credere che possano riconoscersi in quel testo. Come non vi si  riconoscono le tante nostre compagne e nostri compagni iscritti ai  COBAS.  Non vi si riconoscono alcune compagne del centro Italia che  hanno partecipato al recente Feminist Blog Camp, che imbarazzate, ci  hanno tenuto a nel loro intervento a prenderne le distanze (per quanto  non fossero presenti in vesti sindacali). Non vi si riconoscono   compagne e compagni che conosciamo e che insegnano nelle scuole a  Torino, in provincia, in Valle di Susa. Gli esempi potrebbero  moltiplicarsi.</p>
<p>Tra il serio e il faceto sorge quindi, per  concludere, un interrogativo. Chi ha scritto quel comunicato,  rappresenta davvero gli iscritti e i militanti dei COBAS? Siccome a  parlare, nei comizi e in tv, è sempre e solo Piero Bernocchi, potrebbe  sembrare di sì. Ma abbiamo appena visto che la realtà che conosciamo è  un’altra.  Sorge quindi un’ulteriore domanda. Se in un apparato  elefantiaco  come la CGIL , negli ultimi 10 anni abbiamo visto  avvicendarsi alla sua guida prima Cofferati, poi  Epifani e ora la  Camusso; nella CISL D’Antoni, Pezzotta e Bonanni,  come mai nei COBAS  continua a dominare ininterrottamente da quasi 15 anni la figura di  Piero Bernocchi? Nemmeno vivessimo nella Bulgaria di Zivkov! Speriamo  che questa eterna leadership abbia garantito un costante e progressivo  aumento delle tessere sindacali. Potremmo sbagliarci. Ci  risulta  invece, e qui certamente non sbagliamo, che il buon Bernocchi sia da  anni un pensionato. Non sarebbe il caso, per il bene di tutti e tutte,  che passasse la mano a qualcuno più giovane e coraggioso, e concludesse  la sua carriera come leader della categoria alla quale appartiene?</p>
<p><strong>La redazione di Infoaut.org</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/apprendisti-stregoni-devastatori-sfasciacarrozze-folli-gruppettari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo diceva Malcom X&#8230;</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/lo-diceva-malcom-x/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/lo-diceva-malcom-x/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 14:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[malcom x]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2132</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.&#8221; Malcolm X]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/malcom.jpg"><img class="size-full wp-image-2133  alignleft" title="malcom" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/malcom.jpg" alt="" width="375" height="349" /></a>&#8220;Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.&#8221; Malcolm X</strong></h2>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/lo-diceva-malcom-x/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dopo il 15 ottobre: valutazioni in movimento</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/dopo-il-15-ottobre-valutazioni-in-movimento/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/dopo-il-15-ottobre-valutazioni-in-movimento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2126</guid>
		<description><![CDATA[[Da Infoaut.org]Pubblichiamo gli audio registrati da Radio Onda d&#8217;Urto sulle prime valutazioni della giornata del 15 ottobre romano. Come sempre si smarca e nota dal resto il grande e inestimabile lavoro della redazione bresciana di Radio Onda d&#8217;Urto, in quanto media di movimento che fornisce un&#8217;ulteriore voce alle lotte ai conflitti, che genuinamente e onestamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/manifestante-cartello.jpg" alt="" width="307" height="208" />[Da Infoaut.org]Pubblichiamo gli audio registrati da Radio Onda d&#8217;Urto sulle  prime valutazioni della giornata del 15 ottobre romano. Come sempre si  smarca e nota dal resto il grande e inestimabile lavoro della redazione  bresciana di Radio Onda d&#8217;Urto, in quanto media di movimento che  fornisce un&#8217;ulteriore voce alle lotte ai conflitti, che genuinamente e  onestamente si pone come vero e proprio luogo di raccordo, discussione e  confronto anche tra soggetti differenti e diversi, non operando cesure  di comodo e/o opinione ma dando voce a tutti.</em></p>
<p><em>Resta un  nodo da scoprire, nel senso che nel &#8216;tutti&#8217; che utilizziamo sappiamo  bene che ciò concerne soggettività conosciute e delineate, che da anni  sono parte dei/nei movimenti del nostro paese, e quel che ci sembra sia  ancora da svelare è relativo ad una composizione sociale che abbiamo  incontrato nelle lotte, in piazza del Popolo e poi in piazza San  Giovanni. Come programma per &#8216;il futuro che arriva&#8217; indispensabile sarà  trovare un metodo ed un&#8217;organizzazione per fornire anche a quella  generazione precaria, a quella composizione irrappresentabile una voce,  perchè oggi questa la ritroviamo in maniera disordinata e dispersa nel  dibattito della rete, sulle bacheche di Facebook come nelle mailing-list  vecchie e nuove che hanno accompagnato gli ultimi cicli di lotte.</em></p>
<p><em>Affrontare  senza paura &#8216;quello che viene&#8217; dovrà passare anche per questo livello  di comunicazione, dibattito ed organizzazione. Dobbiamo porci questo  come progetto di lavoro collettivo se la nostra azione vuole essere  quella di fare movimento per il movimento, quella di indagare ed  organizzare, quella di aggiungere benzina nel serbatoio di una  generazione precaria che vuole contare, che vuole prendere parola e che  non si accontenta più &#8211; ci pare &#8211; dei vecchi ritualismi propri di  movimenti che abbiamo oramai alle spalle.</em></p>
<h2><em><a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/2908-dopo-il-15-ottobre-le-valutazioni">qui tutti gli audio</a><br />
</em></h2>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/dopo-il-15-ottobre-valutazioni-in-movimento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>#15 oct &#8211; Doveva finire con qualche comizio&#8230;</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/15-oct-doveva-finire-con-qualche-comizio/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/15-oct-doveva-finire-con-qualche-comizio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 13:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2123</guid>
		<description><![CDATA[Editoriale di Infoaut.org In Italia la giornata del #15 ottobre ci consegna una realtà che mentre scriviamo viene descritta fotogramma per fotogramma dai tg e dai siti informativi, come il giorno in cui un manipolo di teppisti si é impossessato di una giusta causa ed ha rovinato tutto. Più o meno le stesse parole di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.infoaut.org">Editoriale di Infoaut.org</a></p>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2011-10-16-a-14.45.23.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2124" title="Schermata 2011-10-16 a 14.45.23" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2011-10-16-a-14.45.23.png" alt="" width="407" height="268" /></a>In Italia la giornata del #15 ottobre ci consegna una realtà che mentre  scriviamo viene descritta fotogramma per fotogramma dai tg e dai siti  informativi, come il giorno in cui un manipolo di teppisti si é  impossessato di una giusta causa ed ha rovinato tutto.</p>
<p>Più o meno  le stesse parole di Mario Draghi, e quelle di Bersani che si spinge più  in là, chiedendo a Maroni di riferire in parlamento nei prossimi giorni  perché, come per il 14 dicembre dello scorso anno, si ha paura che i  ragazzi colorati con le tende o avevano al loro interno qualche  infiltrato di Kossiga memoria, o che le forze dell&#8217;ordine abbiano  &#8220;lasciato fare&#8221; il manipolo di teppisti apposta.<br />
La realtà ancora una  volta è un&#8217; altra e va ben al di là di queste considerazioni e di  quelle che iniziano a circolare tra il movimento.<br />
Al 15 ottobre ci si  è arrivati in una situazione assurda, dove gli organizzatori dei comizi  finali in piazza San Giovanni, avevano desistito da tempo di sfilare  verso i palazzi del potere romano, che era l&#8217;unica cosa incisiva in una  giornata del genere. Le iniziative dei giorni scorsi volevano smorzare e  incanalare una rabbia diffusa e irrapresentabile che oggi si è  manifestata in tutta la sua espressione.<br />
Può anche essere vero che  all&#8217;inizio la giornata avesse preso una piega difficile da spiegare (ma  più comprensibile di altre volte se possiamo dire) con l&#8217;attacco a  banche, Suv e compro oro, ma poi quello che si è visto è stato  tutt&#8217;altro che qualche gruppo di esagitati, infiltrati, carabinieri o  fascisti che dir si voglia nei social network.<br />
Si è visto un corteo  di giovani, per lo più giovani, non rappresentati da nessuno neanche  all&#8217;interno del movimento, che in quel &#8220;Que se ne vayan todos&#8221;, si sono  riconosciuti appieno.<br />
Giovani studenti, precari o disoccupati che si  sono portati anche la maschera antigas nello zaino, perché pensavano di  partecipare ad una giornata di riscossa, un po&#8217; come per il 14 dicembre  dell&#8217;anno scorso, dove nonostante tutti i calcoli degli organizzatori,  il corteo straripò, fuori dai recinti e dalle mediazioni.<br />
Diciamola  tutta, se c&#8217;era un paese che doveva trasformare l&#8217;indignazione in  incazzatura di massa, quello era proprio l&#8217;Italia, che vive un presente  veramente penoso.<br />
La giornata di oggi, piazza San Giovanni nella  fattispecie, si è trasformata in ore di resistenza di massa alle forze  dell&#8217;ordine, chiamate a respingere una rabbia sacrosanta verso un  presente di austerity. Magari non è comprensibilissimo ai più, ma le ore  di resistenza romana odierna hanno detto chiaro e tondo che al debito,  ai sacrifici, alla casta, all&#8217;austerity a senso unico, che ribellarsi è  qualcosa che può unire, e che può succedere.<br />
Oggi poteva solo  succedere qualcosa in più dei piani prestabiliti, era normale, era  nell&#8217;aria, spiace che ci sia chi non lo ha voluto vedere e si è voluto  coccolare il suo orticello fatto di qualche poltroncina con Sel alle  prossime elezioni.<br />
Spiace la rinuncia degli organizzatori a puntare  dritta verso i palazzi del potere, perché questo ha lasciato di fatto  mano libera alla spontaneità, che non essendo indirizzata, ha consumato,  dall&#8217;inizio, passo per passo, l&#8217;attacco a tutto ciò che è considerato  simbolo del sistema di iniquità.<br />
Era destino, ed era giusto, siamo nell&#8217;Italia dei Berlusconi e dei ceti politici sempre verdi.<br />
Doveva finire con qualche comizio in piazza San Giovanni, è finita con ore di resistenza&#8230;<br />
Que se ne vayan todos (ma proprio todos).</p>
<p>plus militant</p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/2885-#15-ottobre">la cronaca e gli audio #15 ottobre: Il giorno degli Indignados!</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/15-oct-doveva-finire-con-qualche-comizio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solidarietà ai disoccupati arrestati!</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/solidarieta-ai-disoccupati-arrestati/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/solidarieta-ai-disoccupati-arrestati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 11:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[brindisi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2120</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;alba di stamane è avvenuto un blitz di polizia che non ha precedenti. La Digos della questura di Brindisi, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Licci su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, ha arrestato 18 disoccupati di Brindisi. Le accuse sono di occupazione di azienda, interruzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/badge_Aska.png"><img class="size-full wp-image-1510  alignleft" title="badge_Aska" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/01/badge_Aska.png" alt="" width="64" height="64" /></a><a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/prima-pagina/item/2859-18-arresti-a-brindisi-tra-i-membri-del-comitato-dei-disoccupati">All&#8217;alba di stamane è avvenuto un blitz di polizia che non ha precedenti.</a></p>
</div>
<div>
<p>La  Digos della questura di Brindisi, in esecuzione di ordinanze di  custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari  Giuseppe Licci su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo  Montinaro,  ha arrestato 18 disoccupati di Brindisi.</p>
</div>
<div>
<p>Le accuse sono di occupazione di azienda, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.</p>
</div>
<div>
<p>Tradotto  dal linguaggio poliziesco, questi disoccupati sono rei di aver  protestato davanti ai cancelli della ditta Monteco, la società che  compie il servizio di raccolti rifiuti, dalla quale erano stati  licenziati per “ristrutturazione aziendale”.</p>
</div>
<div>
<p>Per questa sacrosanta protesta, la magistratura ha deciso di fare irruzione nelle loro case all&#8217;alba e compiere 18 arresti.</p>
</div>
<div>
<p>E&#8217;  ormai chiara la ricetta anti-crisi di questo governo: seguire le linee  economiche europee, che chiedono taglio dei servizi sociali,  licenziamenti di massa, abbattimento dei diritti dei lavoratori e lauti  foraggiamenti per le banche; e seguire le linee sociali di repressione  del dissenso attraverso gas, manganelli ed arresti selvaggi.</p>
</div>
<div>
<p>Gli  arresti di stamane sono la chiara ed inequivocabile presentazione della  stagione governativa autunnale che attraverserà l&#8217;Italia e l&#8217;Europa.</p>
</div>
<div>
<p>Non  siamo certo intimiditi ed oggi, a maggior ragione, siamo pronti ad  intensificare la lotta contro questo sistema agonizzante che pretende di  sopravvivere succhiando il nostro sangue.</p>
</div>
<div>
<p>Un grande abbraccio a tutti i disoccupati brindisini arrestati, una ragione in più per continuare, più che mai la nostra lotta.</p>
</div>
<div><em>Que se vayan todos!</em></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>NETWORK ANTAGONISTA TORINESE</strong><em><br />
</em></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/solidarieta-ai-disoccupati-arrestati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>10 ottobre 1986: gli autonomi si scatenano a Trino</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 10:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2065</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato in STORIA di CLASSE – Infoaut.org- &#8220;Autonomi si scatenano a Trino&#8221; fu il titolo della pagina che &#8220;La Stampa&#8221; dell&#8217;11 ottobre 1986 dedicò all&#8217;assalto del giorno precedente al cantiere della centrale nucleare di Trino vercellese. A rileggerlo oggi, il 10 ottobre 1986 continua a rappresentare una tappa fondamentale del movimento antinucleare, e più in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato in <a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe">STORIA di CLASSE</a> – Infoaut.org- </strong>&#8220;Autonomi si scatenano a Trino&#8221; fu il titolo della pagina che &#8220;La Stampa&#8221; dell&#8217;11 ottobre 1986 dedicò all&#8217;assalto del giorno <img class="alignleft" src="https://www.infoaut.org/images/stories/10%20ottobre.jpg" alt="10 ottobre" width="177" height="250" />precedente  al cantiere della centrale nucleare di Trino vercellese. A rileggerlo  oggi, il 10 ottobre 1986 continua a rappresentare una tappa fondamentale  del movimento antinucleare, e più in generale di tutto il movimento  antagonista italiano. Si era nel pieno degli anni ottanta, gli anni  dell&#8217;edonismo, della &#8220;Milano da bere&#8221; e del rilancio economico; sulla  parte antagonista era invece ancora percepibile il vento freddo del  riflusso, la sconfitta operaia, il disimpegno delle masse proletarie.  Diverse migliaia i compagni ancora in galera. In un momento storico per i  movimenti difficilissimo, la lotta contro il nucleare fu dunque il  terreno sul quale si formarono nuove generazioni di compagni, che  presero in mano l&#8217;eredità del movimento del 77 e le istanze  dell&#8217;autonomia operaia e seppero proiettarle nel futuro.</p>
<p>Il 10  ottobre 1986 vennero organizzate in contemporanea in diverse località  italiane delle marce antinucleari, che avevano come obiettivo il blocco  dei lavori all&#8217;interno dei vari cantieri. A Trino vercellese ci fu il  salto di qualità. Una parte consistente dei manifestanti non si  accontentò del semplice blocco, ma entrò direttamente nel cantiere,  occupandolo. Ruspe e altri macchinari furono danneggiati e messi fuori  uso. I danni furono calcolati in 500 milioni di lire di allora. Il  movimento aveva dato un segnale preciso: non erano più sufficienti  l&#8217;azione simbolica, il gioco della mediazione, la semplice  testimonianza. Occorreva agire direttamente, impedendo nei fatti il  proseguimento dei lavori. Il governo e tutti quanti avevano interessi  nell&#8217;affare nucleare dovevano sapere che se avessero continuato coi loro  propositi avrebbero dovuto fare i conti con un&#8217;opposizione sociale  sempre più consapevole e determinata. E questo nonostante l&#8217;opera di  &#8220;pompieraggio&#8221; svolta dalle componenti istituzionali del movimento, che  -  ieri come oggi &#8211; fecero di tutto per riassorbire all&#8217;interno di  percorsi di delega e rappresentanza le spinte di cambiamento e  trasformazione che provenivano dalle lotte.  Di seguito riportiamo  alcuni stralci di documenti dell&#8217;epoca, pubblicati come supplemento alla  rivista Rosso Vivo, n. 6. Inoltre, pubblichiamo la scansione delle foto  originali dell&#8217;epoca, a suo tempo causa di diversi ordini di  perquisizione nei confronti di alcuni compagni e di alcune sedi di  collettivi politici dell&#8217;autonomia.<span id="more-2065"></span></p>
<p><strong>Il filo rosso di una stagione di lotta</strong></p>
<p>10 maggio a Roma. Un corteo di 100.000 persone attraversa le strade di Roma [...]</p>
<p>11 maggio a Trino. Una grande manifestazione di 30.000 persone da Casale a Trino contro la costruenda centrale nucleare [...]</p>
<p>1 giugno a Cavarzere (Venezia). Manifestazione regionale contro il nucleare. 5000 partecipanti.</p>
<p>11 luglio. Blocco a Caorso (PC). 200 compagni attuano il blocco degli ingressi della centrale in funzione da 2000 Mw [...]</p>
<p>5-20 luglio. Campeggio di lotta contro il Pec di Brasimone [...] <em>(svariate iniziative antinucleari si tennero durante il campeggio)</em></p>
<p>28 luglio &#8211; 4 agosto. Campeggio antiNato a Maniago [...] <em>(fra le iniziative il 2 agosto il corteo ad Aviano con sassaiole contro strutture Nato)</em></p>
<p>2-10 agosto. Campeggio antinucleare a Montalto di Castro. Al cui interno viene organizzato: 6 agosto, 5000 compagni bloccano l&#8217;ingresso della costruenda centrale da 2000 Mw  [...]</p>
<p>25 settembre. Blocco dei lavori a Trino vercellese [...]</p>
<p>10 ottobre. Blocco dei lavori a Montalto, a Trino, a Latina al Pec di Brasimone [...]</p>
<p><strong>Contro l&#8217;energia padrona</strong></p>
<p>In  questi ultimi mesi, nel cosiddetto &#8220;dopo-Chernobyl&#8221;, le lotte del  movimento antinucleare, a livello nazionale ma anche qui, nel Piemonte,  hanno avuto una vigorosa ripresa. I blocchi del 25 settembre e del 10  ottobre hanno dimostrato che una fase nuova si è aperta, quella  dell&#8217;azione diretta di massa, puntuale, compatta e militante.</p>
<p>Per  anni il ceto politico presente all&#8217;interno del movimento antinucleare  piemontese ha svolto un ruolo di freno per l&#8217;iniziativa antinucleare.  Forme di mediazione più o meno istituzionali si sono incrociate con  marce domenicali, anche grandiose (30 mila persone il 10 maggio alla  Casale-Trino), ma che ben poco avevano da esprimere dal punto di vista  della lotta reale.</p>
<p>Per troppo tempo questo ceto politico, verdi,  DP e affini vari, si sono barcamenati dentro a un metodo di lavoro che  tendeva a rappresentare le lotte come elemento simbolico, come forma di  pressione da utilizzare dai vari partitini per la propria azione  parlamentare, e coccolandosi PCI e sindacato.</p>
<p>La componente di  classe, tesa a ricostruire un tessuto collettivo di lotta a Torino, ha  ribattuto in tutte le occasioni di lotta, dando battaglia politica alle  manovre riformiste e indicando il terreno sul quale un movimento reale,  non d&#8217;opinione, si deve misurare.</p>
<p>In occasione della &#8220;marcia&#8221; del  10/5 più di mille compagni uscirono dalla sfilata e si recarono di  fronte alla centrale in funzione &#8220;E. Fermi&#8221;, indicando chiaramente che  quello di andare in massa di fronte alle centrali era la strada su cui  il movimento antinucleare doveva incamminarsi.[...]</p>
<p>Per noi il  piano nucleare non è nè la maledizione di belzebù, nè una delle  malefatte dell&#8217;uomo, bensì una scelta precisa che stato e padroni fanno.  [...]</p>
<p>Per questo interpretiamo la lotta al nucleare come la lotta  all&#8217;energia padrona. Cioè di una lotta che partendo dalla critica del  ciclo nucleare, quali la nocività, la pericolosità, la militarizzazione,  sia in grado di generalizzarsi per mettere sotto accusa il maggior  produttore di nocività: sia esso il capitalismo o il &#8220;socialismo&#8221;  sovietico&#8230; [...]</p>
<p><strong>Trino 10/10 &#8211; Note in merito a&#8230;</strong></p>
<p>Sulla  giornata di lotta del  10 ottobre, che ha visto praticato a Trino,  oltre al blocco dei lavori, l&#8217;occupazione di massa del cantiere nucleare  e la conseguente messa fuori uso di strumenti e macchinari del  cantiere, alcuni burocrati di partito (lingue biforcute) hanno posto una  serie di obiezioni. &#8220;Lingue biforcute che cercano, in ogni occasione,  di ridimensionare l&#8217;agire politico dell&#8217;autonomia operaia e proletaria  coi soliti metodi stravaganti, che si caratterizzano con un notevole  astio per tutti coloro, &#8220;orrore&#8221;, che non si adeguano ai &#8220;nuovi valori&#8221;  imperanti, verdi o riformisti che siano, fatte di una serie di dogmi  della non violenza che coincidono, sovente e stranamente, con la  legalità borghese.</p>
<p>Quello che ci dà fastidio è  che questi  &#8220;non-violenti&#8221; non sono quelli &#8220;lineari&#8221;, quelli dei training autogeni,  ma bensì noti trasformisti della politica, che dopo una lunga e  travagliata navigazione, magari chiudendo qualche scheletro  nell&#8217;armadio, hanno raggiunto ben più tranquille sponde e ben più  robusti scranni.</p>
<p>Alcuni ci hanno detto: &#8220;i tempi non sono maturi, il movimento non è maturo, non è ancora pronto&#8221;.</p>
<p>Ma quando lo sarà? [...]</p>
<p>Il  metro di misura su cui ci si muove è fondato sui rapporti di forza e  sulla crescita che il movimento si dà, e non certo sul dilemma &#8220;violenza  e non violenza&#8221; o su un presunto galateo non violento. Un movimento di  lotta reale, non può essere rinchiuso dentro schemi preordinati sulle  proprie forme di lotta, che vengono decise e calate dall&#8217;alto,  altrimenti ci si muove dentro un&#8217;ottica ben misera di un movimento  modellato a proprio uso e consumo, incapace di autodeterminare i propri  percorsi di lotta. Ogni tentativo di &#8220;incanalare&#8221; dentro i propri  parametri paraistituzionali le forme e i passaggi di lotta da praticare  non riuscirà. I blocchi dei lavori a Leri Cavour del 25 settembre e del  10 ottobre, l&#8217;occupazione del cantiere nucleare, la presenza &#8220;vivace&#8221; a  Trino, la pratica dell&#8217;obiettivo lo dimostrano e sono il dato politico  che bisogna sviluppare ulteriormente. Su tutto ciò è necessario  costruire lotta, dibattito e organizzazione autonoma. [...]</p>
<p><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/0996_01_1986_0239_0002_13752526-Autonomi-a-Trino.pdf">L’articolo in pdf da l’archivio de La Stampa</a></p>

<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_01/' title='trino_01'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_01" title="trino_01" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_03/' title='trino_03'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_03" title="trino_03" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_02/' title='trino_02'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_02" title="trino_02" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_04/' title='trino_04'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_04" title="trino_04" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_05-1/' title='trino_05.1'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_05.1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_05.1" title="trino_05.1" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_06/' title='trino_06'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_06-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_06" title="trino_06" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_05/' title='trino_05'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_05-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_05" title="trino_05" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_07/' title='trino_07'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_07-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_07" title="trino_07" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_08/' title='trino_08'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_08-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_08" title="trino_08" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_09/' title='trino_09'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_09-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_09" title="trino_09" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_10/' title='trino_10'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_10" title="trino_10" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/attachment/trino_12/' title='trino_12'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/10/trino_12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="trino_12" title="trino_12" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/10-ottobre-1986-gli-autonomi-si-scatenano-a-trino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Italia e il Mediterraneo in rivolta</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/l%e2%80%99italia-e-il-mediterraneo-in-rivolta/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/l%e2%80%99italia-e-il-mediterraneo-in-rivolta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 20:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2062</guid>
		<description><![CDATA[Verso e oltre il 15 ottobre Il 15 ottobre si svolgeranno in tutta Europa le manifestazioni lanciate dal movimento 15M per estendere oltre i confini spagnoli la pratica della protesta contro la casta che pretende di farci pagare gli effetti della crisi finanziaria. La scadenza di Roma ha inevitabilmente convogliato su di sé le attenzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/15ott1.jpg" alt="" width="252" height="184" />Verso e oltre il 15 ottobre</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p>Il 15  ottobre si svolgeranno in tutta Europa le manifestazioni lanciate dal  movimento 15M per estendere oltre i confini spagnoli la pratica della  protesta contro la casta che pretende di farci pagare gli effetti della  crisi finanziaria. La scadenza di Roma ha inevitabilmente convogliato su  di sé le attenzioni e le aspettative dei soggetti sociali che, in  Italia, ritengono sia giunto il momento di far sentire la propria voce, e  credono che, senza un’Onda Italiana, le politiche di palazzo sapranno  superare la crisi istituzionale nel segno di una continuità  conservatrice, antipopolare e contraria agli interessi della  maggioranza. Si è diffusa in molti una consapevolezza di fondo:  l’attuale condizione storica richiede un salto di qualità nei nostri  comportamenti politici. Il sacrificio in piazza di Mohamed Bouazizi, il  ragazzo tunisino che si è dato fuoco il 17 dicembre 2010, ha aperto una  nuova fase nel Mediterraneo. Il versante meridionale è entrato in una  lunga e complessa fase rivoluzionaria, in grado di modificare in modo  inaudito gli equilibri sociali interni a quei paesi e quelli  internazionali. Sul versante settentrionale, anzitutto con le  mobilitazioni di massa che attraversano la Spagna e la Grecia – paesi  che, su un diverso livello, accusano pesantemente gli effetti della  crisi mondiale, diventandone a loro volta propulsori – il conflitto  sociale è entrato di prepotenza nel cuore degli equilibri monetari del  nuovo secolo: l’Unione Europea.<span id="more-2062"></span></p>
<p>Questi movimenti non sembrano  analizzabili, e tanto meno governabili, attraverso ricette  precostituite; ci consegnano un’evidenza che è impossibile non assumere  nell’analisi generale: si è aperta una fase politica di sperimentazione  dal basso. La primavera mediterranea non è e non sarà orientale o  occidentale, democratica o dispotica, pacifica o violenta: le categorie  in cui è rimasto impigliato gran parte del pensiero politico degli  ultimi decenni, anche all’interno dei movimenti, saranno devastate  dall’impatto dei conflitti sociali che già si affacciano su questo  decennio. Il dato essenziale è il protagonismo di massa di soggetti  sociali nuovi, moderni, che si pongono su un livello di rottura radicale  tanto con i dispositivi di gerarchizzazione sociale e del reddito,  tanto con le forme tradizionali della sovranità politica e territoriale.  Dalle migrazioni di massa ai flussi grammatologici di insubordinazione  attraverso il web, questi soggetti si presentano come sfuggenti,  ingovernabili, insensibili tanto alle imposizioni delle frontiere  politiche quanto a quelle linguistiche, giuridiche, informatiche. In  questo scenario crediamo sia necessario ovunque consegnare ai movimenti,  alle piazze e alle lotte tutta la nuova sovranità, la voce in capitolo,  la progettualità rivoluzionaria. Non ci servono “alternative” di  contenimento, né sul versante di una “guida” o “gestione” della crisi da  parte delle istituzioni della casta, né all’interno dei movimenti.</p>
<p>La  crisi non è un male obiettivo, naturale ed inevitabile, senza  colpevoli, senza responsabilità soggettive; e le nostre chiamate alla  mobilitazione devono essere cassa di risonanza dei desideri e della  rabbia sacrosanta di tutte e tutti, senza limitazioni ideologiche o  programmatiche, senza sovrastrutture progettuali che esulino dalla pura e  semplice necessità di riprodurre nel nostro paese e nel mondo una  dinamica estesa e avanzata di conflitto sociale. Ciò di cui abbiamo  bisogno sono serbatoi di mania della trasformazione, overdosi di utopia,  cuori roventi, esigenza dell’imprevedibile. Cosa vogliamo da questo  autunno? Cosa da questo ottobre? La piazza spagnola ci ha fornito una  traccia semplice e chiara, proponendo la pretesa di una negazione  pratica dell’assetto istituzionale e politico che ereditiamo in Europa: <em>Que se vayan todos! </em>è  il loro grido, e deve essere anche il nostro. Ad ogni capo del globo,  con le tende, le canzoni o le molotov, i movimenti stanno affermando che  con questa organizzazione dell’economia, con questa costituzione della  sovranità politica non si può andare avanti. Non si può, nei due sensi  di questa espressione: perché non si vuole e perché non è più possibile.  È una dimensione soggettiva e oggettiva del <em>non potere</em>, quella che abbiamo attorno e di fronte a noi.</p>
<p>E  l’Italia? È la grande assente, fino a questo momento, dei processi in  atto: non dal punto di vista dell’attacco alle condizioni di vita e  della prospettiva di <em>default</em>, naturalmente, ma dal punto di  vista del conflitto; è l’unico grande paese mediterraneo a non essere  lambito dal fuoco della rivolta, dall’uragano dell’indignazione. Di  fronte al quadro profondamente nuovo che i processi di delegittimazione  dell’ordine costituito rappresentano, nella nostra penisola sembra  ancora essere ingombrante la tendenza all’elemento rituale, al <em>dejà vu</em>,  a un insensato eterno ritorno dell’identico. Si pretende di incanalare  la ricchezza politica che si orienta da mesi verso l’autunno in una  sfilata ordinata e disciplinata, lontana dal centro e dai palazzi del  potere, come indicato dalla questura della capitale. Si vorrebbe fornire  una sponda, attraverso questa scadenza, a progetti politici visti e  rivisti, che intendono convogliare in un voto istituzionale il desiderio  di cambiamento che dal referendum alle manifestazioni studentesche del 7  ottobre cresce nel nostro paese. A beneficio di chi o di cosa, ci  chiediamo? Non ne possiamo più del rito e della chiacchiera  giornalistica sull’autunno caldo: vogliamo un Autunno Infernale.</p>
<p>Vogliamo  un inverno duro per chiunque tenti di farci pagare la crisi. Vogliamo  una primavera dei movimenti. Vogliamo anni di negazione dell’esistente,  vogliamo un’Italia Valsusina. Non vogliamo un nuovo-vecchio uomo della  provvidenza, di destra o di sinistra, alla guida di un progetto politico  scaduto in partenza. Ciò che vorremmo fosse chiaro a tutte e tutti è  che la casta è finita; e quando parliamo di casta intendiamo non  soltanto Berlusconi e Tremonti, Bossi e la Marcegaglia, Bersani o Di  Pietro, Montezemolo, Napolitano o Marchionne; intendiamo <em>tutte le forme della vecchia politica</em>,  ben al di là dei nomi dei partiti, dei ministri, dei presidenti e dei  candidati; intendiamo anche Vendola e De Magistris, ossia coloro che  intendono cavalcare la voglia di cambiamento affinché il cambiamento non  avvenga mai, affinché prevalgano ancora la delega e la politica di  mestiere, gli aggiustamenti strategici, il compromesso annunciato. E ci  chiediamo: cosa vorrebbero elemosinare i movimenti da questi signori? E  che cosa dalle istituzioni stesse? Non soltanto le chiacchiere e le  illusioni, ma persino i soldi sono finiti! Resta una società polarizzata  e paralizzata, l’arricchimento spietato o l’impoverimento totale, la  bancarotta. È forse il momento di salire sul carrozzone dei partiti, di  accettare la logica che, reprimendo e recuperando il conflitto sociale,  ci ha portati a questo disastro? È forse l’ora di imporre ai movimenti  sociali strutture rigide o autoritarie, prospettive non condivise,  destinazioni annunciate?</p>
<p>Il potere politico capitalista risiede  completamente, e non da ora, nelle istituzioni finanziarie globali:  Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Federal Reserve.  I governi nazionali, le istituzioni internazionali o locali non sono  che gli agenti dell’applicazione quotidiana di decisioni prese in quei  teatri dal personale tecnico del capitalismo moderno: sono svuotate di  qualsiasi autonomia amministrativa o politica. Come se non bastasse, di  qualsiasi legittimità: lo si ode nell’eco dei tumulti e delle  insurrezioni che agitano il mondo, che si espandono da New York a  Damasco, da Santiago del Cile a Londra. L’ingresso nelle istituzioni del  <em>default </em>non è l’obiettivo dei movimenti. Il potere politico  “alternativo”, o antagonista, è nelle piazze, nelle strade, nelle  rivoluzioni; è nelle assemblee di Barcellona, di Tunisi, della Val Susa.  Non c’è delega, non c’è candidatura di cui in Italia, oggi, i movimenti  possano comprendere il senso. Per questo crediamo che, il 15 ottobre e  dopo il 15 ottobre, occorra consegnare a questo paese, finalmente, gli  spazi comuni e aperti dove le istanze sociali, schiacciate dalla cappa  di uno stato impresentabile e parassitario, possano esprimersi  liberamente. Tutte le idee, tutte le istanze, tutte le voglie di questa  società disastrata, tutte le progettualità della protesta non possono  che trarre ossigeno dall’ingresso dell’Italia in questo Mediterraneo  inquieto, e nell’Europa delle tre “A”: quella del conflitto sociale.  L’Italia merita il cambiamento, quello vero. E non si potrà cambiarla,  per davvero, senza rimetterla al centro del variopinto planisfero delle  lotte sociali.</p>
<p><strong>www.infoaut.org</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/l%e2%80%99italia-e-il-mediterraneo-in-rivolta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>30 settembre 1977: i Nar uccidono Walter Rossi</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/30-settembre-1977-i-nar-uccidono-walter-rossi/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/30-settembre-1977-i-nar-uccidono-walter-rossi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 07:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[walter rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.csoaskatasuna.org/?p=2047</guid>
		<description><![CDATA[Il 30 Settembre 1977 venne organizzato un volantinaggio per protestare contro i gravi fatti avvenuti nei giorni precedenti: due studenti feriti a colpi di arma da fuoco all&#8217;EUR ed Elena Pacinelli di 19 anni, raggiunta anch&#8217;essa da tre proiettili che in seguito la porteranno alla morte data la sua già precaria condizione di salute. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/09/303986_2173781741854_1166119220_32073470_1761287044_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-2048  alignleft" title="303986_2173781741854_1166119220_32073470_1761287044_n" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/09/303986_2173781741854_1166119220_32073470_1761287044_n-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" /></a>Il 30 Settembre 1977 venne organizzato un volantinaggio per protestare contro i gravi fatti avvenuti nei giorni precedenti: due studenti  feriti a colpi di arma da fuoco all&#8217;EUR ed Elena Pacinelli di 19 anni,  raggiunta anch&#8217;essa da tre proiettili che in seguito la porteranno alla  morte data la sua già precaria condizione di salute.</p>
<p>Il clima era teso in quel periodo, le azioni fasciste contro i militanti di sinistra all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Un  gruppo di compagni del movimento si trovò in Viale medaglie d&#8217;oro,  vicino ad una sezione del Movimento Sociale Italiano da cui uscirono  alcuni militanti di estrema destra che, preceduti da un blindato della  polizia che si trovava nelle vicinanze, avanzarono verso i manifestanti.</p>
<p>Dal  gruppo dei neofascisti furono sparati alcuni colpi di pistola verso  alcuni giovani ed uno di questi colpì Walter Rossi alla nuca che morì  prima dell&#8217;arrivo in ospedale.<span id="more-2047"></span></p>
<p>Insieme a lui, un&#8217;altra persona venne raggiunta dagli spari, un benzinaio che rimase ferito.</p>
<p>Durante i funerali che si tennero nei giorni successivi, 100 mila persone salutarono Walter sulle note dell&#8217;Internazionale.</p>
<p>Cortei  e manifestazioni riempiono le giornate successive in tutta Italia, con  sedi e ritrovi dei fascisti devastati e dati alle fiamme.</p>
<p>In seguito non venne preso nessun provvedimento nei confronti dei poliziotti presenti.</p>
<p>Con ampio ritardo, vennero arrestati 15 fascisti tra i quali Riccardo Bragaglia, risultato positivo al guanto di paraffina.</p>
<p>Ben  presto verranno però scarcerati e prosciolti dall&#8217;accusa di omicidio  volontario e tentato omicidio, e in seguito da quella di rissa  aggravata.</p>
<p>Nel 1981 alcuni pentiti indicarono nei fratelli Fioravanti e in Alibrandi i possibili assassini.</p>
<p>Cristiano  Fioravanti, arrestato per appartenenza ai Nar, ammise di essere stato  presente ai fatti armato di una pistola, a suo dire difettosa,  fornitagli da Massimo Sparti.</p>
<p>Attribuì ad Alessandro Alibrandi il colpo mortale.</p>
<p>In  seguito alla morte di Alibrandi in uno scontro a fuoco con la polizia,  il procedimento penale fu archiviato. Fioravanti, che ora vive sotto  falso nome coperto dallo Stato, venne condannato a nove mesi e 200 mila  lire di multa solo per i reati concernenti le armi.</p>
<p>Paradossalmente,  la vicenda giudiziaria si è definitivamente chiusa nel 2001 con  l&#8217;incriminazione di tre compagni di Walter per falsa testimonianza.</p>
<p>Nel  1997 è stata aperta l&#8217; &#8220;Associazione Walter Rossi&#8221; che si occupa  D&#8217;individuare i responsabili dell&#8217;omicidio, ma anche di raggiungere la  verità sulle uccisioni di altri militanti della sinistra e sulle stragi e  gli attentati che hanno caratterizzato il nostro paese durante gli anni  di stabilizzazione violenta del potere che si è espresso attraverso la  strategia della tensione.<br />
&#8221; Per rendere giustizia alla memoria di  quegli anni, sconfiggere la criminalizzazione delle lotte, opporre un  rifiuto al revisionismo storico che intende relegare l&#8217;antifascismo e il  comunismo fra i fatti ormai superati, che ci vorrebbe uniformati e  integrati in una società basata sull&#8217;ingiustizia e l&#8217;oppressione.&#8221;</p>
</div>
</div>
<div>Pubblicato in <a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe">STORIA di CLASSE</a></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/30-settembre-1977-i-nar-uccidono-walter-rossi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

