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	<title>csoa Askatasuna &#187; askatasuna</title>
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		<title>Lettera aperta al sindaco Sergio Chiamparino</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 21:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
[da: comitatoquartierevanchiglia.net]
 

Egregio Signor Sindaco,

siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività.
Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Body content --> <!-- Content --></p>
<p id="text"><strong>[da: <a href="http://comitatoquartierevanchiglia.net/">comitatoquartierevanchiglia.net</a>]</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<blockquote>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: x-small;">Egregio Signor Sindaco,</span></em></span></p>
</blockquote>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati a quella realtà: la motivazione pubblica è che l&#8217;occupazione dello stabile sottrae illegittimamente un luogo alla cittadinanza e che a essa andrebbe restituito.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Vogliamo sottolineare che questo luogo non è sul il territorio, entità estranea osteggiata dalla gente; non è neanche nel territorio, circondato da persone insofferenti, ma è un luogo del territorio e, attraverso i progetti che lo animano, è uno spazio vissuto e integrato, posto dai cittadini di Vanchiglia tra gli spazi sociali di riferimento nella zona. Gli spazi dell&#8217;Askatasuna sono animati quotidianamente da persone di varia estrazione sociale e culturale, lontane dagli stereotipi che, spesso, si vedono riproposti per descrivere i frequentatori del centro sociale.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Questo quadro Lei dovrebbe conoscerlo, perché emerge da un sondaggio svolto lo scorso anno da architetti ed educatori del Suo Comune nel corso dell&#8217;elaborazione del progetto per l&#8217;arredo urbano nell&#8217;area pedonale di via Balbo; sondaggio che ha coinvolto le famiglie dei bimbi della Scuola Elementare Fontana, le quali hanno indicato l&#8217;Askatasuna tra i primi tre luoghi preferiti dai loro figli per il gioco e l&#8217;incontro.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il &#8220;centro per il quartiere&#8221; che Lei vorrebbe realizzare all&#8217;Askatasuna, quindi, è già una realtà.<span id="more-722"></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;attività del Comitato parte dalla cura e gestione dell&#8217;edificio &#8220;Askatasuna&#8221; di corso Regina 47, il &#8220;cortile del quartiere&#8221;, agorà pubblica inclusiva vissuta e partecipata. Ma le azioni del Comitato sono molteplici e tra loro intrecciate, perché frutto di un percorso comune che ha la socializzazione ed il mutuo aiuto come fondamenti. Sullo stare insieme si basano, ad esempio, le iniziative della Ludoteca Popolare (Lu.Po.) che accoglie grandi e piccini per accompagnare i bambini nella loro crescita. In quest&#8217;ottica si è svolta in estate un’iniziativa dei genitori che, sul modello della &#8220;banca del tempo&#8221;, ha permesso loro di conciliare lavoro e cura dei figli nel periodo di chiusura delle scuole.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">La socializzazione dei bisogni è anche alla base del Gruppo di Acquisto Popolare (G.A.P.), che ha aperto anche alle persone economicamente più deboli la possibilità di accedere ad alimenti sani, prodotti con cura dell&#8217;ambiente e rispetto dei diritti dei lavoratori. L&#8217;esigenza di rendere la cultura e l&#8217;informazione accessibile a tutti sta trovando spazio nella Biblioteca Popolare (Bi.Pop.); e l&#8217;elenco potrebbe continuare con l&#8217;annuale sfilata di Carnevale, le feste del quartiere, le feste dei bambini, i dibattiti pubblici, i corsi ed incontri di approfondimento per gli adulti, le cene popolari, veri momenti di aggregazione e condivisione, la partecipazione attiva al dibattito interno alla Scuola, con coinvolgimento di molti genitori e insegnanti delle scuole adiacenti.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il progetto del ComitatoQuartiereVanchiglia genera azioni che si concretizzano con un percorso &#8220;dal basso&#8221;, in cui le iniziative non sono studiate da altri e presentate al “cittadino-utente”, ma nate dalle proposte e dall&#8217;impegno volontario e gratuito delle persone; e gratuitamente vengono offerte ai cittadini non su una base di “compravendita” o servizio, ma promuovendo iniziative autogestite e auto-organizzate, vivendo la Politica nel senso profondo del termine, come cura del territorio.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Queste attività non sono organizzate e svolte in segreto tra un ristretto gruppo di iniziati, ma vengono discusse in riunioni aperte a tutti e presentate al quartiere con un periodico informativo gratuito (Di Zona), nonché illustrate attraverso il sito web (<a href="http://comitatoquartierevanchiglia.net/">www.comitatoquartierevanchiglia.net</a>).</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ci informiamo, e informiamo, su problemi reali che toccano la nostra società e l&#8217;ambiente. Problemi legati al disagio sociale, all&#8217;accoglienza dei migranti, alla tutela del territorio, alla sostenibilità dei consumi: con sguardo critico, realista e mai pregiudizievole, riflettiamo di volta in volta sulle modalità con cui queste emergenze vengono affrontate. I tagli alle politiche sociali, le azioni sui migranti che hanno sollevato le proteste dell&#8217;Alto Commissariato ONU per i rifugiati, o l&#8217;avallo allo sfruttamento del territorio, funzionale solo alle tasche di pochi, non possono lasciarci indifferenti, né tanto meno trovarci d’accordo.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Pensiamo che l&#8217;impegno in prima persona dei molti che credono e sostengono questo progetto possa solo rappresentare un contributo positivo dalla società per la società.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Cordialmente,</p>
<p style="margin-left: 0.76cm; text-indent: -0.76cm; margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0; page-break-after: avoid;" align="right">ComitatoQuartiereVanchiglia</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Torino, 12 novembre 2009</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img src="http://comitatoquartierevanchiglia.net/templates/siteground-j15-83/images/headerimg.jpg" border="0" alt="" width="547" height="150" align="left" /></p>
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		<title>All&#8217;Askatasuna nasce la Lu.Po (Ludoteca Popolare)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 21:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
				<category><![CDATA[quartiere]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il Comitato di quartere Vachiglia ha presentato ieri pomeriggio al pubblico la nuova iniziativa di aggregazione popolare dal basso, frutto di un lavoro estivo lungo e faticoso. La risposta delle mamme e dei bambini del quartiere contro chi agita spettri di sgombero su uno dei pochissimi spazi aperti e comuni della circoscrizione: il centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Body content --> <!-- Content --><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/lupo-colore-4afd77439327d.jpg" alt="" width="200" height="188" />Il Comitato di quartere Vachiglia ha presentato ieri pomeriggio al pubblico la nuova iniziativa di aggregazione popolare dal basso, frutto di un lavoro estivo lungo e faticoso. La risposta delle mamme e dei bambini del quartiere contro chi agita spettri di sgombero su uno dei pochissimi spazi aperti e comuni della circoscrizione: il centro sociale è <strong><em>già</em></strong> un <strong>centro d&#8217;incontro popolare </strong>per quanti abitano in Vanchiglia.<br />
L&#8217;iniziativa, programmata da mesi, vedrà la luce a partire dal prossimo martedì. Poco potranno le interpellanze ignobili e strumentali dei vari politicanti in erba della destra torinese contro uno spazio costruito e organizzato in completa autonomia e progettualità dal comitato di quartiere.</p>
<p><strong>Video dell&#8217;inaugurazione della Lu.Po.</strong></p>
<p><strong>Parte 1</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/2009/11/allaskatasuna-nasce-la-lu-po-ludoteca-popolare/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a></strong></p>
<p><strong>Parte 2</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/2009/11/allaskatasuna-nasce-la-lu-po-ludoteca-popolare/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a><br />
</strong></p>
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		<title>[Spazi sociali sotto attacco] Intervista a Marco Revelli-Infoaut</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/2009/11/spazi-sociali-sotto-attacco-intervista-a-marco-revelli-infoaut/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 14:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mutazione antropologica della figura del sindaco
&#8220;Ogni volta che la città entra in una fase difficile si ripropone l&#8217;evocazione del &#8216;grande problema&#8217; dell&#8217;ordine pubblico.Era così 15 anni fa, con Castellani, io ero in consiglio comunale.C&#8217;era Ghiglia che evocava il fantasma del &#8216;pericolo sociale&#8217; e tutto ilceto politico che si buttava sopra come il cane sull&#8217;osso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text"><span><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/revelli-4af401ef28bf7.jpg" alt="" width="200" height="200" />La mutazione antropologica della figura del sindaco</span></p>
<div>&#8220;Ogni volta che la città entra in una fase difficile si ripropone l&#8217;evocazione del &#8216;grande problema&#8217; dell&#8217;o<em>rdine pubblico</em>.Era così 15 anni fa, con Castellani, io ero in consiglio comunale.C&#8217;era Ghiglia che evocava il fantasma del &#8216;pericolo sociale&#8217; e tutto ilceto politico che si buttava sopra come il cane sull&#8217;osso. Una tecnicaprofessionalmente affinata per <em>parlar d&#8217;altro</em>&#8230; Capro espiatorio e comodo: gli unici spazi di esperienze non omologate&#8221;.</p>
<p>Non usa mezze parole <strong>Marco Revelli </strong>(docente di Scienze Politicheall&#8217;Università del Piemonte Orientale e voce non-allineata) percommentare la recente campagna d&#8217;odio sull&#8217; &#8216;emergenza centri sociali&#8217;giocata in sincrono da leghisti, post-fascisti e il sindaco-podestàSergio Chiamparino.</p>
<p>Per Revelli un aspetto interessante della vicenda è da ricercarsi nellaforma odierna della figura del sindaco, &#8220;dalla riforma del &#8216;93,diventato collettore di tutte le scorie sociali espresse in termini dirancore, paura, aggressività, inquietudine. Sentimenti che non trovanorisposte e di cui i sindaci si fanno specchio. [...] Mutazioneantropologica di una figura non più in grado di interpretare i bisognireali della popolazione ma solo di far proprie e rilanciare leretoriche securitarie&#8221;.<br />
E&#8217; così che i sindaci-sceriffi si sono moltiplicati. La lista è lunga:Cofferati a Bologna, Veltroni a Roma, Zanonato a Padova e oggiChiamparino a Torino&#8230; per restare al solo centro-sinistra.</p>
<p>Tutto questo mentre, in una città come Torino, i &#8220;non segnalati sonotantissimi, un 30 % delle famiglie operaia sono costrette a ricorrereal prestito usuraio, alta è la morosità degli affitti nelle casepopolari, il livello dei consumi nelle periferie è crollato&#8230; tuttoquesto ci dà il quadro di una città spaventosamente impoverita&#8221;.<br />
Come dire, una città non-raccontata, distante anni-luce dallenarrazioni (e relative &#8220;urgenze&#8221;) di un&#8217;amministrazione comunale che,incapace di fare alcunché per le condizioni materiali di saccheimportanti della popolazione, gli concede la miseria pubblicadell&#8217;essere spettatore passivo-partecipante, il &#8220;riconoscimento morale&#8221;- come dice Revelli -  di essere  &#8220;povero ma incluso&#8221;.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/spazi-sociali-sotto-attacco-intervista-a-marco-revelli/file/id/1127/"><strong>Ascolta l&#8217;intervista con Marco Revelli</strong></a></li>
</ul>
<p>__________<br />
<em><br />
N.b. &#8211; L&#8217;intervista è stata effettuata dalla trasmissione </em><strong>Onde Precarie </strong><em>in onda ogni giovedì dalle h 14 alle h 16 sulle frequenze di <a href="http://www.radioblackout.org/">Radio Blackout (105.250 fm)</a> </em></div>
</div>
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		<title>Sindaco Chiamparino, la città ha ben altre urgenze &#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Da qualche giorno si sta assistendo ad un inedito attivismo del primo cittadino circa una questione che sembra essere diventato tutto a un tratto la priorità più impellente di chi vive in questa città.
Dopo la contestazione contro la Lega Nord di sabato 24 ottobre (padani che &#8211; ricordiamo &#8211; stavano raccogliendo firme contro un progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text">
<div><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/immagine-2-4aeef65539cbe.png" alt="" width="200" height="178" />Da qualche giorno si sta assistendo ad un inedito attivismo del primo cittadino circa una questione che sembra essere diventato tutto a un tratto la priorità più impellente di chi vive in questa città.<br />
Dopo la contestazione contro la Lega Nord di sabato 24 ottobre (padani che &#8211; ricordiamo &#8211; stavano raccogliendo firme contro un progetto di assistenza medica gratuita a migrant*) non passa giorno senza che Chiamparino non si faccia in quattro per assicurare a tutti i soggetti coinvolti sulla sua assoluta dedizione nella battaglia finale contro gli spazi occupati.</p>
<p><em>Ma chi è questo soggetto collettivo per conto del quale Chiamparino suppone di parlare?</em><br />
Certamente non si tratta della maggioranza dei torinesi (soprattutto dei suoi elettori), che probabilmente hanno ben altre urgenze e problemi: arrivare a fine mese, una qualità della vita più degna di quella oggi consentita da una città assediata dai cantieri, la cassa-integrazione che tra poco finirà gettando sul lastrico centinaia se non migliaia di famiglie, centinaia di pendolari improvvisamente senza mezzi di trasporto per recarsi al lavoro&#8230;</p>
<p>Gli unici veri interessati a sgomberare i centri sociali e gli spazi occupati in genere sono soprattutto (se si eccettua quell&#8217;infima minoranza di reazionari convinti) le forze politiche strette intorno a Pd e Pdl, sempre più lontani dai bisogni della gente comune, in cerca di capri espiatori su cui scaricare la sacrosanta disaffezione dei più alla politica istituzionale provocata dalla crisi della rappresentanza e da una genia di mestieranti della politica intenti quasi esclusivamente alla propria riproduzione di casta.<span id="more-711"></span></p>
<p>Succede così che Chiamparino scambia le esigenze di Carossa e Ravello ed altri simili omuncoli per la volontà della maggioranza dei/lle torinesi. Non è esattamente questa la temperatura media di questa città.<br />
Il sindaco sembra essersi infilato nella classico vicolo senza via d&#8217;uscita. Si lamenta che il Ministero degli Interni non fa quello che dice e dice quello che non fa. Tutti bravi a gridare minacce ai quattro venti e assicurare sgomberi in quattro e quattr&#8217;otto, più difficile poi assicurare un percorso condiviso che si assumi tutte le conseguenze di una tale ostinazione.<br />
In un&#8217;altra intervista il sindaco (si) chiedeva come gestire e cosa farsene di centinaia di antagonisti all&#8217;improvviso senza sede e dimora. Anche se cinica (suppone un detto che suonerebbe più o meno così: &#8220;non li possiamo certo ammazzare!&#8221; &#8211; del resto, siamo in democrazia!) la retorica della domanda coglie qualcosa di vero. Si consiglia vivamente di porsela con più attenzione&#8230;</p>
<p><strong>Distruggere ciò che è comune per &#8220;fare cassa&#8221; ovvero: fare gli interessi dei <em>rentiers</em> dell&#8217;Immobiliare</strong></p>
<p>Cosa c&#8217;è dietro la foga del sindaco? Il tentativo di &#8220;gestire&#8221;, molto malamente, le paturnie di qualche leghista e (post)fascista che fatica a radicare progetto e consenso in una città che, nonostante i tempi e il cambiamento della sua composizione, resta ancora culturalmente segnata dal proprio passato resistenziale, operaio e solidarista.</p>
<p>Chiamparino dice di voler trasformare l&#8217;Askatasuna in un centro d&#8217;incontro di quartiere. Il fatto è che il centro sociale è già un centro del e per il quartiere. Lo dimostrano le numerose feste organizzate ogni anno per il quartiere; le attività di una palestra popolare che conta un centinaio di iscritti impegnati in 3 differenti livelli di corso per cinque giorni la settimana.; la co-gestione senza frizioni di un giardino  con l&#8217;asilo-nido del quartiere.</p>
<p>Da 2 anni è attivo in Vanchiglia un Comitato di quartiere che si ritrova dentro una delle tante sale autogestite del centro sociale. Le attività del comitato oscillano in tutti i campi (pre- e dopo-scuola, spazio bimbi, cene e castagnate, corso di italiano per stranieri che vedrà la luce a breve). Queste attività hanno ormai una scadenza praticamente quotidiana<br />
Tra pochi giorni verrà presentata al quartiere e a quanti vorranno usufruirne la Ludoteca Popolare, costruita e preparata da mamme e maestre del quartiere.<br />
Una storia così bella non si può cancellare con un colpo di spugna amministrativo che pretende di consegnarla al deserto. In molti e molte si metteranno di traverso per impedirlo!</p>
<p><strong>Chiudere i centri sociali (antagonisti) per aprire spazi all&#8217;estrema destra </strong></p>
<p>La perla del discorso chiampariniano trova però il proprio culmine nelle pericolose aperture che il sindaco sembra intenzionato ad operare nei confronti di associazioni-ombrello che nascondono dietro una facciata culturale e &#8220;pulita&#8221; l&#8217;opera di camuffamento di gruppuscoli di estrema destra che predicano l&#8217;odio razziale, l&#8217;omofobia e la chiusura (quando non l&#8217;aggressione!) per il/la diverso/a.</p>
<p><em>A che gioco vuol giocare Chiamparino?</em><br />
Svuotare gli spazi sociali usati da migliaia di torinesi per regalarli ai profittatori dell&#8217;Immobiliare e a pochi neofascisti sotto mentite spoglie ?<br />
Scelte poco oculate, lontane dai bisogni dei più e utili solo ad ingraziarsi i favori di politicanti in erba che in assenza d&#8217;altre proposte gridano da anni la solita, ripetuta, stanca litania: &#8220;sgomberare! sgomberare!&#8221;&#8230;</div>
<p>Di ben altro ha bisogno questa città, in moli/e sarannono pronti a dimostrarlo!</p>
<div><strong><em><br />
Infoaut/Torino</em></strong></div>
</div>
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		<title>Sulle ultime sparate del sindaco Chiamparino</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/2009/05/sulle-ultime-sparate-del-sindaco-chiamparino/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 16:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da alcuni giorni si parla con insistenza sulle pagine della cronaca cittadina di emergenza sicurezza e sgomberi dei centri sociali torinesi. In particolare, sui giornali di oggi, sabato 30 maggio 2009, vengono riportate alcune dichiarazioni che il sindaco Chiamparino avrebbe rilasciato in occasione del “tavolo della sicurezza” di ieri mattina in municipio. Varie sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:vLaJYVn_CcBk6M:http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/gallery/varie/askatasuna-per-blog.jpg" alt="" width="113" height="75" />Da alcuni giorni si parla con insistenza sulle pagine della cronaca cittadina di emergenza sicurezza e sgomberi dei centri sociali torinesi. In particolare, sui giornali di oggi, sabato 30 maggio 2009, vengono riportate alcune dichiarazioni che il sindaco Chiamparino avrebbe rilasciato in occasione del “tavolo della sicurezza” di ieri mattina in municipio. Varie sono le interpretazioni fornite dai singoli giornalisti, ma in sostanza Chiamparino affermerebbe di avere richiesto lo sgombero del centro sociale Askatasuna e di alcune case occupate, e di avere inviato tale richiesta direttamente al ministro dell’interno Maroni.</p>
<p>Immediatamente ci è sorta spontanea una prima riflessione. Con tutti gli impegni che deve avere in agenda il sindaco di una grande città come Torino, con la crisi economica che avanza inesorabile, con le fabbriche che chiudono una dopo l’altra, con la cassa integrazione aumentata nell’ultimo anno di 5 volte, con le famiglie costrette a fare la spesa a rate, Chiamparino non ha trovato altro di meglio da fare che soddisfare i bisogni dei bulldog della destra cittadina Ghiglia e Borghezio, aprendo un tavolo sulla sicurezza in cui, in maniera indefinita, si mischia un po’ di tutto: contro-G8 dell’università, centri sociali, case occupate, radio di movimento, occupazioni dei migranti.<br />
Evidentemente non ancora pienamente soddisfatto delle aperture concesse alla destra cittadina più gretta e retrograda, il sindaco esce dalla riunione partorendo una serie di dichiarazioni piuttosto fumose sulle case occupate e sui centri sociali. Leggiamo così che il centro sociale Askatasuna dovrebbe diventare un centro di accoglienza per anziani. Ci spiace per il nostro sindaco, che forse non è stato correttamente informato, ma è da diverso tempo che moltissimi anziani già frequentano con piacere, e senza spendere un euro, lo spazio di corso Regina Margherita 47. Forse il nostro sindaco non sa che da almeno 2 anni è attivo in Vanchiglia un comitato di quartiere che organizza decine di iniziative (feste, merende, spettacoli teatrali, di giocoleria, cene, laboratori di disegno, ecc. ecc.) rivolte alle famiglie della zona, che hanno trovato nel giardino di via Balbo uno spazio verde e tranquillo dove passare i loro pomeriggi. Dobbiamo anche sottolineare che l’idea di trasformare l’Askatasuna in un fantomatico centro per anziani era già stata avanzata diversi anni fa dal presidente della circoscrizione 7, e quindi non è nemmeno un’idea originale.<br />
Visto che negli ultimi 2 anni il sindaco Chiamparino ci ha individuato quali mandanti, organizzatori, strumentalizzatori di tutto quanto si muove in città, ci spiace nuovamente dargli una delusione. Limitandoci agli ultimi eventi, vogliamo ricordare al sindaco che le manifestazioni contro il G8 dell’università sono state pensate e organizzate dagli studenti dell’Onda, e che tutte le decisioni sono state prese dentro le assemblee tenutesi pubblicamente all’interno dell’università. Come sempre, ovviamente, noi abbiamo appoggiato e appoggiamo le lotte che si sviluppano nelle scuole, nelle università, nelle fabbriche, in quartiere, in valle di Susa, ma siamo e rimaniamo un centro sociale di quartiere, che lavora soprattutto a contatto con il proprio quartiere, e che fa del protagonismo giovanile sociale e politico una sua caratteristica essenziale.<br />
Per quanto riguarda alcuni episodi &#8211; su cui i giornali hanno ricamato,  alla ricerca dello scoop da cavalcare &#8211; e spacciati come fatti di cronaca nera, terribili e sanguinosi – per l’ulteriore gioia dei prezzolati giornalisti di Torino Cronaca – ci sentiamo di dire che si è trattato, nella sostanza, di ortaggi, immondizia, uova e letame. Nulla di più, nulla di meno. Per quanto ci riguarda, preferiamo lavorare alla costruzione di percorsi di massa e radicamento di forza sociale, non sull’estetica del gesto esemplare e individuale.</p>
<p>Ora, con le sue dichiarazioni, Chiamparino vorrebbe passare la palla al ministro Maroni. Siamo pronti a scommettere che Maroni gliela restituirà velocemente. In ogni caso, a 2 anni dalla fine del suo secondo mandato come sindaco di Torino, non pensiamo che Chiamparino voglia macchiare il percorso della sua folgorante carriera politica con lo sgombero di un centro sociale come il nostro, attivo da 13 anni nella nostra città, alla cui difesa siamo convinti parteciperebbero migliaia di giovani e meno giovani.</p>
<p><strong>Centro sociale Askatasuna_Vanchiglia</strong></p>
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		<title>1/5/99 NOI NON SCORDIAMO</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 08:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo maggio del 1999 l&#8217;Italia era ufficialmente in guerra. Partecipava alla famosa guerra umanitaria della N.a.t.o, in Kossovo, preludio delle future guerre contro il terrore di recente memoria. Al governo sedeva Massimo D&#8217;Alema e tutto il futuro centro sinistra componeva lo schieramento guerrafondaio ad esclusione di Rifondazione Comunista. La nostra città espresse in più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="shutterset_" href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/gallery/1_maggio_99/collage.jpg"></a><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2009/04/collage.jpg"><img class="size-full wp-image-458 alignleft" style="margin: 3px;" title="collage" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2009/04/collage.jpg" alt="collage" width="300" height="210" /></a>Il primo maggio del 1999 l&#8217;Italia era ufficialmente in guerra. Partecipava alla famosa guerra umanitaria della N.a.t.o, in Kossovo, preludio delle future guerre contro il terrore di recente memoria. Al governo sedeva Massimo D&#8217;Alema e tutto il futuro centro sinistra componeva lo schieramento guerrafondaio ad esclusione di Rifondazione Comunista. La nostra città espresse in più momenti una forte mobilitazione contro l&#8217;aggressione imperialista in atto e uno di questi fu durante la manifestazione del primo maggio.<br />
Decidemmo di dire in faccia a chi sosteneva e faceva parte del governo di guerra di Vergognarsi, e lo facemmo esponendo uno striscione dinnanzi ai partiti e al sindacato. Da qui iniziarono gli scontri con i servizi d&#8217;ordine che spalleggiati dalla polizia, tentarono di confinarci al fondo del corteo senza più far rientrare lo spezzone antagonista all&#8217;interno di esso, in Via Po. Solo scontrandoci ulteriormente con le forze dell&#8217;ordine riuscimmo a entrare nel corteo e portarlo fino alla fine.</p>
<p style="text-align: justify;">
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<br />
Al termine del corteo intorno alle 14.00 circa, la polizia fece irruzione al centro sociale Askatasuna, dove si stava tenendo la tradizionale grigliata con i compagni/e, famiglie del quartiere e vari partecipanti, fermando 100 persone, trattenendole fino alle 23.00 in questura, e durante l&#8217;irruzione distrussero ogni parte dei 4 piani del centro sociale, devastando, oltraggiando e pisciando su qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, dalla libreria ai bagni e non contenti, vergarono scritte sui muri inneggianti al duce e varie forme d&#8217;insulti. Una tavola di legno che ricordava Tonino Miccichè, compagno ucciso negli ani 70, fu trafitta da un punteruolo sull&#8217;immagine di Tonino. L&#8217;accusa per tutti fu di resistenza a pubblico ufficiale e solo grazie alla presenza di una decina di compagni sul tetto e alla mobilitazione immediata di solidarietà il centro sociale non fu sgomberato. In seguito i 100 indagati fecero un esposto nel quale denunciarono le forze dell&#8217;ordine per le violenze subite e soprattutto alcuni fecero nomi e cognomi degli aguzzini che ordinarono i pestaggi mirati. Al comando sedevano l&#8217;oggi questore di Vicenza Giovanni Sarlo, e l&#8217;attuale vice capo della Polizia Nicola Izzo. Il procedimento venne archiviato e nessun appartenente alle forze dell&#8217;ordine è mai stato condannato per quella che fu una vera e propria rappresaglia, precedendo di due anni quello che avvenne a Napoli nel Global Forum del 2001 e al G8 di Genova. Mantenere la pace sociale dentro i propri confini fu l&#8217;imperativo del governo D&#8217;Alema e in quell&#8217;anno vari fatti accaddero in Italia nei confronti di chi si oppose alla guerra.<br />
Pochi giorni dopo, l&#8217;8 maggio, una manifestazione di 5000 compagni provenienti da tutta Italia, si riprese le vie della città sfilando fino all&#8217;Askatasuna portando due furgoni carichi del materiale distrutto dalle forze dell&#8217;ordine, in modo che tutti vedessero.<br />
Oggi a distanza di dieci anni vogliamo ricordare quel primo maggio, perché come scrivemmo sui nostri striscioni, NOI NON SCORDIAMO.<br />
La giornata creò numerose contraddizioni nella sinistra cittadina, tra chi non accettò la logica di guerra e chi sostenne il governo anche di fronte alle nefandezze.<br />
Armando Ceste insieme a Beppe Rosso fecero un film di quella giornata che ci aiutò nel far conoscere un fatto che altrimenti sarebbe stato taciuto, &#8220;Rosso Askatasuna &#8211; a proposito di un primo maggio in guerra&#8221;, che dimostrò e s&#8217;interrogò su cosa successe in quella giornata, non accettando di catalogarla come una giornata qualunque. Il film era dedicato a Pasquale Cavaliere che da lì a poco scomparve, oggi Armando non c&#8217;è più, ma rimane il suo lavoro, il suo modo di raccontare i fatti e la coerenza di un uomo, che attraverso la sua arte, si è sempre schierato dalla parte di chi lotta. A lui vogliamo dedicare questo primo maggio e tutti i momenti in cui ricorderemo quel 1999.
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2009/04/cartelloni-1.jpg"><img class="size-full wp-image-439 aligncenter" title="cartelloni-1" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2009/04/cartelloni-1.jpg" alt="cartelloni-1" width="360" height="514" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2009/04/cartelloni-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-440" title="cartelloni-2" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2009/04/cartelloni-2.jpg" alt="cartelloni-2" width="356" height="512" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>sab.15/11 *12 anni di Askatasuna (recidivi)</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/2008/11/sab1511-12-anni-di-askatasuna-recidivi/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/2008/11/sab1511-12-anni-di-askatasuna-recidivi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[assalti frontali]]></category>

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		<description><![CDATA[ASSALTI FRONTALI IN CONCERTO
+ linea due

Ascolta qui Enea in mp3 &#8211; un rap contro la Gelmini!

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			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ASSALTI FRONTALI IN CONCERTO</strong></span></h1>
<h2 style="text-align: center;"><strong>+ linea due</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.assalti-frontali.com/public/foto/assalti4.jpg" alt="" width="468" height="312" /></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lnx.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2008/11/enea.mp3"><img class="aligncenter" src="http://www.infoaut.org/themes/default/audio.png" alt="" width="40" height="40" />Ascolta qui <strong><em>Enea</em></strong> in mp3 &#8211; un rap contro la Gelmini!<br />
</a></p>
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		<title>L&#8217;indicazione di voto</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 22:39:14 +0000</pubDate>
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Non possiamo esimerci dal dare anche noi un&#8217;indicazione di voto per le prossime elezioni politiche indicando la lista da votare: VOTA ASKATASUNA
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="pnlpage" style="width: 100%; left: 133px; top: 222px;"><span id="lbltitolo" style="left: 29px; top: 22px;"><strong> </strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://win.infoaut.org/public/foto/2467.jpg" alt="" width="510" height="510" /><span id="lbltesto" style="left: 340px; top: 241px;">Non possiamo esimerci dal dare anche noi un&#8217;indicazione di voto per le prossime elezioni politiche indicando la lista da votare: VOTA ASKATASUNA<br />
E&#8217; con umorismo che entriamo nel tema delle elezioni perchè non riusciamo a vederci altro. E non è colpa della legge elettorale o dei due schieramenti principali e nemmeno di quei partiti che &#8220;corrono da soli&#8221;. E&#8217; la loro realtà, il loro mondo, le loro logiche a lasciarci indifferenti. E&#8217; il sistema dei partiti che si è esprime in tutta la sua miglior forma a dare spettacolo: una casta che sgomita, che scalcia, che alza i toni o che li tiene bassi per raggiungere il proprio obiettivo di conservare inalterato lo status che tutti, dai più insignificanti, ai maggiori politici hanno ormai raggiunto. Fa sorridere, o meglio annoiare vedere come in campagna elettorale, mentre si muore di lavoro, non si arriva a fine mese, il problema della casa scoppia, i cpt si riempono, i partiti inventano strategie per piacere a qualcuno. Tornano nei mercati a volantinare, presenziano ovunque, hanno più soluzioni nel signor Wolf, e fanno promesse sulla testa dei propri figli. E&#8217; uno spettacolo che da il peso a come la politica istituzionale sia lontana anni luce dalla vita reale di quelle persone che diventano importanti solo quando si tramutano in elettori. Un &#8220;mi consenta&#8221; piuttosto che un &#8220;si può fare&#8221; non cambia la sostanza; ma nemmeno i colori dell&#8217;arcobaleno appiccicati a un simbolo la fanno, anzi, dimostrano come il &#8220;lavoro &#8220;della politica accomuna tutti, sotto una bandiera che non ha colore.<br />
Noi non ci lasciamo incantare dalle parole, conosciamo i fatti e abbiamo la memoria lunga per delegare il nostro futuro a qualcuno. E pensiamo che in molti lo abbiamo capito, e in molto faranno le scelte giuste per sottrarsi ad una lotteria che non fa vincere nessuno se non il gestore del banco.<br />
Noi dal supermarket della politica stiamo fuori, non compriamo nessun prodotto, non accettiamo nessuna offerta o promozione, stiamo da un&#8217;altra parte, quella delle piazze e dei quartieri, quella dei movimenti e con chi lotta per i propri bisogni e i propri diritti, dalla parte di chi resiste ed alimenta il conflitto. </span></p>
</div>
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