Archivio per la Categoria “repressione”

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A svegliarci presto ci siamo abituati, Luca compreso, lo abbiamo sempre fatto in questi anni per opporci agli sfratti delle numerose famiglie che abbiamo difeso da quando abbiamo iniziato il progettto PrendoCasa.

Immagino quindi il piacere che i numerosi poliziotti e digossini che costringevamo ad alzarsi presto  per difendere gli sporchi interessi di speculatori immobiliari e affaristi abbiano incontrato ieri mattina nel rendere a Luca la cortesia nell’ambito della vergogosa macchinazione mediatica  a “danno”, cosi’ sperano loro, del movimento NOTAV.

L’aria serena ed il sorriso stampato ieri sulla faccia di Luca che ammanettato veniva fatto uscire di casa e’ la migliore risposta. “Lo facciamo per dovere non per fare spettacolo” dichiara in quel momento un confortante digossino, ma nel frattempo le foto di preavvisati giornalisti gia’ riempiono i media mainstream con selezione peraltro variabile nel corso della mattinata rimuovendo le foto dei sorridenti arrestati non appena si scovano foto piu’ “cupe”.

La migliore risposta l’hanno data le ottomila persone che ieri sera hanno invaso Bussoleno senza piangersi addosso ma anzi  rinvigorendo la lotta con un fiorire di iniziative gia’ pianificate cosi’ come e’ avvenuto e sta avvenendo in tuttt’italia e non solo.

Continueremo a lottare certi che Luca e tutti gli/le arrestat* saranno fra’ noi non appena scemi questa assurda mess’inscena!

TUTTI E TUTTE LIBER*!

prendocasa torino

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La Digos della questura di Brindisi, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Licci su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, ha arrestato 18 disoccupati di Brindisi.

Le accuse sono di occupazione di azienda, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.

Tradotto dal linguaggio poliziesco, questi disoccupati sono rei di aver protestato davanti ai cancelli della ditta Monteco, la società che compie il servizio di raccolti rifiuti, dalla quale erano stati licenziati per “ristrutturazione aziendale”.

Per questa sacrosanta protesta, la magistratura ha deciso di fare irruzione nelle loro case all’alba e compiere 18 arresti.

E’ ormai chiara la ricetta anti-crisi di questo governo: seguire le linee economiche europee, che chiedono taglio dei servizi sociali, licenziamenti di massa, abbattimento dei diritti dei lavoratori e lauti foraggiamenti per le banche; e seguire le linee sociali di repressione del dissenso attraverso gas, manganelli ed arresti selvaggi.

Gli arresti di stamane sono la chiara ed inequivocabile presentazione della stagione governativa autunnale che attraverserà l’Italia e l’Europa.

Non siamo certo intimiditi ed oggi, a maggior ragione, siamo pronti ad intensificare la lotta contro questo sistema agonizzante che pretende di sopravvivere succhiando il nostro sangue.

Un grande abbraccio a tutti i disoccupati brindisini arrestati, una ragione in più per continuare, più che mai la nostra lotta.

Que se vayan todos!

NETWORK ANTAGONISTA TORINESE

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Torino – Circa 150 persone hanno partecipato ieri pomeriggio al presidio di solidarietà con Luca, Luigi e Davide (arresati la mattina del 12 maggio in alcuni spazi occupati torinesi per ordine del pm Rinaudo) e con Andre e Gabriele, arrestati dopo l’azione di protesta di venerdì 14 alle porte palatine, consistita nella semplice esposizione di uno striscione recante la scritta “liberi tutti, liberi subito!”.

Il presidio era arricchito da banchetti e volantinaggi contro la carceri e i dispositivi di internamento. Numerosi gli interventi che si sono succeduti al microfono lungo tutto il pomeriggio; tra questi, anche quello, molto commovente, di Maria Eliantonio, madre di Manuel Eliantonio, “morto” (ucciso) nel carcere di Marassi nel luglio 2008.

Cori, messaggi per i compagni arrestati, petardi e fumogeni hanno scandito il pomeriggio, conclusosi dopo le ore 20 con una scritta su un muro di una cascina abbandonata sul retro delle Vallette, riuscendo così anche a innescare un momento di comunicazione tra dentro e fuori le mura dlla prigione.

A fine giornata, una buona notizia: la scarcerazione di Gabriele.
Adesso vogliamo liberi anche gli altri!
Tra qualche giorno dovrebbe esprimere il proprio parere il Tribunale del Riesame.

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1Alle 6.30 di questa mattina poliziotti e digos hanno fatto irruzione in alcuni spazi sociali e autogestiti della nostra città, e in alcune abitazioni private. Sfondando le porte del centro sociale Askatasuna, dell’Asilo occupato di Torino, del Mezcal squat di Collegno e del Barocchio squat di Grugliasco, hanno perquisito camere e spazi collettivi alla ricerca delle solite fantomatiche prove utili a riempire i tavoli per la conferenza stampa. L’operazione a firma del Pm Rinaudo, ha portato ad alcuni provvedimenti cautelari per 16 persone, portandone in carcere 3, ai domiciliari 4 e sottoponendone 9 all’obbligo di firma. Ancora una volta ci troviamo in presenza dell’ennesima voglia carrieristica di qualche Pm, che trovando sempre una porta aperta in questura, e prendendo come pretesto le pratiche di resistenza e contestazione seguite allo sgombero dell’Ostile nella giornata del 10 dicembre 2009, ha permesso l’ennesimo show poliziesco.
Da tempo la magistratura torinese mette in pratica questa nuova tecnica di arresti e misure preventive che una volta a processo, e talune volte molto prima, crollano miseramente perché sproporzionate rispetto ai fatti e calate dall’alto, con il solo scopo di intimidire e controllare le aree di dissenso cittadine.
E’ la pratica collettiva che viene messa sotto accusa dalle carte dei magistrati. Il fatto di aver resistito in più persone ad un atto ignobile come lo sgombero di uno stabile inutilizzato, in quartieri sempre più preda dell’immobiliarismo più sfrenato e coperto dalle amministrazioni. Si pensa così di colpire e punire una resistenza e una contestazione legittime che quella sera furono la naturale risposta ad un’operazione repressiva e di chiusura di uno spazio sociale.
Senza nessun timore, senza alcun passo indietro
Luca Libero, Liberi tutti!

Network Antagonista Torinese
centro sociale Askatasuna, Centro Sociale Murazzi, Collettivo universitario autonomo, Kollettivo Sudenti autorganizzat

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[di Uniriot Network]

Il 6 luglio 2009 la procura di Torino, capitanata dal solerte procuratore generale Giancarlo Caselli, con l’operazione denominata “Rewind”, ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell’onda studentesca di varie città italiane. Nel corso dell’inchiesta nell’autunno del 2009, si aggiungeranno all’elenco indagati altri attivisti padovani, torinesi, bolognesi e genovesi sottoposti a misure restrittive della libertà. Soltanto nel marzo del 2010 verranno revocate per quasi tutti le misure cautelari, mentre alcuni imputati sono tutt’ora sottoposti a misure restrittive.  Ciò che viene loro imputato è di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio 2009 a Torino contro il G8 University Summit e agli scontri con le forze dell’ordine che presidiavano la zona rossa del vertice. Leggi il resto di questo articolo »

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