Le due voci storiche del rap militante O’ ZULU’ dei 99 posse e MILITANT A degli ASSALTI FRONTALI animeranno un dj set, alimentato da i djs torinesi di Mado’ che Crew e Dj Sakkodavanti al carcere delle Vallette per far sentire il ritmo e la voce della solidarietà ai notav incarcerati e per chiederne l’immediata liberazione.
La musica che non si arresta e oltrepassa i muri del carcere giungendo oltre le ...
Comitato di lotta popolare No Tav – Bussoleno - Sono ormai lontani gli anni in cui “No Tav” era uno slogan da spiegare ogni volta, il grido di guerra di un pugno di “indiani di valle” che, in un luogo poco conosciuto della provincia di Torino, dichiaravano una guerra persa in partenza. Da allora molta acqua è passata nei nostri torrenti; li abbiamo guadati sotto il sole estivo, al chiaro ...
La Valle non si arresta, resiste e non si arrende!
Nostalgia…nostalgia canaglia, è questo il motivetto che risuona nella mente del super procuratore Caselli mentre firma gli arresti notav. Ci sono tutte le figure dei suoi incubi: lotta armatisti, antagonisti, anarchici e qualcun altro che lui equipara a teppista. Un quadretto niente male che gli permette di dire in conferenza stampa che questa non è un’operazione contro il dissenso e per carità “abbiamo solo colpito episodi singoli”.
La realtà è un’altra ...
Intervista a Giorgio Rossetto, uno degli arrestati notav
Pubblichiamo per la prima volta una video intervista a Giorgio Rossetto, tra gli arrestati notav, registrata la primavera scorsa. La storia di Giorgio è limpida e lineare e si fonda sulla coerenza delle proprie scelte. La vita di Giorgio è radicata nelle lotte sociali, per le quali c'è sempre stato, in prima fila, con animo e passione. Un Autonomo, che ha sempre creduto più nel "noi" che nell' "io" a ...
Collettivo Universitario Autonomo – Questa mattina nell’ambito dell’operazione di polizia contro il movimento No Tav venisei persone sono state arrestate in tutta Italia. Tra di loro anche un nostro compagno a cui viene contestata la partecipazione alle giornate di resistenza di quest’estate in Val Susa. Jacopo, insieme a tanti altri studenti e studentesse, è sempre stato parte del movimento No Tav, così come di tante altre lotte nell’università e nella nostra città.
Tutt* insieme abbiamo sempre partecipato attivamente alle manifestazioni e alle giornate di mobilitazione in difesa del territorio valsusino, consapevoli che questa lotta va ben oltre la contrapposizione alla costruzione del treno ma è diventata simbolo della costruzione di un nuovo modello di sviluppo e un esempio per tutti i movimenti sociali che si stanno sviluppando nella crisi. Leggi il resto di questo articolo »
Comitato di lotta popolare No Tav – Bussoleno – Sono ormai lontani gli anni in cui “No Tav” era uno slogan da spiegare ogni volta, il grido di guerra di un pugno di “indiani di valle” che, in un luogo poco conosciuto della provincia di Torino, dichiaravano una guerra persa in partenza. Da allora molta acqua è passata nei nostri torrenti; li abbiamo guadati sotto il sole estivo, al chiaro di luna, con la neve e il ghiaccio sotto gli scarponi, mille volte, e siamo diventati una piccola potenza: quelli che sono in grado di non far dormire la notte ministri dell’interno e delle infrastrutture, commissari dello stato e squali dell’impresa. Quelli che possono dire a tutti i resistenti d’Italia: fermarli è possibile. Sempre pronti, sempre in marcia; consapevoli che essere nel giusto è dura, in questo mondo che nulla sa della pulizia di una vita gradevole, del profumo di resistenza che ancora sprigionano queste montagne. Consapevoli che vale la pena di lottare, nonostante questo voglia dire, naturalmente, anche rischiare la galera, come avviene del resto in tutto il mondo. Oggi vorrebbero confinare i No Tav in carcere, ai domiciliari, al confino nelle loro città; si vorrebbero colpire la valle e il movimento di opposizione all’alta velocità/capacità tentando di terrorizzarli, di spaventarli e criminalizzarli, con gli agenti in borghese che stringono la pistola alla cintola e fanno irruzione nelle case, mettono le mani negli armadi e nei cassetti, trattano in tutta Italia come pericoli per la società persone colpevoli di aver manifestato contro la devastazione ambientale, contro l’incubo della militarizzazione delle nostre vite. Leggi il resto di questo articolo »
(La Redazione di Infoaut.org) Molti lettori di questo sito daranno probabilmente la solidarietà ai No Tav per scontata, nel momento in cui 26 di loro, in Val Susa, a Torino e nel resto d’Italia, sono stati arrestati (molti altri sono stati confinati nelle loro città o denunciati). Eppure crediamo sia necessario interrogare a fondo le ragioni dei gesti e delle prese di posizione che ci collocano sul terreno sempre parziale della società, anche quando ci sembrano ovvie.
La solidarietà non è un atto di pietà per chi soffre in cella, una disposizione d’animo dovuta, un modo per confermare a noi stessi che siamo in regola con le nostre rappresentazioni del mondo. La solidarietà è un’arma. Non dobbiamo mai smettere di chiederci, ogni volta che la usiamo: che tipo di arma è? Da chi è impugnata, contro chi è rivolta? La solidarietà non deve mai temere, deve sempre affrontare serenamente la repressione, approfondendo semmai le critiche e i conflitti contro cui la repressione è stata ordinata. Chi è finito in carcere ha fatto una scelta, dando seguito alle sue idee in prima persona, su un campo di battaglia grande quanto una valle: essere No Tav. La solidarietà verso chi è stato arrestato è utile se contribuisce alla lotta che chi è in carcere ha portato avanti, se accresce nella condivisione la portata degli atti di chi ha sacrificato, anche se temporaneamente, la propria libertà per un obiettivo.
Questa lotta non può e non deve essere identificata in modo limitato; è la lotta contro ciò che rende necessaria quella resistenza, contro tutto ciò che rende possibile ciò che la resistenza combatte. Oggi in tutta Italia numerosi soggetti sociali sono sul piede di guerra. Questi soggetti sono vittime dello stesso liberismo che la valle ha sfidato. Unire questi soggetti, appoggiarne la lotta, approfondire la critica e l’azione al loro interno è ciò che i No Tav di tutta Italia devono porsi come obiettivo. Moltiplicare i “No!”, estendere e diversificare le lotte, questo è il nostro compito. La Val Susa non vince senza l’Italia, l’Italia non vince senza la Val Susa; ma il modello di conflitto che viene in questi giorni sbattuto in cella deve essere riprodotto nella forza e nella qualità politica che ha saputo produrre, deve essere fatto vivere in territori lontani e in lotte tra loro diverse, concretamente.
Ciò che apparentemente ci danneggia, la repressione, deve diventare uno strumento per rafforzarci, per unirci, per moltiplicarci. Essere solidali con i No Tav significa certo sventolare le loro bandiere, creare presidi in tutta Italia, scrivere loro telegrammi; ma non è solo questo. È anche e soprattutto rendere le proprie città simili a come le compagne e i compagni arrestati vorrebbero vederle quando, speriamo presto, usciranno: solidali con loro, ma soprattutto più simili a loro.
A svegliarci presto ci siamo abituati, Luca compreso, lo abbiamo sempre fatto in questi anni per opporci agli sfratti delle numerose famiglie che abbiamo difeso da quando abbiamo iniziato il progettto PrendoCasa.
Immagino quindi il piacere che i numerosi poliziotti e digossini che costringevamo ad alzarsi presto per difendere gli sporchi interessi di speculatori immobiliari e affaristi abbiano incontrato ieri mattina nel rendere a Luca la cortesia nell’ambito della vergogosa macchinazione mediatica a “danno”, cosi’ sperano loro, del movimento NOTAV.
L’aria serena ed il sorriso stampato ieri sulla faccia di Luca che ammanettato veniva fatto uscire di casa e’ la migliore risposta. “Lo facciamo per dovere non per fare spettacolo” dichiara in quel momento un confortante digossino, ma nel frattempo le foto di preavvisati giornalisti gia’ riempiono i media mainstream con selezione peraltro variabile nel corso della mattinata rimuovendo le foto dei sorridenti arrestati non appena si scovano foto piu’ “cupe”.
La migliore risposta l’hanno data le ottomila persone che ieri sera hanno invaso Bussoleno senza piangersi addosso ma anzi rinvigorendo la lotta con un fiorire di iniziative gia’ pianificate cosi’ come e’ avvenuto e sta avvenendo in tuttt’italia e non solo.
Continueremo a lottare certi che Luca e tutti gli/le arrestat* saranno fra’ noi non appena scemi questa assurda mess’inscena!
Nostalgia…nostalgia canaglia, è questo il motivetto che risuona nella mente del super procuratore Caselli mentre firma gli arresti notav. Ci sono tutte le figure dei suoi incubi: lotta armatisti, antagonisti, anarchici e qualcun altro che lui equipara a teppista. Un quadretto niente male che gli permette di dire in conferenza stampa che questa non è un’operazione contro il dissenso e per carità “abbiamo solo colpito episodi singoli”.
La realtà è un’altra e dista anni luce da questo quadretto, che ancora una volta, dimostra la non comprensione (politica e sociale) delle forze dell’ordine, della magistratura e della casta.
Il movimento notav è un qualcosa di ben più complesso; è un movimento popolare che non abbassa la testa, che non riconosce la democrazia di palazzo, che fa della contro cooperazione un suo punto di forza, che non accetta le divisioni tra “ale” o buoni e cattivi. E’ un movimento che lotta e resiste ed e’ questo che non va giù a chi rappresenta il potere.
E’ un movimento che non si arrende e che ha dimostrato nel tempo, come la scelta di opporsi ad un progetto più grande di se stesso, sia la scelta giusta, programmatica, costituente e vincente.
La Val Susa non ha paura, la Val Susa fa paura questa è la verità. Fa paura al potere costituito pensare che visto l’esempio notav, potrebbero sorgere centinaia di Libere Repubbliche; decine di movimenti che lottano per interessi collettivi partendo dalle proprie specificità, facendo a meno delle mediazioni al ribasso, scegliendosi il proprio futuro.
Questo fa paura, e in qualche modo il “sistema della crisi” deve fare le sue mosse. Il cantiere arranca, il sito strategico è una boutade, i muri e il filo spinato servono solo a mostrare i muscoli e allora eccola qui la soluzione: dimostriamo che il movimento è sotto ostaggio dei soliti ribelli, provenienti da tutta Italia, così fiaccheremo i notav e dimostreremo a tutti che esistono “due piazze”.
Ci spiace, ma anche questa volta, il piano è fallito e sebbene l’impatto, il movimento sta in piedi e marcia per la sua strada, non lasciando mai indietro nessuno.
Gli arrestati e le arrestate sono no tav, patrimonio della lotta, compagni di viaggio nei sentieri della Valle.
E non bastano trenta arresti, non bastano possiamo giurarci.
La lotta notav è un simbolo e un patrimonio di quanti credono che nella lotta vi sia la strada per la libertà, che parla lo stesso linguaggio nostro, di Giorgio, Luca, Jacopo e tutti gli altri arrestati/e che vogliamo liberi, liberi subito, perché partiamo tutti assieme e torniamo tutti assieme.
Network Antagonista Torinese
Centro Sociale Askatasuna – Collettivo Universitario Autonomo – Centro Sociale Murazzi – Kollettivo Studenti Autorganizzati.
Pubblichiamo per la prima volta una video intervista a Giorgio Rossetto, tra gli arrestati notav, registrata la primavera scorsa. La storia di Giorgio è limpida e lineare e si fonda sulla coerenza delle proprie scelte. La vita di Giorgio è radicata nelle lotte sociali, per le quali c’è sempre stato, in prima fila, con animo e passione. Un Autonomo, che ha sempre creduto più nel “noi” che nell’ “io” a differenza di tanti che fanno politica; fondatore dei centri sociali torinesi e del comitato di lotta popolare di Bussoleno, è uno degli spiriti della lotta notav. Lo spirito di chi non si arrende e giorno per giorno lavora per far crescere la lotta e il movimento,con metodo e applicazione, anteponendo gli interessi collettivi a quelli personali.
Ci riconosciamo in tutte le parole di Giorgio, che vale la pena ascoltare, una volta in più.
Era da tempo nell’aria e questa mattina all’alba puntualmente è scatta un’oprazione di polizia contro il movimento notav. Le agenzie parlano di 32 arresti sparsi sul territorio nazionale e 11 denunce. In Valle gli arresti sono due e riguardano Giorgio del comitato di lotta popolare di Bussoleno e Askatasuna e Guido, consigliere comunale di VillarFocchiardo. Arresti anche a Torino tra Askatasuna e altre realtà.
Seguiranno aggiornamenti…Liberti tutti la Valle non si Arresta!