Posts Tagged “alquati”
Scritto il giugno 15th, 2011 da admin in SAPERI, torino, tags: alquati, CONRICERCA, romano alqualti
Incontro: 15 giugno 2011
10-13/14:30-18
Università di Torino/Facoltà di Scienze Politiche
Palazzina Plana – Aula L Via Plana, 10 – Torino
Sempre interessato a promuovere la critica, l’analisi e l’approfondimento teorico dentro e fuori dell’università.
Un incontro per riflettere sul suo pensiero e ricordare la sua umanità, con i co-protagonisti di storie, esperienze collettive e cicli di lotte durate un’intera vita, tra impegno, ricerca ed insegnamento.
Interventi e contributi:
Alberto Vanelli, Torino – Alessandro Casiccia, Torino – Andrea Sormano, Torino – Fabrizio Merisi, Cremona – Ferruccio Gambino, Padova – Filippo Barbano, Torino – Franco Garelli, Torino – Franco Piperno, Cosenza – Gianfranco Fiameni, Cremona – Guido Viale, Torino – Luciano Bonet, Torino – Luigi Berzano, Torino – Nicola Negri, Torino – Mario Ricciardi, Torino – Renato Rozzi, Cremona – Sergio Bologna, Milano - Vittorio Rieser, Torino
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Promuovono:

Colleghi Amici Allievi
Cantiere per l’Auto-formazione
Infos: E-mail convegnotorino@gmail.com
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Il 3 aprile, si spegneva a Torino all’età di 75 anni Romano Alquati, esponente di spicco del pensiero operaista, intelligenza sistematica ma al di fuori degli schemi convenzionali, riconosciuto come uno dei più raffinati studiosi della soggettività e della composizione di classe. Pubblichiamo qui di seguito alcuni collegamenti su Alquati
Altri contributi in ricordo di Romano Alquati:
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Bibliografia:
R. Alquati, Sindacato e partito, Stampatori Università, Torino, 1974.
R. Alquati, Sulla Fiat e altri scritti, Feltrinelli, Milano, 1975.
R. Alquati, L’Università e la formazione l’incorporamento del sapere sociale nel lavoro vivo, in Aut Aut, Firenze, luglio-agosto 1976, n. 154.
R. Alquati – N. Negri – A. Sormano, Università di ceto medio e proletariato intellettuale, Stampatori, Torino, 1978.
R. Alquati, G. Lodi, Donna, famiglia, servizi nel territorio della provincia di Cremona, Amministrazione provinciale di Cremona, 1981.
R. Alquati, Dispense di sociologia industriale, Il Segnalibro, Torino, 1986-1992, 4 vol.
R. Alquati, Sul comunicare, Il Segnalibro, Torino, 1993.
R. Alquati, Sacre icone, Calusca Edizioni, Padova, 1993.
R. Alquati, Per fare conricerca, Velleità Alternative, Torino, 1993.
R. Alquati, Cultura, Formazione e Ricerca. Industrializzazione di produzione immateriale, Velleità Alternative, Torino, 1994.
R. Alquati – M. Pentenero – J.L. Wessberg, Sul virtuale, Velleità Alternative, Torino, 1994.
R. Alquati, Camminando per realizzare un sogno comune, Velleità Alternative, Torino, 1994.
R. Alquati, Lavoro e attività. Per una analisi della schiavitù neomoderna, Manifestolibri, Roma, 1997.
Testi non pubblicati:
R. Alquati, Nella società industriale d’oggi, working paper non pubblicato, Torino, 2000/2003.
R. Alquati, Sulla riproduzione della capacità umana vivente oggi, working paper non pubblicato, Torino, 2001/2003.
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Scritto il aprile 5th, 2010 da Aska 1 in news, tags: alquati

Mercoledì mattina si terranno i funerali di Romano, con una camera ardente che verrà allestita al centro sociale Askatasuna di Torino (corso Regina Margherita 47) dalle ore 10 alle 13.
E mancato intorno alle 13.30 di sabato pomeriggio a Torino, all’età di 74 anni, Romano Alquati, esponente di spicco del pensiero operaista (di cui fu uno degli iniziatori, partecipando alla redazione dei “Quaderni rossi” prima e di “Classe Operaia” poi), esperienza intellettuale e politica che negli anni ’60 del grande boom economico innovò profondamente la cultura marxista italiana, inventando categorie di analisi ancora oggi fondamentali come quella di composizione di classe; individuando la nuova figura trainante dello scontro di classe nell’operaio-massa; proponendo un approccio di studio/intervento nuovo alla/sulla realtà della classe operaia nel neo-capitalismo con il metodo della “conricerca”.
Proprio l’invenzione della conricerca, iniziata da Romano con Pierluigi Gasparotto e Romolo Gobbi già nei primi anni ’60 con operai della fiat Mirafiori e di altre fabbriche piemontesi (l’Olivetti d’Ivrea, la Lancia di Chivasso, la Stura ricambi…) può ritenersi il lascito più grande di Alquati. Non solo attività d’inchiesta, ma pratica insieme di conoscenza e trasformazione reciproca (in circolarità virtuosa) di quella che già allora si cominciava a chiamare “soggettività operaia“. Pratica d’intervento che ebbe un ruolo fondamentale nella preparazione dei primi scioperi del ’61 a Torino che rilanciarono un nuovo ciclo di conflittualità operaia che sfocerà nella rivolta di piazza statuto del 7 luglio ’62 (come ricordava lo stesso Romano: “noi non ce l’aspettavamo, però l’abbiamo organizzata!”).
Guardando sempre oltre lo stretto orizzonte dell’immediato presente, Romano fu uno dei primi a individuare lo spostamento della baricentralità produttiva di un capitalismo che, già nei primi anni ’70, usciva dalla fabbrica per farsi “sociale”. Atipico professore universitario, per nulla interessato alla carriera accademica, Alquati concentro molto presto la sua attenzione allo studio della nuova intellettualità di massa e ai fenomeni di terziarizzazione e quaternarizzazione della forza-lavoro, non stancandosi mai di ripetere la centralità politica che, anche da un punto di vista antagonistico, andavano assumendola formazione, i formatori (riproduttori di capacità-umana-vivente-merce) e l’Università. Le lotte costruitesi in questi ultimi anni sul terreno della formazione sono in qualche modo la riprova della lunghezza d’onda dello sguardo di Romano.
Da oggi la città di Torino è certamente più povera, orfana com’è di un pensatore lucido e autenticamente contro-corrente, dimenticato dalla sua città d’adozione ma riconosciuto a livello mondiale come uno dei più raffinati studiosi e teorici della soggettività operaia e della composizione di classe.
Mercoledì mattina si terranno i funerali di Romano, con una camera ardente che verrà allestita al centro sociale Askatasuna di Torino (corso Regina Margherita 47) dalle ore 10 alle 13.
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