Guernica resiste! Al fianco dei compagni di ModenaDopo poco più di venti giorni di occupazione del nuovo spazio Guernica di Modena stamattina la questura di Modena, con il supporto della celere, ha proceduto allo sgombero dello stabile di via Giardini, ex concessionaria Fiat Stanguellini, vuota da molti anni e in completo degrado.
L’occupazione di via Giardini, dopo uno sgombero avvenuto di gennaio, é stata un’esperienza di lotta e riappropriazione importantissima per la città di Modena, che ha visto la partecipazione attiva di migliaia di persone, studenti in lotta contro il ddl Gelmini, lavoratori e precari, giovani che sempre più faticano a trovare uno spazio di espressione in una città che offre sempre meno possibilità. Esperienza, quella del Guernica, che siamo sicuri non si concluderà qui, e che a quella di via Giardini seguiranno altre lotte, altre occupazioni, altri spazi aperti da e per la città. Esprimiamo solidarietà alle compagne e ai compagni del Guernica che hanno subito lo sgombero, e siamo al loro fianco nel percorso di lotta che da anni portano avanti, e che continueranno, e che continueremo, a portare avanti nelle nostre città. Network antagonista torinese
CSOA Askatasuna- CSA Murazzi- Coll. Universitario Autonomo- Koll. Studenti Autorganizzati
Comunicato sugli arresti di questa mattina
1Alle 6.30 di questa mattina poliziotti e digos hanno fatto irruzione in alcuni spazi sociali e autogestiti della nostra città, e in alcune abitazioni private. Sfondando le porte del centro sociale Askatasuna, dell’Asilo occupato di Torino, del Mezcal squat di Collegno e del Barocchio squat di Grugliasco, hanno perquisito camere e spazi collettivi alla ricerca delle solite fantomatiche prove utili a riempire i tavoli per la conferenza stampa. L’operazione a firma del Pm Rinaudo, ha portato ad alcuni provvedimenti cautelari per 16 persone, portandone in carcere 3, ai domiciliari 4 e sottoponendone 9 all’obbligo di firma. Ancora una volta ci troviamo in presenza dell’ennesima voglia carrieristica di qualche Pm, che trovando sempre una porta aperta in questura, e prendendo come pretesto le pratiche di resistenza e contestazione seguite allo sgombero dell’Ostile nella giornata del 10 dicembre 2009, ha permesso l’ennesimo show poliziesco.
Da tempo la magistratura torinese mette in pratica questa nuova tecnica di arresti e misure preventive che una volta a processo, e talune volte molto prima, crollano miseramente perché sproporzionate rispetto ai fatti e calate dall’alto, con il solo scopo di intimidire e controllare le aree di dissenso cittadine. E’ la pratica collettiva che viene messa sotto accusa dalle carte dei magistrati. Il fatto di aver resistito in più persone ad un atto ignobile come lo sgombero di uno stabile inutilizzato, in quartieri sempre più preda dell’immobiliarismo più sfrenato e coperto dalle amministrazioni. Si pensa così di colpire e punire una resistenza e una contestazione legittime che quella sera furono la naturale risposta ad un’operazione repressiva e di chiusura di uno spazio sociale. Senza nessun timore, senza alcun passo indietro Luca Libero, Liberi tutti! Network Antagonista Torinese Radio Blackout sotto attacco
La nuova “grande operazione”, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti “cautelari” in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori. A ordire la trama contro i “nemici pubblici”, il sostituto Pm Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e. L’indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure “cautelari”, s’imprigionano e zittiscono le voci scomode. Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l’ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, l’opposizione popolare all’Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma di normalizzare una delle poche voci libere della città. Ma Radio Blackout non si fa intimidire e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla… Spegni la censura, accendi Blackout! 23 febbraio 2010 Solidarietà agli antifacist* vercellesiQuesta mattina le abitazioni di due compagni e il csa Mattone rosso di Vercelli sono stati perquisiti dalla digos, alla ricerca di alcune bandiere del partito razzista, sessista e neofascista Forza Nuova, rubate, secondo gli inquirenti, durante la mobilitazione antifascista del 28 novembre contro un volantinaggio di Forza Nuova che avrebbe voluto schierarsi contro la costruzione di una moschea nella città piemontese.
Nell’esprimere la nostra solidarietà ai compagn* vercellesi presi di mira dall’operazione repressiva, ribadiamo con forza l’importanza dell’antifascismo militante, pratica che ci porta, al loro fianco, a scendere in piazza ogni qualvolta razzisti e neofascisti, più o meno istituzionalizzati, tentano di guadagnare spazio nelle nostre città. Il tentativo, da parte di istituzioni e forze dell’ordine, di criminalizzare chiunque porti avanti battaglie e lotte sociali nei territori non sortirà alcun effetto, le provocazioni e la repressione delle questure non ci spaventano, e tantomeno ci fermeranno. L’antifascismo non si processa, a Torino come a Vercelli NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI! Network Antagonista Torinese IoStoConAskatasuna.it è on-line!
Nel giorno in cui si tiene l’ennesimo dibattito in comune sulla sorte dei centri sociali e degli spazi sociali autogestiti, è on line il sito www.iostoconaskatasuna.it, finestra sulla campagna di difesa del Centro sociale Askatasuna e degli spazi sociali torinesi.
Il sito illustra attraverso testi, immagini e collegamenti la campagna Io Sto Con Askatasuna; nelle sezioni curate vi sono un canale dedicato alla rassegna stampa, agli appelli da sottoscrivere, i documenti e i comunicati prodotti, le adesioni sotto forma di nomi, visi e video clip. Una parte grafica arricchisce il sito dando il via ad una sperimentazione di social networking di immagini, foto e clip tramutate in adesione. Il sito è collegato ai social network più diffusi, tra cui un gruppo omonimo di Facebook che conta 1500 iscritti in poco tempo. Iostoconaskatasuna.it è in fase beta, è in continua evoluzione, come la campagna sociale che si sta sviluppando. Centro sociale Askatasuna
P.S. L’immagine qui sotto, realizzata da una mamma del quartiere di Vanchiglia, è l’immagine della campagna “delnel” quartiere che da sabato pomeriggio, capeggia agli angoli del borgo di Vanchiglia, appesa ai lampioni della luce.![]()
IL SOLITO VECCHIO RITORNELLOComunicato Csoa AskatasunaManco a dirlo, appena succede qualcosa in città, la colpa è sempre dei centri sociali. Forse il problema è che la visita alla chetichella e ben preparata della ministra Gelmini alla famiglia Scafidi non è funzionata e allora tocca prendersela con qualcuno… ed il capro espiatorio è sempre lo stesso. Succede che fin dalla prime ore della mattinata di ieri, centinaia di studenti medi e universitari si organizzano per contestare la visita istituzionale a Torino di un ministro tra i più disprezzati della storia repubblicana. In totale autonomia decidono poi di recarsi alla sede del Pdl dove la Gelmini aveva annunciato la sua visita. Lì vengono accolti a suon di insulti e sputi dal Partito della Cinghia (il Pdl di Ghiglia). Gli studenti si difendono e il solito Ravello fa finta di farsi male. L’aggressione subita diventa aggressione preordinata e, scontato epilogo, la regia non può non essere dei centri sociali. La bagarre che da oggi, e sicuramente nei prossimi giorni, non tarderà a scatenarsi per chiedere ancora a più alta voce “sgomberare, sgomberare”, ci fa sorridere. Il problema è in realtà un problema di consenso (mancato) e programma sulla Formazione (nullo) che una destra di governo non sa più come gestire. L’accodamento a questi ululati securitari ed emergenziali, che sicuramente non mancherà da parte della sinistra cittadina, non fa che confermare la sua pochezza politica e subordinanza programmatica alla Destra. Da parte nostra, continuiamo a sapere da che parte stare, con gli operai che lottano (e qualche volta sequestrano), con le scuole in subbuglio che continuano a far sentire la propria voce.
Csoa Askatasuna |


Nel pieno della campagna “spegni la censura, accendi blackout!”, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d’affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco censorio e intimidatorio.














Articoli (RSS)