Archivio per la Categoria “torino”27/5 inaugurazione della mostra Shirt&RivoluzioneScritto il maggio 18th, 2011 da admin in movimento, torino, vanchiglia, tags: shirt e rivoluzione, tshirt
Dalla tshirt alla cornice, decenni di tshirt che ne hanno visti di tutti i colori: sconfitte fantastiche e battaglie che valeva la pena di combattere.
Presentazione …Il mio mitra è il contrabbasso che ti spara sulla faccia, che ti spara sulla faccia ciò che penso della vita, con il suono delle dita si combatte una battaglia, che ci porta sulle strade della gente che sa amare.(Area – Gioia e Rivoluzione).
Shirt&Rivoluzione nasce per rendere omaggio all’arte del messaggio stampato sul cotone e portato ovunque. La maglietta è uno degli indumenti più diffusi, si pone da sempre come modello per affermare il proprio pensiero al mondo, esibendolo sul proprio corpo. Al di fuori dalla moda e dal commercio, ci interessa valorizzare l’arte che una tshirt porta con se: l’arte della propaganda. A differenza di magliette commerciali, una tshirt con un messaggio politico è un segno distintivo che manifesta un pensiero senza dover dire di più. Portare indosso un messaggio significa non solo affermarlo, ma sostenerlo e difenderlo nei confronti di tutti quelli che lo osservano, lo approvano o lo contestano. Abbiamo voluto mettere in mostra, incorniciandole, una parte delle magliette che negli anni alcuni di noi hanno inventato, stampato, comprato o scambiato. Abbiamo voluto fare una mostra per valorizzare l’arte impressa sul cotone, iniziando da questo primo progetto che abbiamo chiamato Shirt&Rivoluzione. La maggior parte delle opere esposte sono state indossate; alcune hanno avuto l’onore di partecipare a battaglie, altre sono state difese, altre ancora hanno impresso il ricordo di momenti particolari. La mostra è curata dall’Infoshop Senza Pazienza e dal Mutuo Soccorso Bandito. Il Senza Pazienza (oggi Infoshop) esiste dagli anni 90. E’ nato all’interno di Palazzo Nuovo con il movimento della Pantera. Si è sviluppato negli anni come centro di documentazione, sede politica e punto di aggregazione. Ha avuto sede a San Salvario fino alla fine degli anni 90′ per poi spostarsi nella sede attuale in Via degli artisti 13/a, nel quartiere di Vanchiglia. E’ un luogo di aggregazione sociale e culturale espressione della controcultura antagonista dei centri sociali. Mutuo Soccorso Bandito è il nome collettivo nel quale si riconoscono alcuni soggetti uniti dalla passione per la radicalità. Provenienti dalle sedi dei centri sociali e dalle gradinate dello stadio, torinesi, tumultuosi e riottosi, gli aderenti al Mutuo Soccorso Bandito sono impegnati in progetti di comunicazione alternativa, di agitazione culturale, di solidarietà e di contro-cooperazione. 18 maggio 1944: “gira per la città Dante di Nanni”Scritto il maggio 18th, 2011 da admin in antifascismo, torino, tags: dante di nanni[da Infoaut.org- Storia di classe] Il 18 maggio ricorre l’anniversario della morte di una figura storica dell’antifascismo italiano: quella di Dante Di Nanni, giovane m Figlio di genitori di origine pugliese, fin da giovanissimo comincia a lavorare nelle fabbriche cittadine, proseguendo gli studi alla scuola serale; allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nell’Areonautica, che abbandona subito dopo l’armistizio del 1943.
Rifugiatosi nelle montagne piemontesi, si unisce inizialmente ad un gruppo partigiano guidato da Ignazio Vian, per poi convergere nei GAP di Giovanni Pesce.
E’ il 17 maggio del ’44 quando Di Nanni, assieme ai compagni Giuseppe Bravin, Giovanni Pesce e Francesco Valentino, effettua un attacco ad una stazione radio che disturbava le comunicazioni di Radio Londra.
Prima dell’azione, il gruppo di Gappisti disarma i militari preposti alla difesa della stazione e decide di graziarli in cambio della promessa di non dare l’allarme; ma i nove soldati tradiscono l’accordo e, ad azione terminata, i quattro partigiani vengono sorpresi ed attaccati da un gruppo di nazifascisti.
Ne segue uno scontro a fuoco in cui Bravin e Valentino vengono feriti e catturati; portati alle carceri Le Nuove, saranno torturati a lungo ed infine impiccati il 22 Luglio: Bravin aveva 22 anni, Valentino 19.
Anche Pesce e Di Nanni vengono colpiti durante lo scontro, ma il primo riesce a portare in salvo il compagno più giovane, gravemente ferito da 7 proiettili.
Di Nanni viene trasportato nella base di San Bernardino 14, a Torino, dove un medico ne consiglia l’immediato ricovero in ospedale; Giovanni Pesce, allora, si allontana dall’abitazione per cercare aiuto e organizzare il trasporto del compagno, ma al suo ritorno trova la casa circondata da fascisti e tedeschi, avvertiti della presenza dei Gappisti dalla soffiata di una spia.
Nonostante le gravi condizioni in cui versava, Di Nanni rifiuta di consegnarsi al nemico e resiste a lungo all’attacco nazifascista, barricandosi nell’appartamento del terzo piano e riuscendo ad eliminare diversi soldati tedeschi e fascisti con le munizioni rimastegli.
La sua eroica resistenza è riportata dalle parole dello stesso Giovanni Pesce che assistette in prima persona alla scena:
«Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l’ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura, come fosse a una gara di tiro. L’ultimo fascista cade fulminato col colpo. Adesso non c’è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada, dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha battuti. E non sparano. È in quell’attimo che Di Nanni si appoggia in avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena di silenzio.»
(Giovanni Pesce, Senza tregua – La guerra dei GAP, Feltrinelli, 1967)
Nel 1945 viene insignito della Medaglia d’Oro al valor militare.
A 67 anni di distanza dalla sua morte, vogliamo ricordare Dante Di Nanni come un esempio a cui guardare per la determinazione e la forza con cui, assieme a tanti e tante antifascist*, scelse la strada della resistenza e della lotta contro l’oppressione nazifascista.
Torino, gli studenti autorganizzati assaltano Equitalia: scontri e due fermiScritto il maggio 6th, 2011 da admin in movimento, news, torino, tags: sciopero generale[Infoaut_Torino] Gli studenti medi e universitari dei collettivi autorganizzati si sono radunati in un migliaio oggi in piazza Arbarello per portare un vento diverso allo ‘sciopericchio’ generale targato Cgil e compatibilità. Nonostante i tentativi dei capetti della Cgil di arginare la presenza studentesca autorganizzata – di fatto lo spezzone più ampio del corteo – gli studenti sono comunque riusciti ad inserirsi nel corteo generale, curvando poi in via San Tommaso e conquistando, metro dopo metro, il diritto a sfilare fuori dagli itinerari indicati. In via Alfieri sono state ricordate le responsabilità del governo regionale nelle politiche relative alle scuole e al sociale, con un Cota impegnatissimo a smantellare il pubblico e regalare fondi alle private. Come sempre, gli studenti van bene e ricevono pacche sulle spalle quando sfilano pacifici senza disturbare nessuno. Quando esprimono una critica e un obiettivo più alto e politico, subito vengono biasimati o picchiati. Così la questura fa caricare gli studenti: toccare i poteri forti non è consentito! Diverse e ripetute cariche, che hanno trovato la resistenza determinata degli studenti, hanno prodotto due fermi e il pestaggio di alcuni studenti e studentesse. Il corteo si è infine ricomposto tornando a sfilare per le strade del centro cittadino, andando a concludersi di fronte a palazzo nuovo. Il corteo cgiellino brilla per il rapporto inversamente proporzionale tra quantità e qualità. Grandi numeri – determinati soprattutto dagli spezzoni dello Spi e della funzione Pubblica – incapaci di esprimere alcunché di politicamente significativo contro le mossette di Confindustria (che la Camusso sembra invece accarezzare) e una crisi che ogni giorno viene sempre più scaricata sui ceti popolari. Debole anche la presenza della Fiom: pesa in negativo la scelta perdente della Bertone. La presenza giovanile, studentesca e precaria, è quella che ha riempito di senso uno sciopero ritardato e depotenziato dalla volontà di contenimento della Cgil. Tanto c’è ancora da fare. Ma almeno c’è qualcuno che prova a dare un segnale nel torpore generale, quando invece tanti sarebebro i motivi, e le occasioni, per cambiare di segno.
…gli studenti medi di Torino salutano Equitalia…! Dopo un autunno di lotta, una primavera di rivolta!
1 maggio 2011Scritto il aprile 26th, 2011 da admin in movimento, torino, tags: 1 maggio, PRIMO MAGGIOIn piazza, uniti nella lotta, contro un’unità sindacale ammantata di un tricolore di guerra. Dentro e contro un primo maggio di campagna elettorale e negozi aperti. Raiss e guerrafondai, cacciamoli tutti!Scritto il marzo 21st, 2011 da admin in news, torino, tags: no berlusconi
Una presenza ufficiale la sua, per lanciare la candidatura di Coppola a sindaco della città e contribuire con la sua eccellente presenza a fare un po’ di raccolta fondi per la campagna elettorale. Chi parteciperà alla cena elettorale, molto chic, ha sborsato 500 euro con la speranza di essere messo a sedere il più vicino possibile al tavolo presidenziale. L’affluenza è alta e pare siano almeno 250 gli imprenditori piemontesi che si sono contesi i posti a disposizione, senza contare tutto l’entourage composto dai fedeli al Popolo delle Libertà e ai partiti ad esso affini. Il perché lo sappiamo, ci saranno un po’ “tutti” a questa cena: la classe dirigente torinese, politica ed imprenditoriale, pronta a darsi battaglia per poter omaggiare il presidente “operaio” e fargli le quanto mai immeritate congratulazioni per i successi del suo governo. Viene spontaneo chiedersi quali saranno i punti forti del discorso di Berlusconi: il riferimento al mondo della formazione e della ricerca che la riforma Gelmini ha letteralmente distrutto? Il Welfare continuamente indebolito dai tagli? L’economia e la finanza alla luce degli effetti devastanti della crisi che questa classe dirigente ha contribuito a creare, riversandone gli effetti sulla gente comune? O forse parleranno di quale lustro porterà la costruzione di grandi opere inutili come il Tav, senza menzionare la resistenza di una Valle intera? O forse vorrà illustrare la brillante quanto nefasta idea del ritorno al nucleare in Italia? Pensiamo però che questa sera il fiore all’occhiello sarà l’ultima impresa militare della grande Italia che, guidata da ministri guerrafondai con l’appoggio dei partiti di opposizione, ha dichiarato guerra alla Libia, dopo aver messo a disposizione di Ue, Usa e Qatar le proprie basi militari e aver votato a favore dell’intervento armato. Che dietro tutto ciò ci sia la volontà da parte della coalizione internazionale di mettere le mani sul petrolio Libico e calmierare la lotta del popolo insorto per restituire un quadro politico complessivo di più facile gestione non è un mistero, allora viene spontaneo chiedersi a nome di chi o cosa si stia combattendo questa guerra. Di sicuro, non a nome dei popoli insorti che, tempo qualche giorno, avranno modo di capire le reali intenzioni degli esportatori della “santa democrazia”, ladri di rivoluzioni, e inizieranno ad odiare le loro bombe che già stanno mietendo morti e feriti. Effettivamente il gotha nostrano stasera avrà un sacco di cose da dirsi, senza magari risparmiarsi qualche battuta sulle navi cariche di profughi che, con il passare delle ore, premono sempre più pressantemente sui confini italiani… Quindi, non ci dispiace non partecipare a questo grande evento e preferiamo di gran lunga quello creato oggi da chi le contraddizioni le riconosce e le combatte in prima persona: il No Berlusconi Night! Non ci accontentiamo di indicare Berlusconi come l’unico responsabile della situazione attuale, poiché sappiamo bene come all’interno del sistema partitico italiano ci sia ben poca differenza tra chi si professa di sinistra e chi di destra: stesse priorità, che si sintetizzano nell’accaparrarsi la poltrona in parlamento, consiglio regionale o comunale (non importa!), basta che sia comoda e ben retribuita! Cerchiamo di imparare dai popoli arabi che da mesi ormai stanno imponendo la loro agenda politica a tutto il mondo: la lotta è l’unica cosa che realmente paga, l’unico elemento di rottura che sia in grado di parlare il linguaggio dei bisogni e dei desideri. Costruire un nuovo futuro vuol dire partire dalle nostre reali esigenze, cacciando via tutta questa classe dirigente figlia di un sistema con le fondamenta marce. Un nuovo futuro lo si costruisce opponendosi alla guerra, in qualsiasi salsa più o meno umanitaria ci venga presentata, sognando una scuola, un’università e una ricerca diverse, opponendosi alle grandi opere inutili come la Tav per difendere il proprio territorio e la propria salute, contrapponendosi alle barbarie del capitalismo odierno che vive e si alimenta di disastri e crisi. Quello che Berlusconi e i partiti istituzionali incarnano è la visione di un mondo a uso e consumo del proprio potere, che si alimenta dei danni che produce per uscirne sempre più forte e sempre più ricco. Anche in questo momenti con la tragedia nucleare giapponese, questi imprenditori del disastro, pianificano il ritorno all’energia padrona perché fonte di arricchimento sicuro alle spese del popolo, che oltre a pagarlo, rischia di essere vittima prescelta. Un nuovo futuro vuol dire non avere paura perché, per scrivere la storia, ci vuole coraggio. No alla guerra! No all’intervento militare in Libia! Cacciamo Berlusconi, cacciamo tutti i raiss! Network Antagonista Torinese Csoa Askatasuna, Collettivo Universitario Autonomo, Kollettivo Studenti Autorganizzati, Csa Murazzi |



ilitante dei GAP torinesi, ucciso nel 1944, all’età di 19 anni, dalle truppe nazifasciste.








































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