Archivio per la Categoria “news”
Scritto il dicembre 3rd, 2010 da Aska 1 in news
Nel fine settimana ci ha lasciato Claudio Rotondi, compagno storico romano, fondatore di radio onda rossa, militante dei comitati autonomi operai e dei COBAS. Ricordare Claudio è rivivere i tanti momenti di lotta e di organizzazione che abbiamo passato insieme. Di Claudio ci piace narrare la determinazione e la voglia di essere sempre presente e coinvolgere gli altri, non solo nelle grandi occasioni, ma nel lavoro quotidiano di un militante comunista: nel volantinaggio, nell’amplificazione del corteo, nel distribuire le bandiere, nell’andare a prendere e portare e ospitare i compagni che come noi, non sono di Roma.
Ci mancherai Claudio, ma in ogni lotta, sarai al nostro fianco.
I compagni e le compagne di Torino
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Scritto il novembre 30th, 2010 da Aska 1 in news, torino
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Scritto il ottobre 27th, 2010 da Aska 1 in movimento, news, tags: bonanni
[Appello per il reintegro al lavoro di Damiano Piccione]

Damiano Piccione è un giovane operaio edile che ha a cuore il suo futuro e quello di tutti, non rimanendo indifferente agli attacchi continui ai lavoratori e alle lavoratrici.
Come operaio si è sempre contraddistinto per l’impegno, per la sicurezza sui luoghi di lavoro, che nel campo edile è uno di quei costi che i padroni tagliano molto volentieri.
E’ un operaio come molti che però non rimane indifferente a ciò che capita intorno a lui, s’informa, si organizza e lotta per i propri diritti, come dovrebbero fare molti più lavoratori.
Con questo spirito Damiano ha partecipato alla contestazione contro il leader della Cisl Bonanni alla festa del Pd. Con lo spirito di chi non si ritiene un numero da mettere a bilancio ma un lavoratore che ha delle cose da dire a chi, con metodo, sta svendendo i diritti dei lavoratori.
Ha partecipato alla contestazione ed è stato riconosciuto da alcuni esponenti della Cisl con cui aveva animatamente discusso molte volte, visto il ruolo di responsabile della sicurezza e da RSU di cantiere che aveva ricoperto in passato.
Uno di loro, in particolare, come si può ben vedere nei video diffusi, tentò di colpirlo con una sedia.
Da qui la rappresaglia di padroni e sindacato: la ditta per cui Damiano lavorava, ITINERA S.p.A. del gruppo Gavio, il 9 ottobre gli comunicava, dopo averlo sospeso, il licenziamento per giusta causa (ex art.2119 c.c.), perché riconosciuto in televisione e sui giornali tra i contestatori a Bonanni.
Il grimaldello per licenziarlo?
Quel giorno Damiano era in malattia, certificata dal medico addetto ai controlli da parte dell’INPS. E’ bene notare che Damiano aveva già ricevuto i controlli in mattinata. Soprattutto, l’INPS non gli aveva contestato nulla.
Itinera S.p.a, evidentemente ben consigliata, gli contesta di aver rotto i suoi impegni ed obblighi lavorativi nei riguardi dell’azienda, con cavilli legali di raro utilizzo nelle cause tra lavoratori e padroni.
La verità è che Damiano è stato licenziato perché ha dissentito all’ordine di pace sociale imposto per smembrare il contratto collettivo dei metalmeccanici, per erodere i diritti di tutti i lavoratori e delle lavoratrici.
Saranno le udienze del giudice del lavoro a parlare dal punto di vista legale.
In questa vicenda, noi chiediamo che a Damiano non sia tolto per rappresaglia il suo diritto al lavoro e al dissenso!
Chiediamo l’immediato reintegro di Damiano Piccione presso l’azienda ITINERA S.p.A.
per adesioni: ildissensononsilicenzia@gmail.com
leggi la lettera di Damiano e ascolta la sua intervista
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Scritto il ottobre 7th, 2010 da Aska 1 in movimento, news
Videointervento al dibattito del 6 ottobre 2010 presso il centro sociale Askatasuna di Torino
Da infoaut.org[Materiali dall'assemblea-dibattito al csoa Askatasuna]
 Sala affollatissima quella di mercoledì sera al centro sociale di corso regina margherita 47 per il dibattito organizzato sulla scadenza del 16 ottobre, manifestazione nazionale organizzata dalla Fiom, “per i diritti, contro il ricatto!”
La serata ha visto la partecipazione di Giorgio Cemaschi (presidente Fiom nazionale), Giacomo Divizia (Fiom Cuneo) e Pietro Passarino (segreteria regionale Cgil), presente alla serata nonostante le pressioni subite e il triste comunicato di dissociazione emesso ieri dal suo sindacato, a quanto pare troppo incline nel subire le prescrizioni di una giovine fascistella ben accomodata in consiglio regionale (la signorina Montaruli, portaborse del noto fascista -oggi Pdl- Agostino Ghiglia).
L’iniziativa è stata aperta da Marco Revelli con un contributo video, nel quale sostiene che dietro l’attacco alla Fiom e ai lavoratori di Pomigliano, c’è una vera e propria «prova di regime sociale».
Come anticipato fin dal titolo della serata (“verso il 16… e oltre”) al centro del dibattito sta la questione del che fare dopo il 16, dopo i grandi numeri che sicuramente non mancheranno di solcare le strade di Roma. Numerose, in questo senso, le sollecitazioni e le domande poste dai/lle presenti alla serata. Problema non semplice, quello della continuazione della mobilitazione, di cui oggi la Fiom non può certo avere la soluzione in tasca. Ma è forse questo un problema (il problema) di un po’ tutti i soggetti coinvolti e presenti a quella scadenza. Con l’eccezione, forse, del mondo della Formazione, aderente alla scadenza nella sua trasversalità, dai ricercatori agli studenti agl’insegnanti, blocco sociale disperso in generazioni, livelli e collocazioni differenti, ma spesso ricomposto nei momenti urgenti di resistenza ai periodici attacchi di smantellamento che le vengono portati, come i primi vagiti di una nuova opposizione al ddl Gelmini sembrano promettere.
L’impressione della maggioranza dei presenti è che le domande di fondo poste dal pubblico (militant*, precar*, delegati sindacali e variegato “popolo della sinistra”) abbiano delineato i contorni di un quadro di cui quasi tutti – gli invitati in primis – faticano ad abbozzare pennellate di risposta capaci di tratteggiare un quadro, appunto, oltre il 16.
Se tutti i presenti concordavano sull’importanza della scadenza, consapevoli della posta in gioco e dell’entità dell’attacco in atto contro la più generale composizione proletaria di oggi (e non solo contro i metalmeccanici), la differenza di linguaggi, forme di mobilitazione e punti di vista sulle risposte da mettere in campo delineano un futuro prossimo di non facile e immediata ricomposizione.
Davanti a noi, sfondo onnipresente, una crisi che dall’alto ci viene giocata contro e una condizione di precarietà d’impiego, reddito e vita promessaci come eterno presente. Proprio la natura precaria e di pura sopravvivenza del binomio lavoro/reddito, al centro di un attacco padronale senza precedenti, resta l’enigma insoluto su cui riconfigurare una capacità di resistenza e, perché no, d’attacco.
Ben sapendo però, che non ci sono scorciatoie dalla necessità impellente di ricostituire da zero (perché neanche più la Fiom ha sponde politiche) una soggettività sociale antagonista diffusa all’altezza dei tempi, senza stupirsi della “cattiveria” di Marchionne o della durezza dei nostri nemici.
Perché se è vero, come dice Cremaschi, che c’è tempo al massimo un anno e mezzo prima del generale cataclisma con cui i padroni vogliono suggellare un definitivo passaggio di fase… è bene intendersi ed attrezzarsi di conseguenza.
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Gli interventi della serata (sono state estratte le parti più interessanti):
1° giro di interventi
Interventi/domande dal pubblico:
2° giro di interventi:
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Scritto il ottobre 7th, 2010 da Aska 1 in news
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Scritto il settembre 9th, 2010 da Aska 1 in news, tags: bonanni, contestazione

tutte le news su www.infoaut.org

Questo il volantino distribuito:
Bonanni ha spianato la strada
Federmeccanica ha agito indisturbata
Marchionne Marcegaglia e Berlusconi ringraziano
Bonanni, il PD t’invita ma i lavoratori ti contestano!
Il giorno dopo la dichiarazione unilaterale di Federmeccanica che riporterà indietro il diritto del lavoro di cinquant’anni, padroni e politici si complimentano per il lavoro svolto in questi mesi da Sergio Marchionne.
Ma ci sono anche altri personaggi che meritano il sentito ringraziamento del padronato: Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari generali di Cisl e Uil hanno lavorato di fino in concerto coi nemici dei lavoratori per assicurare il definitivo salto del fossato – a lungo tempo agognato – infine consumatosi ieri.
Dal prossimo gennaio i lavoratori metalmeccanici (e quanti altri a seguire dopo?) saranno obbligati a contrattare individualmente il proprio destino di sfruttamento coi padroni di turno, obbligati a 18 turni settimanali, riduzione drastica di riunione sindacale e maggiore produttività imposta.
Il modello ostacolata dalla dignitosa resistenza di Pomigliano, lo si fa passare dalla finestra grazie all’accordo dei sindacati collaborazionisti.
Non contenti di una settimana di contestazioni da parte di tutti i soggetti sociali colpiti dalla crisi e sacrificati sull’altare della competizione e della produttività (insegnanti precari, rifugiati e richiedenti asilo, cittadini indignati per l’invito di un personaggio come Schifani), il più grosso partito della sinistra pensa bene di invitare a ruota anche questi due fetidi personaggi, servi del padrone e del soldo infame.
Bonanni e Angelett,i i padroni e gli sfruttatori vi ringraziano
Il Pd vi invita, la gente che fatica vi schifa!
Alla Fiom diciamo: tenute duro!
Lavoratori-Studenti
Precari Autorganizzati
- vedi comunicato di Alato, Assemblea dei lavoratori autoconvocati di Torino
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