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Contro licenziamenti, precarietà, salari da fame SABATO 22MAGGIO – ORE 20.30 Per info e prenotazioni contatti@alato.org La voglia di casa vien lottandoScritto il aprile 1st, 2010 da aska4 in Senza categoria, tags: abitare, crisi, diritto alla casa, sfratti, torinoTORINO Fonte:prendocasa-torino. Oggi la rete per il diritto alla casa ha ottenuto un utleriore rinvio di due mesi per una famiglia sotto sfratto per morosità al suo terzo accesso. In prima mattina, alle ore 7:00, 5 cellulari , tre dei carabinieri e due della polizia, hanno letteralmente militarizzato l’isolato creando notevole disagio all’intero quartiere. Da subito molto nervose le forze dell’ordine che, senza ancora la presenza dell’ufficiale giudiziario nè del legle della proprietà, hanno di fatto occupato l’esterno dell’ingresso del palazzo in cui viveva la famiglia sotto sfratto. Da subito il vicinato si è mostrato interessato alla vicenda scendendo per strada a vedere e partecipare in prima persona. Verso le 10 giungono sul posto il legale della proprietà accompagnato da quattro dei sei multiprorietari, che oltre all’intero palazzo in questione posseggono altre palazzine nello stesso quartiere, e da un imporbabile ufficilale giudiziario degno protagonista di un film trash anni 80 all’italiana. Vista la dimensione sociale che andava prendendo l’iniziativa, nonstante l’ufficiale spingesse la proprietà alla tolleranza zero, i proprietari dopo poco si sono dimostrati propensi a trattare per evitare ricadute negative sulla loro reputazione nel quertiere. Si è ottenuto quindi un rinvio sino ai primi di giugno. Oltre la mamma e la bambina, presenti in casa sin dal principio, in tarda mattinata giunge anche il padre che aveva appena ottenuto un nuovo lavoro. Da registratre il notevole e spropositato uso di forze dell’ordine che, con l’arroganza che li contraddistingue , hanno saputo ancor oggi dimostrarsi forti contro i deboli e sempre a difesa degli interssi dei ricchi prorietari difronte ad evidenti inguistizie sociali. La famiglia, classica vittima della crisi, si è torvata in difficoltà economiche evidenti successivamente al licenziamento del padre, unico redditto posseduto. Notevole lo sdegno dei presenti nei confronti della gestione che, questura prefetto e amministrazione cittadina, hanno avuto per tutta la mattnata con notevole sperpero di denaro pubblico per remprimere necessità sociali. CASE PER TUTTI/E, SFRATTI PER NESSUNO/A 12 dicembre 5000 nello spezzone sociale [foto e video]Scritto il dicembre 15th, 2008 da admin in movimento, torino, tags: crisi, sciopero generale, spezzone sociale
Un corteo importante, che arriva dopo un autunno attraversato (anche a Torino) dall’Onda degli studenti medi ed universitari. La Cgil apre il corteo da lei indetto, dirigendosi verso piazza Castello, e lì conclude nonostante una presenza di lavoratori che superava lo scarso impegno del sindacato nel promuoverlo. Significativa soprattutto la presenza delle piccole fabbriche, dove gli operai sono soprattutto giovani.
Ma lì finisce per l’appunto il corteo del sindacato istituzionale che non sa raccogliere la spinta delle piazze. Di tutt’altra natura lo spezzone sociale aperto dai sindacati di base (Cobas,Cub e Sdl), più di 1000 tra delegati e lavoratori, in piazza per consolidare il percorso intrapreso dal 17 ottobre. Dietro lo striscione “Chi paga la crisi? Noi no!”, migliaia di giovani, student* dell’Onda (medi e universitari), precar*, migranti, genitori e la marea irrappresentabile del movimento dell’autunno che, partito dalla scuola, ha investito tutta la società. Lo spezzone sociale – com’è annunciato – si è spinto oltre piazza Castello. Appena partiti viene chiusa una banca Unicredito in via Po, con assi di legno e tubi da ponteggio, da parte dell’Onda universitaria. Deviazione in piazza San Carlo per raggiungere i lavoratori della Comdata in presidio. Prima di raggiungere l’Unione Industriale, un migliaio di studenti medi devia e raggiunge la sede cittadina del Pdl in corso vittorio. Quì bruciano una decina di copertoni per far sentire a chi ci governa “l’odore della crisi”. Centrale il nodo della crisi, attorno al quale si sono snodate e si snoderanno le resistenze dei tanti soggetti (studenti, migranti, lavoratori, precari, …) ai quali la si vuole far pagare, ma che hanno già chiarito: “noi la crisi non la paghiamo! noi la crisi ve la creiamo!” 12 dicembre sciopero generaleScritto il dicembre 12th, 2008 da admin in torino, tags: crisi, sciopero generale
MANIFESTAZIONE PIAZZA VITTORIO ORE 9.00- L’aveva chiesto il movimento dell’Onda con striscioni espliciti nelle ultime manifestazioni locali e nazionali. Ma l’avevano chiesto anche molti lavoratori e delegati di base dei singoli comparti del mondo del lavoro, al sindacalismo di base e alla Cgil. Così dopo i tentennamenti della seconda, i sindacati di lotta, forti della riuscita dello scorso 17 ottobre , hanno indetto lo sciopero, seguiti poi dalla Cgil. Così nasce lo sciopero generale, uno sciopero contro la crisi, contro il governo Berlusconi e le sue politiche. Sono molteplici le ragioni per fare dello sciopero generale un momento di lotta generalizzata, non classificabile e non contenibile all’interno di paletti e parole d’ordine. Nasce dalla spinta dell’Onda e si sviluppa come momento necessario di contrapposizione alla crisi e a chi la genera e l’alimenta. In Piemonte è drammaticamente attuale la situazione in cui sta sprofondando il tessuto produttivo, se a giugno le fabbriche in cassaintegrazione erano 50, a gennaio saranno 500, andando a “far male” ai lavoratori e alle lavoratrici. Il nesso delle istanze sociali e il mondo sindacale è la risposta alla crisi, chi vi si schiera frontalmente per affrontarla, rifiutando di pagarne i costi e alimentando forme di resistenza sociale tutte da inventare, e chi come la Cgil deve capire a cosa si vuole ancora opporre, da che parte stare in maniera chiara. Allo sciopero ci arriva sulla spinta convinta della Fiom, che probabilmente non si accontenterà di questa data per incrociare le braccia perché davanti ha una situazione drammatica, ma quasi certamente per tornare a ricoprire quel ruolo che Berlusconi e Mercegaglia gli stanno togliendo nelle trattative. Alla prova dei fatti sarà messo anche il mondo della scuola, per tenere alta l’attenzione e la partecipazione in un percorso che inevitabilmente attraversa un momento di calo. Lo sciopero sarà attraversato e ricongiunto alle parole d’ordine delle istanze sociali che lo comporranno con l’aggregazione dello “Spezzone Sociale”, il blocco che racchiuderà studenti, migranti, lavoratori e centri sociali riuniti dalla parole d’ordine della resistenza alla crisi e dallo slogan “Chi paga la crisi?Noi No!” leggi anche Appunti sulla crisi: i risvolti economici, sociali e politiciScritto il novembre 18th, 2008 da admin in Senza categoria, tags: crisiQuesti appunti non hanno assolutamente pretese, ne’ di completezza ne’ di previsione. Si propongono invece di cercare e di esplorare la dove altri non guardano e di formulare alcune ipotesi o tracce di lavoro e di approfondimento. Quella che è balzata agli onori delle cronache in questi ultimi mesi molto probabilmente sarà una crisi lunga, dai risvolti poco prevedibili, di cui stiamo ora vedendo solo l’inizio; una crisi che provocherà profondi mutamenti su più livelli: locale, di area geopolitica, globale. Soprattutto, i mutamenti potranno non essere univoci e di uguale intensità. Non è affatto da escludere che in alcune aree geopolitiche ci si trovi presto o tardi di fronte a un bivio e che cambino anche molto il sociale, la società e il politico in termini di istituzioni, forme di governo e di dominio. |


















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