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	<title>csoa Askatasuna &#187; askatasuna</title>
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		<title>La Valle non si arresta, resiste e non si arrende!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:43:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nostalgia…nostalgia canaglia, è questo il motivetto che risuona nella mente del super procuratore Caselli mentre firma gli arresti notav. Ci sono tutte le figure dei suoi incubi: lotta armatisti, antagonisti, anarchici e qualcun altro che lui equipara a teppista. Un quadretto niente male che gli permette di dire in conferenza stampa che questa non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2012/01/opfreedom2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2374" title="opfreedom2" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2012/01/opfreedom2.jpg" alt="" width="244" height="255" /></a>Nostalgia…nostalgia canaglia</em>, è questo il motivetto che risuona nella mente del super procuratore Caselli mentre firma gli arresti notav. Ci sono tutte le figure dei suoi incubi: lotta armatisti, antagonisti, anarchici e qualcun altro che lui equipara a teppista. Un quadretto niente male che gli permette di dire in conferenza stampa che questa non è un’operazione contro il dissenso e per carità “abbiamo solo colpito episodi singoli”.</p>
<p>La realtà è un’altra e dista anni luce da questo quadretto, che ancora una volta, dimostra la non comprensione (politica e sociale) delle forze dell’ordine, della magistratura e della casta.</p>
<p>Il movimento notav è un qualcosa di ben più complesso; è un movimento popolare che non abbassa la testa, che non riconosce la democrazia di palazzo, che fa della contro cooperazione un suo punto di forza,  che non accetta le divisioni tra “<em>ale</em>” o buoni e cattivi. E’ un movimento che lotta e resiste ed e’ questo che non va giù a chi rappresenta il potere.</p>
<p>E’ un movimento che non si arrende e che ha dimostrato nel tempo, come la scelta di opporsi ad un progetto più grande di se stesso, sia la scelta giusta, programmatica, costituente e vincente.</p>
<p>La Val Susa non ha paura, la Val Susa fa paura questa è la verità. Fa paura al potere costituito pensare che visto l’esempio notav, potrebbero sorgere centinaia di Libere Repubbliche; decine di movimenti che lottano per interessi collettivi partendo dalle proprie specificità, facendo a meno delle mediazioni al ribasso, scegliendosi il proprio futuro.</p>
<p>Questo fa paura, e in qualche modo il “sistema della crisi” deve fare le sue mosse. Il cantiere arranca, il sito strategico è una <em>boutade,</em> i muri e il filo spinato servono solo a mostrare i muscoli e allora eccola qui la soluzione: dimostriamo che il movimento è sotto ostaggio dei soliti ribelli, provenienti da tutta Italia, così fiaccheremo i notav e dimostreremo a tutti che esistono “due piazze”.</p>
<p>Ci spiace, ma anche questa volta, il piano è fallito e sebbene l’impatto, il movimento sta in piedi e marcia per la sua strada, non lasciando mai indietro nessuno.</p>
<p>Gli arrestati e le arrestate sono no tav, patrimonio della lotta, compagni di viaggio nei sentieri della Valle.</p>
<p>E non bastano trenta arresti, non bastano possiamo giurarci.</p>
<p><strong>La lotta notav è un simbolo e un patrimonio di quanti credono che nella lotta vi sia la strada per la libertà, che parla lo stesso linguaggio nostro, di Giorgio, Luca, Jacopo e tutti gli altri arrestati/e che vogliamo liberi,  liberi subito, perché partiamo tutti assieme e torniamo tutti assieme.</strong></p>
<p>Network Antagonista Torinese</p>
<p>Centro Sociale Askatasuna  &#8211; Collettivo Universitario Autonomo &#8211; Centro Sociale Murazzi &#8211; Kollettivo Studenti Autorganizzati.</p>
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		<title>15 anni di ASKATASUNA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 07:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/11/aska12.jpg"><img class="size-full wp-image-2160 aligncenter" title="aska12" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/11/aska12.jpg" alt="" width="605" height="428" /></a></p>
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		<title>Cuneo: retorica o antifascismo?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 23:13:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcuni antifascisti cuneesi ci hanno inoltrato una lettera scritta dal presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, Livio Berardo, pubblicata su “La Stampa” di Cuneo (qui da un altro sito), che insulta il nostro centro sociale, accusandolo di essere simile all’organizzazione neonazista “Casapound”, di propugnare idee politiche “aberranti” e di essere frutto della sottocultura divulgata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/badge_Aska.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1466" title="badge_Aska" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/badge_Aska.png" alt="" width="283" height="283" /></a>Alcuni antifascisti cuneesi ci hanno inoltrato una lettera scritta dal presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, Livio Berardo, pubblicata su “La Stampa” di Cuneo (<a href="http://www.targatocn.it/2011/03/01/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/casapound-le-impressioni-del-presidente-dellistituto-storico-della-resistenza.html">qui da un altro sito</a>), che insulta il nostro centro sociale, accusandolo di essere simile all’organizzazione neonazista “Casapound”, di propugnare idee politiche “aberranti” e di essere frutto della sottocultura divulgata dalla televisione berlusconiana. A Berardo non è piaciuta la giornata antifascista del 26 febbraio, proprio a Cuneo, quando centinaia di giovani e meno giovani hanno impedito il regolare svolgimento dell’inaugurazione di una nuova sede di Casapound. Gli antifascisti presenti, in massima parte cuneesi, hanno preso atto dell’autorizzazione di fatto data dalla Questura a questo scempio per la città, Medaglia d’Oro alla Resistenza, ed hanno praticato l’unica forma di lotta che l’estrema destra è in grado di comprendere: l’antifascismo militante. A loro va tutta la nostra solidarietà, e ad ogni fascista, ovunque si trovi, la nostra ostilità.</p>
<p>Berardo identifica nel nostro centro sociale l’esempio o la radice dei comportamenti tenuti quel giorno dalle antifasciste e dagli antifascisti. Per noi è un onore, anche se non serve esorcizzare l’antifascismo cuneese trovandogli, impropriamente, una casa torinese. Da quando l’estrema destra ha tentato di mettere nuove radici nel nostro paese, l’unica reazione che ha prodotto risultati è stata quella militante: impedire agibilità fisica e politica a questi gruppi, colpirne le strutture, sensibilizzare la popolazione al problema rappresentato dalla loro esistenza. Affinché l’antifascismo sia effettivo non è sufficiente cullarsi nel narcisismo a buon mercato rappresentato dalla citazione di un paio di poeti in una lettera, o rifilare la solita pappardella sulla democrazia dal palco, magari offendendosi se chi è più giovane ascolta di malavoglia, o sorride di una certa senile sterilità intellettuale. È necessario molto altro, a partire da una comprensione storico-sociale e culturale delle nuove destre (e delle nuove sinistre).</p>
<p>Questo è ciò che manca a molti di coloro che rappresentano istituzioni importanti per l’antifascismo storico (in questo caso l’ISR), e sarebbe inutile nascondercelo. In gran parte tale personale è proveniente dall’ex PCI, oggi PD: un’organizzazione politica che, al di là delle oggettive difficoltà ad ottenere rispetto e non ludibrio dalla popolazione italiana, soprattutto giovane, è espressione storica della morte della sinistra e dell’antifascismo. Altre volte, come nel caso di Berardo, ha virato all’ultimo momento per il carrozzone vendoliano, ma mantenendo lo stile e la forma mentis dei vecchi PCI-DS. Non è stata Askatasuna a sdoganare revisionismi, anche giuridici, riguardo ai morti di Salò, né a intrattenere alleanze o interlocuzioni, a più riprese, con settori parlamentari provenienti da un’eredità fascista, o espressione di un presente xenofobo e a sua volta fascistoide, come la Lega Nord. Arrabbiarsi perché le nuove generazioni non si riconoscono nelle proprie scelte politiche serve a poco, né aiuta assumere verso di esse un atteggiamento di disprezzo, identificando, come al solito, chi non la pensa allo stesso modo come “prodotto di Berlusconi” o, alla vecchia maniera stalinista, con i fascisti stessi. Conviene, invece, farsi qualche domanda sulla propria credibilità.</p>
<p>È triste che una persona così occupi posti di rilievo nell’ISR. A Torino siamo da anni impegnati a far vivere, assieme a parte della cittadinanza, la sezione ANPI “Martinetto”, e sappiamo che il ruolo delle istituzioni antifasciste storiche può essere ancora forte, se fatto vivere dalle nuove generazioni partigiane. Purtroppo decenni di lottizzazione partitica di questi istituti permette a persone mediocri di sputare sentenze su un giornale o dal palco, deprimendo la memoria del sangue partigiano. Ma la memoria di quel sangue è al sicuro, perché a Cuneo come a Torino, e in tutta Europa, ci sono compagne e compagni pronti a fare dell’antifascismo non una retorica, ma una pratica. Anche nel Paese Basco vive lo stesso spirito dell’antifascismo italiano, dove il movimento indipendentista (vittima a sua volta degli insulti di Berardo nella sua lettera) ha pagato un prezzo altissimo nella sua lotta contro il fascismo franchista e, successivamente, contro le persecuzioni e le torture (denunciate anche dalle Nazioni Unite) perpetrate dalla monarchia liberale. Siamo orgogliosi di portare la libertà, anche basca, nel nostro nome.</p>
<p>L’antifascismo è un’impresa non ancora conclusa. Nel 1945 le forze partigiane furono disarmate in nome di una promessa che la sinistra storica, dai cui ranghi provengono gli insulti odierni nei nostri confronti, non ha mantenuto, e che anzi ha tradito. Oggi l’oppressione dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla donna, il razzismo e la guerra, lo sfruttamento sul lavoro e l’assenza di una cultura libera e laica ci impongono di considerare ancora e sempre l’antifascismo una strada maestra. Siamo però consapevoli che far vivere la memoria pulsante del sacrificio partigiano significa anche creare alternative sociali allo sproloquio disonesto e interessato dei tanti Berardo e dei tanti Fassino, figli di una cultura politica fallimentare e regressiva, priva di qualsiasi prospettiva di rivoluzione ed emancipazione. Per questo abbiamo sprecato del tempo a rispondere, e per questo inviamo un saluto antifascista a quella Cuneo partigiana che, il 26 febbraio, ha dimostrato di esserci e di poter produrre quell’alternativa immediatamente, con le sue stesse pratiche e la sua stessa esistenza.</p>
<p><em>Non un passo indietro – Ora e sempre resistenza</em></p>
<p><strong>Centro sociale occupato Askatasuna – Torino</strong></p>
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		<title>Aska: buon lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ritratto dell&#8217;Askatasuna di Torino. Dalle prime occupazioni (e sgomberi) alla sede definitiva a Corso Regina, con un giardino in condivisione con una scuola materna. La difesa dei migranti, l&#8217;attività nel quartiere, l&#8217;irruzione della polizia che sfascia tutto nel &#8217;99, la partecipazione al movimento No Tav. Orsola Casagrande (Il Manifesto ) TORINO - Askatasuna compie 14 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text">
<div><em>Un  ritratto dell&#8217;Askatasuna di Torino. Dalle prime occupazioni (e  sgomberi) alla sede definitiva a Corso Regina, con un giardino in  condivisione con una scuola materna. La difesa dei migranti, l&#8217;attività  nel quartiere, l&#8217;irruzione della polizia che sfascia tutto nel &#8217;99, la  partecipazione al movimento No Tav.</em></div>
<p><strong>Orsola Casagrande (<a href="http://www.ilmanifesto.it/">Il Manifesto</a> )<br />
</strong></p>
<div><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/badge_Aska.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1466" title="badge_Aska" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/badge_Aska.png" alt="" width="226" height="226" /></a>TORINO </strong>- Askatasuna  compie 14 anni. Un bel pezzo di storia quello passato dal centro  sociale torinese, in realtà già attivo da prima del &#8217;96, anno  dell&#8217;occupazione dell&#8217;attuale sede, in corso Regina Margherita.</div>
<div>Quattordici  anni di lavoro nel cuore di un quartiere popolare, Vanchiglia, che è  vicino anche all&#8217;università e al centro della città. «Avevamo cercato di  occupare lo stabile in cui si trova oggi Askatasuna &#8211; ricorda Ermelinda  &#8211; già nel 1988. Ma siamo stati subito sgomberati. Il comune continuava a  dire di avere dei progetti già decisi per quell&#8217;edificio. Che però  continuava a rimanere vuoto». Continuando a tenere d&#8217;occhio i movimenti  attorno alla palazzina di corso Regina, viene aperto il centro sociale  Murazzi, sulla riva del Po. Un luogo simbolo, anche delle  contraddizioni, della città della Mole. Qui si consumano tragedie che  hanno per protagonisti/vittime i migranti. I Murazzi sono sempre in  prima linea nella difesa dei diritti dei migranti. L&#8217;occhio rimane  comunque su corso Regina. «Il nostro obiettivo &#8211; dice Andrea &#8211; era  quello di occupare un posto in un quartiere popolare. Quando abbiamo  constatato che l&#8217;attuale Aska rimaneva vuoto siamo passati all&#8217;azione».  Il 16 novembre 1996 il collettivo dei Murazzi assieme a Cua (Collettivo  Universitario Autonomo) e al Ksa (Kollettivo Studentesco Autorganizzato)  occupa la palazzina di corso Regina. «Abbiamo immediatamente iniziato  il percorso di collaborazione con il quartiere &#8211; dice Andrea &#8211; e lo  abbiamo fatto ripulendo come prima cosa il giardino della palazzina che  con una festa di inaugurazione è diventato spazio comune». E oggi quel  giardino è in condivisione &#8211; «non una divisione dei giorni di utilizzo,  una vera condivisione» ci tiene a sottolineare &#8211; con la vicina scuola  materna che lo utilizza nei giorni infrasettimanali. Del resto la  collaborazione con la scuola materna rientra nel più ampio lavoro comune  fatto con il quartiere.</div>
<div>Da  subito si è creato infatti un comitato di quartiere che con i giovani  del centro ha messo in piedi strutture e iniziative importanti. Negli  anni sono nati la LuPo (ludoteca popolare), la BiPop (biblioteca  popolare), il Gap (gruppo di acquisto popolare) e la popolarissima (nel  senso di frequentatissima) palestra popolare che ormai ha corsi tutti i  giorni. Il comitato di quartiere organizza anche iniziative per i  ragazzini, come i centri estivi autogestiti, nati grazie alla  disponibilità dei genitori di prestare, a turno, il loro tempo per  organizzare attività per i ragazzini.</p>
</div>
<div>Tra  minacce di sgomberi e iniziative sempre più frequenti, Askatasuna  diventa una realtà ben radicata nel quartiere. Il primo maggio del 1999 è  una data importante per il centro sociale torinese. Askatasuna infatti  partecipa alla manifestazione del primo maggio contestando la guerra  voluta dall&#8217;allora premier di centro sinistra Massimo D&#8217;Alema in Kosovo.  &#8220;Vergogna&#8221; c&#8217;è scritto nello striscione del centro sociale. Scatta la  repressione, brutale, feroce. Una vendetta. Mentre i giovani stanno  mangiando la grigliata al centro, dopo la manifestazione, la polizia fa  irruzione nei locali. «I deportati in questura sono 114 &#8211; ricorda  Ermelinda &#8211; la polizia distrugge tutto». Aggiunge Andrea che «si è  trattato chiaramente di un&#8217;azione di ritorsione. Difficile dimenticare  la violenza di quella giornata».</div>
<div>Una  giornata che il regista Armando Ceste (scomparso prematuramente un anno  e mezzo fa) fissa nel film &#8220;Rosso/Askatasuna (A proposito di un primo  maggio di guerra)&#8221;. Armando raccontava così la sua determinazione nel  realizzare questo film: «Mi ricordo che quel giorno non ero andato in  piazza; ho dunque saputo degli incidenti e degli scontri dai giornali.  Si capiva che fosse stata commessa una schifezza, ma non era chiaro cosa  fosse accaduto. Passo spesso davanti all&#8217;Askatasuna; ultimamente mi ha  colpito uno striscione enorme con la scritta &#8220;1-05-99 noi non  scordiamo&#8221;. All&#8217;interno dell&#8217;Askatasuna ci sono molti spazi, fra questi  uno è occupato da un gruppo teatrale. Uno dei ragazzi del gruppo mi  parlò di quello che era successo e della loro intenzione di preparare  uno spettacolo teatrale per raccogliere soldi per la ricostruzione del  centro.</div>
<div>Ne  parlai con Beppe Rosso, se aveva voglia di partecipare, e lui si  dimostrò subito sensibile e pronto a fare uno spettacolo all&#8217;interno  dell&#8217;Askatasuna. Abbiamo quindi organizzato a metà giugno questo  spettacolo teatrale &#8211; Camminanti &#8211; dove si parla di intolleranza e di  razzismo. Lo spettacolo andò bene, portandoci a contatto con una nuova  realtà che, per ragioni sia storiche che anagrafiche, non conoscevamo.  Prendendo a pretesto lo spettacolo, con Beppe, decidemmo di realizzare  il film; non solo per raccontare la giornata del 1° maggio, ma anche per  descrivere lo scontro tra due culture, dove il &#8220;diverso&#8221;  (dall&#8217;immigrato allo squatter) viene come al solito criminalizzato,  identificato col nemico».</div>
<div>Uno  degli intervistati nel film di Ceste è Pasquale Cavaliere, consigliere  regionale dei Verdi che si suicidò nel &#8217;99 dopo altri due suicidi. Sole  (Soledad Rosa) e Baleno (Edoardo Massari) erano due giovani anarchici  che si opponevano alla costruzione del treno a alta velocità in Val  Susa. Cavaliere fu l&#8217;ultima persona a parlare con Baleno. Una storia,  quella della montatura giudiziaria contro i due giovani e il contesto in  cui si muovevano, che rimane una delle pagine più nere per la città.  «L&#8217;aggressione del primo maggio &#8211; dice Andrea &#8211; è stata per noi una  sorta di prova di maturità. Abbiamo continuato con determinazione a  crescere».</div>
<div>Alla  cena di compleanno dell&#8217;Askatasuna, sabato scorso, c&#8217;era anche  l&#8217;iniziativa di autofinanziamento dello sportello casa, un&#8217;altra realtà  cresciuta nel centro sociale per combattere gli sfratti e dare sostegno  legale a quanti hanno il problema della casa. Ci sono inoltre corsi di  alfabetizzazione per migranti.</div>
</div>
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		<title>1996/2010:QUE VIVA ASKATASUNA!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 23:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/ASKA_14.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1432" title="ASKA_14" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/11/ASKA_14-723x1024.jpg" alt="" width="506" height="717" /></a></p>
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		<title>Il tempo …da sprecare</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 13:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo i luoghi comuni, non ci sono più le cose di una volta. E per rispettare la saggezza popolare, lo diciamo anche noi. Non c’è più la Cgil di una volta. Una volta il sindacato era una cosa seria,con  i suoi servizi d’ordine ci confrontavamo con forza, insomma erano tutti d’un pezzo. Sul difendere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/10/cgil.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1377" style="margin: 2px;" title="cgil" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/10/cgil-300x293.jpg" alt="" width="210" height="205" /></a></p>
<p>Secondo i luoghi comuni, non ci sono più le cose di una volta. E per rispettare la saggezza popolare, lo diciamo anche noi. Non c’è più la Cgil di una volta. Una volta il sindacato era una cosa seria,con  i suoi servizi d’ordine ci confrontavamo con forza, insomma erano tutti d’un pezzo. Sul difendere i lavoratori e le lavoratrici invece ci sembra che le cose non è che siano cambiate molto, a parte la Fiom, che tenta di farlo con coerenza. Però un tempo, almeno la Cgil, non si faceva dettare la linea da qualche arrivista di destra come Augusta Montaruli. Una che alla poltrona quando ci si attacca non si stacca più, ed ora ha iniziato passando dal Fuan al consiglio regionale, la scalata di una delle tante carriere che abbiamo visto svilupparsi nella politica italiana, che ne denota la pochezza. La Montaruli dalle bandiere con le celtiche ed i saluti romani, è passata agli scranno della regione e da lì, lancia epiteti contro questo e quello, non dimenticandosi mai l’Askatasuna, suo chiodo fisso. MA la Montaruli può fare e dire quello che vuole tanto il peso è sempre uguale allo zero, ma che ora la Cgil si faccia dire cosa fare da Augusta, allora siamo proprio messi male.</p>
<p>Per un dibattito con alcuni esponenti della Fiom e della Cgil, dopo l’indicazione dell’ex giovane fascista, ecco il bureau del sindacato che si sente in dovere di dissociarsi da chi partecipa ad un dibattito, e da retta ad una che cerca solo pubblicità altrimenti il suo operato in consiglio passerebbe senza che ne nessuno se ne accorga.</p>
<p>Se nel paese i toni si alzano, è perché la posta in palio è alta, i diritti e il futuro di tutti non sono una cosa da liquidare con un dibattito cordiale in tv. Ci spiace vedere così poco coraggio da chi invece dovrebbe metterne in campo molto per affrontare una realtà, così dura e difficile. MA si sa, per alcuni i lavoratori sono solo tessere da fare.</p>
<p>Infine: ci dissociamo anche noi da chi decide di non lottare per difendere i diritti di tutti/e, ci dissociamo da chi intende la politica come un posto di lavoro, ci dissociamo da chi non ritiene la Cisl un sindacato padronale.</p>
<p><strong>In alto i toni!</strong></p>
<p><strong>per info:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/10/07/news/lite_in_casa_cgil-7806830">Lite in casa Cgil per un dibattito da Askatasuna</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/10/07/news/scritte_contro_bonanni-7806640/">Bonanni, nuove scritte. La Cgil litiga su Askatasuna</a></li>
<li><a href="http://www.google.com/url?sa=X&amp;q=http://it.notizie.yahoo.com/7/20101006/tit-torino-cgil-piemonte-si-dissocia-da-afde0ec_1.html&amp;ct=ga&amp;cad=:s7:f2:v0:d1:i1:lt:e6:p0:t1286446631:&amp;cd=_cOoK-w14to&amp;usg=AFQjCNGrGDk3ulIzL4fH_boge4D9ny8Egw" target="_blank"><strong>Torino</strong>: Cgil Piemonte si dissocia da dibattito organizzato da <strong>Askatasuna</strong></a></li>
<li><a href="http://www.google.com/url?sa=X&amp;q=http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp%3Fid%3D504501&amp;ct=ga&amp;cad=:s7:f2:v0:d1:i0:lt:e4:p4:t1286446631:&amp;cd=_cOoK-w14to&amp;usg=AFQjCNFGgVbMTYZZ79JAku4TFCPvOvfH-g" target="_blank"><strong>Torino</strong>: Merlo (Pd), perche&#8217; questa simpatia della Cgil per i <strong>centri sociali<br />
</strong></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Lettera aperta al sindaco Sergio Chiamparino</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 21:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[da: comitatoquartierevanchiglia.net] Egregio Signor Sindaco, siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività. Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Body content --> <!-- Content --></p>
<p id="text"><strong>[da: <a href="http://comitatoquartierevanchiglia.net/">comitatoquartierevanchiglia.net</a>]</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<blockquote>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: x-small;">Egregio Signor Sindaco,</span></em></span></p>
</blockquote>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati a quella realtà: la motivazione pubblica è che l&#8217;occupazione dello stabile sottrae illegittimamente un luogo alla cittadinanza e che a essa andrebbe restituito.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Vogliamo sottolineare che questo luogo non è sul il territorio, entità estranea osteggiata dalla gente; non è neanche nel territorio, circondato da persone insofferenti, ma è un luogo del territorio e, attraverso i progetti che lo animano, è uno spazio vissuto e integrato, posto dai cittadini di Vanchiglia tra gli spazi sociali di riferimento nella zona. Gli spazi dell&#8217;Askatasuna sono animati quotidianamente da persone di varia estrazione sociale e culturale, lontane dagli stereotipi che, spesso, si vedono riproposti per descrivere i frequentatori del centro sociale.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Questo quadro Lei dovrebbe conoscerlo, perché emerge da un sondaggio svolto lo scorso anno da architetti ed educatori del Suo Comune nel corso dell&#8217;elaborazione del progetto per l&#8217;arredo urbano nell&#8217;area pedonale di via Balbo; sondaggio che ha coinvolto le famiglie dei bimbi della Scuola Elementare Fontana, le quali hanno indicato l&#8217;Askatasuna tra i primi tre luoghi preferiti dai loro figli per il gioco e l&#8217;incontro.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il &#8220;centro per il quartiere&#8221; che Lei vorrebbe realizzare all&#8217;Askatasuna, quindi, è già una realtà.<span id="more-722"></span></p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;attività del Comitato parte dalla cura e gestione dell&#8217;edificio &#8220;Askatasuna&#8221; di corso Regina 47, il &#8220;cortile del quartiere&#8221;, agorà pubblica inclusiva vissuta e partecipata. Ma le azioni del Comitato sono molteplici e tra loro intrecciate, perché frutto di un percorso comune che ha la socializzazione ed il mutuo aiuto come fondamenti. Sullo stare insieme si basano, ad esempio, le iniziative della Ludoteca Popolare (Lu.Po.) che accoglie grandi e piccini per accompagnare i bambini nella loro crescita. In quest&#8217;ottica si è svolta in estate un’iniziativa dei genitori che, sul modello della &#8220;banca del tempo&#8221;, ha permesso loro di conciliare lavoro e cura dei figli nel periodo di chiusura delle scuole.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">La socializzazione dei bisogni è anche alla base del Gruppo di Acquisto Popolare (G.A.P.), che ha aperto anche alle persone economicamente più deboli la possibilità di accedere ad alimenti sani, prodotti con cura dell&#8217;ambiente e rispetto dei diritti dei lavoratori. L&#8217;esigenza di rendere la cultura e l&#8217;informazione accessibile a tutti sta trovando spazio nella Biblioteca Popolare (Bi.Pop.); e l&#8217;elenco potrebbe continuare con l&#8217;annuale sfilata di Carnevale, le feste del quartiere, le feste dei bambini, i dibattiti pubblici, i corsi ed incontri di approfondimento per gli adulti, le cene popolari, veri momenti di aggregazione e condivisione, la partecipazione attiva al dibattito interno alla Scuola, con coinvolgimento di molti genitori e insegnanti delle scuole adiacenti.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il progetto del ComitatoQuartiereVanchiglia genera azioni che si concretizzano con un percorso &#8220;dal basso&#8221;, in cui le iniziative non sono studiate da altri e presentate al “cittadino-utente”, ma nate dalle proposte e dall&#8217;impegno volontario e gratuito delle persone; e gratuitamente vengono offerte ai cittadini non su una base di “compravendita” o servizio, ma promuovendo iniziative autogestite e auto-organizzate, vivendo la Politica nel senso profondo del termine, come cura del territorio.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Queste attività non sono organizzate e svolte in segreto tra un ristretto gruppo di iniziati, ma vengono discusse in riunioni aperte a tutti e presentate al quartiere con un periodico informativo gratuito (Di Zona), nonché illustrate attraverso il sito web (<a href="http://comitatoquartierevanchiglia.net/">www.comitatoquartierevanchiglia.net</a>).</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ci informiamo, e informiamo, su problemi reali che toccano la nostra società e l&#8217;ambiente. Problemi legati al disagio sociale, all&#8217;accoglienza dei migranti, alla tutela del territorio, alla sostenibilità dei consumi: con sguardo critico, realista e mai pregiudizievole, riflettiamo di volta in volta sulle modalità con cui queste emergenze vengono affrontate. I tagli alle politiche sociali, le azioni sui migranti che hanno sollevato le proteste dell&#8217;Alto Commissariato ONU per i rifugiati, o l&#8217;avallo allo sfruttamento del territorio, funzionale solo alle tasche di pochi, non possono lasciarci indifferenti, né tanto meno trovarci d’accordo.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Pensiamo che l&#8217;impegno in prima persona dei molti che credono e sostengono questo progetto possa solo rappresentare un contributo positivo dalla società per la società.</p>
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Cordialmente,</p>
<p style="margin-left: 0.76cm; text-indent: -0.76cm; margin-top: 0.21cm; margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0; page-break-after: avoid;" align="right">ComitatoQuartiereVanchiglia</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Torino, 12 novembre 2009</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img src="http://comitatoquartierevanchiglia.net/templates/siteground-j15-83/images/headerimg.jpg" border="0" alt="" width="547" height="150" align="left" /></p>
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		<title>All&#8217;Askatasuna nasce la Lu.Po (Ludoteca Popolare)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 21:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comitato di quartere Vachiglia ha presentato ieri pomeriggio al pubblico la nuova iniziativa di aggregazione popolare dal basso, frutto di un lavoro estivo lungo e faticoso. La risposta delle mamme e dei bambini del quartiere contro chi agita spettri di sgombero su uno dei pochissimi spazi aperti e comuni della circoscrizione: il centro sociale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Body content --> <!-- Content --><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/lupo-colore-4afd77439327d.jpg" alt="" width="200" height="188" />Il Comitato di quartere Vachiglia ha presentato ieri pomeriggio al pubblico la nuova iniziativa di aggregazione popolare dal basso, frutto di un lavoro estivo lungo e faticoso. La risposta delle mamme e dei bambini del quartiere contro chi agita spettri di sgombero su uno dei pochissimi spazi aperti e comuni della circoscrizione: il centro sociale è <strong><em>già</em></strong> un <strong>centro d&#8217;incontro popolare </strong>per quanti abitano in Vanchiglia.<br />
L&#8217;iniziativa, programmata da mesi, vedrà la luce a partire dal prossimo martedì. Poco potranno le interpellanze ignobili e strumentali dei vari politicanti in erba della destra torinese contro uno spazio costruito e organizzato in completa autonomia e progettualità dal comitato di quartiere.</p>
<p><strong>Video dell&#8217;inaugurazione della Lu.Po.</strong></p>
<p><strong>Parte 1</strong></p>
<p><strong><p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/vanchiglia/allaskatasuna-nasce-la-lu-po-ludoteca-popolare/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></strong></p>
<p><strong>Parte 2</strong></p>
<p><strong><p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/vanchiglia/allaskatasuna-nasce-la-lu-po-ludoteca-popolare/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Spazi sociali sotto attacco] Intervista a Marco Revelli-Infoaut</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/senza-categoria/spazi-sociali-sotto-attacco-intervista-a-marco-revelli-infoaut/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 14:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mutazione antropologica della figura del sindaco &#8220;Ogni volta che la città entra in una fase difficile si ripropone l&#8217;evocazione del &#8216;grande problema&#8217; dell&#8217;ordine pubblico.Era così 15 anni fa, con Castellani, io ero in consiglio comunale.C&#8217;era Ghiglia che evocava il fantasma del &#8216;pericolo sociale&#8217; e tutto ilceto politico che si buttava sopra come il cane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text"><span><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/revelli-4af401ef28bf7.jpg" alt="" width="200" height="200" />La mutazione antropologica della figura del sindaco</span></p>
<div>&#8220;Ogni volta che la città entra in una fase difficile si ripropone l&#8217;evocazione del &#8216;grande problema&#8217; dell&#8217;o<em>rdine pubblico</em>.Era così 15 anni fa, con Castellani, io ero in consiglio comunale.C&#8217;era Ghiglia che evocava il fantasma del &#8216;pericolo sociale&#8217; e tutto ilceto politico che si buttava sopra come il cane sull&#8217;osso. Una tecnicaprofessionalmente affinata per <em>parlar d&#8217;altro</em>&#8230; Capro espiatorio e comodo: gli unici spazi di esperienze non omologate&#8221;.</p>
<p>Non usa mezze parole <strong>Marco Revelli </strong>(docente di Scienze Politicheall&#8217;Università del Piemonte Orientale e voce non-allineata) percommentare la recente campagna d&#8217;odio sull&#8217; &#8216;emergenza centri sociali&#8217;giocata in sincrono da leghisti, post-fascisti e il sindaco-podestàSergio Chiamparino.</p>
<p>Per Revelli un aspetto interessante della vicenda è da ricercarsi nellaforma odierna della figura del sindaco, &#8220;dalla riforma del &#8217;93,diventato collettore di tutte le scorie sociali espresse in termini dirancore, paura, aggressività, inquietudine. Sentimenti che non trovanorisposte e di cui i sindaci si fanno specchio. [...] Mutazioneantropologica di una figura non più in grado di interpretare i bisognireali della popolazione ma solo di far proprie e rilanciare leretoriche securitarie&#8221;.<br />
E&#8217; così che i sindaci-sceriffi si sono moltiplicati. La lista è lunga:Cofferati a Bologna, Veltroni a Roma, Zanonato a Padova e oggiChiamparino a Torino&#8230; per restare al solo centro-sinistra.</p>
<p>Tutto questo mentre, in una città come Torino, i &#8220;non segnalati sonotantissimi, un 30 % delle famiglie operaia sono costrette a ricorrereal prestito usuraio, alta è la morosità degli affitti nelle casepopolari, il livello dei consumi nelle periferie è crollato&#8230; tuttoquesto ci dà il quadro di una città spaventosamente impoverita&#8221;.<br />
Come dire, una città non-raccontata, distante anni-luce dallenarrazioni (e relative &#8220;urgenze&#8221;) di un&#8217;amministrazione comunale che,incapace di fare alcunché per le condizioni materiali di saccheimportanti della popolazione, gli concede la miseria pubblicadell&#8217;essere spettatore passivo-partecipante, il &#8220;riconoscimento morale&#8221;- come dice Revelli -  di essere  &#8220;povero ma incluso&#8221;.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.infoaut.org/articolo/spazi-sociali-sotto-attacco-intervista-a-marco-revelli/file/id/1127/"><strong>Ascolta l&#8217;intervista con Marco Revelli</strong></a></li>
</ul>
<p>__________<br />
<em><br />
N.b. &#8211; L&#8217;intervista è stata effettuata dalla trasmissione </em><strong>Onde Precarie </strong><em>in onda ogni giovedì dalle h 14 alle h 16 sulle frequenze di <a href="http://www.radioblackout.org/">Radio Blackout (105.250 fm)</a> </em></div>
</div>
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		</item>
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		<title>Sindaco Chiamparino, la città ha ben altre urgenze &#8230;</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/sindaco-chiamparino-la-citta-ha-ben-altre-urgenze/</link>
		<comments>http://www.csoaskatasuna.org/movimento/sindaco-chiamparino-la-citta-ha-ben-altre-urgenze/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 23:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche giorno si sta assistendo ad un inedito attivismo del primo cittadino circa una questione che sembra essere diventato tutto a un tratto la priorità più impellente di chi vive in questa città. Dopo la contestazione contro la Lega Nord di sabato 24 ottobre (padani che &#8211; ricordiamo &#8211; stavano raccogliendo firme contro un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="text">
<div><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/immagine-2-4aeef65539cbe.png" alt="" width="200" height="178" />Da qualche giorno si sta assistendo ad un inedito attivismo del primo cittadino circa una questione che sembra essere diventato tutto a un tratto la priorità più impellente di chi vive in questa città.<br />
Dopo la contestazione contro la Lega Nord di sabato 24 ottobre (padani che &#8211; ricordiamo &#8211; stavano raccogliendo firme contro un progetto di assistenza medica gratuita a migrant*) non passa giorno senza che Chiamparino non si faccia in quattro per assicurare a tutti i soggetti coinvolti sulla sua assoluta dedizione nella battaglia finale contro gli spazi occupati.</p>
<p><em>Ma chi è questo soggetto collettivo per conto del quale Chiamparino suppone di parlare?</em><br />
Certamente non si tratta della maggioranza dei torinesi (soprattutto dei suoi elettori), che probabilmente hanno ben altre urgenze e problemi: arrivare a fine mese, una qualità della vita più degna di quella oggi consentita da una città assediata dai cantieri, la cassa-integrazione che tra poco finirà gettando sul lastrico centinaia se non migliaia di famiglie, centinaia di pendolari improvvisamente senza mezzi di trasporto per recarsi al lavoro&#8230;</p>
<p>Gli unici veri interessati a sgomberare i centri sociali e gli spazi occupati in genere sono soprattutto (se si eccettua quell&#8217;infima minoranza di reazionari convinti) le forze politiche strette intorno a Pd e Pdl, sempre più lontani dai bisogni della gente comune, in cerca di capri espiatori su cui scaricare la sacrosanta disaffezione dei più alla politica istituzionale provocata dalla crisi della rappresentanza e da una genia di mestieranti della politica intenti quasi esclusivamente alla propria riproduzione di casta.<span id="more-711"></span></p>
<p>Succede così che Chiamparino scambia le esigenze di Carossa e Ravello ed altri simili omuncoli per la volontà della maggioranza dei/lle torinesi. Non è esattamente questa la temperatura media di questa città.<br />
Il sindaco sembra essersi infilato nella classico vicolo senza via d&#8217;uscita. Si lamenta che il Ministero degli Interni non fa quello che dice e dice quello che non fa. Tutti bravi a gridare minacce ai quattro venti e assicurare sgomberi in quattro e quattr&#8217;otto, più difficile poi assicurare un percorso condiviso che si assumi tutte le conseguenze di una tale ostinazione.<br />
In un&#8217;altra intervista il sindaco (si) chiedeva come gestire e cosa farsene di centinaia di antagonisti all&#8217;improvviso senza sede e dimora. Anche se cinica (suppone un detto che suonerebbe più o meno così: &#8220;non li possiamo certo ammazzare!&#8221; &#8211; del resto, siamo in democrazia!) la retorica della domanda coglie qualcosa di vero. Si consiglia vivamente di porsela con più attenzione&#8230;</p>
<p><strong>Distruggere ciò che è comune per &#8220;fare cassa&#8221; ovvero: fare gli interessi dei <em>rentiers</em> dell&#8217;Immobiliare</strong></p>
<p>Cosa c&#8217;è dietro la foga del sindaco? Il tentativo di &#8220;gestire&#8221;, molto malamente, le paturnie di qualche leghista e (post)fascista che fatica a radicare progetto e consenso in una città che, nonostante i tempi e il cambiamento della sua composizione, resta ancora culturalmente segnata dal proprio passato resistenziale, operaio e solidarista.</p>
<p>Chiamparino dice di voler trasformare l&#8217;Askatasuna in un centro d&#8217;incontro di quartiere. Il fatto è che il centro sociale è già un centro del e per il quartiere. Lo dimostrano le numerose feste organizzate ogni anno per il quartiere; le attività di una palestra popolare che conta un centinaio di iscritti impegnati in 3 differenti livelli di corso per cinque giorni la settimana.; la co-gestione senza frizioni di un giardino  con l&#8217;asilo-nido del quartiere.</p>
<p>Da 2 anni è attivo in Vanchiglia un Comitato di quartiere che si ritrova dentro una delle tante sale autogestite del centro sociale. Le attività del comitato oscillano in tutti i campi (pre- e dopo-scuola, spazio bimbi, cene e castagnate, corso di italiano per stranieri che vedrà la luce a breve). Queste attività hanno ormai una scadenza praticamente quotidiana<br />
Tra pochi giorni verrà presentata al quartiere e a quanti vorranno usufruirne la Ludoteca Popolare, costruita e preparata da mamme e maestre del quartiere.<br />
Una storia così bella non si può cancellare con un colpo di spugna amministrativo che pretende di consegnarla al deserto. In molti e molte si metteranno di traverso per impedirlo!</p>
<p><strong>Chiudere i centri sociali (antagonisti) per aprire spazi all&#8217;estrema destra </strong></p>
<p>La perla del discorso chiampariniano trova però il proprio culmine nelle pericolose aperture che il sindaco sembra intenzionato ad operare nei confronti di associazioni-ombrello che nascondono dietro una facciata culturale e &#8220;pulita&#8221; l&#8217;opera di camuffamento di gruppuscoli di estrema destra che predicano l&#8217;odio razziale, l&#8217;omofobia e la chiusura (quando non l&#8217;aggressione!) per il/la diverso/a.</p>
<p><em>A che gioco vuol giocare Chiamparino?</em><br />
Svuotare gli spazi sociali usati da migliaia di torinesi per regalarli ai profittatori dell&#8217;Immobiliare e a pochi neofascisti sotto mentite spoglie ?<br />
Scelte poco oculate, lontane dai bisogni dei più e utili solo ad ingraziarsi i favori di politicanti in erba che in assenza d&#8217;altre proposte gridano da anni la solita, ripetuta, stanca litania: &#8220;sgomberare! sgomberare!&#8221;&#8230;</div>
<p>Di ben altro ha bisogno questa città, in moli/e sarannono pronti a dimostrarlo!</p>
<div><strong><em><br />
Infoaut/Torino</em></strong></div>
</div>
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