Archivio per la Categoria “PRIMO PIANO”
Scritto il aprile 23rd, 2012 da admin in antifascismo, PRIMO PIANO, tags: 25 aprile
In questi anni in cui la crisi e l’aggressività dei poteri forti si esplicitano quotidianamente, nelle fabbriche che chiudono, in una precarietà sempre più diffusa, nello strozzinaggio di equitalia sulle famiglie, nei partiti in cui la corruzione è dilagante e in un governo tecnico di banchieri e speculatori, ogni giorno deve diventare un 25 aprile di liberazione; da sempre è nostra convinzione che il 25 aprile non debba essere solamente una giornata di memoria, ma crediamo che lo spirito partigiano si esprima in ogni movimento che lotta per un futuro diverso, in ogni strada e quartiere dove l’antifascismo non è un valore di comodo, ma è pratica quotidiana e militante.
Il movimento No Tav per noi rappresenta con grande forza il senso della resistenza di un popolo contro l’invasione di truppe d’occupazione. La capacità di essere comunità in lotta ,di vivere e difendere la propria terra e di costruire nel presente un diverso modo di intendere e realizzare la realtà, si sono tramandati dai padri partigiani ai nipoti No Tav.
D’altronde le immagini del Clarea evocano scenari di epoca fascista: le reti e il filo spinato che circondano un fortino in grande stile con l’esercito pronto a difendere la zona militare, posti di blocco come se fossero check point ad ogni giornata di mobilitazione, denunce e arresti politici e deterrenti. In quei boschi ormai deturpati dalla loro violenza, il popolo No Tav ribadisce ad ogni iniziativa l’ingovernabilità di una valle ribelle. Ingovernabilità che si fa esempio e pratica riproducibile in quell’Italia che non si piega ai dettami dell’austerity.
Il coraggio di una valle che resiste difronte a un tale spiegamento di forze è costituito dalla determinazione di ogni persona che si oppone alla grande opera e a quello che rappresenta, rischiando la propria vita e la privazione della propria libertà come I partigiani di un tempo.
Questo 25 aprile non può che essere dedicato anche ai molti compagn* arrestati per aver lottato insieme a noi in quei boschi, in particolare il nostro pensiero va a Giorgio e Luca.
Giorgio che da tre mesi è in regime di isolamento e che in questi ultimi giorni subisce una vera e propria censura rispetto a quello che scrive e riceve nelle sue lettere.
Luca che è stato licenziato perchè No Tav come in epoca fascista succedeva a chi non era tesserato del partito.
Il 25 aprile per molti è una sfilata istituzionale; anche per chi come il PD ha cancellato dai valori fondanti del proprio statuto l’antifascismo, con un sindaco che sdogana privatizzazioni nell’interesse delle banche e dei padroni e si fa sponda istituzionale per la grande opera del Tav. Purtroppo ben conosciamo l’influenza che il partito di Fassino ha sulla dirigenza dell’ANPI, incapace di prendere le parti di chi lotta ogni giorno contro I nuovi e vecchi fascismi, alimentando così una scollatura con la base sempre convinta dei valori partigiani e resistenti.
Il giorno della liberazione vogliamo festeggiarlo in Vanchiglia, il nostro quartiere che viviamo e abitiamo; centro di resistenza partigiana, come si nota dalle molte lapidi dei vecchi combattenti che si incontrano sui muri; oggi questa tradizione non si è persa e nelle strade di Vanchiglia si respira un forte senso di comunità e la storia antifascista è pratica militante quotidiana.
Programma della giornata:
ore 15.00 corteo partenza da via Balbo
a seguire festa in quartiere e letture partigiane
ore 20.00 cena benefit per Giorgio e Luca
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Luca è stato arrestato il 26 gennaio insieme ad altri NOTAVper avere difeso la nostra terra e il nostro futuro.
Benchè privato della sua libertà, Luca insieme ad altri detenuti NOTAV, ha partecipato a delle proteste per rivendicare i diritti negati all’interno del carcere delle Vallette (in particolare veniva contestata la riduzione delle ore di socialità e d’aria, che spettano ai detenuti per legge, nonché la natura fortemente restrittiva di quelle concesse). Gli sviluppi di queste proteste hanno portato a delle ulteriori misure repressive dei NOTAV e alla loro dispersione in diverse carceri piemontesi.
Ormai da tre mesi Luca si trova rinchiuso nel carcere di Ivrea e fino ad oggi non è dato sapere ancora per quanto tempo. Anche qui continua a tenere alta la testa e a ribellarsi davanti alle ingiustizie.

Il 05 aprile gli è stata recapitata da parte della Cooperativa Incontro per cui lavorava la lettera di licenziamento. Nella raccomandata che ha portato la cooperativa a prendere la decisione di licenziare Luca, viene citato l’art. 24 dello regolamento interno della cooperativa, peccato che citando testualmente tale articolo, di cui riportiamo la scansione, si legge: “(…)dopo il terzo grado di giudizio(..)” ed avrebbe dovuto prima ricevere una sospensione mai ricevuta.
E’ facile comprendere come il caso di Luca non rientri in nessuna delle ipotesi citate dall’articolo ed è ancora più semplice giungere alla conclusione che il licenziamento abbia un unico scopo: quello di fare fuori un “personaggio scomodo” per continuare a perseguire i loro obiettivi.
La Cooperativa Incontro, che lavora nell’ambito sociale e gestisce comunità alloggio sia per minori che per adulti, oltre ad altre attività esterne, infatti, già da quasi due anni aveva messo Luca e altri soci lavoratori in cassa integrazione, e negli ultimi mesi aveva smesso di pagare gli stipendi ai dipendenti. Per far fronte alla “crisi” in cui versava la cooperativa dal mese di dicembre circa è stata messa in liquidazione ed è stata presa in “affitto” dal Margine che però ha deciso di non farsi carico dei debiti che la cooperativa Incontro aveva nei confronti dei dipendenti e soci, ma semplicemente ha assorbito i vecchi dipendenti sottoponendoli al “ricatto” di assumerli solo se rinunciavano ai loro stipendi arretrati, lasciando che questi stipendi mai pagati continuassero ad essere a carico dell’Incontro.
Luca essendo per ovvi motivi impossibilitato a presenziare alle assemblee decisionali è stato tenuto fuori da tutti questi giochetti ed è stato licenziato prima che tutti gli altri dipendenti e soci firmassero il nuovo accordo con il Margine. In questo modo ancora una volta gli è stata negata la possibilità di scelta, perché qualcun altro ha deciso per lui!
In tutti questi “giochetti” anche la nostra cara amministrazione comunale ha fatto la sua parte: uno dei motivi per cui le cooperative attualmente (vedasi tutte le proteste da parte degli operatori sociali che sono nate in queste ultime settimane) si trovano in difficoltà economica è proprio perché hanno contratto milioni di euro di credito nei confronti del Comune di Torino che si è reso insolvente e non ha pagato e continua a non farlo i servizi di cui ha usufruito!
Affinchè Luca non si trovi a dover gestire da solo tutto quello che comporta in questo periodo di crisi un licenziamento e le ovvie conseguenze che ne scaturiscono, nasce questa campagna informativa e di raccolta fondi necessari a sostenere le spese di Luca, essendo ancora ingiustamente recluso.
E ancora una volta chiediamo ad alta voce: libertà per tutti i NOTAV ancora rinchiusi o sottoposti a misure restrittive!
Si parte e si torna insieme, Luca libero!
Per le donazioni abbiamo aperto una carta Pay Pal su cui potete donare quanto volete:
Numero Carta: 4023 6006 2468 9420
Intestata a: Pier Paolo Pittavino
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Saluzzo, 30 marzo 2012
Gli articoli sui giornali locali che hanno riportato il comunicato della sezione “ISOL”, la visita della delegazione, la conferenza successiva a Saluzzo, infine il partecipato presidio di sabato 4 marzo hanno rotto la normale “routine” del carcere e ulteriormente innervosito la direzione e il comandante che si arrampicano sugli specchi per difendere il loro operato. Il presidio è stato sentito in tutta la prigione, i detenuti che incontro quando vado a messa, appartenenti alla prima e seconda sezione ALTA SORVEGLIANZA, il barbiere, il bibliotecario e lo spesino riportano che in tutte le sezioni sono sei in totale, sono contenti e ringraziano per l’attenzione che c’è intorno al carcere di Saluzzo. Andiamo avanti a piccoli passi.
Vi racconto uno spiacevole episodio successo nella nostra sezione “ISOL” DOMENICA 18 MARZO. Da metà marzo scendo all’aria dalle 13 alle 15, sono l’unico quasi sempre, gli altri preferiscono rimanere a giocare a carte o chiacchierare nel corridoio che scendere ognuno divisi nel suo cortile/box. Quando risalgo vengo a sapere quello che è accaduto. Appena “aperti” due giovani detenuti hanno un acceso diverbio per futili motivi dovuti al nervosismo che si è venuto a creare nel fine settimana quando si sono esaurite le sigarette e il tabacco. Intervento delle guardie e chiusura in cella per tutti. Un detenuto, lo stesso che aveva già subito una “ripassata” di botte a metà dicembre si rifiuta ed insulta gli agenti, quasi tutti graduati, viene portato in ufficio lontano da sguardi indiscreti e colpito con una nuova scarica di botte e calci.
Pur essendo un ragazzo che fa palestra ed incassa “bene” quando è arrivata giovedì la delegazione con Vattimo, Artesio e Biolè erano ben visibili i segni sul volto e sul corpo. Nei giorni precedenti nonostante le proteste il comandante aveva cercato di minimizzare, spingendosi a dire che il ragazzo si era picchiato da solo. Dopo la visita della delegazione, il giorno dopo lo hanno convocato per raccogliere la testimonianza e fatto refertare in infermeria. In questi casi il detenuto cerca di farsi assistere dall’avvocato, che per ogni istanza va pagato se no ti trascura o ti consiglia il silenzio che è sempre meglio per il tuo futuro processuale.
Aldilà di frasi fatte in prigione c’è gente informata dei fatti che raccontano problemi e speranze. E’ difficile aspettarsi da un detenuto che ha dieci anni alle spalle scontati e che ne ha 28 da fare, che “spera” di avere il primo permesso fuori per vedere la moglie ed i due bambini oramai ragazzi, che si esponga quando un solo rapporto punitivo può precluderti ogni speranza.
L’attacco telematico di alcune settimane orsono di anonymous in cui è stato attaccato il site del ministero di grazie e giustizia ha comportato a Saluzzo il blocco della spesa per due settimane della “spesa” per i detenuti (risulta che abbia colpito tutte le carceri italiane). Pur essendo la “spesa” uno dei momenti importanti e delicati, non ho sentito un solo detenuto lamentarsi contro anonymous, ma tutti contro la direzione, che non sistemi manuali vecchia maniera avrebbe potuto garantire comunque lo stesso il servizio. E’ stato sicuramente un attacco ben calibrato che ha colpito in profondità il sistema informatico del ministero.
Alcune lettere che ricevo (ne approfitto per ringraziare) sono intrise di un certo vittimismo: “poverino, tieni duro, che brutte cose ti stanno facendo”. Ebbene questo è un modo sbagliato di porsi. Alessio, Maurizio, Marcelo, Luca e Juan si trovano in forme diverse nelle mie stesse condizioni. Isolamento e sovraffollamento, silenzio e rumore creano “stati d’animo” diversi e molto soggettivi. Sdrammatizzando, ora c’è qualcosa di diverso nella mia vita, poco avvezza alle novità e al nomadismo, che ha sempre preferito il fresco della montagna e guardato con sospetto al rito del sole in spiaggia, il mare considerato come una bacinella d’acqua o poco più. Non per niente da vent’anni passo in tenda i primi 10 giorni di agosto ai duemila metri della valle argentera, tra la val di susa e la val chisone. Eppure da quando è entrata in vigore l’ora solare, dalle 13 alle 14, il sole “batte” in un angolo del cortile d’aria, faccio la “tintarella” su un tappetino di fogli di giornali e una bottiglia di plastica come cuscino, l’asciugamano è vietato, il capoposto afferma che nemmeno il giornale sarebbe consentito all’aria dell’isolamento, secondo lui, si potrebbe arrotolarli e dargli fuoco. Mah. (c’è solo cemento dappertutto e una porta di ferro e i segnali di fumo stile apache non sono capace di farli). La novità di oggi venerdì 30 marzo: un agente seduto su una sedia posizionata a controllarmi davanti alla mia aria per tutta la durata della stessa. Ha ricevuto l’ordine dal capoposto.
A differenza di qualcuno che è caduto dal ramo come un fico secco, l’operazione scattata il 26 gennaio dagli “organi competenti” era prevedibile. Come comitato di lotta popolare di Bussoleno, da settembre in avanti ci siamo adoperati a preparare il terreno perché i nostri militanti e gli attivisti del movimento prendessero in considerazione tale ipotesi con possibilità senza inutili isterismi e paure, ben sapendo che per come è fatto il movimento NO TAV, nel suo essere una comunità popolare in lotta variegata e trasversale, nulla era scontato. Non volevamo cadere nella trappola lotta/repressione/ghetto, che con il ricatto e la paura indebolisce fino ad ammazzarle le lotte, ma fosse invece parte integrante, anzi una spinta propulsiva alla lotta, che ne rafforza la mobilitazione.
Scontato, per noi, soggettività militanti che innocenza e colpevolezza sono categorie dannose e distorte, che essere in attesa di giudizio o condannati poco cambia. Dopodiché, da qualche parte che non siano le nostre granitiche certezze bisogna partire per aprire contraddizioni e costruire consenso ad una battaglia di libertà contro il carcere. Altrimenti accettiamo il terreno della finzione dello “scontro totale” che necessita di ben più approfondite analisi e riflessioni. Ma in quel caso perché fare gli “uccel di bosco” e poi costituirsi usando l’alibi del gesto personale? Lì non serve più la continuità, ci si inchina di fronte all’individuo, questa si massima personalizzazione possibile.
Da quando tirano forti i venti della crisi si sente che qualcosa scricchiola, c’è fragilità nel meccanismo ben oliato della riproduzione e dell’accumulazione del comando capitalista sulla società. Quando Caselli a Torino, non a Palermo ripete in continuazione la cantilena “mi sento solo”; quando i politicanti di ogni sorta si ubriacano a suon di frasi fatte “siamo in democrazia, difendiamo il vostro diritto a manifestare” senza disturbare troppo, perché nulla deve inceppare il “sistema” in cui ingrassano i padroni, speculatori, devastatori, sindacalisti vari, meschini individui, supposti amici e veri nemici. Quello che accomuna un nostro ex alleato a Venaus nel 2005 Pecoraro Scanio, in pensione a 48 anni a quegli spaventapasseri bipartisan di Ghiglia ed Esposito.
Uno strano disgusto è quello provato dalla scenetta della maglietta sulla Fornero con quel trombone di Diliberto che si smarca. Meno normale una Ministra Fornero che dal suo punto di vista, di classe, dice “non ci hanno chiamato al governo a distribuire caramelle” e si assume le sue responsabilità. E’ invece penosa la signora che indossava la maglietta che per due giorni si è rinchiusa in casa per la vergogna a piagnucolare. In questa storiella sta tutto lo schifo di un certo modo di fare politica e sindacato a base di tarallucci e vino, pane e democrazia, compromesso e mediazione, perché siamo tutti sulla stessa barca. La signora lasci perdere t-shirt, video e foto, rispolveri qualche libro novecentesco su chi è amico e chi è nemico, chi sta da una parte e chi sta dall’altra parte della barricata.
Non ci si lasci imbambolare da Napolitano, non è sopra le parti, è parte del problema. Alla retorica della democrazia come status quo per non cambiare mai bisogna contrapporre la forza della partecipazione come diversità ed alterità al quadro dominante. Lavoriamo perché prima o poi, non qualcuno ma pezzi
importanti di una nuova composizione di classe gliene chiedano il conto. Non mi piace il gioco d’azzardo, però, siamo ambiziosi, aspiriamo nel nostro piccolo a far saltare il banco.
A’ l’è Düra.
GIORGIO
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Scritto il febbraio 21st, 2012 da admin in comunicati, no tav, PRIMO PIANO, tags: 25 febbraio, notav
Dalla Valle di Susa negli ultimi anni arrivano sempre nuovi stimoli e nuove indicazioni per chi come noi intende trasformare la realtà con percorsi collettivi ed efficaci di lotta.
Sono anni ormai che il movimento popolare valsusino si pone per la sua azione conflittuale al centro di qualsiasi dibattito politico e sociale nel nostro paese, arrivando ad essere oggi, una delle punte più avanzate dell’opposizione sociale al governo del paese.
Certo, nasce dalla specificità, ma oggi la bandiera No Tav incarna il simbolo di chi non si arrende, di chi fa delle scelte e le persegue con caparbietà. Uscito fortificato da tutte le fasi che ha vissuto in questi anni, oggi persino con la repressione, riesce a rispondere spingendo in avanti, non gridando allo scandalo, non rinunciando a lottare, individuando anche il carcere come campo di battaglia.
Da una parte i No Tav e dall’altra il potere costituito, così sembrano raffigurare le reti, i muri e il filo spinato in questa storica vicenda.
Il movimento, la lotta, la comunità contrapposta all’individualismo di questo mondo, al potere della casta, alla povertà della politica istituzionale. I monti della Valle di Susa non sono i Monti di Montecitorio dai quali si agita solo il vento della crisi e dell’austerity. Il vento che tira dalla Valle è forza sociale sana, portatrice di cambiamento e capace di non arrendersi mai.
E’ questo che c’insegna la Valle di Susa con le sue esperienze, le sue forme di partecipazione, la sua determinazione, le sue Libere Repubbliche. E’ qui che nasce questa lotta ed è qui, territorialmente inteso, il suo campo di battaglia primario. Ma è ovunque il suo avversario, e si cela dietro le mille facce del potere.
Un avversario che non si nasconde solamente dentro il non cantiere di Chiomonte, dietro le sue reti e soldatini armati, ma che albeggia nei territori di un paese intero, che necessita della continuazione di quella straordinaria traduzione del No Tav in ogni città e angolo italico.
La Valle di Susa non vince senza l’Italia, l’Italia non vince senza la Valle di Susa. Rafforzare, ancora di più oggi, questa scommessa non può che diventare una sfida collettiva e comune, da riempire con entusiasmo e passione, per continuare a fare strada ad una sete di riscatto e trasformazione sociale che trova nel No Tav tutta la potenza di una comunità resistente in lotta, che non si arrende, che non si arresta.
Il 25 febbraio ancora una volta la Valle sarà in marcia per ribadire le sue ragioni, compatta dietro ai suoi striscioni, tra amministratori e popolo in movimento e fiera porterà al cospetto dei mass media, il suo volto.
Da Bussoleno a Susa sfileremo per dimostrare che il movimento No Tav è più in forma che mai, che non bastano manette e manganelli, trattati internazionali o finti cantieri per scoraggiarlo, perché: SIAMO NO TAV E FERMARCI E’ IMPOSSIBILE!
Network antagonista Torinese
csoa Askatasuna – csa Murazzi
coll. universitario autonomo – koll. studenti autorganizzati
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Scritto il febbraio 17th, 2012 da admin in no tav, PRIMO PIANO, tags: no tav, notav
APPELLO PER UNA NUOVA MARCIA NO TAV IN VALLE DI SUSA
DA BUSSOLENO A SUSA – SABATO 25 FEBBRAIO 2012
RITROVO DALLE ORE 13 IN PIAZZA DELLA STAZIONE A BUSSOLENO
Il popolo NO TAV scenderà ancora una volta in strada per ribadire il proprio rifiuto al progetto inutile e devastante della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.
La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con la Comunità Montana e l’assemblea dei sindaci della val Susa e val Sangone per ribadire l’unità del territorio nel respingere quest’opera.
Sarà un’ occasione per rilanciare la mobilitazione e sancire la legittimità della resistenza in corso da mesi contro il cantiere di Chiomonte, area militarizzata.
Esprimeremo anche in questa giornata la nostra vicinanza e solidarietà nei confronti delle persone arrestate e inquisite per aver lottato al nostro fianco e invitiamo tutte le loro famiglie a partecipare con noi a quella che sarà una grande giornata di testimonianza e gratitudine.
Saranno bene accetti anche questa volta tutti coloro che giungeranno in valle per supportare le istanze del movimento NO TAV che sempre più sta diventando simbolo di riscossa per chi lotta contro i poteri forti e riferimento per le idee di un altro mondo possibile.
Vi aspettiamo numerosi e determinati.
IL MOVIMENTO NOTAV

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Scritto il febbraio 13th, 2012 da admin in no tav, PRIMO PIANO, tags: arresti notav
“la valle non si arresta!”
Stiamo organizzando per sabato 18 Febbraio a Bussoleno una giornata di festa popolare per gli arrestati del movimento notav. Festa si, perchè pensiamo che sia il modo migliore per dimostrare la vicinanza a tutti i notav reclusi o confinati da obblighi di dimora o domiciliari. Vogliamo anche dimostarre a chi pensa di scoraggiarci o spaventarci che il popolo notav marcia a testa alta per la sua strada, che benchè in salita, giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi compagni di viaggio e di ragioni che ci rendono sempre più forti. Se l’intento era quello di sorprenderci e scoraggiarci, dimostreremo che così non è e lo faremo con una grande festa di paese, Dal pomeriggio di sabato 18 fino a sera il centro storico di Bussoleno sarà allestito a festa, come per le grandi occasioni, perchè le ragioni del movimento notav sono radicate nella nostra tradizione e una comunità che lotta, sa anche festeggiare, non lasciando mai nessuno indietro. La giornata si articolerà in via W.Fontan, zona pedonale a partire dal primo pomeriggio fino a tarda sera. Ci sarà un momento dedicato ai no tav più piccoli con uno spettacolo di marionette, balli in maschera, “bugie”, cioccolata calda, tè caldo e vin brulè (per i grandi). In questo caso l’invito per tutti i bimbi è a venire in maschera. Si proseguirà poi con la musica dal vivo, balli locali e non, con gli Egin e molti altri musicisti. Nel pomeriggio inoltre è previsto un incontro con un sindaco dei paesi baschi coinvolto anch’egli con il suo popolo dalla lotta no tav (aht gelditu) che verrà accolto dalla val di Susa e dai suoi amministratori locali (questo incontro è inserito all’interno della settimana di solidarietà con il popolo basco). Attorno alle 18 ci sarà un aperitivo musicale presso il bar libreria “la città del sole” e poco dopo dalle 20.30 ci sarà una cena popolare presso l’osteria “La Credenza”. Ci sarà inoltre la possibilità per i produttori locali di esporre i propri prodotti con banchetti e stand gastronomici, in particolare l’appello è rivolto all’associazione Etinomia e non solo ovviamente. Tutti i comitati inoltre potranno esporre i loro banchetti informativi e il loro materiale no tav. Ospite speciale le arance della calabria (guarda il report di lancio dell’iniziativa), 20 quintali che giungeranno in valle e saranno distribuiti come segno tangibile di vicinanza dai compagni di Reggio.
Venite e portate i vostri amici, c’è spazio per tutti, riempiamo questa via di solidarietà e festa in una giornata che dovrà saper esprimere il meglio della valle di Susa. Ovviamente le sottoscrizioni e i ricavati saranno destinato alle spese che quotidianamente affrontiamo in questa situazione.
Evento su FB
orari e programma
ore 10.00 – inizio montaggio banchetti – ore 14.00 – inizio carnevale bamibini – ore 16.00 – spettacolo burattini – ore 17.00 concerto egin – ore 17.30 – incontro sindaco basco presso osteria credenza – ore 19.00 aperitivo bar-libreria – ore 20.00 cena osteria credenza
lo spettacolo delle marionette
Il re è nudo! (spettacolo di burattini per bambine/i di tutte le età)
di e con Caruso Chiara durata: 20 min.
riscrittura sotto forma di teatro dei burattini della ben nota storia “il vestito nuovo dell’imperatore” di Andersen. Il vecchio re, che non toglie la sua corona neppure per dormire (tanta è la paura che tutto ciò che ha usurpato gli possa esser portato via), all’improvviso si ritrova nudo e solo di fronte alla danza accattivante della morte, mostrando a tutti il lato grottesco e ridicolo del potere. Che cosa succederà? Soltanto il pubblico potrà decidere se ribellarsi o meno alla tirannia del re….. Il recupero dell’antica tradizione dei burattini diventa, in questo caso, occasione di incontro tra le generazioni e strumento per la riappropriazione collettiva della pubblica piazza.
di seguito il comunicato di adesione delle famiglie no tav
Siamo le famiglie valsusine: un esempio di collettività pacifica, consapevole e solidale. Il 18 ci saremo per ribadire la nostra appartenenza a questo variopinto movimento, solidali con coloro che sono stati arrestati e forti delle nostre ragioni. Faremo festa insieme per difendere il futuro di tutti e insegnare ai nostri figli i valori dell’impegno civile e sociale. Siamo orgogliosi di portare i bambini a costruire un mondo migliore. L’educazione viene dall’esempio e ciò che passiamo ai nostri figli con la partecipazione al movimento NO TAV è la possibilità di autodeterminare il proprio destino nel rispetto del prossimo…e il prossimo non si arresta perchè difende pacificamente le proprie idee!
Gruppo Famiglie NO TAV

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