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	<title>csoa Askatasuna &#187; 1maggio</title>
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		<title>Sempre i soliti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 08:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Lele Rizzo per Infoaut.org Storicamente il primo maggio torinese ha la capacità, grazie a chi vi partecipa dentro e contro, di incarnare i temi più importanti del dibattito politico cittadino e nazionale. E così ancora una volta è toccato a noi percorrere quella strada che nessuno percorre, quella della chiarezza e della semplicità nell&#8217;azione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Lele Rizzo per <a href="http://www.infoaut.org">Infoaut.org</a></p>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/sempre-i-soliti.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1841" title="sempre i soliti" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/sempre-i-soliti-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a>Storicamente il primo maggio torinese  ha la capacità, grazie a chi vi partecipa dentro e contro, di incarnare i  temi più importanti del dibattito politico cittadino e nazionale.<br />
E  così ancora una volta è toccato a noi percorrere quella strada che  nessuno percorre, quella della chiarezza e della semplicità nell&#8217;azione  politica. Ci siamo ancora una volta, presi la briga di incarnare lo  spirito comune, cacciando prima il buon Coppola e poi impedendo alla  Cisl di continuare il corteo ufficiale.<br />
Chiaramente ci siamo  organizzati per farlo e lo abbiamo fatto, e oggi più di ieri,mi sembra  assolutamente corretto. Quando abbiamo bloccato il corteo per non far  proseguire la Cisl la maggioranza delle persone del corteo si sono unite  a noi, approvando e partecipando al blocco, dicendo in faccia al  sindacato giallo cosa pensavano.<br />
Siccome  noi non abbiamo la velleità di rappresentare nessuno, abbiamo  interpretato il sentimento comune di una piazza unita, in questo caso  si, nel contestare chi giorno dopo giorno, affossa quei pochi diritti  che sono rimasti.<br />
Avendo sfilato davanti ai partiti, siamo arrivati  al termine del comizio ufficiale, e siamo saliti sul palco allestito per  terminare con ulteriore chiarezza la giornata. In una piazza affollata,  dopo gli interventi abbiamo bruciato le bandiere dei sindacati gialli.<br />
A  differenza di quanto hanno dichiarato i vari Fassino, Chiamparino  ecc&#8230;, non mi sembra che nessuno si sia indignato, anzi. Ho chiesto  personalmente alla piazza di esprimersi sul gesto, e ho avuto conferma  di quanto pensavo e pensavamo.<br />
Cari Chiamparino&amp; C. non eravamo i soliti 50; per fortuna oltre le parole ci sono in <a href="../movimento/sempre-i-soliti-50/">rete centinaia di foto che testimoniano</a> con chiarezza come è avvenuta la contestazione alla Cisl e le bandiere  di  piazza San Carlo, e se di cinquanta bisogna parlare, contateli a  gruppi per piacere.<br />
Vi dovete rassegnare a sapere che non tutti  vivono la politica come voi, virtualmente e a libro paga. C&#8217;è chi con  chiarezza e determinazione può far emergere le contraddizioni vere che  ci sono nella società.<br />
Abituati  alla politica da reality show vi indignate per due bandiere bruciate e  perché prima abbiamo dimostrato che la manifestazione del primo maggio  non è un porcile dove tutti possono venire a sguazzare con la retorica; e  che i nemici dei lavoratori e delle lavoratrici non hanno casa nel loro  corteo.<br />
Dovreste scandalizzarvi di meno e accorgervi di più della  realtà, non solo quando passeggiate in qualche mercato per la campagna  elettorale. Vi farebbe bene.<br />
Come ho detto ieri, comunque vi dovete rassegnare, i sindaci passano i &#8220;soliti 50&#8243; no.</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/movimento/sempre-i-soliti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>1 maggio a Torino: cacciata la Cisl dal corteo!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[1maggio]]></category>

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		<description><![CDATA[[da infoaut.org]Il sindacato giallo obbligato ad utilizzare una stradina secondaria. Lo spezzone antagonista sale sul palco confederale e brucia le bandiere di Cisl e Uil mentra la piazza applaude. Tutti coloro che pensavano che anche il corteo torinese del 1 maggio sarebbe stato ridotto e rinchiuso dentro le gabbie della sfilata sindacale, della passerella elettorale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/IMG_1280.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1795" title="IMG_1280" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/05/IMG_1280-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>[da <a href="http://www.infoaut.org">infoaut.org</a>]Il sindacato giallo obbligato ad utilizzare una stradina  secondaria. Lo spezzone antagonista sale sul palco confederale e brucia  le bandiere di Cisl e Uil mentra la piazza applaude.</strong></p>
<p>Tutti  coloro che pensavano che anche il corteo torinese del 1 maggio sarebbe  stato ridotto e rinchiuso dentro le gabbie della sfilata sindacale,  della passerella elettorale, della noiosa e compatibile ritualità,  saranno rimasti sicuramente sorpresi, agitati e anche infastiditi.</p>
<p>La  manifestazione del 1 maggio di Torino è partita subito sotto il segno  della sua ingovernabilità, del rifiuto a condividere le strade con chi  dietro presunte parole d&#8217;ordine come quelle del lavoro e dell&#8217;unità  d&#8217;Italia pensava di potersi presentare tranquillamente in piazza  nonostante sia disgustosa espressione del collaborazionismo e della  complicità con i ricatti marchionniani.Subito è stato cacciato il signor  Coppola, assessore in Regione e candidato alla poltrona di sindaco di  Torino per il Pdl. Cacciato &#8220;l&#8217;azzurro&#8221;, èstata la volta dei sindacati  gialli Cisl e Uil.</p>
<p>Alla Cisl &amp; co. non è bastata la &#8216;fumogena  contestazione&#8217; avvenuta sempre a Torino contro il suo segretario  Bonanni, hanno ancora bisogno che ci sia chi fa presente loro lo schifo  del loro ruolo supino e infame, inaccettabile per quanto in linea con  tutte le scelte zerbine delle dirigenze Cisl e Uil. Oggi a Torino le  moine e le retoriche sulla presunta necessità dell&#8217;unità sindacale non  sono stato affatto le benvenute!</p>
<p>La  Cisl sulla sua strada ha trovato, fin dall&#8217;inizio del corteo, in via  Po, le contestazioni di chi, quantomai oggi, non aveva nessuna voglia di  condividere un corteo e di lasciare agibilità a chi lavora per i  padroni, che siano essi Marchionne o Berlusconi. L&#8217;iniziativa del  Network Antagonista Torinese ha attraversato tutta via Po, raccogliendo  consenso e simpatia, trovando – quindi restituendo la cifra degli umori  della piazza, della maggioranza della manifestazione – clamori, applausi  e partecipazione non solamente dei sindacati di base, degli studenti e  precari, ma soprattutto di tante persone ai lati degli spezzoni  sindacali. Proteste che si sono protratte fino in piazza Castello, di  fatto impedendo al corteo di proseguire e poi trasformandosi in un  blocco che ha cacciato la Cisl dalla manifestazione, obbligando il  sindacato di Bonanni a prendere altra via&#8230;! Nemmeno gli schieramenti  della polizia hanno potuto evitare e/o governare il montare della rabbia  e la raffica di insulti della quale era destinatario il sindacato di  Bonanni.</p>
<p>Il  corteo del 1 maggio, senza la fastidiosa presenza della Cisl, è quindi  proseguito. Lo spezzone sociale si è ricomposto a metà corteo,  raccogliendo la partecipazione dei centri sociali, dei collettivi  studenteschi delle scuole e dell&#8217;università; almeno duemila le persone  che hanno attraversato lo spazio delle realtà autorganizzate. Forte la  connotazione, negli interventi e negli slogan, del rifiuto ai ricatti di  Marchionne per quanto sta avvenendo nel pianeta Fiat, del disgusto e  dell&#8217;opposizione al governo Berlusconi quindi alle sue miserie e guerre.  Ricordato anche Vittorio Arrigoni, compagno ucciso nella Striscia di  Gaza: ricordo sommerso dagli applausi della piazza, per il suo impegno  coraggio e determinazione. In piazza Castello, come ogni anno,  sanzionata e mandata al macero la pallina della pubblicità del Mc  Donald.</p>
<p>Lo spezzone della Cisl messo in fuga rientra di soppiatto  in via Roma ma anche lì trova ad accoglierlo il diprezzo spontaneo della  maggioranza della gente presente. Hanno un bel dire dal palco  Chiamparino e I bonzi sindacali che si è trattato di &#8220;infime minoranze&#8221;.  Centinaia di persone hanno appoggiato la contestazione dei sindacati  gialli. In piazza San Carlo, lo spezzone sociale si conquista il palco  confederale e brucia le bandiere di Cisl e Uil sottratte durante il  corteo chiedendo ai giornalisti di contare quante persone erano  favorevoli al falò o critiche: nessun fischio e molti applausi hanno  salutato la bruciatura delle bandiere dei collaborazionisti.</p>
<p>Come  ha ricordato uno dei tanti interventi dal palco, &#8220;Caro Chiamparino&#8230; e  chiunque ti sostituirà&#8230; noi saremo sempre qui a fare la nostra parte&#8221;.  Questo infatti, è solo l&#8217;inizio&#8230;</p>
<p><em><strong>Infoaut_Torino</strong></em></p>
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		<title>Spazi sociali primo maggio 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 07:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[distribuito in piazza oggi 1 maggio 2011 Editoriale Il primo maggio che ci hanno preparato per quest&#8217;anno vorrebbe essere una sfilata pre-elettorale in cui precari-sudenti-lavoratori sono previsti solo come spettatori del passaggio di testimone da celebrare in pubblica piazza tra il sindaco delle Olimpiadi e chi si candida a sostituirlo. scaricalo in pdf spazisoc_1mag11 Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/04/mani_primomag.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1769" title="mani_primomag" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/04/mani_primomag-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>distribuito in piazza oggi 1 maggio 2011</p>
<p><strong>Editoriale</strong></p>
<p>Il primo maggio che ci hanno preparato per quest&#8217;anno vorrebbe essere una sfilata pre-elettorale in cui precari-sudenti-lavoratori sono previsti solo come spettatori del passaggio di testimone da celebrare in pubblica piazza tra il sindaco delle Olimpiadi e chi si candida a sostituirlo.</p>
<ul>
<li><strong>scaricalo in pdf </strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/04/spazisoc_1mag11.pdf"><strong>spazisoc_1mag11</strong></a></li>
</ul>
<p>Un filo <em>giallo</em> lega questi due personaggi, nella città che è stata teatro dell&#8217;ultima offensiva marchionniana: il prostrarsi supini al dettato del padrone, ancora una volta obbedienti ai voleri di Casa-Fiat, l&#8217;unico vero potere che conta in città, anche se si tratta di una multinazionale ben piazzata nei mercati finanziari globali, disincarnata dalle pesanti vestigia del passato modello produttivo.<span id="more-1790"></span><br />
Per un Chiamparino che si vanta di giocare a scopa con l&#8217;ad in maglioncino di cashmere, c&#8217;è già pronto un Fassino che avrebbe tanto voluto essere un operaio per dir di sì a “Fabbrica Italia”. A far da contorno, una folta schiera di funzionari sindacali in doppio petto, avvolti da <strong>un tricolore con cui si è appena legittimata una nuova operazione di guerra neo-coloniale.</strong></p>
<p>Mentre in alcune province la Cgil compie la scelta  di sfilare senza i sindacati gialli Cisl e Uil, a Torino ci fanno sapere che tale opzione a casa nostra è decisamente fuori questione: c&#8217;è da festeggiare, &#8220;tutti insieme appassionatamente&#8221;,  i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Un&#8217;Italia, ci dicono, “unita dal lavoro”.</p>
<p><em><strong>Quale lavoro? </strong></em><br />
Quello che non c&#8217;è o che quando si riesce a trovare è intermittente, precario, malpagato, soggetto a molti ricatti  e senza alcuna garanzia? Se è questo che dovremmo celebrare ne facciamo volentieri a meno e ci teniamo stretta la sacrosanta rabbia per affrontare un futuro  senza reali prospettive di miglioramento.<br />
Checché ne dica l&#8217;attuale classe dirigente &#8211; o gli incapaci surrogati d&#8217;opposizione che pretenderebbero prenderne il posto -, non sembrano davvero esserci segni di ripresa all&#8217;orizzonte. Quale poi, sarebbe tutta da discutere&#8230;<br />
Dallo scoppio della crisi dei mutui la situazione generale non sembra infatti per nulla destinata a migliorare.  Il quadro nazionale è palesemente bloccato tra pantano della politica e possibile recessione economica. L&#8217;unica promessa cui siamo obbligati a credere è quella di ulteriori e ancora più drastici tagli ad uno stato sociale sotto attacco da decenni. Ridotto al minimo il salario, vanificate altre ipotesi di accesso al reddito, gli avvoltoi del capitalismo nostrano si apprestano a sbranare anche il salario indiretto erogato fino a ieri sotto forma di servizi. <strong>Se la precarietà è stata la condizione normale degli ultimi due decenni, la povertà sembra essere il regno promesso per quelli a venire.</strong> Ministri del Lavoro e dell&#8217;Economia, del resto, già da qualche anno stigmatizzano i &#8220;riottosi&#8221; laureandi che pretenderebbero un lavoro ed un compenso adeguato al proprio livello di istruzione; che non a caso i nostri governanti si impegnano a smembrare e impoverire, alfine di devalorizzare una forza-lavoro sempre troppo scolarizzata. Per il padronato italiano, modello di riferimento dev&#8217;essere la manodopera immigrata sotto ricatto e senza tutela. disciplinata col bastone della clandestinità e la carota del permesso a punti. A chiudere il cerchio ci pensa un Berlusconi scampato ad ogni scandalo, abituandoci ad una comunicazione al giorno: una nuova guerra, l&#8217;annullamento di un referendum (anzi due), la non-rinuncia al nucleare mentre gli ordini li detta Sarkozy e il paese tutto viene trascinato in scelte che vanno contro i suoi stessi interessi strategici.</p>
<p><strong>Se il paese è messo male, la nostra città non sta certo meglio.</strong><br />
Due mandati di Chiamparino ci hanno lasciato in eredità qualche colosso architettonico e molti debiti per lo spregiudicato uso dei derivati fatto dalla sua amministrazione. Il vantato sviluppo post-industriale si è limitato a qualche notte bianca, alla riverniciatura del  centro cittadino per le periodiche celebrazioni e alla pura e semplice speculazione immobiliare con lo stravolgimento delle “spine” e la valorizzazione del mattone. Anche nell&#8217;operosa capitale subalpina  <em>il profitto si fa rendita</em>, forma parassitaria di redistribuzione copiosa tra chi ha già tutto, mentre ai bordi dell&#8217;aristocrazia cittadina (banchieri, immobiliaristi, dirigenza amministrativa, alte sfere della Fiat, amministratori delegati&#8230; tutti amici del Chiampa!) prolifera un immenso <em>esercito industriale di riserva</em> in cui la differenza tra “mani callose” e nuovo proletariato intellettuale si fa sempre più sottile.<br />
La cassa integrazione diventa la norma per i lavoratori dell&#8217;industria mentre, per la prima volta dal lontano 1993, anche il terziario perde pezzi significativi e metà delle cooperative che suppliscono al sociale smantellato dai governi rischia il fallimento. Rettori e amministratori vantano le politiche di investimento fatte su un università che si proietta sul territorio ma l&#8217;unico effetto che si tocca con mano è l&#8217;aumento delle tasse d&#8217;accesso e l&#8217;innalzamento degli affitti dei quartieri attraversati dall&#8217;ateneo diffuso.</p>
<p>Proprio quando tante dovrebbero essere le ragioni per scendere in piazza in forme decisamente non-rituali né compatibili, ecco che il sindacato sceglie invece, contro ogni logica (fosse anche quella della sua sopravvivenza &#8211; oggi non più scontata), di mantenere un profilo basso, accettare di sfilare insieme a chi ogni giorno firma contratti separati sulla testa dei lavoratori, in combutta con un padronato sempre più aggressivo e sfacciato. Le condizioni ci sarebbero tutte per un inasprimento dei toni e delle pratiche. Basterebbe iniziare a contestare la presenza pubblica di questi personaggi, sottrargli terreno d&#8217;agibilità e spazi politici, obbligarli a sentirsi presenza indesiderata per complicargli spazi di manovra e tanta sfacciata arroganza ammantata di &#8220;democrazia&#8221; e &#8220;libertà di scelta&#8221;. Si preferisce invece accettare i condizionamenti di chi sceglie la trattativa-resa, demandando a una politica sempre più sganciata dai bisogni quotidiani la regolazione di quanto perterrebbe alla minima lotta sindacale, fosse anche di mera resistenza. Del resto, quando il sindacato fa il sindacato lo si accusa di essere &#8220;politico&#8221; e poco pragmatico. E non c&#8217;è di nulla di cui stupirsi, dal momento che la stessa Cgil si limita ad indire uno sciopericchio &#8220;generale&#8221; di 4 ore a 6 mesi di distanza dalle richieste di una piazza che nell&#8217;autunno faceva presagire qualche potenziale sviluppo conflittuale. <strong>La principale organizzazione sindacale del paese sembra invece decisamente orientata a trattare con Confindustria </strong>una riforma della contrattazione collettiva in nome di un &#8220;contratto leggero&#8221; a tutto vantaggio del padronato, relegandosi a struttura di servizio, secondo la strada già battuta dai collaborazionisti di Cisl e Uil.</p>
<p>Noi abbiamo altri programmi! Non scendiamo in piazza questo primo maggio per applaudire il nuovo candidato sindaco del centro-sinistra né per accettare silenti la provocazione di chi porta avanti ogni giorno il proprio operato corrotto di svendita dei diritti, in cambio di una poltrona e qualche clientela.<br />
Partecipiamo a questa giornata per ribadire la nostra opposizione intransigente di precari-studenti-lavoratori, uomini  e donne, a chi ci propone null&#8217;altro che un futuro di miseria e rassegnazione, convinti che solo il conflitto &#8211; e non la trattativa o gli accordi-  è motore reale di trasformazione.<br />
Solo la lotta paga! Oggi come ieri non c&#8217;è altra lezione da trarre. Siamo qua per ribadirlo, riaffermando un programma di <em>antagonismo sociale, autonomia </em>da partiti e istituzioni<em>, contro-potere</em> da organizzare. Davvero, non c&#8217;è altra strada possibile. Ce lo insegnano le popolazioni in lotta della primavera araba e i movimenti che si fanno strada imparando a lottare senza cedimenti né rassegnazione. Anche questo primo maggio, ripartiamo da qui per andare oltre.</p>
<h3><strong>NETWORK ANTAGONISTA TORINESE</strong></h3>
<p><em><strong>csoa Askatasuna-csa Murazzi-ksa-cua</strong></em></p>
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		<title>E dai prendetevi anche queste!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 07:00:10 +0000</pubDate>
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		<title>SPAZI SOCIALI &#8211; 1°Maggio2010-</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 06:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<title>1 maggio a Torino: l&#8217;opposizione sociale contesta Bertinotti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 22:25:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1.05.08 Un corteo diverso dal solito quello del primo maggio torinese, ma come tutti gli anni riflette il clima politico e sociale del momento, divenendone specchio esemplificativo della realtà. Facce depresse, partecipazione minore, scoramento post elettorale. Non per tutti però, dopo i partiti come sempre prendeva vita lo spezzone sociale, composto dai centri sociali, dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://win.infoaut.org/public/foto/2538.png" alt="" width="500" height="336" /><span id="lbltesto" style="left: 340px; top: 241px;"><strong>1.05.08 </strong>Un corteo diverso dal solito quello del primo maggio torinese, ma come tutti gli anni riflette il clima politico e sociale del momento, divenendone specchio esemplificativo della realtà. Facce depresse, partecipazione minore, scoramento post elettorale. Non per tutti però, dopo i partiti come sempre prendeva vita lo spezzone sociale, composto dai centri sociali, dagli studenti e dalle studentesse, dal sindacalismo di base, dalle associazioni di solidarietà internazionale. &#8220;Fuori dai partiti, fuori dalle istituzioni, dentro le lotte&#8221; erano le parole d&#8217;ordine con cui è stato indetto il primo maggio dell&#8217;opposizione sociale, e per tenerne fede la manifestazione si è subito imposta nei confronti dei partiti oramai extraparlamentari, contestando al passaggio l&#8217;ex presidente della camera Fausto Bertinotti, distintosi non solo per l&#8217;alto valore e fedeltà nei confronti dello stato e delle istituzioni (sulla pelle di tutti), e nemmeno solo per i danni che ha procurato il suo operato alla sinistra frammentandola definitivamente, ma anche per la sua posizione dichiarata sul salone del libro, dicendo che vi parteciperà proprio perché Israele sarà ospite d&#8217;onore, contestando il boicottaggio e chi lo pratica. La contestazione è arrivata all&#8217;improvviso tentando di raggiungere l&#8217;ex presidente con alcune foto delle ultime vittime palestinesi per mano israeliana, ed ha incontrato un insolito connubio a tentare di respingerla: un cordone di 5 stipendiati di Rifondazione, Pd e Digos. Il corteo è proseguito portando con se le motivazioni della contestazione e le ragioni del boicottaggio del salone del Libro, entrando nel merito della solidarietà al popolo Palestinese e del perchè schierarsi contro Israele. Riscuotendo successo al suo passaggio il corteo è terminato in piazza San Carlo bruciando delle bandiere Israeliane e Americane, lanciando il corteo nazionale del 10 Maggio.<br />
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<li><span id="lbltesto" style="left: 340px; top: 241px;"><strong><a href="http://www.infoaut.org/news.php?id=1477">1 maggio a Torino: l&#8217;opposizione sociale contesta Bertinotti e lancia la manifestazione del 10 maggio! (+ VIDEO&amp;rass.stampa)da Infoaut</a></strong></span></li>
</ul>
<p><span id="lbltesto" style="left: 340px; top: 241px;"><br />
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<ul>
<li><span id="lbltesto" style="left: 340px; top: 241px;"><strong><a href="http://www.infoaut.org/news.php?id=1486">vai allo speciale sulla manifestazione da Infoaut</a></strong></span></li>
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