Archivio per la Categoria “torino”

Cena anticrisi A.L.A.TO Assemblea Lavoratori Autoconvocati Torino

Contro licenziamenti, precarietà, salari da fame
per la continuità di reddito e l’occupazione
stabile e in sicurezza

SABATO 22MAGGIO – ORE 20.30
C/O CSOA ASKATASUNA
C.so ReginaMargherita 47

Per info e prenotazioni contatti@alato.org

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Tre giorni giorni di presa di parola contro l’operazione Rewind, teorema giudiziario che dopo le giornate del G8 di Torino, ha provato ad attaccare, arrestandone 21, le migliaia di studenti e studentesse dell’Onda, che si sono ribellate con forza al vertice dei Rettori e ai tagli al mondo della formazione. Ad un anno di distanza da quelle giornate, in concomitanza con l’inizio del processo e la richiesta di condanne assurde e pesantissime per i 21 studenti e studentesse arrestati, pensiamo che sia necessaria una forte presa di parola contro questo questo teorema giudiziario, che come dice lo stesso nome vorrebbe farci tornare indietro, quando invece in tempi di crisi dobbiamo rilanciare in avanti per riprenderci i nostri diritti e il nostro futuro!

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La vicenda che si sta consumando attorno al carrozzone del Salone del Libro è cartina di tornasole, per taluni aspetti, dei giochi di governance dei poteri nella città di Torino… Nel traghettamento compiuto alla volta di una nuova geografia metropolitana, nella trasformazione della capitale del fordismo in Italia in città evento, liquida, spogliatesi della rudezza della società industriale a favore di una ristrutturazione che colloca “l’esser vetrina” come uno dei suoi punti più alti nella produzione capitalistica. (da infoaut.org)

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Migliaia in piazza autorganizzati. La polizia arresta un manifestate in coda del corteo.

Migliaia di persone in piazza dentro le spezzone dell’opposizione sociale oggi al primo maggio torinese. Nonostante le previsioni, il tempo ha tenuto e il corteo si è dunque dispiegato in un tragitto differito, partendo prima di piazza vittorio dal lungoPo dei Murazzi perché la questura non aveva concesso la tradizionale conclusione in piazza San Carlo per via delle grossa presenza di pellegrini che domani accoglieranno il Papa.

Il corteo dell’opposizione sociale raccoglieva tutte le realtà dell’autorganizzazione che hanno sottoscritto l’appello girato in rete nei giorni scorsi: centri sociali, realtà autorganizzate del lavoro e del territorio, sindacati di base, collettivi studenteschi e universitari. Molti i punti su cui è andato a battere il corteo: contro crisi, distruzione dello stato sociale, rivendicazione di reddito, contro le politiche familiste e anti-femminili, contro la speculazione immobiliare e per il diritto all’abitare, per l’autorganizzazione e i percorsi di lotta dal basso.
Si apriva con una rappresentazione di Piero Gilardi fatta per il coordinamento Alato, rappresentante l’Impero dei Berlusconi-LegaNord-Sacconi e Tremonti, e vedeva in seguito raccolti il network antagonista torinese (quasi 1000 persone), il collettivo del Politecnico, lo spezzone migrante e del mondo della formazione.
I soggetti che non intendono pagare la crisi né credono più nella politica della rappresentanza e della mediazione istituzionale.

Arrivato in piazza Castello, il corteo dell’opposizione sociale – più di 2000 persone – ha proseguito il proprio percorso per smarcarsi dalle pratiche e le compatibilità dei partiti e dei sindacati concertativi, continuando il proprio percorso. Prima sosta al Comune, dove sono state attaccate al balcone alcune bandiere dei movimenti notav, autonomi e due striscioni che ricordavano a Chiamparino di lasciar stare Radio Blackout, oltreché accusarlo di essere servo delle banche. Uno slogan ha accompagnato l’azione: “Chiamparino spegni la tv, accendi Blackout e non parlare più!”.

Il corteo si è infine chiuso in piazza della Repubblica, meglio nota come Porta Palazzo, piazza ad alta densità migrante, in continuità col percorso migrante sorto a ridosso dello sciopero del 1° marzo. Significativa la loro presenza dietro uno striscione che richiamava il loro specifico percorso di autorganizzazione. Ma la manifestazione si è infondo conclusa solo al csoa Askatasuna con la consueta grigliata e festa nel giardino.

L’unico neo della giornata, il comportamento della questura contro lo spezzone anticlericale, raggruppatosi dietro la Federazione della Sinistra: all’imbocco di piazza castello un cordone di carabinieri tenta di impedire al suddetto spezzone di entrare in piazza. Ne nasce un parapiglia tra manifestanti e forze dell’ordine e alla fine la polizia si ritira. Nei tafferugli uno sbirro finisce a terra colpito in testa da  un’ombrellata e viene portato via a braccia dai colleghi. Pochi minuti dopo, a pochi isolati dal corteo, un compagno viene fermato e portato in questura per accertamenti. Verso le tre di pomeriggio arriva la notizia che il compagno è stato arrestato probabilmente con l’accusa di resistenza e lesioni e portato al carcere delle Vallette, a Torino.

Per il resto la giornata è stata caratterizzata da una forte presenza di giovani e giovanissimi raggruppato dentro lo spezzone sociale, in evidente distanza dal corteo sindacale concertativo e para-istituzionale.

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Bruciato pubblicamente il patto per la vita del neo-governatore.
1500 persone in piazza.

Torino – Pienamente riuscita la manifestazione di questo sabato pomeriggio contro il “Patto per la vita e la famiglia” sottoscritto dal Presidente della Regione Roberto  Cota in combutta con le forze più reazionarie della città e della regione.
Circa 1500 persone hanno attraversato le strade del centro di Torino per gridare a gran voce la propria indisponibilità a farsi normare e gerarchizzare da nuovi controllori e vecchie inquisizioni.
Un corteo contro quei biopoteri che oggi, forti delle “vittorie” nell’urna, agiscono sempre più spudorati nell’estendere il proprio dominio ,mixando pervasivamente le nuove possibilità della tecno-scienza (quando si tratta di far vivere “vite” che non sono più o non sono ancora) con quei valori d’antan che la composizione materiale dell’oggi ha seppellito nella pratica quotidiana libera e auto-determinata nella costruzione di relazioni, famiglie, orientamenti sessuali e comportamenti sociali.

Il presidio in piazza Vittorio si è presto trasformato in corteo che ha attraversato via Po e piazza Carlo Alberto per poi concludersi in piazza Carignano dove è stata divelta e poi bruciata la mega-riproduzione cartacea di un Patto per a Vita coi suoi punti  programmatici mortiferi ed inaccettabili.
Numerosissimi gli interventi che lungo tutto il corteo hanno ricordato ai presenti curiosi o sbalorditi (i molti turisti-pellegrini di questi giorni) le ragioni della manifestazione, smontando punto per punto le articolazioni infami del Patto: il divieto di utilizzo della Ru486, il finanziamento per le scuole private cattoliche, l’ingresso pervasivo del movimento per la vita in scuole, ospedali e consultori, l’apartheid sanitario contro i/le migranti, l’oscuramento dei Pride e la chiusura di spazi e diritti per gay lesbiche e transgender, il privilegiamento ossessivo della famiglia nucleare eterosessuale.

Una risposta sociale e corale della città di Torino, contro l’insediamento di un governatore che pretende di entrare e regolamentare fin dentro la quotidianità riproduttiva e sessuale di uomini e donne che si vogliono invece libere e liberi. Nonostante l’assedio sindonico che da settimane ha trasformato la città in una maxi-vetrina militarizzata da migliaia di forze dell’ordine (accorse anche da fuori per garantire la pacificazione di qualsiasi spinta contestatrice) le persone che oggi sono scese in piazza (soprattutto giovani e giovanissime) hanno mostrato che esiste anche un’altra torino, poco disponibile al disciplinamento e alle normzioni di Cota e alleati.

Alcuni interventi dalla piazza:

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