1 maggio: 100.000 in corteo, lo spezzone antagonista davanti ai partiti


Non è stato  sicuramente uno dei primi maggio più partecipati nè tantomeno rispecchiante la realtà sociale torinese. Anzi da un certo punto di vista ha rappresentato l’alone dismesso e pre-elettorale della realtà politica. In un tradizionale giorno di sfilata, lo spezzone antagonista, composto dai centri sociali, studenti medi e universitari, lavoratori precarie e comitati di quartiere, al quale si sono uniti i sindacati di base e i comitati pro Palestina, ha deciso di passare davanti ai partiti e sfilare prima di essi. Stufi della solita esposizione telecomandata dei partiti di centro sinistra, abbiamo optato per dare un posto più visibile a chi organizza l’opposizione sociale alla crisi, lasciandoci alle spalle chi, la crisi l’ha creata e ora prova a governarla. Contro la crisi, la precarietà, le morti sul lavoro, il razzismo e le politiche del governo Berlusconi sono state le parole d’ordine attorno alle quali sono articolati gli interventi dallo spezzone, non dimenticando di mostrare l’avversità necessaria all’onorevole Di Pietro che sfilava nel corteo, a Cisl e Uil, sempre più governative, e a Fassino e Cofferati contestati strada facendo. Al rettorato universitario, tre studenti si sono arrampicati per issare uno striscione contro il prossimo g8 delle università che si terrà a Torino dal 17 maggio, nuova tappa dell’opposizione sociale.
A dieci anni da primo maggio 1999 nessuno ha dimenticato, e durante il corteo con dei cartelloni e con lo striscione storico appeso fuori dall’Askatasuna il giorno dopo la devastazione, è stato ricordato, a tutta la piazza, ma soprattutto a quelli che stavano dietro di noi, i partiti che nel 99 al governo sostenevano la guerra umanitaria, nel giusto posto.

Related Posts with Thumbnails
Share and Enjoy:
  • TwitThis
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
  • Fai.Info
  • OKNotizie
  • Wikio
  • Current
  • LinkedIn
  • Print
  • email
  • MySpace
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter

Commenti chiusi.