Archivio per la Categoria “vanchiglia”
Scritto il dicembre 13th, 2011 da admin in quartiere, vanchiglia
Stufi delle solite vecchie cose?
Venerdì 16 dicembre alla Lu.Po.
h17 GRANDE BARATTO DI NATALE
libri, vestiti, giochi, lampade e quant’altro
per non parlare del succulento
APERICENA a seguire!!!
Il 16 dicembre dalle ore 17 c’è il baratto di Natale.
Dentro il centro sociale Askatasuna, al calduccio delle nuove stufe, per scambiare gli oggetti diventati inutili e fare due chiacchiere pre-natalizie.
Si chiude con un imperdibile apericena (giusto quello che serviva per invitare a far due chiacchiere quegli amici che non vedi da un po’…).
Fate girare, che ne vale la pena!
comitato di quartiere Vanchiglia
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Scritto il novembre 22nd, 2011 da admin in PRIMO PIANO, vanchiglia, tags: DOPOSCUOLA
Il ComitatoQuartiereVanchiglia organizza il DOPOSCUOLA: ASKUOLA!

Per gli studenti della scuola media
Tenuto da insegnanti, ex insegnanti, educatori, studenti universitari.Si fanno i compiti, si riceve aiuto su quello che non si è capito a scuola, ci si prepara per le verifiche.
Porta i tuoi compiti, i libri e i quaderni di scuola, TI ASPETTIAMO!
Tutti i MERCOLEDI? pomeriggio dalle 17 alle 18.45
presso il CSO Askatasuna di C. Regina Margherita 47
Il 23 NOVEMBRE presentazione del corso ai genitori interessati
per informazioni tel. 340/3066016
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Scritto il luglio 9th, 2011 da admin in no tav, quartiere, vanchiglia, tags: no tav, notav
In questi giorni stiamo leggendo e guardando resoconti incredibili da giornalisti e politici, relativamente agli ultimi fatti della val di Susa e vogliamo per questo condividere con tutti/e la nostra esperienza.
Noi eravamo a Chiomonte domenica 3 luglio. Eravamo in tanti anche il lunedì precedente, quando abbiamo provato sulla nostra pelle il gas impiegato da centinaia poliziotti contro chi presidiava pacificamente il sito della Maddalena.
Dopo quella esperienza non ci siamo dati per vinti, ma ci siamo attrezzati per resistere. Quindi, come moltissimi altri, abbiamo deciso di andare a Chiomonte con i bambini, gli zaini, scarponi. Qualcuno più previdente ha portato anche la mascherine antigas o i limoni per provare a neutralizzare i lacrimogeni.
A Chiomonte la manifestazione era enorme: un fiume di persone. Famiglie come noi, passeggini, bambini, anziani. Abbiamo visto gli occhi sereni e determinati dei valsusini e con loro abbiamo assediato il fortino militare (ma quanto ci costa!) costruito su un terreno espropriato ai contadini di Chiomonte.
Quando è parso chiaro che nessuno aveva intenzione di allontanarsi da quel fortino, la polizia ci ha bombardato di lacrimogeni, sparati anche ad altezza uomo.
Ma nessuno è scappato via: indietreggiando e avanzando nuovamente tutti assieme abbiamo continuato il nostro assedio.
Li abbiamo assediati perché è inaccettabile la costruzione di un fortino militare nel cuore della montagna strappata via a contadini e coltivatori; perché è intollerabile che una popolazione venga aggredita a casa propria; perché è ormai indubbio che quest’opera sia troppo costosa, dannosa ed inutile.
Li abbiamo assediati perché vorremmo che questi miliardi di euro già spesi o comunque destinati al traforo (che si moltiplicheranno prossimi mesi) siano investiti nelle scuole, negli ospedali, nei servizi sociali, nelle politiche per la casa; perché abbiamo votato SI ai referendum e questo è, di fatto, un altro referendum per la difesa dei beni comuni.
Li abbiamo assediati perché, nonostante siano stati prodotti documenti, assemblee, interviste, fiaccolate, consultazioni, tutte contro la TAV, i politici non ci ascoltano, ma piuttosto militarizzano il territorio pur di arraffare soldi ed appalti (con i soldi che provengono dalle nostre tasche!). Così hanno fatto per la ricostruzione dell’Abruzzo, per i lavori sulla Salerno- Reggio Calabria, quando hanno assegnato gli appalti per il Ponte di Messina,…dimostrandosi completamente non credibili come gestori trasparenti di un’opera gigantesca i cui lavori si protrarranno per più di vent’anni.
Non ci ascoltano e ci denigrano, trattando la gente come un fastidioso intralcio per i loro traffici. Vogliono fa apparire questa protesta un problema di ordine pubblico e raccontano di uno scontro tra pochi “black block” e la polizia.
Ma la realtà è un’altra, e noi l’abbiamo vista con i nostri occhi. Nessuno può raccontarci o farci credere altro rispetto a quanto abbiamo toccato con mano: domenica c’era tutto il popolo della Val Susa assieme a tutto il movimento No TAV, fatto da gente comune stanca di essere calpestata nei suoi diritti fondamentali. Gente comune che polizia e governo hanno deciso di gasare nei boschi e sulle strade, pensando, forse, di intimidirla o terrorizzarla. E che invece ha resistito ai gas con coraggio, per ore, fino a che aveva fiato.
Il Comitato di Quartiere Vanchiglia è partigiano. Parteggia per la gente della valsusa, che si batte con coraggio per un futuro diverso.
Saremo con loro nei prossimi appuntamenti, continueremo l’assedio cominciato domenica.
Consapevoli che politici e giornalisti continueranno con le menzogne perché hanno troppi interessi economici da preservare per dire la verità.
Consapevoli di voler vincere. Per noi e per il futuro dei nostri figli.
A Sarà Dura!
Comitato di Quartiere Vanchiglia
www.comitatoquartierevanchiglia.net
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Attraverso l’esposizione di tshirt stampate con messaggi e grafiche che parlano il linguaggio dell’antagonismo, la mostra mette in risalto l’arte della propaganda della cultura dei centri sociali e dei movimenti di opposizione per valorizzarne il senso sociale e artistico.
Dalla tshirt alla cornice, decenni di tshirt che ne hanno visti di tutti i colori: sconfitte fantastiche e battaglie che valeva la pena di combattere.
inaugurazione/aperitivo venerdì 27 maggio dalle ore 18 – Infoshop Senza Pazienza – Via artisti 13/a Torino
Presentazione
…Il mio mitra è il contrabbasso che ti spara sulla faccia, che ti spara sulla faccia ciò che penso della vita, con il suono delle dita si combatte una battaglia, che ci porta sulle strade della gente che sa amare.(Area – Gioia e Rivoluzione).
Shirt&Rivoluzione nasce per rendere omaggio all’arte del messaggio stampato sul cotone e portato ovunque. La maglietta è uno degli indumenti più diffusi, si pone da sempre come modello per affermare il proprio pensiero al mondo, esibendolo sul proprio corpo.
Al di fuori dalla moda e dal commercio, ci interessa valorizzare l’arte che una tshirt porta con se: l’arte della propaganda. A differenza di magliette commerciali, una tshirt con un messaggio politico è un segno distintivo che manifesta un pensiero senza dover dire di più.
Portare indosso un messaggio significa non solo affermarlo, ma sostenerlo e difenderlo nei confronti di tutti quelli che lo osservano, lo approvano o lo contestano.
Abbiamo voluto mettere in mostra, incorniciandole, una parte delle magliette che negli anni alcuni di noi hanno inventato, stampato, comprato o scambiato. Abbiamo voluto fare una mostra per valorizzare l’arte impressa sul cotone, iniziando da questo primo progetto che abbiamo chiamato Shirt&Rivoluzione.
La maggior parte delle opere esposte sono state indossate; alcune hanno avuto l’onore di partecipare a battaglie, altre sono state difese, altre ancora hanno impresso il ricordo di momenti particolari.
La mostra è curata dall’Infoshop Senza Pazienza e dal Mutuo Soccorso Bandito.
Il Senza Pazienza (oggi Infoshop) esiste dagli anni 90. E’ nato all’interno di Palazzo Nuovo con il movimento della Pantera. Si è sviluppato negli anni come centro di documentazione, sede politica e punto di aggregazione. Ha avuto sede a San Salvario fino alla fine degli anni 90′ per poi spostarsi nella sede attuale in Via degli artisti 13/a, nel quartiere di Vanchiglia. E’ un luogo di aggregazione sociale e culturale espressione della controcultura antagonista dei centri sociali.
Mutuo Soccorso Bandito è il nome collettivo nel quale si riconoscono alcuni soggetti uniti dalla passione per la radicalità. Provenienti dalle sedi dei centri sociali e dalle gradinate dello stadio, torinesi, tumultuosi e riottosi, gli aderenti al Mutuo Soccorso Bandito sono impegnati in progetti di comunicazione alternativa, di agitazione culturale, di solidarietà e di contro-cooperazione.

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Scritto il aprile 26th, 2011 da admin in antifascismo, vanchiglia
Un imponente murales si staglia sul muro della via pedonale del quartiere Vanchiglia: da una parte il volto fiero di Dante di Nanni,partigiano torinese, al lato opposto quello pensieroso di Vittorio Arrigoni, e in centro la frase “Nella memoria, l’esempio – Nella lotta la pratica”.
E’ questo il frutto della tappa torinese della campagna “Riprendiamoci le strade”, messa in campo dai Volkswriter di Milano, in contrapposizione all’iniziativa di CasaPound che promuove, per il mese di maggio, una due giorni di writing nella città di Roma, ad Area 19.
Questo è solo l’ultimo tentativo, da parte dei neofascisti, di appropriarsi di linguaggi, culture e percorsi che non sono i loro, ma che anzi, fanno da sempre parte di una tradizione antifascista, antirazzista ed antisessista.
La giornata di sabato 26 aprile ha visto quindi nel quartiere Vanchiglia un’iniziativa antifascista di writing, che ha portato alla decorazione del muro dell’area pedonale di Via Balbo e del giardino dell’asilo del quartiere e del centro sociale Askatasuna.
Il murales è stato poi inaugurato nella commemorazione del 25 aprile, iniziativa di interventi, musica e letture, che ha visto la partecipazione di molti giovani del quartiere.
Durante l’iniziativa è stata sottolineata la vicinanza dei due soggetti del murales, Dante di Nanni e Vik, così come tra la Resistenza italiana e la lotta di liberazione del popolo palestinese. Personaggi e lotte distanti nel tempo e nello spazio, ma in realtà vicinissimi: ragazzi e ragazze, donne e uomini, che hanno deciso, oggi come ieri, da che parte stare e che, in un sommo atto di tenerezza, come direbbe Che Guevara, hanno imbracciato le armi, o si sono fatti scudo di una penna e del proprio coraggio, per combattere le barbarie di una dittatura, di un’oppressione, di un’invasione
Un 25 aprile di commemorazione, di lotta, e in fondo al cuore di tutte e tutti, un augurio: la liberazione del popolo palestinese
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