Scritto il settembre 10th, 2010 da Aska 1 in movimento, tags: bonanni, contestazione
[da infoaut/torino]
Campetti, Vendola (Chiamparino) e altri quaqquaraqqquà.
“Questi rapporti pietrificati vanno fatti ballare cantando loro la loro propria melodia!”
(Karl Marx)
Una retorica abusata ci racconta quotidianamente che la lotta di classe sarebbe un fatto archiviato, congelato nelle pieghe di una storia terribilis (quella del Novecento) da seppellire insieme alla forza d’urto che si portava dietro.
I fatti ci raccontano invece che da qualche decennio a questa parte è in atto una continua, intensissima e capillare lotta di classe condotta da parte padronale contro l’odierna composizione proletaria. Perché la lotta di classe la fanno anche i padroni, in questi anni la fanno soprattutto i padroni.
Su questo, siamo certi, converrà anche Campetti, e sicuramente anche Vendola, dopo il suo bagno di folla torinese (alla Fiom prima, dal Pd dopo) capace, col raffinato eloquio che lo contraddistingue, di fare la genealogia delle retoriche della globalizzazione e l’incapacità della sinistra di parlare al suo “popolo”.
Campetti col suo brutto editoriale di oggi e Vendola con le sue mefitiche parole sul confronto che deve essere aspro “ma raffinato” (le solite buone maniere di chi di politica ci vuole vivere) non disdegnano talvolta di utilizzare il termine “conflitto”, declinato come valore e aspetto importante del fare politica. E allora intendiamoci, sulle parole, sul loro significato, sulle pratiche che s’intendono mettere in campo, sulle consequenzialità che dovrebbe esserci tra chiacchiere e fatti.
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Scritto il settembre 9th, 2010 da Aska 1 in news, tags: bonanni, contestazione

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Questo il volantino distribuito:
Bonanni ha spianato la strada
Federmeccanica ha agito indisturbata
Marchionne Marcegaglia e Berlusconi ringraziano
Bonanni, il PD t’invita ma i lavoratori ti contestano!
Il giorno dopo la dichiarazione unilaterale di Federmeccanica che riporterà indietro il diritto del lavoro di cinquant’anni, padroni e politici si complimentano per il lavoro svolto in questi mesi da Sergio Marchionne.
Ma ci sono anche altri personaggi che meritano il sentito ringraziamento del padronato: Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari generali di Cisl e Uil hanno lavorato di fino in concerto coi nemici dei lavoratori per assicurare il definitivo salto del fossato – a lungo tempo agognato – infine consumatosi ieri.
Dal prossimo gennaio i lavoratori metalmeccanici (e quanti altri a seguire dopo?) saranno obbligati a contrattare individualmente il proprio destino di sfruttamento coi padroni di turno, obbligati a 18 turni settimanali, riduzione drastica di riunione sindacale e maggiore produttività imposta.
Il modello ostacolata dalla dignitosa resistenza di Pomigliano, lo si fa passare dalla finestra grazie all’accordo dei sindacati collaborazionisti.
Non contenti di una settimana di contestazioni da parte di tutti i soggetti sociali colpiti dalla crisi e sacrificati sull’altare della competizione e della produttività (insegnanti precari, rifugiati e richiedenti asilo, cittadini indignati per l’invito di un personaggio come Schifani), il più grosso partito della sinistra pensa bene di invitare a ruota anche questi due fetidi personaggi, servi del padrone e del soldo infame.
Bonanni e Angelett,i i padroni e gli sfruttatori vi ringraziano
Il Pd vi invita, la gente che fatica vi schifa!
Alla Fiom diciamo: tenute duro!
Lavoratori-Studenti
Precari Autorganizzati
- vedi comunicato di Alato, Assemblea dei lavoratori autoconvocati di Torino
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1.05.08 Un corteo diverso dal solito quello del primo maggio torinese, ma come tutti gli anni riflette il clima politico e sociale del momento, divenendone specchio esemplificativo della realtà. Facce depresse, partecipazione minore, scoramento post elettorale. Non per tutti però, dopo i partiti come sempre prendeva vita lo spezzone sociale, composto dai centri sociali, dagli studenti e dalle studentesse, dal sindacalismo di base, dalle associazioni di solidarietà internazionale. “Fuori dai partiti, fuori dalle istituzioni, dentro le lotte” erano le parole d’ordine con cui è stato indetto il primo maggio dell’opposizione sociale, e per tenerne fede la manifestazione si è subito imposta nei confronti dei partiti oramai extraparlamentari, contestando al passaggio l’ex presidente della camera Fausto Bertinotti, distintosi non solo per l’alto valore e fedeltà nei confronti dello stato e delle istituzioni (sulla pelle di tutti), e nemmeno solo per i danni che ha procurato il suo operato alla sinistra frammentandola definitivamente, ma anche per la sua posizione dichiarata sul salone del libro, dicendo che vi parteciperà proprio perché Israele sarà ospite d’onore, contestando il boicottaggio e chi lo pratica. La contestazione è arrivata all’improvviso tentando di raggiungere l’ex presidente con alcune foto delle ultime vittime palestinesi per mano israeliana, ed ha incontrato un insolito connubio a tentare di respingerla: un cordone di 5 stipendiati di Rifondazione, Pd e Digos. Il corteo è proseguito portando con se le motivazioni della contestazione e le ragioni del boicottaggio del salone del Libro, entrando nel merito della solidarietà al popolo Palestinese e del perchè schierarsi contro Israele. Riscuotendo successo al suo passaggio il corteo è terminato in piazza San Carlo bruciando delle bandiere Israeliane e Americane, lanciando il corteo nazionale del 10 Maggio.
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