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28/2/2010[da www.infoaut.org]Circa duecento le persone (anche se La stampa dice così)che hanno preso parte, oggi pomeriggio, alla presentazione della mostra- dibattito sulla Rote Armee Fraktion, che si è svolto al centro sociale Askatasuna in seguito alle numerose polemiche, e alla conseguente revoca della concessione della sala comunale a causa della presenza di Ingmar Möller, ex esponente della Raf, e unica sopravvissuta al carcere di Stammheim.
La mostra, composta da otto mosaici di Paolo Neri, raffigura i volti di altrettanti militanti, deceduti nelle carceri tedesche. Nelle intenzioni dell’autore, espresse anche durante la presentazione, non solo il ricordo, ma anche e soprattutto la volontà di far rivivere, nella mente dell’osservatore, un pezzo di una storia troppo a lungo taciuta e censurata.
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Scontato e puntuale, alla fine il no alla concessione di una sala comunale (a pagamento!) per la presentazione della mostra “Perchè il fuoco non muore” di Paolo Neri e il successivo di battito con Ingmar Moller, militante della Raf e unica sopravvissuta, é arrivato.

Da giorni sulle pagine locali di tutte le testate, i rappresentanti politici più disparati avevano fatto a gara a chi riusciva a dimostrarsi più contrario all’incontro: la Giovane Italia, insieme con il Pdl tutto, aveva persino deciso di scendere in piazza per “dare a Ingmar Moller” l’accoglienza che si merita. Di ieri sera la notizia che prefetto e questore, ovviamente, colgono le rimostranze e negano la sala di via Luserna di Rorà per problemi di ordine pubblico. Stupisce, come un semplice dibattito su un periodo importante quanto rimosso della storia recente susciti sistematicamente tanto livore bi-partisan…

L’iniziativa si sposta quindi al centro sociale Askatasuna di corso Regina 47, con il seguente programma:

domenica 28 febbraio, dalle 16, csoa Askatasuna:

  • presentazione della mostra sulla RAF “Perchè il fuoco non muore” a cura dell’autore Paolo Neri
  • a seguire dibattito con Irmgard Moeller, militante della RAF, unica sopravvissuta al massacro dei prigionieri nel carcere di Stammheim del 18 ottobre 1977
  • ore 20.00 apericena
  • a seguire proiezione del documentario “Bambule” realizzato da Ulrike Meinhof
(il programma  previsto per lunedi 1 marzo (esposizione mostra e proiezioni) è annullato)

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Sono passati oramai 8 mesi dalla tre giorni di mobilitazione contro il G8 University Summit tenutasi a Torino il maggio scorso. Una tre giorni di assemblee, dibattiti, azioni, ed un corteo nazionale, quello del 19 maggio, che vide scendere in piazza 10mila studenti e precari provenienti da tutt’Italia. Volevamo contestare un G8 che si proponeva ipocritamente di discutere unilateralmente di sostenibilità globale e del nostro futuro, di proporre tamponi per le emorragie conseguenti ad una crisi che loro stessi hanno prodotto, nel fallimento totale delle politiche neo-liberiste implementate da tutta quella costellazione di summit dei padroni del mondo che non ci stancheremo mai di contestare, perchè illegittimi. E così abbiamo fatto anche a maggio: l’Onda vs l’insostenibile G8 dell’università. Durante le giornate di dibattito all’interno del Block G8 Building, la palazzina universitaria occupata in seguito alla decisione del rettore-dittatore Pelizzetti di chiudere Palazzo Nuovo, si è parlato di beni comuni e delle popolazioni che difendono i loro territori dalla devastazione ambientale, della crisi dell’università e delle trasformazioni agite su scala globale contro di essa, delle nuove lotte del lavoro cognitivo e delle esperienze di mobilitazioni studentesche che hanno attraversato tutt’Europa e non solo. Leggi il resto di questo articolo »

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COMUNICATO STAMPA

Teatro a Canone, gruppo teatrale di Chivasso (To),  comunica che nel giorno 12 febbraio 2010 alle ore 21.30 presenterà lo spettacolo A Ferro e Fuoco – spettacolo in LA min., basato su poesie di Alda Merini, sul libro di Stefania Podda Nome di Battaglia Mara-Vita e morte di Margherita Cagol il primo capo delle Br e la canzone di Fabrizio De Andrè Laudate hominem.

La serata è realizzata in collaborazione e con il supporto del CSOA Askatasuna che ospiterà lo spettacolo presso la sua sede in c.so Regina Margherita 47 (Torino).

“Sono convinto che bisogna conoscere il passato per capire il presente. Spesso la storia torna sui suoi passi e forse si possono capire meglio alcune situazioni del presente se si fa riferimento a storie parallele del passato.”

Ken Loach

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Un giornale di controinformazione, di collegamento, di solidarietà nel territorio di Torino Sud.
La periferia e le cinture nell’area Sud di Torino possono essere individuate come il paradigma della crisi del fordismo, della “distruzione della metropoli proletaria”, e della conseguente sussunzione del territorio alle nuove logiche del profitto e della rendita.
Qui si è insediata la grande fabbrica fordista che ha imposto la sua organizzazione dello spazio, la nascita dei nuovi quartieri operai, i flussi di  corpi da e verso la Fiat Mirafiori, i ghetti dormitorio, Nichelino in primis.
Qui dove ha preso corpo in modo più definito la città-fabbrica, si è anche espresso il punto più alto della forza della composizione politica dell’operaio-massa.
La risposta al contropotere messo in campo dalla forza operaia si è articolata nelle strategie del decentramento-segmentazione del processo produttivo e nella  rilocalizzazione, accompagnati dal decentramento selettivo dei grandi centri commerciali e di divertimento.
Con l’ultima grande crisi si accentua il processo di deindustrializzazione delle cinture della metropoli torinese e il trasferimento di spazi alla rendita  e a nuove attività che vengono definite con l’opaca categoria di “attività  terziarie”.

CONFLITTI METROPOLITANI vuole indagare i fenomeni di somposizione e ricomposizione in atto nel territorio Sud di Torino, le attività i flussi; vuole  individuare le contraddizioni, le faglie, i bisogni che possono favorire il sorgere del conflitto e la ricomposizione di un nuovo soggetto collettivo antagonista. Si tratta certo di fare controinformazione ma anche di andare oltre; cioè di partire dalle situazioni, far parlare i protagonisti, creare collegamenti fra le realtà di conflitto favorendo l’uscita dall’isolamento e la solidarietà.

Lo speciale con l’editoriale e gli articoli del numero 0 (scaricabile in pdf) su Infoaut/Torino

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Il 22 febbraio del 2002 una manifestazione antifascista si oppose al primo convegno pubblico di Forza Nuova a Torino. Nella migliore tradizione, centinaia di antifascisti e antifasciste si radunano in Piazza Statuto per tentare di raggiungere in corteo l’hotel dove FN doveva svolgere il dibattito. Nella solita tradizione, le forze dell’ordine vietarono l’agibilità agli antifascisti, difendendo i fascisti.

Così piazza Statuto divenne teatro di scontro tra antifa e polizia, e man mano lo divenne il centro cittadino. Pochi mesi dopo alcuni compagni vennero colpiti da provvedimenti restrittivi che compresero oltre agli obblighi di firma in alcune caserme di carabinieri e polizia, anche il divieto di partecipare a manifestazioni politiche; provvedimento poi decaduto e tramutato in firme e obblighi di dimora. Tutto questo per diversi mesi.

Il processo ha intanto fatto il suo iter, e sebbene le prove a carico della giustizia siano sempre state deboli, 12 compagni sono stati condannate a pene che vanno dai 6 mesi all’anno.

Ad agosto di quest’anno, a pochi giorni dalla prescrizione, con una convocazione d’urgenza, la corte di cassazione ha confermato le pene, che si sono tramutate in definitive.

Al termine dei tre gradi di giudizio, non contenti di essere riusciti a condannare i soliti noti senza prove schiaccianti, la polizia questa volta, in maniera diretta, ha chiesto ai condannati, i danni per i costi della mutua di 7 agenti feriti nel corso della manifestazione, compresi quelli con tre giorni di prognosi e quelli che si sono fatti male da soli (ammettendolo al processo)

26.000 euro è la cifra che chiede la Caserma di Via Veglia ai compagni condannati. Ci impegneremo per non dare un euro alle forze dell’ordine, la legge non è dalla nostra (meglio), ma comunque le proveremo tutte. Intanto stiamo raccogliendo dei fondi per difenderci e difendere le nostre idee in ogni sede. Abbiamo stampato 100 tshirt come questa cartolina per creare un fondo cassa per ogni evenienza.

Organizzeremo altre iniziative simili, saranno pubblicizzate sul sito www.csoaskatasuna.org

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per acquistare la tshirt www.senzapazienza.com

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