2009 Anno Domini. Quattro ragazzi decidono di mettere in comune il vissuto, le diverse esperienze e i loro caratteri a volte difficilmente compatibili. Estrazioni sociali e residenze differenti, linguaggi che mescolandosi creano un cocktail adatto solo a dei palati raffinati. Questo sono i Rapcore. Un “collettivo” che esce dall’asfalto della periferia capitolina, unito dall’amore incondizionato verso il Rap.
“Intifada” è il loro primo album. Preceduto dall’ep “Rapcorevolution”, Intifada è composto da 15 canzoni dalla metrica stretta e tagliente, un disco d’esordio che rappresenta il manifesto della loro poetica. Sui beat oscuri e riflessivi costruiti dal talento del giovane produttore Dottor Cream, c’è il racconto di un Italia nel pieno della crisi economica, dove la precarietà e l’incertezza sul futuro sono il collante di una generazione (” […] di chi lavora in nero e zitto pe’ pagà l’affitto / si fa la doccia con la pioggia che entra dal soffitto”, cit. Deal).
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