Posts Tagged “centri sociali”

[da: comitatoquartierevanchiglia.net]

Egregio Signor Sindaco,

siamo i membri del ComitatoQuartiereVanchiglia, un gruppo di cittadini, adulti e bambini, giovani e meno giovani, che nell’edificio di corso Regina 47 (Askatasuna) svolge le proprie attività.

Le scriviamo in merito alle Sue recenti prese di posizione nei confronti dello spazio che condividiamo e curiamo con altri soggetti storicamente legati a quella realtà: la motivazione pubblica è che l’occupazione dello stabile sottrae illegittimamente un luogo alla cittadinanza e che a essa andrebbe restituito.

Vogliamo sottolineare che questo luogo non è sul il territorio, entità estranea osteggiata dalla gente; non è neanche nel territorio, circondato da persone insofferenti, ma è un luogo del territorio e, attraverso i progetti che lo animano, è uno spazio vissuto e integrato, posto dai cittadini di Vanchiglia tra gli spazi sociali di riferimento nella zona. Gli spazi dell’Askatasuna sono animati quotidianamente da persone di varia estrazione sociale e culturale, lontane dagli stereotipi che, spesso, si vedono riproposti per descrivere i frequentatori del centro sociale.

Questo quadro Lei dovrebbe conoscerlo, perché emerge da un sondaggio svolto lo scorso anno da architetti ed educatori del Suo Comune nel corso dell’elaborazione del progetto per l’arredo urbano nell’area pedonale di via Balbo; sondaggio che ha coinvolto le famiglie dei bimbi della Scuola Elementare Fontana, le quali hanno indicato l’Askatasuna tra i primi tre luoghi preferiti dai loro figli per il gioco e l’incontro.

Il “centro per il quartiere” che Lei vorrebbe realizzare all’Askatasuna, quindi, è già una realtà. Leggi il resto di questo articolo »

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Il Comitato di quartere Vachiglia ha presentato ieri pomeriggio al pubblico la nuova iniziativa di aggregazione popolare dal basso, frutto di un lavoro estivo lungo e faticoso. La risposta delle mamme e dei bambini del quartiere contro chi agita spettri di sgombero su uno dei pochissimi spazi aperti e comuni della circoscrizione: il centro sociale è già un centro d’incontro popolare per quanti abitano in Vanchiglia.
L’iniziativa, programmata da mesi, vedrà la luce a partire dal prossimo martedì. Poco potranno le interpellanze ignobili e strumentali dei vari politicanti in erba della destra torinese contro uno spazio costruito e organizzato in completa autonomia e progettualità dal comitato di quartiere.

Video dell’inaugurazione della Lu.Po.

Parte 1

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Parte 2

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La mutazione antropologica della figura del sindaco

“Ogni volta che la città entra in una fase difficile si ripropone l’evocazione del ‘grande problema’ dell’ordine pubblico.Era così 15 anni fa, con Castellani, io ero in consiglio comunale.C’era Ghiglia che evocava il fantasma del ‘pericolo sociale’ e tutto ilceto politico che si buttava sopra come il cane sull’osso. Una tecnicaprofessionalmente affinata per parlar d’altro… Capro espiatorio e comodo: gli unici spazi di esperienze non omologate”.

Non usa mezze parole Marco Revelli (docente di Scienze Politicheall’Università del Piemonte Orientale e voce non-allineata) percommentare la recente campagna d’odio sull’ ‘emergenza centri sociali’giocata in sincrono da leghisti, post-fascisti e il sindaco-podestàSergio Chiamparino.

Per Revelli un aspetto interessante della vicenda è da ricercarsi nellaforma odierna della figura del sindaco, “dalla riforma del ‘93,diventato collettore di tutte le scorie sociali espresse in termini dirancore, paura, aggressività, inquietudine. Sentimenti che non trovanorisposte e di cui i sindaci si fanno specchio. [...] Mutazioneantropologica di una figura non più in grado di interpretare i bisognireali della popolazione ma solo di far proprie e rilanciare leretoriche securitarie”.
E’ così che i sindaci-sceriffi si sono moltiplicati. La lista è lunga:Cofferati a Bologna, Veltroni a Roma, Zanonato a Padova e oggiChiamparino a Torino… per restare al solo centro-sinistra.

Tutto questo mentre, in una città come Torino, i “non segnalati sonotantissimi, un 30 % delle famiglie operaia sono costrette a ricorrereal prestito usuraio, alta è la morosità degli affitti nelle casepopolari, il livello dei consumi nelle periferie è crollato… tuttoquesto ci dà il quadro di una città spaventosamente impoverita”.
Come dire, una città non-raccontata, distante anni-luce dallenarrazioni (e relative “urgenze”) di un’amministrazione comunale che,incapace di fare alcunché per le condizioni materiali di saccheimportanti della popolazione, gli concede la miseria pubblicadell’essere spettatore passivo-partecipante, il “riconoscimento morale”- come dice Revelli -  di essere  “povero ma incluso”.

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N.b. – L’intervista è stata effettuata dalla trasmissione
Onde Precarie in onda ogni giovedì dalle h 14 alle h 16 sulle frequenze di Radio Blackout (105.250 fm)

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Da qualche giorno si sta assistendo ad un inedito attivismo del primo cittadino circa una questione che sembra essere diventato tutto a un tratto la priorità più impellente di chi vive in questa città.
Dopo la contestazione contro la Lega Nord di sabato 24 ottobre (padani che – ricordiamo – stavano raccogliendo firme contro un progetto di assistenza medica gratuita a migrant*) non passa giorno senza che Chiamparino non si faccia in quattro per assicurare a tutti i soggetti coinvolti sulla sua assoluta dedizione nella battaglia finale contro gli spazi occupati.

Ma chi è questo soggetto collettivo per conto del quale Chiamparino suppone di parlare?
Certamente non si tratta della maggioranza dei torinesi (soprattutto dei suoi elettori), che probabilmente hanno ben altre urgenze e problemi: arrivare a fine mese, una qualità della vita più degna di quella oggi consentita da una città assediata dai cantieri, la cassa-integrazione che tra poco finirà gettando sul lastrico centinaia se non migliaia di famiglie, centinaia di pendolari improvvisamente senza mezzi di trasporto per recarsi al lavoro…

Gli unici veri interessati a sgomberare i centri sociali e gli spazi occupati in genere sono soprattutto (se si eccettua quell’infima minoranza di reazionari convinti) le forze politiche strette intorno a Pd e Pdl, sempre più lontani dai bisogni della gente comune, in cerca di capri espiatori su cui scaricare la sacrosanta disaffezione dei più alla politica istituzionale provocata dalla crisi della rappresentanza e da una genia di mestieranti della politica intenti quasi esclusivamente alla propria riproduzione di casta. Leggi il resto di questo articolo »

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