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	<title>csoa Askatasuna &#187; torino</title>
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		<title>Torino, campo rom dato alle fiamme. Ecco il mostro della paura!</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 20:17:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Commento sull&#8217;assalto al campo rom de Le Vallette, Torino a cura della redazione di Infoaut Torino]E se una ragazza sedicenne come tante di un quartiere di periferia della Torino del politically correct ha paura di confessare ai suoi di aver perso la verginità, e inventa una balla su uno stupro da parte di due Rom? E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/212648716-83722fce-f7c4-477e-a977-6fea278d17f8.jpg" alt="" width="372" height="253" />Commento sull&#8217;assalto al campo rom de Le Vallette, Torino a cura della redazione di Infoaut Torino]</strong>E se una ragazza sedicenne come tante di un quartiere di periferia della Torino del politically correct ha paura di confessare ai suoi di aver perso la verginità, e inventa una balla su uno stupro da parte di due Rom? E se i giornali e i media mainstream soffiano sul fuoco titolando giornali e servizi con espressioni razziste e xenofobe? E se tutto questo accade in un momento in cui in Italia il disagio sociale cresce a vista d’occhio e le condizioni di vita sono sempre peggiori, sempre più misere? Ecco che spunta il mostro.</p>
<p>Moltissimi sono i lati inquietanti di questa vicenda, perlopiù legati ad un fattore dirimente della nostra società moderna, la società della psicosi, del terrore di massa, della paura. E infatti è proprio la paura come forma di dominio che si manifesta in maniera terribile e schizofrenica nella giornata di ieri, in cui un corteo di solidarietà contro uno stupro di trasforma in una caccia alle streghe, con tanto di fiamme; un centinaio di persone danno assalto al campo Rom da cui si presumeva venissero gli (inesistenti) aggressori. Tutto ciò accade proprio mentre la ragazza confessa di aver detto una menzogna.</p>
<p>Paura. Paura di autodeterminarsi liberamente senza dover pensare a come la famiglia o l’ambiente sociale in cui si vive reagirà. Paura dello straniero perché è diverso, è mostruoso, è demoniaco, nelle migliori narrazioni del capro espiatorio. Ed è proprio di questo che parliamo quando intendiamo la paura come forma di dominio, il capro espiatorio su cui scaricare le proprie rabbie, le proprie frustrazioni, il proprio disagio, evitando così di andare ad indagare su quali siano le cause di ciò, evitando così di scoprire che la colpa è di chi ci sfrutta ogni giorno e di chi ogni giorno stimola questo meccanismo. Quale migliore esempio dell’exploit del giornale &#8216;La Stampa&#8217; che titola la vicenda sul quotidiano di ieri così: &#8216;Mette in fuga i due rom che violentano sua sorella&#8217;. A parte il fatto che la notizia fosse inesatta anche nella narrazione del primo momento, ma in più è evidente come senza prove, senza sicurezze vengono subito individuati i colpevoli, e la caratteristica che viene sottolineata, che si fa motivo principale del titolo è che sono due rom. Oggi sul quotidiano on-line sono arrivate le scuse del giornale, ma ci chiediamo, se non fosse successo quello che è successo, se la ragazza non avesse smentito, se il campo rom non fosse andato a fuoco, i giornalisti della Stampa avrebbero comunque corretto il tiro? Abbiamo i nostri dubbi…</p>
<p>E’ proprio quel meccanismo alimentato dai partiti come la Lega Nord, dalle destre populiste e dai movimenti neofascisti, quel clima di paura generale, in cui i potenti possono continuare a fare i loro porci comodi e chi sta male, chi vive la miseria inizia una guerra tra poveri. E dentro un quartiere come Vallette, pieno di gente fantastica, ma pieno anche di un disagio viscerale che si compone in molti modi, ci vuole poco perché il mostro attecchisca, e si sfoghi in maniera barbara ed affamata.</p>
<p><strong>Infoaut Torino</strong></p>
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		<title>28.11.11 #OCCUPY FASSINO!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 10:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 28.11.11, presso il Palazzo di Città, sede del Comune di Torino, si terrà un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sulla questione FIAT. L&#8217;assemblea #OccupyTorino del 17.11.11 di via dell&#8217;Arsenale invita tutti i torinesi a mettere la casta di fronte al popolo. Mentre settori sempre più consistenti dell&#8217;indotto chiudono e i sindacati (con la parziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/11/OCCUPYFASSYNO.jpg"><img class="size-large wp-image-2226 alignleft" title="OCCUPYFASSYNO" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/11/OCCUPYFASSYNO-725x1024.jpg" alt="" width="261" height="368" /></a>Lunedì 28.11.11, presso il Palazzo di Città</strong>, sede del Comune di Torino, si terrà un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sulla questione FIAT. <a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=204644239612281" target="_blank"><strong>L&#8217;assemblea #OccupyTorino del 17.11.11 di via dell&#8217;Arsenale </strong>invita tutti i torinesi a mettere la casta di fronte al popolo.</a> Mentre settori sempre più consistenti dell&#8217;indotto chiudono e i sindacati (con la parziale eccezione della FIOM) accettano supinamente condizioni di lavoro al&#8230;lucinanti per i lavoratori di qui alla chiusura, i torinesi si chiedono che cosa ci stia a fare, in questa città, la politica.</p>
<p>Semplice: a fare affari. Dopo l&#8217;indebitamento record di Chiamparino, che per concedere alla città poco panem e molti circenses ha svenduto la città alle banche, Intesa San Paolo e Unicredit in testa, e la sua strategia urbanistica tutta volta in favore di un potere della finanza sulla città (vedi ruolo CRT nella cultura, grattacielo Intesa, ecc), Fassino si fa promore a 360 gradi del modello Marchionne, come già il suo predecessore: svendita dei diritti dei lavoratori torinesi in cambio di sostegni politici che contano, e il ruolo meschino di giustificare l&#8217;ingiustificabile con la solita aria fritta del progresso e dei tempi che cambiano, buona per la FIAT quanto per il TAV.</p>
<p>La verità è che l&#8217;operazione FIAT-Chrysler è un&#8217;operazione gestita dalla finanza, Intesa San Paolo in testa, per realizzare utili di credito dal lungo trasferimento della più grande fabbrica italiana all&#8217;estero. E&#8217; un&#8217;operazione speculativa di dimensioni mai viste, che farà arricchire immensamente Marchionne (uno dei maggiori azionisti del gruppo grazie agli accordi con Banca Intesa), i discendenti della famiglia Agnelli e i proprietari di San Paolo, regalando decenni di impoverimento e sbandamento sociale alla nostra Torino, che diverrà sempre più una città dell&#8217;1% che ne è parassita industriale e finanziario, alla faccia del 99% che ci ha sempre lavorato e ci lavora.</p>
<p>Ricordate quando, prima del referendum sull&#8217;accordo Marchionne a Mirafiori, Fassino disse che, se fosse stato un operaio, avrebbe votato SI? Ebbene, allora molti gli ricordarono che, a ben vedere, lui parla così proprio perchè NON E&#8217; un operaio. Oggi non soltanto gli operai, ma i torinesi tutti, di prima, di seconda e terza generazione vengono gettati in una miseria sempre più insopportabile da questo PD con le mani nella peggiore politica, e da questa finanza sporca con le mani sulla città.</p>
<p>&#8220;Che fare?&#8221;</p>
<p><strong><em>#OccupyTorino</em></strong><br />
<strong><em> #OccupyFassino</em></strong><br />
<strong><em> #OccupyEverything!!!</em></strong></p>
<p><strong> #GLOBALREVOLUTION!!!!</strong></p>
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		<title>11.11.11 #OccupyTorino #Occupy Togheter</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:26:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#occupy]]></category>

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		<description><![CDATA[11.11.11 #OccupyTorino - venerdì 11 novembre alle ore 18.00, Piazza Castello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/11/OCCUPYTORINO.jpg"><img class="size-full wp-image-2216 aligncenter" title="#OCCUPYTORINO" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/11/OCCUPYTORINO.jpg" alt="" width="496" height="596" /></a>11.11.11 <strong><a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=257590400958793" target="">#OccupyTorino -</a> </strong>venerdì 11 novembre alle ore 18.00, Piazza Castello</h1>
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		<title>Nina e Marianna libere subito!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 13:47:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[h 18.00 piazza Castello (Torino) presidio di solidarietà con Nina e Marianna]da www.infoaut.org qui di seguito il volantino che verrà distribuito oggi in Piazza Castello. Le donne sono l’anello forte e dolce del Movimento NO TAV; quando entrano nelle lotte, lo fanno perché sentono in pericolo le radici stesse della vita, il diritto al futuro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>[h 18.00 piazza Castello (Torino) presidio di solidarietà con Nina e Marianna]</strong>da <a href="http://www.infoaut.org/blog/no-tavabenicomuni/item/2565-nina-e-marianna-libere-subito">www.infoaut.org</a></p>
<p>qui di seguito il volantino che verrà distribuito oggi in Piazza Castello.</p>
<p><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/carcere.png"><img class="alignleft" title="carcere" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/carcere-300x221.png" alt="" width="300" height="221" /></a>Le  donne sono l’anello forte e dolce del Movimento NO TAV; quando entrano  nelle lotte, lo fanno perché sentono in pericolo le radici stesse della  vita, il diritto al futuro.</p>
<p>Nina e Marianna sono donne del movimento NO TAV.</p>
<p>Nina è un’operaia, madre di tre figli, impegnata nel sociale,  volontaria del 118. Marianna è una ragazza ventenne, una dei tanti  giovani che si sono avvicinati alla lotta NO TAV per generosità, senso  di responsabilità e speranza.</p>
<p>Venerdì sera erano con noi, alla Maddalena di Chiomonte, lungo le  recinzioni del fortino dove stanno asserragliate le “forze del  disordine” a difendere un cantiere che non c’è e grandi sporchi  interessi che invece sono ben presenti e mettono a repentaglio il futuro  sociale, ambientale, economico non solo del territorio Valsusino, ma  dell’intera collettività.</p>
<p>Andammo alle reti in tanti, almeno un migliaio di uomini e donne di  tutte le età; fummo immediatamente accolti dal lancio fitto di  lacrimogeni, sparati ad altezza d’uomo per intossicare e ferire meglio.  L’aria si fece presto irrespirabile, una nebbia fitta e velenosa contro  cui poco potevano i fazzoletti inzuppati di Malox e le maschere antigas.  In questi casi il respiro si inceppa, le gambe diventano pesanti, occhi  e polmoni in fiamme.</p>
<p>Quando gli uomini in armi uscirono dai cancelli per caricare la folla  che resisteva ai lacrimogeni, non tutti riuscirono a mettersi in salvo;  questa volta le prede furono due donne: Marianna e Nina, intervenuta  con lo zaino del pronto soccorso a prestare la prima assistenza ad un  ferito.</p>
<p>Nina e Marianna ora sono in carcere, alle Vallette: il loro arresto è stato convalidato ieri, nonostante fossero incensurate.</p>
<p>Come Nina e Marianna, altri giovani sono stati in precedenza  arrestati, incarcerati, cacciati col foglio di via o accompagnati agli  arresti domiciliari.</p>
<p>In un Paese nel quale sono ormai saltate tutte le garanzie  democratiche e costituzionali, dove la militarizzazione dei territori e  lo stato di polizia costituiscono lo strumento repressivo di quel  partito trasversale degli affari che siede in Parlamento e nelle  istituzioni, la generosità, la solidarietà, la difesa dei più deboli ,  la sete di giustizia e umanità diventano un crimine da punire col  carcere. Di questo crimine sono colpevoli, come tutti noi, Nina e  Marianna.</p>
<p>Ma il popolo NO TAV non arretra, la lotta non si arresta, la  resistenza continua e si allarga ovunque ci sono ingiustizia e  repressione.</p>
<p>A Nina e Marianna giunga il nostro abbraccio affettuoso, forte e solidale: le vogliamo libere subito!</p>
<p>Libertà e giustizia per tutti i compagni arrestati ed inquisiti.</p>
<p><strong>Il Movimento NO TAV</strong></p>
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		<title>Romano Alquati &#8211; Immagini e percorsi soggettivi e collettivi di una ricerca</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 07:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SAPERI]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[alquati]]></category>
		<category><![CDATA[CONRICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[romano alqualti]]></category>

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		<description><![CDATA[Maggiori info su Infoaut.org Incontro: 15 giugno 2011 10-13/14:30-18 Università di Torino/Facoltà di Scienze Politiche Palazzina Plana – Aula L Via Plana, 10 – Torino Sempre interessato a promuovere la critica, l&#8217;analisi e l&#8217;approfondimento teorico dentro e fuori dell&#8217;università. Un incontro per riflettere sul suo pensiero e ricordare la sua umanità, con i co-protagonisti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><strong><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/Romano_aL5.png" alt="" width="384" height="272" /><a href="http://www.infoaut.org">Maggiori info su Infoaut.org</a></strong></h4>
<h4><strong>Incontro: 15 giugno 2011 </strong></h4>
<h4><strong>10-13/14:30-18 </strong></h4>
<p><strong> Università di Torino/Facoltà di Scienze Politiche </strong></p>
<p><strong>Palazzina Plana – Aula L Via Plana, 10 –  Torino</strong></p>
<p><em>Sempre interessato a promuovere la critica, l&#8217;analisi e l&#8217;approfondimento teorico dentro e fuori dell&#8217;università.</em></p>
<p><em>Un   incontro per riflettere sul suo pensiero e ricordare la sua umanità,   con i co-protagonisti di storie, esperienze collettive e cicli di lotte   durate un’intera vita, tra impegno, ricerca ed insegnamento.</em></p>
<p>Interventi e contributi:</p>
<p><strong>Alberto Vanelli</strong>, Torino &#8211; <strong>Alessandro Casiccia</strong>, Torino &#8211; <strong>Andrea Sormano</strong>, Torino &#8211; <strong>Fabrizio Merisi</strong>, Cremona &#8211; <strong>Ferruccio Gambino</strong>, Padova &#8211; <strong>Filippo Barbano</strong>, Torino &#8211; <strong>Franco Garelli</strong>, Torino &#8211; <strong>Franco Piperno</strong>, Cosenza &#8211; <strong>Gianfranco Fiameni</strong>, Cremona &#8211; <strong>Guido Viale</strong>, Torino &#8211; <strong>Luciano Bonet</strong>, Torino &#8211; <strong>Luigi Berzano</strong>, Torino &#8211; <strong>Nicola Negri</strong>, Torino &#8211; <strong>Mario Ricciardi</strong>, Torino &#8211; <strong>Renato Rozzi</strong>, Cremona &#8211; <strong>Sergio Bologna</strong>, Milano -  <strong>Vittorio Rieser</strong>, Torino</p>
<p>_________________________________</p>
<p>Promuovono:</p>
<p><img src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/uni_TO.png" alt="uni_TO" width="233" height="102" /></p>
<p><em><strong>Colleghi Amici Allievi<br />
Cantiere per l’Auto-formazione<br />
</strong></em></p>
<p>Infos:  E-mail <a href="mailto:convegnotorino@gmail.com">convegnotorino@gmail.com</a><br />
<span id="more-1929"></span></p>
<h4><em><strong>Romano Alquati: un ragionare politico e sociologico fortemente alternativo<br />
</strong></em></h4>
<p>Chi    ha conosciuto Romano Alquati  non può dimenticare giudizi,   ragionamenti, insegnamenti, interrogativi che egli trasmetteva a chi   incontrava sia per una volta sia per assidue frequentazioni. Nel vivere   ha saputo guardare e appassionarsi a tantissime situazioni e   sfaccettature della “produzione umana”, sempre col gusto dell’osservare,   del riflettere, del ricercarne i tratti salienti e peculiari, per   assaporarne e goderne le specificità.</p>
<p>Per sopravvivere ha fatto   per decenni il docente universitario, molto seguito dagli studenti e   poco considerato dai colleghi, anzi sovente isolato  dall’Accademia che   non ha mai  accettato  né riconosciuto la  sua<em> diversità intellettuale.</em></p>
<p>Nei   suoi percorsi di militanza politica è stato punto di riferimento per   moltissimi, ma allo stesso tempo è stato incompreso anzi spesso   contrastato da chi ha considerato la politica più che come possibilità   di trasformazione collettiva come strumento di affermazione individuale o   di ascesa sociale.</p>
<p>Per scelta ha fatto il ricercatore sociale,   alternativo al sapere istituzionalizzato. In lui pratica e teoria si   sono amalgamate in una strana, anzi unica, proposta di intervento, di   militanza e di studio:  la <em>conricerca</em>, metodo potente per la  produzione  di una politicità alternativa che mira a realizzare   criticità e  approfondimento sempre in contrapposizione al già  esistente, inteso come  capitalismo, come istituzione, come    organizzazione sociale, come  scienza dominante.</p>
<p>Ha provato a  riflettere e proposto  interpretazioni significative in merito alle   varianti fondamentali che  definiscono i processi dell’odierna società  capitalistica,  e delle sue  svariate forme di industrializzazione. dei   livelli di realtà presenti  nel sistema sociale.</p>
<p>In più momenti  ha cercato un dialogo critico  confrontandosi con operai, donne,  giovani, studenti, formatori,  sindacalisti, tecnici, colleghi;  proponendo letture dei comportamenti  sociali come anticipazioni e  prefigurazioni di possibili sviluppi  progettuali alternativi.</p>
<p>Le  sue proposte hanno valorizzato  l’analisi del processo, come  anticipazione e comprensione di come e  quanto può prodursi come  modificazione del capitalismo (<em>composizione di  classe</em>) o  viceversa del come può essere praticato e ripensato un  percorso di  ricomposizione alternativo e contro il capitalismo: progetto  di  attività concrete, riproducibili e allargabili  di conoscenza e di   trasformazione, rinnovando concetti e pratiche come: soggettività,    organizzazione,  militanza, conflitto,  movimenti.</p>
<p>Ha sempre    dissacrato i luoghi comuni della cultura di sinistra, approfondendo a   più riprese un discorso sulla cultura-merce, sul consumo, sulla   riproduzione,  sulla comunicazione, sulla formazione, sulla scienza.</p>
<p>Sovente   le sue critiche hanno colpito nel segno, per questo non è stato  affatto  amato, anzi in genere si  è preferito dimenticarlo.</p>
<p>Rimangono   comunque dei segni profondi del suo operare, del suo ragionare e del  suo  criticare in decine di migliaia di persone che hanno letto e  studiato i  suoi testi, seguito le sue lezioni, ascoltato i suoi  interventi,  prestato orecchio ai suoi rimproveri e alle sue  puntualizzazioni.</p>
<p>Romano  ci ha lascito  incredibili e  indistruttibili “macchine per pensare” che  sono stati sia  saggi  pubblicati: dai “Quaderni rossi” a “classe  operaia”, dalle dispense  universitarie a scritti sparsi e inediti, sia  relazioni e incontri  individuali.</p>
<p>A un anno dalla sua  scomparsa si può tentare di  riflettere e di confrontarsi, di rendere  fruibile quanto ci ha proposto  raccogliendo le riflessioni, le critiche i  punti di vista di chi lo ha  conosciuto e ci ha collaborato insieme  costruendo alcune  proposte  comunicative.</p>
<p><strong>- due giornate  seminariali da tenersi una il 15 giugno a Torino  e una in autunno a Roma.</strong></p>
<p><strong> &#8211;  La costituzione di una fondazione on line intesa come un sito in cui si   raccolgono e depositano i suoi scritti editi e inediti, testimonianze   di chi lo ha conosciuto e frequentato, contributi e punti di vista  sulle  analisi e le categorie indicate ed esposte da Romano.</strong></p>
<p><strong>-  La pubblicazione di alcuni suoi testi ora introvabili o rimasti inediti.</strong></p>
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		<title>Torino: resistenza in corso di Prendocasa</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 08:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[sportello casa]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla casa]]></category>
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		<category><![CDATA[sfratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiornamento ore 12:00 Una giornata cominciata con intenti completamente diversi da parte di ufficiale giudiziario e forze dell&#8217;ordine si è conclusa felicemente con un ulteriore rinvio sino a fine settembre per la famiglia di Patrizia.  Le forze dell&#8217;ordine e la questura, pronta ad inveire pesantemente contro i due compagni soli a predidiare l&#8217;andfrone del palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/260382_210166405688613_100000857668738_552148_3887003_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1898" title="260382_210166405688613_100000857668738_552148_3887003_n" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/260382_210166405688613_100000857668738_552148_3887003_n.jpg" alt="" width="183" height="259" /></a></p>
<p><strong>Aggiornamento ore 12:00</strong></p>
<p>Una giornata  cominciata con intenti completamente diversi da parte di ufficiale  giudiziario e forze dell&#8217;ordine si è conclusa felicemente con un  ulteriore rinvio sino a fine settembre per la famiglia di Patrizia.  Le  forze dell&#8217;ordine e la questura, pronta ad inveire pesantemente contro i  due compagni soli a predidiare l&#8217;andfrone del palazzo nelle primissime  ore del mattino, ha desistito dall&#8217;azione di forza a seguito del  barricamento all&#8217;interno della casa di patrizia e soprattutto a seguito  dell&#8217;ingrossarsi del presidio di solidarietà fuori dall&#8217;abitazione ed al  crescere dell&#8217;interesse mediatico sulla vicenda. Delusi questurini e  ufficale giudiziario alemno quanto sentita è stata l&#8217;eplosione di gioia  del presidio e soprattutto della famiglia quando le firme del  funzionario dell&#8217;assessorato alla casa e l&#8217;ufficiale giudiziario hanno  sancito il rinvio sino a fine setttembre con l&#8217;impegno da parte del  comune nell&#8217;operarsi a trovare situazioni alternative dignitose.</p>
<p>Una vittoria della pratica di resistenza seguita che deve essere da esempio per le lotte future sul diritto alla casa.</p>
<p>Rilasciati anche i due compagni fermati stamane con denuncia a piede libero per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.</p>
<p><a href="http://prendocasa-torino.noblogs.org/post/2011/06/14/una-giornata-da-ricordare/">Leggi il comunicato di prendocasa-torino.</a></p>
<p>Da questa mattina Prendocasa Torino sta resistendo allo sfratto  esecutivo di Patrizia, in Lungo Dora Voghera a Torino. Le forze  dell&#8217;ordine presenti in gran numero, hanno tentato alle 6.30 di rompere  il blocco dei comapgni e delle compagne che hanno resistito. Due  compagni sono stati fermati e portati in questura, altri comapgn* sono  barricati dentro l&#8217;appartamento di Patrizia e il presidio davanti al  palazzo tiene a distanza la Celere.</p>
<p><strong>Segui la cronaca con gli aggiornamenti interventi audio<br />
</strong></p>
<p><strong>di seguito due interventi registrati alle 9.30.</strong></p>
<p><a href="http://dl.dropbox.com/u/31790658/gianluca%20infoaut%20torino.mp3">Gianluca Infoaut</a></p>
<p><a href="http://dl.dropbox.com/u/31790658/pierpaolo%20prendocasa.mp3">Pierpaolo prendocasa</a></p>
<p><strong>09:00 </strong>la  polizia è schierata nell’androne del palazzo e non permette a  nessuno  di avvicinarsi, di fronte alla casa si è formato un presidio di   solidarietà. Nel frattempo sono giunti in lungo dora  voghera anche i   mezzi dei vigili del fuoco. E’ in corso una trattativa tra gli avvocati e   l’ufficiale giudiziario per avere un ulteriore rinvio.</p>
<p>Audio:<a href="http://prendocasa-torino.noblogs.org/files/2011/06/141.06.2011_09.26-Unknown1.mp3">In diretta dallo sfratto</a><strong></strong></p>
<p><strong>ore 06:30</strong> la celere è gia sotto di casa di Patrizia. Invitiamo tutti e tutte ad aiutarci nella difesa di questa famiglia.</p>
<p><strong>ore 06:45</strong> due compagni di Prendocasa che si trovavano nell’androne  sono stati  malmenati dalla polizia appena giunta e si trovano ora in  stato di  fermo.</p>
<p><strong>07:30</strong> c’è stato un primo tentativo di  entrare in casa per eseguire lo  sfratto, ma la famiglia insieme ai  compagni di  prendocasa è riuscita  ed evitare lo sgombero.</p>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>

<a href='http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/attachment/foto-patrizia-14_06-300x224/' title='foto-patrizia-14_06-300x224'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/foto-patrizia-14_06-300x224-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto-patrizia-14_06-300x224" title="foto-patrizia-14_06-300x224" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/attachment/foto-patrizia-14_06v2-300x224/' title='foto-patrizia-14_06v2-300x224'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/foto-patrizia-14_06v2-300x224-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto-patrizia-14_06v2-300x224" title="foto-patrizia-14_06v2-300x224" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/attachment/foto-patrizia-14_06v3-300x224/' title='foto-patrizia-14_06v3-300x224'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/foto-patrizia-14_06v3-300x224-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto-patrizia-14_06v3-300x224" title="foto-patrizia-14_06v3-300x224" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/attachment/foto-patrizia-14_06v4-300x180/' title='foto-patrizia-14_06v4-300x180'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/foto-patrizia-14_06v4-300x180-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto-patrizia-14_06v4-300x180" title="foto-patrizia-14_06v4-300x180" /></a>
<a href='http://www.csoaskatasuna.org/torino/torino-resistenza-in-corso-di-prendocasa/attachment/samsung/' title='SAMSUNG'><img width="150" height="150" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/06/foto-patrizia-14_06v5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="SAMSUNG" title="SAMSUNG" /></a>

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		<title>Infoaut Festival 2011 &#8211; la conclusione (per ora)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 16:59:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo nove intensi giorni si è chiusa la prima edizione dell&#8217;Infoaut Festival. Concerti, dibattiti, presentazioni, spettacoli teatrali, cene, tenuti insieme al Parco Ruffini dallo spirito di decine e decine di compagni e compagne che si sono immedesimati in ogni ruolo possibile: tecnico, idraulico, meccanico, cuoco, cameriere, aggiustatutto&#8230; Gente d&#8217;altri tempi verrebbe da dire, ma invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/modules/mod_news_pro_gk4/cache/k2.items.cache.3fdce261fec9e02d13c63ef93539619a_Lnsp_175.jpg" alt="" width="250" height="171" />Dopo nove intensi giorni si è chiusa la prima edizione dell&#8217;Infoaut  Festival. Concerti, dibattiti, presentazioni, spettacoli teatrali, cene,  tenuti insieme al Parco Ruffini dallo spirito di decine e decine di  compagni e compagne che si sono immedesimati in ogni ruolo possibile:  tecnico, idraulico, meccanico, cuoco, cameriere, aggiustatutto&#8230;<br />
Gente  d&#8217;altri tempi verrebbe da dire, ma invece giovani e meno giovani sono  questo tempo, sono la linfa delle lotte e di un modo di fare politica,  quello antagonista, che vive della passione, dell&#8217;impegno, della  soggettività e della militanza di tutti e tutte.<br />
Nove giorni bagnati  quasi costantemente dalla pioggia, difficili da gestire all&#8217;aperto, ma  che oggi al &#8220;the end&#8221;, vanno ricordati e valorizzati uno per uno.<br />
Ieri  sera la chiusura del Festival con il concerto a favore dell&#8217;acqua  pubblica, contro il nucleare, con gli artisti intervenuti a titolo  gratuito per supportare i temi e il referendum del prossimo weekend.  Migliaia di persone hanno ridato quell&#8217;energia necessaria che serve di  questi tempi per combattere le innumerevoli battaglie che vale la pena  d&#8217;ingaggiare, dalla Valle di Susa all&#8217;urna di domenica e lunedì.<br />
Ci  eravamo posti l&#8217;obbiettivo ambizioso di ri-dare vita al Parco Ruffini,  di trasformarlo in un luogo di festa di popolo e di impegno altro,  capace di parlare, con il linguaggio delle lotte e dei conflitti, ad  alta voce, in uno spazio pubblico, il linguaggio di quel patrimonio  politico e sociale che sono i centri sociali. Nelle centinaia di persone  con cui abbiamo avuto l&#8217;occasione di parlare di questo, hanno  riconosciuto al Festival proprio questa valenza, quella di una forma  &#8220;differente&#8221; d&#8217;interpretare la passione politica, fuori dagli schemi  delle istituzioni e dei partiti.<br />
Vogliamo ringraziare tutti e tutte:  da chi ha suonato, a chi ha portato la sua esperienza e chi ha  partecipato semplicemente alle iniziative. Vogliamo dare appuntamento  alla prossima edizione del festival e on line, sulle pagine di  www.infoaut.org.</p>
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		<title>Infoaut Festival 2011 &#8211; Programma</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 07:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[il programma può subire variazioni. tutte le info su festival.infoaut.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/iafest_completo1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1880" title="iafest_completo" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/iafest_completo1-713x1024.jpg" alt="" width="570" height="819" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">il programma può subire variazioni. tutte le info su <a href="http://festival.infoaut.org">festival.infoaut.org</a></p>
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		<title>27/5 inaugurazione della mostra Shirt&amp;Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 10:30:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Attraverso l’esposizione di tshirt stampate con messaggi e grafiche che parlano il linguaggio dell’antagonismo, la mostra mette in risalto l’arte della propaganda della cultura dei centri sociali e dei movimenti di opposizione per valorizzarne il senso sociale e artistico. Dalla tshirt alla cornice, decenni di tshirt che ne hanno visti di tutti i colori: sconfitte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/shirtrivoluzione_sf_black.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1868" title="shirt&amp;rivoluzione_sf_black" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/shirtrivoluzione_sf_black-1024x723.jpg" alt="" width="258" height="182" /></a>Attraverso l’esposizione di tshirt stampate con messaggi e grafiche   che parlano il linguaggio dell’antagonismo, la mostra mette in risalto   l’arte della propaganda della cultura dei centri sociali e dei movimenti   di opposizione per valorizzarne il senso sociale e artistico.</p>
<p>Dalla  tshirt alla cornice, decenni di tshirt che ne hanno visti di  tutti i  colori: sconfitte fantastiche e battaglie che valeva la pena di   combattere.</p>
<blockquote><p><strong> inaugurazione/aperitivo venerdì 27 maggio dalle ore 18 – Infoshop Senza Pazienza – Via artisti 13/a Torino</strong></p></blockquote>
<p><strong>Presentazione</strong></p>
<p><em>…Il mio mitra è  il contrabbasso che ti spara sulla faccia, che  ti spara sulla faccia ciò  che penso della vita, con il suono delle dita  si combatte una  battaglia, che ci porta sulle strade della gente che  sa amare.(Area –  Gioia e Rivoluzione).</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Shirt&amp;Rivoluzione  nasce per rendere omaggio all’arte del  messaggio stampato sul cotone e  portato ovunque. La maglietta è uno  degli indumenti più diffusi, si pone  da sempre come modello per  affermare il proprio pensiero al mondo,  esibendolo sul proprio corpo.</p>
<p>Al di fuori dalla moda e dal  commercio, ci interessa valorizzare  l’arte che una tshirt porta con se:  l’arte della propaganda. A  differenza di magliette commerciali, una  tshirt con un messaggio  politico è un segno distintivo che manifesta un  pensiero senza dover  dire di più.</p>
<p>Portare indosso un messaggio  significa non solo affermarlo, ma  sostenerlo e difenderlo nei confronti  di tutti quelli che lo osservano,  lo approvano o lo contestano.</p>
<p>Abbiamo  voluto mettere in mostra, incorniciandole, una parte delle  magliette  che negli anni alcuni di noi hanno inventato, stampato,  comprato o  scambiato. Abbiamo voluto fare una mostra per valorizzare  l’arte  impressa sul cotone, iniziando da questo primo progetto che  abbiamo  chiamato Shirt&amp;Rivoluzione.</p>
<p>La maggior parte delle opere  esposte sono state indossate; alcune  hanno avuto l’onore di partecipare a  battaglie, altre sono state  difese, altre ancora hanno impresso il  ricordo di momenti particolari.</p>
<p>La mostra è curata dall’<a href="http://www.senzapazienza.com/2011/05/17/">Infoshop Senza Pazienza</a> e dal Mutuo Soccorso Bandito.</p>
<p>Il<strong> Senza Pazienza</strong> (oggi Infoshop) esiste dagli anni  90. E’ nato all’interno di Palazzo  Nuovo con il movimento della  Pantera. Si è sviluppato negli anni come  centro di documentazione, sede  politica e punto di aggregazione. Ha  avuto sede a San Salvario fino  alla fine degli anni 90′ per poi  spostarsi nella sede attuale in Via  degli artisti 13/a, nel quartiere di  Vanchiglia. E’ un luogo di  aggregazione sociale e culturale espressione  della controcultura  antagonista dei centri sociali.</p>
<p><strong>Mutuo Soccorso Bandito</strong> è il nome collettivo nel  quale si riconoscono alcuni soggetti uniti  dalla passione per la  radicalità. Provenienti dalle sedi dei centri  sociali e dalle gradinate  dello stadio, torinesi, tumultuosi e riottosi,  gli aderenti al Mutuo  Soccorso Bandito sono impegnati in progetti di  comunicazione  alternativa, di agitazione culturale, di solidarietà e di   contro-cooperazione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/locandina_a3_senza.jpg"><img class="size-full wp-image-1867 aligncenter" title="locandina_a3_senza" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/locandina_a3_senza.jpg" alt="" width="354" height="500" /></a></p>
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		<title>18 maggio 1944: &#8220;gira per la città Dante di Nanni&#8221;</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/antifascismo/18-maggio-1944-gira-per-la-citta-dante-di-nanni/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[dante di nanni]]></category>

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		<description><![CDATA[[da Infoaut.org- Storia di classe] Il 18 maggio ricorre l&#8217;anniversario della morte di una figura storica dell&#8217;antifascismo italiano: quella di Dante Di Nanni, giovane militante dei GAP torinesi, ucciso nel 1944, all&#8217;età di 19 anni, dalle truppe nazifasciste. Figlio di genitori di origine pugliese, fin da giovanissimo comincia a lavorare nelle fabbriche cittadine, proseguendo gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://www.infoaut.org/blog/storia-di-classe">da Infoaut.org- Storia di classe</a>] Il 18 maggio ricorre l&#8217;anniversario della  morte di una figura storica dell&#8217;antifascismo italiano: quella di Dante  Di Nanni, giovane m<img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/18%20maggio.jpg" alt="18 maggio" width="163" height="200" />ilitante dei GAP torinesi, ucciso nel 1944, all&#8217;età di 19 anni, dalle truppe nazifasciste.</p>
<div>Figlio  di genitori di origine pugliese, fin da giovanissimo comincia a  lavorare nelle fabbriche cittadine, proseguendo gli studi alla scuola  serale; allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola  nell&#8217;Areonautica, che abbandona subito dopo l&#8217;armistizio del 1943.</div>
<div>Rifugiatosi  nelle montagne piemontesi, si unisce inizialmente ad un gruppo  partigiano guidato da Ignazio Vian, per poi convergere nei GAP di  Giovanni Pesce.</div>
<div>E&#8217;  il 17 maggio del &#8217;44 quando Di Nanni, assieme ai compagni Giuseppe  Bravin, Giovanni Pesce e Francesco Valentino, effettua un attacco ad una  stazione radio che disturbava le comunicazioni di Radio Londra.</div>
<div>Prima  dell&#8217;azione, il gruppo di Gappisti disarma i militari preposti alla  difesa della stazione e decide di graziarli in cambio della promessa di  non dare l&#8217;allarme; ma i nove soldati tradiscono l&#8217;accordo e, ad azione  terminata, i quattro partigiani vengono sorpresi ed attaccati da un  gruppo di nazifascisti.</div>
<div>Ne  segue uno scontro a fuoco in cui Bravin e Valentino vengono feriti e  catturati; portati alle carceri Le Nuove, saranno torturati a lungo ed  infine impiccati il 22 Luglio: Bravin aveva 22 anni, Valentino 19.</div>
<div>Anche  Pesce e Di Nanni vengono colpiti durante lo scontro, ma il primo riesce  a portare in salvo il compagno più giovane, gravemente ferito da 7  proiettili.</div>
<div>Di  Nanni viene trasportato nella base di San Bernardino 14, a Torino, dove  un medico ne consiglia l&#8217;immediato ricovero in ospedale; Giovanni  Pesce, allora, si allontana dall&#8217;abitazione per cercare aiuto e  organizzare il trasporto del compagno, ma al suo ritorno trova la casa  circondata da fascisti e tedeschi, avvertiti della presenza dei Gappisti  dalla soffiata di una spia.</div>
<div>Nonostante  le gravi condizioni in cui versava, Di Nanni rifiuta di consegnarsi al  nemico e resiste a lungo all&#8217;attacco nazifascista, barricandosi  nell&#8217;appartamento del terzo piano e riuscendo ad eliminare diversi  soldati tedeschi e fascisti con le munizioni rimastegli.</div>
<div>La sua eroica resistenza è riportata dalle parole dello stesso Giovanni Pesce che assistette in prima persona alla scena:</div>
<div>«<em>Ora  tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono  addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l&#8217;ultima  cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo  migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il  mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra  una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano  a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile  e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura,  come fosse a una gara di tiro. L&#8217;ultimo fascista cade fulminato col  colpo. Adesso non c&#8217;è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le  sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi  aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada,  dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e  tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga.  Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha  battuti. E non sparano. È in quell&#8217;attimo che Di Nanni si appoggia in  avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi  si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena  di silenzio.</em>»</div>
<div>(Giovanni Pesce, Senza tregua &#8211; La guerra dei GAP, Feltrinelli, 1967)</div>
<div>Nel 1945 viene insignito della Medaglia d&#8217;Oro al valor militare.</div>
<div>A  67 anni di distanza dalla sua morte, vogliamo ricordare Dante Di Nanni  come un esempio a cui guardare per la determinazione e la forza con cui,  assieme a tanti e tante antifascist*, scelse la strada della resistenza  e della lotta contro l&#8217;oppressione nazifascista.</div>
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