Archivio per la Categoria “sportello casa”

Ore 15:00: VITTORIA!!!

…parziale certo, il problema della casa resta sullo sfondo come uno spettro per Patrizia e la sua famiglia, ma l’biettivo della giornata era ottenere un ulteriore rinvio e questo è stato ottenuto: saremo di certo nuovamente qui il 14 gennaio 2011 data del prossimo accesso. Sino a che chi di dovere non sarà in grado di proporre soluzioni alternative infatti troveranno la famiglia, lo sportello , la rete per il diritto alla casa torinese e tanti altri ad impedire quest’ulteriore sopruso.

Ringraziamo naturalmente tutte e tutti coloro che hanno portato la loro solidarietà quest’oggi come le altre volte, ma l’emozione di Patrizia parla da sè:

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Ore 13:00

Il presidio continua con un pranzo popolare. Voci “di corridoio” anticipano che l’ufficiale giudiziario avrebbe chiesto la proroga sino a mezzanotte (anzichè le 21 come consentito dalla legge se non per decisione di un giudice basata su fondati motivi) per poter intervenire, ed avrebbe altresì richiesto l’intervento della forza pubblica. Il presidio in tutta risposta non si lascia intimidire e , per ora , mangiamo noi !! (anziché gli speculatori).

Ore 9:00

Primo intervento di apertura per una giornata per il diritto all’abitare e alla partecipazione attiva contro lòo sfratto di oggi.

Salutando il quartiere, studenti e famiglie, ringraziando per la partecipazione già considerevole dalle prime ore del mattino, Patrizia e la sua famighlia sono protagonisti determinati per una giornata di resistenza allo sfratto.

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Ore 7.00

Lungo dora Voghera 120 e’ l’indorizzo presidiato da questa notte dagli attivisti del Progetto PrendoCasa che con il camper si sono posizionati davanti alla casa della famiglia che dovrebbe subire oggi lo sfratto.

Striscioni e volantinaggio fin dalle prime ore del mattino, il quartiere vanchiglietta si e’ svegliata con un obbiettivo preciso:resistere e portare solidarietà alla famiglia di Patrizia.
da:http://prendocasa-torino.noblogs.org

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La casa è un diritto!

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Bloccato lo sfratto in corso Regina 17. Stamane il progetto prendo casa è riuscito a fermare l’ennesimo sfratto in Vanchiglia.. Insieme si può fermare gli sfratti e i palazzinari che speculano sulla testa di intere famiglie nella nostra città.

Il caso di oggi assomiglia a molte situazioni purtroppo già viste. Sempre più famiglie, schiacciate dal peso della crisi, non riescono a pagare l’affitto a fine mese e incorrono in sfratti esecutivi per morosità. Queste famiglie vengono immediatamente sbattute in mezzo alla strada. Proprio come poteva succedere oggi: Gianfranco e sua moglie hanno sempre pagato il loro padrone di casa, proprietario di numerosi altri alloggi, ma alla perdita del lavoro di lei non ce l’hanno più fatta! Gianfranco si è indebitato con le banche per avere finanziamenti che gli permettessero di onorare la spesa dell’affitto, ma appena il proprietario ha visto diminuire il suo profitto mensile su quell’alloggio li ha portati subito in tribunale senza lasciar loro chance.

Questa famiglia ha fatto il giro di molti portoni, di istituzioni pubbliche e servizi sociali, ma nessuno è stato in grado di risolvere il problema dell’emergenza abitativa piombata nella loro vita.

Stamattina dalle 08.00 in corso Regina si è creato un presidio di resistenza allo sfratto che si è stretto intorno alla famiglia; tanti abitanti del quartiere Vanchiglia hanno portato la loro solidarietà informandosi e dando sostegno.

Gianfranco ha scritto un volantino che oggi veniva distribuito nel quartiere, in cui a gran voce denunciava la poca umanità e dignità tenuta dal proprietario…quest’ultimo è un palazzinaro senza scrupoli che nei giorni scorsi si è anche permesso di minacciare la moglie e la madre di Gianfranco, un anziana di 82 anni, avvertendole che sarebbe stato meglio lasciare immediatamente l’alloggio senza procurare fastidi..ma loro non si sono fatti intimidire; si sono rivolti allo sportello prendo casa riuscendo così a rispondere collettivamente allo sfratto, ribadendo che la casa è un diritto che va difeso contro gli speculatori di turno.

Alle 12.00 sono arrivati l’avvocato del proprietario e l’ufficiale giudiziario che, vedendo la determinazione della famiglia e del presidio, hanno accettato senza troppe discussioni la proroga dello sfratto di tre mesi.

Sfratto rinviato al 20 gennaio!

Fermare gli sfratti è possibile!

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28/09-Torino – Agg. h 21:30
L’ufficale giudiziario non si e’ presentato entro i termini di legge rinunciando cosi’ alla procedura di sfratto in atto. Agli speculatori non resta altro che ripetere la procedura sin dall’inizio.
Oggi quindi si e’ ottenuto un importantissimo risultato sia pratico, una famiglia avra’ piu’ tempo a disposizione per trovare eventuali sistemazioni alternative, che politico iniziando a smascherare e mettere a nudo le dinamiche sottese alle speculazioni edilizie nella nostra citta’.

seguiranno approfondimenti su : http://prendocasa-torino.noblogs.org


Torino – Dalle 7 di stamane non si ferma il presidio del progetto Prendocasa a difesa di una famiglia sotto sfratto vittima palese di una speculazione edilizia.

Madre e padre di due bambine (4 e 11 anni)  dovrebbero oggi, in silenzio, lasciare la propria casa e non farvi ritorno per permettere agli speculatori di ingrossare le proprie tasche.

La storia di questa casa è veramente emblematica  da “manuale del perfetto speculatore”. Prima proprietaria l’ATC (Agenzia Territoriale per la Casa) che anni fa decise  di offrire “l’opportunità” ai propri inquilini di riscattare l’alloggio in cui vivono. La famiglia (6 persone la mamma con 5 fratelli) la riceve in eredità ma a causa di ipoteche per prestiti dovuti a ditte non andate a buon fine le banche se ne appropriano una prima volta. Con enormi sacrifici la famiglia la riscatta una seconda volta, ma la crisi, si sa, in questo periodo morde e non lascia tregua… Così occorre scegliere tra il mangiare, i vestiti e le scuole  per le proprie figlie o il pagare il riscaldamento. I debiti aumentano (anche grazie a dubbie scelte effettuate dall’amministrazione del condominio attraverso l’inganno specie dei condomini più anziani) così la famiglia decidere di vendere l’alloggio. Solo allora si scopre di avere lo stesso ipotecato porprio su richiesta dell’amministrazione del condominio stesso. E qui inizia l’incubo, in men  che non si dica la casa viene messa all’asta e venduta a questo  è il motivo per cui siamo qui oggi ad impedire ch quest’ennesima vergogna venga perpetuata nella nostra città, nel nostro quartiere.

Importante la partecipazione da questa mattina sia numericamente che come composizione: vicini di casa, giovani e meno giovani, hanno da subito portato la loro solidarietà così come la maestra dell’asilo di una delle due figlie, la più piccola, ha voluto intervenire per esprimere la sua vicinanza.

Il presidio si è protratto per tutta la giornata intervento su intervento, l’ufficiale giudiziario è arrivato ma non si è nemmeno avvicinato all’abitazione non notificando alcunché (a differenza dell’estrema arroganza manifestata al primo accesso). Si è quindi deciso di continuare il presidio sino a questa sera, termine ultimo per l’ufficiale di presentare eventuali verbali.

Cittadini ed anche un vicina comunità di disabili hanno portato alcuni generi di supporto per il presidio che ha dato così vita anche ad un pranzo nell’antistante giardino….

seguiranno aggiornamenti.

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Sabrina ha 35 anni. Ha due figli, splendidi, che frequentano la scuola elementare Fontana.

Sabrina aveva un panificio, vendeva splendide michette e focaccine. Si alzava alle 4,00 per poter fare bene il suo mestiere e garantire ai suoi figli il necessario.

Poi è arrivata la crisi, quella crisi che, secondo Berlusconi, andava curata con l’ottimismo; quella crisi che, secondo il governo, era fasulla e solo nella mente dei pessimisti.

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Questa crisi “fasulla” ha impedito a Sabrina di avere un prestito dalle banche, ne altro tipo di sostegno per la sua attività commerciale.

Questa crisi “inesistente” ha costretto Sabrina a chiudere il suo esercizio, unico sostentamento per la sua famiglia e per i suoi bimbi.

Ma Sabrina non si è data per vinta, non si è fermata. Ha cercato un nuovo lavoro, un nuovo modo per sostenersi. Non è stato facile, in un periodo nel quale a Torino ci sono quasi 150mila cassintegrati e tante altre migliaia stanno perdendo il lavoro.

Sabrina lavora part-time, con un contratto a chiamata; lavora tanto per un stipendio che, a stento, riesce a soddisfare le sue necessità.

Sabrina ha fatto richiesta di alloggio popolare. Ma all’ATC gli hanno risposto che non era tanto bisognosa di alloggio, nella Torino dell’accoglienza chiampariniana gli hanno assegnato un’attesa di una decina d’anni.

Ma Sabrina non è sola. Da qualche mese frequenta il centro sociale Askatasuna ed il Comitato di Quartiere, dove i suoi figli possono giocare ed imparare senza dover pagare nulla, dove lei può chiacchierare, conoscere, confrontarsi con tante altre donne, famiglie, cittadini del territorio.

E superare quella pudica vergogna che ti viene indotta dagli sguardi giudicanti di chi vorrebbe trattarti come una scoria, come un perdente, come un poveretto che non ha gli strumenti per farcela in questa vita così competitiva. E farti sentire impotente ed emarginato.

Ma Sabrina non è emarginata per niente. Sorride agli altri, collabora, propone attività, diviene ben presto una delle più attive militanti del Comitato di Quartiere. E, quando ad un’altra mamma del quartiere arriva un’ingiunzione di sfratto, lei è in prima linea nella solidarietà, pronta a lottare per il diritto alla casa.

Sabrina sa quali sono le difficoltà della vita, e sa che la perdita del lavoro, o della casa, non sono colpe individuali di cui vergognarsi, ma il frutto di un sistema ingiusto che arricchisce e tutela chi lo gestisce e mette in ginocchio tutti gli altri.

A Sabrina è giunta un’ingiunzione di sfratto. Si è rivolta subito ai servizi sociali che, questa volta, si sono attivati permettendole di fare la pratica per l’emergenza abitativa.

La sua morosità non è determinata da cattiva volontà, ma dall’impossibilità reale di pagare un affitto troppo esoso.

E’tutto nero su bianco, gli atti sono stati depositati.

Ma lo sfratto non si è fermato.

Martedì 15 giugno arriveranno gli ufficiali giudiziari per sgomberare Sabrina dal suo appartamento.

O almeno ci proveranno. Ma quando arriveranno, al numero 12 di via Sineo, troveranno una bella sorpresa ad attenderli; siamo certi che, quella mattina, genitori della scuola, cittadini del quartiere, i ragazzi del centro sociale Askatasuna, tutto il movimento di Prendo Casa Torino, accoglierà questi signori al grido “La casa è un diritto, Sabrina non si sfratta”.

Non permetteremo mai che una donna con due figli, avente pieno diritto di un alloggio popolare, finisca in mezzo ad una strada per colpa di un sistema lento, farraginoso ed inumano.

Per questo motivo invitiamo tutte/i a partecipare al presidio antifratto dello Sportello Casa,

MARTEDI 15 GIUGNO DALLE ORE 8,00 IN VIA SINEO 12, ZONA VANCHIGLIA

Nessuno sfratto in Vanchiglia, nessuno sfratto a Torino

La casa non è un privilegio, la casa è un diritto per tutti”

Forza Sabri, siamo tutti con te!

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