Le due voci storiche del rap militante O’ ZULU’ dei 99 posse e MILITANT A degli ASSALTI FRONTALI animeranno un dj set, alimentato da i djs torinesi di Mado’ che Crew e Dj Sakkodavanti al carcere delle Vallette per far sentire il ritmo e la voce della solidarietà ai notav incarcerati e per chiederne l’immediata liberazione.
La musica che non si arresta e oltrepassa i muri del carcere giungendo oltre le sbarre per far sentire la voce inconfondibile di due gruppi che hanno fatto la storia delle posse, la colonna sonora delle lotte sociali e che martedì dalla 17.30 si esibiranno in un dj set per il movimento notav.
La Valle non si arresta e la musica nemmeno!
LIBERTA’ PER TUTTI I NOTAV
Comitato di lotta popolare No Tav – Bussoleno – Sono ormai lontani gli anni in cui “No Tav” era uno slogan da spiegare ogni volta, il grido di guerra di un pugno di “indiani di valle” che, in un luogo poco conosciuto della provincia di Torino, dichiaravano una guerra persa in partenza. Da allora molta acqua è passata nei nostri torrenti; li abbiamo guadati sotto il sole estivo, al chiaro di luna, con la neve e il ghiaccio sotto gli scarponi, mille volte, e siamo diventati una piccola potenza: quelli che sono in grado di non far dormire la notte ministri dell’interno e delle infrastrutture, commissari dello stato e squali dell’impresa. Quelli che possono dire a tutti i resistenti d’Italia: fermarli è possibile. Sempre pronti, sempre in marcia; consapevoli che essere nel giusto è dura, in questo mondo che nulla sa della pulizia di una vita gradevole, del profumo di resistenza che ancora sprigionano queste montagne. Consapevoli che vale la pena di lottare, nonostante questo voglia dire, naturalmente, anche rischiare la galera, come avviene del resto in tutto il mondo. Oggi vorrebbero confinare i No Tav in carcere, ai domiciliari, al confino nelle loro città; si vorrebbero colpire la valle e il movimento di opposizione all’alta velocità/capacità tentando di terrorizzarli, di spaventarli e criminalizzarli, con gli agenti in borghese che stringono la pistola alla cintola e fanno irruzione nelle case, mettono le mani negli armadi e nei cassetti, trattano in tutta Italia come pericoli per la società persone colpevoli di aver manifestato contro la devastazione ambientale, contro l’incubo della militarizzazione delle nostre vite. Leggi il resto di questo articolo »
Nostalgia…nostalgia canaglia, è questo il motivetto che risuona nella mente del super procuratore Caselli mentre firma gli arresti notav. Ci sono tutte le figure dei suoi incubi: lotta armatisti, antagonisti, anarchici e qualcun altro che lui equipara a teppista. Un quadretto niente male che gli permette di dire in conferenza stampa che questa non è un’operazione contro il dissenso e per carità “abbiamo solo colpito episodi singoli”.
La realtà è un’altra e dista anni luce da questo quadretto, che ancora una volta, dimostra la non comprensione (politica e sociale) delle forze dell’ordine, della magistratura e della casta.
Il movimento notav è un qualcosa di ben più complesso; è un movimento popolare che non abbassa la testa, che non riconosce la democrazia di palazzo, che fa della contro cooperazione un suo punto di forza, che non accetta le divisioni tra “ale” o buoni e cattivi. E’ un movimento che lotta e resiste ed e’ questo che non va giù a chi rappresenta il potere.
E’ un movimento che non si arrende e che ha dimostrato nel tempo, come la scelta di opporsi ad un progetto più grande di se stesso, sia la scelta giusta, programmatica, costituente e vincente.
La Val Susa non ha paura, la Val Susa fa paura questa è la verità. Fa paura al potere costituito pensare che visto l’esempio notav, potrebbero sorgere centinaia di Libere Repubbliche; decine di movimenti che lottano per interessi collettivi partendo dalle proprie specificità, facendo a meno delle mediazioni al ribasso, scegliendosi il proprio futuro.
Questo fa paura, e in qualche modo il “sistema della crisi” deve fare le sue mosse. Il cantiere arranca, il sito strategico è una boutade, i muri e il filo spinato servono solo a mostrare i muscoli e allora eccola qui la soluzione: dimostriamo che il movimento è sotto ostaggio dei soliti ribelli, provenienti da tutta Italia, così fiaccheremo i notav e dimostreremo a tutti che esistono “due piazze”.
Ci spiace, ma anche questa volta, il piano è fallito e sebbene l’impatto, il movimento sta in piedi e marcia per la sua strada, non lasciando mai indietro nessuno.
Gli arrestati e le arrestate sono no tav, patrimonio della lotta, compagni di viaggio nei sentieri della Valle.
E non bastano trenta arresti, non bastano possiamo giurarci.
La lotta notav è un simbolo e un patrimonio di quanti credono che nella lotta vi sia la strada per la libertà, che parla lo stesso linguaggio nostro, di Giorgio, Luca, Jacopo e tutti gli altri arrestati/e che vogliamo liberi, liberi subito, perché partiamo tutti assieme e torniamo tutti assieme.
Network Antagonista Torinese
Centro Sociale Askatasuna – Collettivo Universitario Autonomo – Centro Sociale Murazzi – Kollettivo Studenti Autorganizzati.
Pubblichiamo per la prima volta una video intervista a Giorgio Rossetto, tra gli arrestati notav, registrata la primavera scorsa. La storia di Giorgio è limpida e lineare e si fonda sulla coerenza delle proprie scelte. La vita di Giorgio è radicata nelle lotte sociali, per le quali c’è sempre stato, in prima fila, con animo e passione. Un Autonomo, che ha sempre creduto più nel “noi” che nell’ “io” a differenza di tanti che fanno politica; fondatore dei centri sociali torinesi e del comitato di lotta popolare di Bussoleno, è uno degli spiriti della lotta notav. Lo spirito di chi non si arrende e giorno per giorno lavora per far crescere la lotta e il movimento,con metodo e applicazione, anteponendo gli interessi collettivi a quelli personali.
Ci riconosciamo in tutte le parole di Giorgio, che vale la pena ascoltare, una volta in più.
PRESENTAZIONE DI GENUINO CLANDESTINO – CAMPAGNA DI RESISTENZA CONTADINA
ore 19,00 Aperitivo resistente
a seguire (ore 20,30) proiezione di “Genuino Clandestino”, un film di Nicola Angrisano – produzione Insu TV
Dibattito aperto con produttori, l’associazione Campi Aperti (Bologna), Insu TV (Napoli) e il GAP, gruppo d’acquisto popolare.
Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono
nell’attacco alle logiche economiche e alle regole cucite sulle tycoon
dell’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti e
l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra.
Da questa rete nasce la campagna genuino clandestino, con uomini e donne
da ogni parte d’Italia impegnati in nuove forme di resistenza contadina.
Mentre le norme igienico-sanitarie bandiscono dal mercato migliaia di
piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso
inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire
genuinità ed affidabilità nella grande distribuzione.
Attraverso il lavoro e le voci dei “clandestini”, si racconta
l’evolversi di questa campagna semplice nel suo messaggio ma determinata
nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di alimentazione,
sviluppo economico, sfruttamento del lavoro, salvaguardia dell’ambiente,
accesso alla terra e all’acqua.
Parleremo di tutto cò ma anche di sementi, resistenze, cibo genuino (e clandestino), accesso alla terra, acqua, beni comuni, riappropriazione