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	<title>csoa Askatasuna &#187; no tav</title>
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		<title>Nina e Marianna libere subito!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 13:47:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[h 18.00 piazza Castello (Torino) presidio di solidarietà con Nina e Marianna]da www.infoaut.org qui di seguito il volantino che verrà distribuito oggi in Piazza Castello. Le donne sono l’anello forte e dolce del Movimento NO TAV; quando entrano nelle lotte, lo fanno perché sentono in pericolo le radici stesse della vita, il diritto al futuro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>[h 18.00 piazza Castello (Torino) presidio di solidarietà con Nina e Marianna]</strong>da <a href="http://www.infoaut.org/blog/no-tavabenicomuni/item/2565-nina-e-marianna-libere-subito">www.infoaut.org</a></p>
<p>qui di seguito il volantino che verrà distribuito oggi in Piazza Castello.</p>
<p><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/carcere.png"><img class="alignleft" title="carcere" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/carcere-300x221.png" alt="" width="300" height="221" /></a>Le  donne sono l’anello forte e dolce del Movimento NO TAV; quando entrano  nelle lotte, lo fanno perché sentono in pericolo le radici stesse della  vita, il diritto al futuro.</p>
<p>Nina e Marianna sono donne del movimento NO TAV.</p>
<p>Nina è un’operaia, madre di tre figli, impegnata nel sociale,  volontaria del 118. Marianna è una ragazza ventenne, una dei tanti  giovani che si sono avvicinati alla lotta NO TAV per generosità, senso  di responsabilità e speranza.</p>
<p>Venerdì sera erano con noi, alla Maddalena di Chiomonte, lungo le  recinzioni del fortino dove stanno asserragliate le “forze del  disordine” a difendere un cantiere che non c’è e grandi sporchi  interessi che invece sono ben presenti e mettono a repentaglio il futuro  sociale, ambientale, economico non solo del territorio Valsusino, ma  dell’intera collettività.</p>
<p>Andammo alle reti in tanti, almeno un migliaio di uomini e donne di  tutte le età; fummo immediatamente accolti dal lancio fitto di  lacrimogeni, sparati ad altezza d’uomo per intossicare e ferire meglio.  L’aria si fece presto irrespirabile, una nebbia fitta e velenosa contro  cui poco potevano i fazzoletti inzuppati di Malox e le maschere antigas.  In questi casi il respiro si inceppa, le gambe diventano pesanti, occhi  e polmoni in fiamme.</p>
<p>Quando gli uomini in armi uscirono dai cancelli per caricare la folla  che resisteva ai lacrimogeni, non tutti riuscirono a mettersi in salvo;  questa volta le prede furono due donne: Marianna e Nina, intervenuta  con lo zaino del pronto soccorso a prestare la prima assistenza ad un  ferito.</p>
<p>Nina e Marianna ora sono in carcere, alle Vallette: il loro arresto è stato convalidato ieri, nonostante fossero incensurate.</p>
<p>Come Nina e Marianna, altri giovani sono stati in precedenza  arrestati, incarcerati, cacciati col foglio di via o accompagnati agli  arresti domiciliari.</p>
<p>In un Paese nel quale sono ormai saltate tutte le garanzie  democratiche e costituzionali, dove la militarizzazione dei territori e  lo stato di polizia costituiscono lo strumento repressivo di quel  partito trasversale degli affari che siede in Parlamento e nelle  istituzioni, la generosità, la solidarietà, la difesa dei più deboli ,  la sete di giustizia e umanità diventano un crimine da punire col  carcere. Di questo crimine sono colpevoli, come tutti noi, Nina e  Marianna.</p>
<p>Ma il popolo NO TAV non arretra, la lotta non si arresta, la  resistenza continua e si allarga ovunque ci sono ingiustizia e  repressione.</p>
<p>A Nina e Marianna giunga il nostro abbraccio affettuoso, forte e solidale: le vogliamo libere subito!</p>
<p>Libertà e giustizia per tutti i compagni arrestati ed inquisiti.</p>
<p><strong>Il Movimento NO TAV</strong></p>
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		<title>METRO PER METRO! 4 GIORNI NOTAV CAMPEGGIO&amp;INIZIATIVE</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 13:37:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[no tav]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPEGGIO NOTAV]]></category>
		<category><![CDATA[notav]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro gioni di campeggio e iniziative prima dell’inizio della stagione autunnale, nell’asse tra Chiomonte-Giaglione-Venaus. Dibattiti, socialità, campeggio libero e inziative contro il Tav a difesa del territorio. Dopo tre mesi di resistenza che hanno visto il movimento contrastare metro per metro l&#8217;espansione delle recinzioni del fortino della Maddalena, in vista della campagna invernale, ancora un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/SEPT_notav.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/SEPT_notav.jpg" alt="" width="324" height="446" /></a>Quattro gioni di campeggio e iniziative prima dell’inizio della  stagione autunnale, nell’asse tra Chiomonte-Giaglione-Venaus. Dibattiti,  socialità, campeggio libero e inziative contro il Tav a difesa del  territorio. Dopo tre mesi di resistenza che hanno visto il movimento  contrastare metro per metro l&#8217;espansione delle recinzioni del fortino  della Maddalena, in vista della campagna invernale, ancora un campeggio  nella Valle che Resiste e non si arrende perchè:</p>
<p><strong>Fermarlo è possibile,  fermarlo tocca a noi!</strong></p>
<p>programma a breve</p>
<p><a href="http://www.notav.info/">www.notav.info</a></p>
<p><img src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/SEPT_notav.jpg" alt="" width="350" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Che cos’è una resistenza popolare</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 09:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[no tav]]></category>
		<category><![CDATA[notav]]></category>

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		<description><![CDATA[Una scelta improcrastinabile: conflitto o autoreferenzialità (Riflessioni sul dodicesimo campeggio No Tav) Quest&#8217;anno il tradizionale campeggio del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno e del Csoa Askatasuna ha vissuto una fase nuova e diversa rispetto al passato, producendo uno dei campeggi No Tav più partecipati e attivi degli ultimi anni. Dopo la resistenza di giugno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/no_tav01g4.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/no_tav01g4.jpg" alt="" width="330" height="250" /></a>Una scelta improcrastinabile: conflitto o autoreferenzialità (Riflessioni sul dodicesimo campeggio No Tav)</strong></p>
<p>Quest&#8217;anno  il tradizionale campeggio del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno e  del Csoa Askatasuna ha vissuto una fase nuova e diversa rispetto al  passato, producendo uno dei campeggi No Tav più partecipati e attivi  degli ultimi anni. Dopo la resistenza di giugno, l’esperienza della  Libera Repubblica della Maddalena e la manifestazione del 3 luglio il  movimento sentiva la necessità di riflettere e condividere, analizzare  la fase e proiettarsi nelle sfide che lo attendono con l’arrivo  dell’autunno. Molte cose si potrebbero dire sulle due settimane appena  trascorse, animate da assemblee, dibattiti, concerti, attacchi al  fortino militarizzato e marce nei boschi della valle; vorremmo però qui  concentrarci su alcuni nodi problematici che abbiamo riscontrato,  convinti che tacere sui limiti soggettivi dei movimenti non sia d’aiuto  allo sviluppo del conflitto sociale, e che la dialettica aiuti la  soggettività rivoluzionaria e ribelle alla comprensione del conteso  politico e sociale in cui si trova ad operare.<span id="more-2007"></span></p>
<p>Ci è sembrato che  durante il campeggio in alcuni abbia prevalso, come in altri casi, una  rappresentazione comoda ma distorta della realtà, tutta volta a  giustificare atteggiamenti di intonazione autoreferenziale, che soltanto  grazie alle indicazioni chiare e determinate dell&#8217;assemblea non hanno  trasformato due settimane ricche e conflittuali in una serie di  difficoltà di cui un movimento pesantemente sotto attacco non avrebbe  avuto bisogno. Proprio il principio della condivisione assembleare e  della decisione collettiva sono apparsi estranei ad alcuni individui che  hanno partecipato (piuttosto passivamente, peraltro) al campeggio. Non  ci riferiamo ad un&#8217;area politica strutturata, giacché sappiamo che  l&#8217;intelligenza e la maturità, ma soprattutto il desiderio autentico di  fare del male al capitale (non con le parole o con la mera  testimonianza, quand&#8217;anche &#8220;radicale&#8221;, ma con i fatti) sono  rintracciabili, anche se con diverse gradazioni, in qualsiasi cultura  politica, sensibilità o identità che si fondino sull&#8217;antagonismo. Ci  riferiamo piuttosto a singoli o a gruppuscoli di affinità spontanea,  interessati ad un&#8217;infruttuosa riproposizione di modelli di comportamento  importati schematicamente dalle peggiori esperienze metropolitane.</p>
<p>L&#8217;idea,  espressamente difesa da alcuni di questi soggetti, che l&#8217;individuo è  sovrano su ogni sua azione e non deve sottomettersi a nessun ambito  collettivo &#8211; neanche quello orizzontale e popolare delle assemblee &#8211;  rappresenta l&#8217;antitesi della cultura e dell&#8217;attitudine del movimento  notav, e come tale è stata e sarà sempre trattata. La Val Susa non è il  Luna Park dove trovare quell&#8217;appagamento che non si trova sui propri  territori, nei quali proprio l&#8217;individualismo e l&#8217;ideologismo più biechi  hanno impedito la costruzione di lotte altrettanto massificate; né le  persone che vivrebbero sulla propria pelle gli effetti dell&#8217;opera sono  disposte a cedere un millimetro del percorso di opposizione all&#8217;alta  velocità a chi non ha neanche l&#8217;umiltà di volersi confrontare con loro  (e, una volta avvenuto il confronto, adeguarsi a sintesi maturate  collettivamente). Il frequente richiamo, da parte di valligiani durante  il campeggio, ad un&#8217;apparente distinzione tra &#8220;gente della valle&#8221; e  &#8220;gente che viene da fuori&#8221; non ha avuto quel significato polemico o,  peggio, identitario che qualcuno vi ha voluto ravvisare. I valligiani  sono felicissimi di avere solidarietà italiana e straniera e lo hanno  detto e mostrato in tutti i modi possibili. Questo non vuol dire che  siano inclini ad accettare lezioni di strategia politica da chicchessia,  e tanto meno di radicalità, soprattutto se si tratta dei soliti  prodotti preconfezionati, verità assolute non negoziabili di fronte a  niente e nessuno.</p>
<p>Qui è in gran parte il nocciolo della questione:  perché c&#8217;è ancora un residuo politico, in Italia e in Europa, che non è  in grado di dare un senso compiuto, che non sia retaggio delle peggiori  definizioni scolastiche, a parole quali &#8220;libertà&#8221;, &#8220;autorità&#8221; o  &#8220;potere&#8221;. La libertà non è mai soltanto libertà &#8220;da&#8221; qualcosa, ma sempre  anche la possibilità di influire sulla realtà; e il potere non è  identificabile con lo stato, ma risiede anche nelle mostre teste e nelle  nostre mani, se vogliamo avere la libertà di usarlo &#8211; e di decidere  come e quando usarlo. L&#8217;individuo che decide singolarmente, senza  mediazione collettiva, come agire nel movimento, esercita una forma di  autoritarismo su tutti coloro che subiranno le conseguenze della sua  azione: sovradetermina il movimento come un piccolo dittatore, e porta  alle estreme conseguenze il meccanismo della delega, convinto di sapere,  lui solo, che cosa è meglio per tutti. La potenza del movimento è tale  in quanto forza collettiva, di massa, capace di intercettare ed assumere  le istanze di un gran numero di persone, ed indirizzarle in questa o in  quell&#8217;altra forma o pratica. E&#8217; fin troppo noto quanto la retorica del  gesto individuale si esprima in atti di nessun impatto politico o  &#8220;militare&#8221;, e come la situazione del dissidio con i compagni sia  regolarmente voluta e cercata da chi non ha a cuore la collaborazione e  la complicità politica, ma la chiacchiera da bar sulla propria volontà  frustrata o sui comunisti cattivi.</p>
<p>Il movimento notav non è, come  qualcuno erroneamente crede, la sommatoria di molte anime. Quelle erano  cose proprie dei vecchi movimenti &#8220;no global&#8221;, che proprio nel malinteso  tentativo di sommare componenti diverse senza una vera condivisione  progettuale si sono scontrati con le peggiori lacerazioni. La  condivisione delle scelte che qui difendiamo non è aprioristica, né  astratta. Non siamo nuovi alla delegittimazione attiva di decisioni  prese da organi che non ci rappresentano (quand&#8217;anche &#8220;di movimento&#8221;) e  siamo sempre stati pronti ad accettare le conseguenze di tali scelte di   delegittimazione, anche in piazza (contrariamente a chi prima fa il  gradasso, poi va a piagnucolare in giro delirando sulla presenza di  improbabili &#8220;stalinisti&#8221;). Ma ci chiediamo: cosa c&#8217;è da delegittimare in  Val Susa? Perché le assemblee popolari, create come contropotere  resistente dalla popolazione, non dovrebbero essere rispettate? Qui non  c&#8217;è un Social Forum che demonizza i &#8220;black bloc&#8221;, ma la gente verace che  risponde allo stato: &#8220;siamo tutti black bloc!&#8221;. La contaminazione è al  rialzo: non è chi è più arrabbiato a trovare miti consigli nel  &#8220;democratico&#8221; e nel &#8220;savio&#8221;; è la gente mite, che poco sa di ideologia, a  comprendere la necessità di uno scontro a lungo termine.</p>
<p>Un  elemento che rischia di generare fraintendimenti è anche quello della  comunicazione. Riteniamo importante constatare tutti insieme che, ad  oggi, gran parte della forza dei movimenti, anche insurrezionali, a  livello mondiale, risiede proprio nella critica e nella negazione  pratica del monopolio dell&#8217;informazione da parte dei capitalisti e dello  stato. Filmare, riprendere, fotografare e diffondere gli eventi è uno  strumento essenziale, oggi più che mai, della lotta. Non ha alcuna  importanza che ci piaccia o no, è un elemento materiale del conflitto  contemporaneo, che fonda sulla circolazione di diverse versioni dei  fatti la possibilità di produrre isolamento o allargamento delle  mobilitazioni sociali. Allora sostenere che gli organi di stampa devono  restare aprioristicamente fuori dalle manifestazioni, che i giornalisti  non possono farvi ingresso, o addirittura &#8211; ciò che consideriamo  completamente inaccettabile &#8211; che i reporter indipendenti o i compagni  stessi non possano usare videocamere e macchine fotografiche significa  fare il gioco dei magnati dell&#8217;informazione avversaria che si dice così  tanto di odiare. Anche se è ovvio che è necessario tutelare chi protesta  sotto il profilo penale, occorre trovare e condividere metodi e  soluzioni che permettano alla nostra battaglia sociale di essere anche  una guerra di informazione.</p>
<p>In termini generali, bisogna capire  che la lotta della valle non è fatta dal punkabbestia che per  inclinazione esistenziale alza il dito medio alla polizia, quasi a  sanzionarne l&#8217;esistenza ancora per millenni a venire; è fatta dalla  gente che paga le tasse e porta i figli a scuola, che studia o che  prega, che lavora e che sogna, immersa in un&#8217;avventura che ha sconvolto  la vita a tutte e tutti. Per questo la Val Susa non fa paura soltanto a  Berlusconi e a Maroni, ma allo stato tutto, da Vendola a Bersani, da Di  Pietro a Fini. Questa lotta è fatta di alti e di bassi, di masse per  strada e momenti sofferti, anche di notti in cui si è da soli a fare la  guardia. Ci sono le giornate della rabbia e quelle in cui di scena è la  dignità delle famiglie, l&#8217;allegria delle nonne e dei bambini. Chi non lo  capisce non ha semplicemente frainteso il movimento notav, ma un po&#8217;  tutto crediamo, fino a quel minimo di intelligenza militante che la  costruzione di un futuro senza capitalismo richiede. Occorre mettersi in  discussione, comprendere che le persone al nostro fianco sono una  risorsa, non un nemico: in tanti possiamo fare del male, ma da soli,  anche fossimo armati di astronavi, non usciremmo dal solito ghetto  (ultima risorsa che un sistema decrepito può usare contro la  coagulazione del dissenso). Le scelte che facciamo sono ispirate da una  necessità di forza e di vittoria, e sovente si mostrano più efficaci di  quelle di chi sembra rifugiarsi nella mera testimonianza: era giusta  l&#8217;intuizione di chi, il 3 luglio, ha preferito raggiungere la Ramats da  Exilles, riuscendo a portare alla battaglia 2.000 persone (coscienti,  ovviamente, che la marcia da Exilles a Chiomonte e da Giaglione a Clarea  fossero fronti altrettanto importanti della stessa giornata) rispetto a  quella di chi scelse di trovarsi lassù in 200.</p>
<p>La Val di Susa  sarà ancora attraversata da mesi o anni duri e faticosi: lo è tutt&#8217;ora,  in pieno agosto,  mentre si costruiscono le case sugli alberi o si  rincorrono le truppe d&#8217;occupazione fin sotto i loro alberghi. La Valle  accoglierà a braccia aperte la solidarietà italiana e internazionale  contro le truppe di Maroni e il sistema-paese di Bersani e di  Berlusconi. Ma il più grande aiuto alla Valle sarà la riproduzione del  conflitto dal nord al sud dell&#8217;Italia, dalla metropoli alla provincia,  nelle scuole e nelle fabbriche, nelle curve e nei quartieri: scomporre  pezzo per pezzo l&#8217;ingranaggio del capitalismo mafioso in salsa italica, e  del capitalismo finanziario in salsa globale, a partire dalle nostre  strade. Anche la pressione militare dovrà alleviarsi sulla valle se ogni  città sarà attraversata dai movimenti e dal conflitto! Per ottenere  questo risultato, tutte e tutti dobbiamo imparare l&#8217;umiltà, che è sempre  sinonimo di temperanza, e scrollarci di dosso qualche tonnellata di  ideologia (anche chi crede di non averla). Rinfrescati dall&#8217;aria pura  del conflitto montano, anche nelle città si potrà forse invertire la  tendenza all&#8217;autorefernezialità e all&#8217;isolamento sociale tanto di chi  crede ancora che il cambiamento venga dai partiti e dalle istituzioni,  quanto di chi pensa che il primo nemico sia l&#8217;assemblea del movimento,  che in realtà è un luogo di espressione politica libero dalla legge e  dalle costrizioni dello stato: quello in cui si determinano i percorsi  collettivi.</p>
<p><strong>Network Antagonista Torinese (askatasuna-murazzi-cua-ksa)</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Comitato di lotta popolare no tav &#8211; Bussoleno</strong></p>
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		<title>Programma campeggio notav</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 22:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[notav]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 15/30 luglio a Chiomonte, Presidio alla centrale VENERDI’ 15 ORE 18.00 MASSIMO ZUCCHETTI prof.Politecnico Torino Lezione sui gas CS lacrimogeni e Cancerogeni    ORE 22.00 BATTITURA  SONORA CANTIEREcon SAMBA BAND SABATO 16 ORE 14.00 PULIZIA SENTIERO   ORE 17.30 ASSEMBLEA PRESENTAZIONE CAMPEGGIO   ORE 22.00 TERRAFERMA CONCERTO DI MUSICA POPOLARE DOMENICA 17 ORE 10.00 PASSEGGIATA PIC NIC AL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/07/manifestoCampeggio_web.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1983" title="manifestoCampeggio_web" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/07/manifestoCampeggio_web-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Dal 15/30 luglio a Chiomonte, Presidio alla centrale</strong></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>VENERDI’ 15 ORE 18.00 MASSIMO ZUCCHETTI prof.Politecnico Torino Lezione sui gas CS lacrimogeni e Cancerogeni    ORE 22.00 BATTITURA  SONORA CANTIEREcon SAMBA BAND</strong></p>
<p><strong>SABATO 16 ORE 14.00 PULIZIA SENTIERO   ORE 17.30 ASSEMBLEA PRESENTAZIONE CAMPEGGIO   ORE 22.00 TERRAFERMA CONCERTO DI MUSICA POPOLARE</strong></p>
<p><strong>DOMENICA 17 ORE 10.00 PASSEGGIATA PIC NIC AL PRESIDIO CLAREA ORE 21.00 BALLO  LISCIO a cura della band NANDO E I PREFISSO davanti al cancello della  centrale elettrica di Chiomonte(RINVIATO CAUSA MALTEMPO)<br />
</strong></p>
<p><strong>LUNEDI’ 18  ore 10.00 TENDE AL PRESIDIO CLAREA ore 21.30 Luca  Giunti (guardiaparco, fotografo, naturalista) presenta “LA VALLE VIVA”  un racconto per immagini di animali, piante e uomini che condividono un  ambiente affascinante e difficile</strong></p>
<p><strong>MARTEDI’ 19 </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong>ore 18.00 </strong><strong>“IL VINO DELLA VALLE RIBELLE” incontro con i viticoltori eroici della Val Clarea</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>MERCOLEDI’ 20 </strong><strong>ore 21.00 “KURDISTAN IL PAESE CHE NON C’E’ ” con </strong><strong>Antonio Olivieri, dell’Associazione “Verso il Kurdistan”, </strong><strong>proiezione di materiali video sulle manifestazioni del Newroz 2011, </strong><strong>film: “Primavera in Kurdistan”, di Stefano Savona [sulla resistenza del PKK nei Monti Qandil].</strong><strong></strong><strong>ore 22.3o Gruppo Jazz NO TAV JAZZ QUINTET e a seguire ska jazz rock steady THE SABAUDIANS </strong></p>
<p><strong>GIOVEDI’ 21 ore 20.30 Lezione Archeologica sugli scavi stuprati dai bulldozer SìTav<br />
ore 21.30 serata danzante liscio con NANDO e i PREFISSO</strong></p>
<p><strong>VENERDI’ 22  ore 21.00 “IL MODELLO TAV COME STRUMENTO DI APPROPRIAZIONE DEL DENARO E DELLA RICCHEZZA PUBBLICA” con IVAN CICCONI e CLAUDIO CANCELLI introdotti da RAFFAELE SCIORTINO  ore 23.00 ACCERCHIAMENTO notturno con United International Roots</strong></p>
<p><strong>SABATO 23</strong><strong></strong><strong>-  Dalla valle a Genova</strong><strong></strong><strong> (delegazione NoTav al decennale del NoG8) ore 21.00 </strong><strong>MUSICA VS IL TAV:  EGIN (Patchanka band)<br />
</strong></p>
<p><strong>DOMENICA 24    ore 5.00 Gita NoTav al Rocciamelone </strong><strong>partenza dal cimitero di Urbiano (fraz.Susa) </strong>abbigliamento adeguato ad una gita in alta quota (anche giacche a vento e guanti)<strong> </strong> <strong>ore 18.00</strong><strong> “Genova: 10 anni dopo” incontro con HEIDI GIULIANI </strong><strong>ore 21.00</strong> <strong>proiezione e dibattito “NoTav No Mafia” </strong><strong>ore 22.30 </strong><strong>BLUES MEAN + GIADA &amp; BARBER SHOP</strong></p>
<p><strong>LUNEDI’ 25 </strong><strong>ore 21.00 &#8211; IL LAVORO, LA CRISI, LA VALLE  dibattito con Sergio Bellavita e Giacomo Divizia (Fiom), Usb, Cobas </strong><strong>ore 22.30</strong><strong>: MY FAVOURITE RADIO + VICIOUS SINNERS (band emergenti della Val Susa)<br />
</strong></p>
<p><strong>MARTEDI’ 26 ore 18.00 dibattito “Lega se la conosci la eviti se la capisci la combatti” a cura di festa popolare antileghista di Varese ore 21.00 “<em>La lotta no tav e Torino, che fare dopo la fiaccolata dell’ 8 luglio</em>?” Interverranno i firmatari dell’appello per la fiaccolata Giorgio Airaudo, Marco Revelli, Michele Curto e Massimo Zucchetti… </strong><strong> </strong><strong>ore 22.30 </strong><strong>MAKER + NOSE  (serata Hip Hop dalla Valle)<br />
</strong></p>
<p><strong>MERCOLEDì 27 </strong><strong>ore 18.00 assemblea StuDaut incontra studenti della valle </strong><strong>ore 19.00 </strong><strong>aperitivo “MI SUN’N BLEC BLOC” + DJ SPIGOLO</strong><strong> ore 21.00 </strong><strong>SANGRE REBELDE + DIALCALOIZ (Rock valsusino)<br />
</strong></p>
<p><strong>GIOVEDI’ 28 ore 9.00 appuntamento partenza dal campeggio per volantinaggio mercato Chiomonte ore 14.00 la rivoluzione vien mangiando propone” dado vegetale collettivo autoproduzione del dado dalla teoria alla pratica” </strong><strong>ore 18.00  Aggiornamenti da Gaza, con Silvia Todeschini dell’ISM Report del viaggio in Cisgiordania dal campo estivo di Aida. </strong><strong>ore 21.00 </strong><strong> </strong><strong>Proiezione di “I peccati della Maddalena” sulla giornata del 3 luglio (appendice a Fratelli di TAV) di Manolo Luppichini</strong></p>
<p><strong>VENERDI’ 29 </strong><strong>ore 21.00 </strong><strong>“Verso l’autunno: per un movimento contro la svendita” intervengono: Ugo MAttei, Insurgent City (Parma), movimento No Tav</strong><strong><br />
ore 22.30 </strong><strong>YO YO MUNDI (musica resistente)<br />
</strong></p>
<p><strong>SABATO 30 </strong><strong>ore 15.00 </strong><strong>MARCIA GIAGLIONE-CHIOMONTE</strong><strong> </strong><strong>ore 21.30</strong><strong> </strong><strong>“So much Younger than today” Viaggio nell’Italia di Gigi Meroni</strong><strong> (con Mao, Mario Congiu, Marco Peroni)</strong></p>
<p>*********</p>
<p><strong>Tuti i Giorni: CAMPEGGIO LIBERO CENE POPOLARI A SOTTOSCRIZIONE-AREA DIBATTITI-AREA CONCERTI-LOTTA</strong></p>
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		<title>NoTav e la questione del debito: la &#8216;Piazza Statuto&#8217; dei beni comuni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 12:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Raffaele Sciortino La giornata del tre luglio alla Maddalena ha tra le altre cose messo in campo una capacità straordinaria di controcomunicazione. L’assedio portato avanti con determinazione da gente comune non pacificata ha permesso di rovesciare la strategia fin qui seguita dai poteri di oscurare la protesta e la sua vera posta in gioco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/notav_udh_7.png" alt="" width="311" height="235" />di Raffaele Sciortino</strong></p>
<p>La  giornata del tre luglio alla Maddalena ha tra le altre cose messo in  campo una capacità straordinaria di <strong>controcomunicazione</strong>. L’assedio  portato avanti con determinazione da gente comune non <em>pacificata</em> ha  permesso di rovesciare la strategia fin qui seguita dai poteri di  oscurare la protesta e la sua vera <strong>posta in gioco</strong> riducendola a notizia  di second’ordine del tg regionale e delle pagine  torinesi dei quotidiani  nazionali. Di colpo alta velocità e movimento  Notav sono rimbalzati sul  proscenio nazionale.</p>
<p>Di colpo le persone <strong>fuori valle</strong> hanno  saputo che si vogliono ancora spendere decine di miliardi in  un’opera  nella migliore delle ipotesi controversa e che decine di  migliaia di <em> indignados</em>, persone “normali” come loro, sono  disposte ad opporvisi con  quella determinazione. Scoperta o riscoperta  che sia e, attenzione, al  di là del giudizio di merito sulle  “responsabilità” della giornata,  fuori valle ci si ritrova costretti a  chiedersi cosa è veramente l’opera  progettata, <strong>chi paga, </strong>a beneficio di chi, per che cosa… Non male come  controinformazione agita!<span id="more-1986"></span></p>
<p>Contemporaneamente si è attivata una  rete di mass self-communication  (<a href="http://www.caffeeuropa.it/socinrete/castells.pdf">http://www.caffeeuropa.it/socinrete/castells.pdf</a>)  che si è contrapposta  alla (scontata) criminalizzazione mediatica.  Sono due risultati non da  poco che agiscono su piani sì differenti ma  che insieme rendono  effettivamente possibile costruire <strong>consenso</strong> intorno ad una lotta  radicale per i beni comuni che si sta interrogando sui passaggi che si  trova davanti.</p>
<p>In questo la brezza di cambiamento che ha  contribuito al successo <strong>referendario</strong> può giocare il suo ruolo insieme ai  crescenti disastri procurati dal  centrodestra. Una discreta minoranza  della popolazione ha maturato o  sta maturando l’esigenza di affrontare  in modo nuovo, nel linguaggio  dei beni comuni, i nodi dello sviluppo e  della ricchezza. La  maggioranza percepisce nella crisi la tempesta in  arrivo e inizia a  guardarsi intorno per nuove soluzioni. È su questo  sentimento diffuso  che il movimento Notav può e deve <strong>far leva</strong> per  “uscire  fuori” e rompere, mentre continua con le modalità che deciderà  il suo  assedio ai cantieri militarizzati, l’altro assedio, quello cui i  poteri  forti lo vogliono sottoporre su tutti i piani.</p>
<p>Non  occorre andare a cercare lontano il terreno su cui impostare una  battaglia <strong>generale</strong> per fare rete e allargare la lotta. Il nodo cruciale e  prossimo è quello dell’attacco speculativo al <strong>debito pubblico italiano</strong>,  con annessi e connessi.</p>
<p>Gli insider già ne parlano e sotto  traccia stanno <strong>già</strong> attivandosi. Su <em>Bloomberg</em>,  uno dei siti di  informazione finanziaria di maggior peso  internazionale, è comparso  lunedì quattro l’articolo di un noto  analista dal significativo titolo<em> Sarà l’Italia il prossimo pezzo del domino europeo a cadere?  (</em><a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-07-05/could-italy-be-next-european-domino-to-fall-commentary-by-simon-johnson.html">http://www.bloomberg.com/news/2011-07-05/could-italy-be-next-european-domino-to-fall-commentary-by-simon-johnson.html</a>)   Il ragionamento è serrato. La crisi debitoria europea non si è affatto   conclusa con il pacchetto di austerità greco: “con un quadro economico   precario l’Italia potrebbe essere la prossima a essere messa  sotto  pressione”. Non solo per l’entità in sé del debito sovrano, la  scarsa  crescita, l’inaffidabilità del governo: l’Italia in effetti  rimane  differente dalla Grecia, sotto molti punti di vista. Ma perché  sta  succedendo qualcosa nella <strong>dinamica</strong> della speculazione.  Se fino al  caso greco l’ottica degli “investitori istituzionali” è  stata quella di  dare per scontati i salvataggi (dei creditori, cioè di  quelle stesse  istituzioni) da parte della Banca Europea e di Berlino,  ora si iniziano a  mettere in conto le perdite possibili. Ma per un peso  medio come  l’Italia il salvataggio è “inconcepibile” proprio per la  sua entità  (circa due trilioni di euro di debito contro i  trecentosessanta greci) e  per i limiti  del bilancio europeo e della  volontà politica di Berlino.  “L’Europa semplicemente non ha sufficiente  volume di fuoco per gestire  una crisi italiana, se non altro per  proteggere completamente i  creditori” (non si parla di quelli piccoli,  of course). Di qui l’aumento  in corso dei rendimenti sui titoli del  debito pubblico con la  conseguente difficoltà di raccolta sia per lo  stato che per le banche  italiane che risentono del rischio-sistema; di  qui soprattutto la  probabile fuga dal debito italico &#8211; quella dai  titoli bancari è già in  atto da settimane, lamenta <em>IlSole</em> (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-07-07/allestero-vuole-male-084104.shtml?uuid=AaTSZwlD">http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-07-07/allestero-vuole-male-084104.shtml?uuid=AaTSZwlD</a>)   &#8211; con aumento dei tassi e ricadute negative su tutti i piani.   Marcegaglia con i suoi appelli per una finanziaria ancor più pesante e   operativa da subito è in buona compagnia internazionale&#8230;</p>
<p>Non  il  se ma il quando e come della tempesta è l’incognita. E’ chiaro  allora  il perché della fretta maledetta del partito trasversale  dell’alta  velocità. Ma anche dei dubbi sempre più diffusi tra la  popolazione.  Dubbi che qui e là trapelano addirittura negli stessi  circoli del  potere magari sub forma di scontro interno allo stesso Pd  (tipo Liguria  <em>contra</em> Piemonte sul terzo valico). Soldi non ce ne sono, e   proprio per questo vanno accaparrati prima possibile! Ma intanto si   avvicina la resa dei conti anzitutto per la finanza degli enti locali   letteralmente maciullata dalla finanziaria di Tremonti (alla faccia del   federalismo della Lega).</p>
<p>Il <strong>fattore tempo </strong>diventa  così decisivo e  i mercati non ne concederanno molto. Ma a chi? Il  tempo degli affaristi  non è quello del movimento NoTav. C’è una <strong>asimmetria</strong> costitutiva che va  giocata contro. Resistere in valle un minuto più di  loro è possibile se  contemporaneamente si porta la battaglia sul piano  politico generale e  nazionale sicuri che quando la crisi si abbatterà  sull’Italia il  movimento avrà <strong>anticipato</strong> e agito il  nodo fondamentale dello scontro,  quello del debito come ipoteca sul  futuro della vita di tutti/e. Debito  che è “pubblico” quando si tratta  di pagare i signori della finanza  mentre i proventi riscossi sono  sempre rigorosamente privati. Le ragioni  del NoTav sono potenzialmente  le stesse di chi si troverà a prendere  posizione contro i piani di  lacrime e sangue. Forse prima di quanto si  pensi.</p>
<p>I movimenti per  i beni comuni stanno oggi al  debito come un tempo la lotta operaia  allo sfruttamento, e dietro la  questione di chi decide, del potere&#8230;</p>
<p><em><strong>otto luglio 2011 </strong></em></p>
<p>_____________</p>
<p><a href="http://www.infoaut.org/blog/storia-di-classe/item/2052-8-luglio-1962-la-rivolta-di-piazza-statuto">http://www.infoaut.org/blog/storia-di-classe/item/2052-8-luglio-1962-la-rivolta-di-piazza-statuto</a></p>
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		<title>12° CAMPEGGIO NOTAV &#8211; 15/30 LUGLIO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 06:42:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAMPEGGIO NOTAV]]></category>
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		<description><![CDATA[TUTTE LE INFO SU WWW.NOTAV.INFO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/07/manifestoCampeggio_web.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-1983" title="manifestoCampeggio_web" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2011/07/manifestoCampeggio_web-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
<p style="text-align: center;">TUTTE LE INFO SU <a href="http://www.notav.info">WWW.NOTAV.INFO</a></p>
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		<title>I fumi di Chiomonte</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 10:00:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È passato già qualche giorno dalla grande manifestazione di domenica. Per domani si annuncia un nuovo appuntamento, una fiaccolata per le vie torinesi. Il tentativo esasperato di delegittimare e infiacchire il movimento No Tav dopo l&#8217;assedio del 3 luglio è andato in fumo. Dapprima il fumo velenoso dei lacrimogeni, in seguito quello insidioso delle parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/images/stories/imgTO/266270_10150230702296448_40019706447_7538150_400675_o.jpg" alt="alt" width="312" height="208" />È  passato già qualche giorno dalla grande manifestazione di domenica. Per  domani si annuncia un nuovo appuntamento, una fiaccolata per le vie  torinesi. Il tentativo esasperato di delegittimare e infiacchire il  movimento No Tav dopo l&#8217;assedio del 3 luglio è andato in fumo. Dapprima  il fumo velenoso dei lacrimogeni, in seguito quello insidioso delle  parole in mala fede. Una doppia violenza volatilizzatasi di fronte alla  forza della partecipazione solidale e attiva di tutte e tutti.</p>
<p>Il  fumo che domenica copriva le vigne delle Valle ci dice molto della tigre  di carta che si agita di fronte alle migliaia di volti No Tav. “Gettar  fumo negli occhi”, nella lingua parlata – schietta e quotidiana –  significa raccontare bugie, offuscare la vista, interdire uno sguardo  altrimenti lucido. Questo fa la retorica pro Tav: getta fumo negli  occhi! Il progresso, i dictat europei, le previsioni di sviluppo vecchie  di trent&#8217;anni e già smentite dalla realtà attuale nascondono soltanto  un vuoto di argomenti e ragioni.</p>
<p>Il Movimento No Tav ha imparato  negli anni a guardare oltre quel fumo, a fare a pezzi parola dopo parola  l&#8217;ideologia del profitto contrapponendo ad essa infinite ragioni che  motivano il suo No. Le maschere e i foulard che domenica proteggevano i  volti e i polmoni di oltre sessantamila esseri umani non sono altro che  il divenire visibile e manifesto di anticorpi prodotti in vent&#8217;anni di  lotta. Allo stesso modo il fumo nero e tossico dei lacrimogeni è la  materializzazione della politica Si Tav, la smentita palese di ogni sua  velleità democratica. Una politica che cerca di imporsi con la forza,  cacciando uomini e donne dal loro stesso territorio.</p>
<p>A questo  livello, tuttavia, l&#8217;immagine del fumo torna a dirci qualcosa di  essenziale. “Tanto fumo e poco arrosto” si dice – sempre nel colorito  gergo comune – di un&#8217;apparenza che dissimula una verità. I muscoli certo  sono stati esibiti (eccome se lo sono!), eppure la sensazione è che  nascondano, in fondo, una debolezza. La debolezza di chi non sa più che  pesci pigliare e, compulsivamente, agita le braccia e la lingua. Le  braccia, in questo caso, sono armate di manganelli e lingue biforcute  godono dell&#8217;eco della carta stampata. Eppure si agitano entrambe nel  vuoto, senza colpire nel segno o senza scalfire nell&#8217;animo la dove  colpiscono la carne.</p>
<p>Forte, al contrario, il popolo della Valle –  come sempre lo sono le genti quando si uniscono per un obiettivo comune.  Questa è la lezione fondamentale che apprendiamo dalla Val di Susa: che  una battaglia non comincia da una semplice scommessa, ma dalla certezza  di vincere. Certo, chi vuole piegare questo movimento dispone di molti  mezzi, la cui natura si è ben palesata domenica 3 luglio. Questo, però,  ci dice soltanto una cosa, che – sin d&#8217;ora – i signori della Tav sono  gli unici responsabili del grado di violenza agitato e agito su migliaia  di uomini e donne.</p>
<p>Quali fumi spireranno in Valle nei prossimi  mesi lo si vedrà. Come saranno respinti lo si capirà passo dopo passo.  Quel che è certo è che, alla fine, proprio la Tav andrà in fumo!</p>
<p><a href="http://sguardisuigeneris.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Laboratorio Sguardi sui Generis</strong></a></p>
</div>
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		<title>Gran Torino (NoTav) ANCORA VIDEO!</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 09:59:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da infoaut.org\ torino La città risponde: il NoTav è un bene comune! Costruita in 48 ore, scende in piazza la risposta cittadina alla denigrazione di un&#8217;intera settimana contro la lotta NoTav. Fin dal concentramento è lo stupore a disegnarsi sui volti degli estensori dell&#8217;appello che ha convocato la serata e dei notav torinesi di luga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da infoaut.org\ torino</p>
<p><strong>La città risponde: il NoTav è un bene comune!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/fiaccolata2.jpg"></a><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/BENE-COMUNE.jpg"><img title="BENE COMUNE" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/BENE-COMUNE-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Costruita in 48 ore, scende in piazza la risposta cittadina alla denigrazione di un&#8217;intera settimana  contro la  lotta NoTav. Fin dal concentramento è lo stupore a disegnarsi sui volti degli estensori dell&#8217;appello che ha convocato la serata e dei notav torinesi di luga data. Per la prima volta nella lunga storia del movimento notav è la città di Torino a scendere in piazza con grandi numeri in sostegno di una lotta che ha ormai travalicato gli stessi steccati valligiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice bene Sandro Plano, presidente della Comunità Montanna Bassa Valle Susa: &#8220;la gente non è solo qui per dire No ad un treno [...] è qui perché ne ha lepalle piene di questa politica!&#8221;. Colpisce il calore e l&#8217;intensità con cui sono ascoltati gli interventi e lo scroscio di applausi che accompagna i momenti forti che li scandiscono: il collegamento con la situazione generale e la crisi in arrivo; la solidarietà ripetuta e gridata a gran voce con tutti gli arrestati/e; l&#8217;equivalenza tra costo di un km Tav e la mancanza di fondi per ospedali e scuole; l&#8217;attacco contro il vergognoso comportamento del media mainstream e della politica istituzionale, struzzi che preferiscono ancora parlare di &#8220;300 violenti da scovare&#8221; quando è un&#8217;intera città che gli sta scappando di mano. Colpiva, per chi sa avere uno sguardo attento, quest&#8217;impressione fugace ma molto concreta: molti e molte torinesi sono scese in piazza questa sera (forse per la prima volta) perché &#8211; in mezzo a tanta merda &#8211; questo movimento, la sua tenuta, le sue prove di forza danno un segnale di speranza e di dignità, il comportamento fiero di chi non abbassa la testa&#8230;. Quando diciamo &#8220;NoTav: una garanzia per il futuro&#8221; intendiamo proprio questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa sera è andata in onda una prova generale delle istanze e della composizione che daranno vita alle insurrezioni a venire. Senza falsi pudori né eccessive auto-celebrazioni dobbiamo riconoscere che abbiamo avuto ragione su queste pagine a dire che la Val Susa e il movimento notav, in questo precisa fase &#8211; all&#8217;incrocio tra una lunga sedimentazione specifica e una più generale maturazione politica dentro il corpo sociale -, segnano la possibilità di una lunga primavera italiana. Il risultato di questa sera ci dà ragione su tutta la linea e conferma l&#8217;audace lettura di chi investe in questa battaglia una più generale lotta contro il debito e le politiche di austerity.<br />
Come ha detto bene Ugo Mattei &#8220;qui stiamo giocando la battaglia del V° referndum&#8221;&#8230; e non possiamo certo permetterci di perderla!</p>
<p><em>A sarà dura&#8230; ma non per noi, perché noi abbiamo già vinto mentre la loro capitolazione è solo un dettaglio di durata.</em></p>
<p>INTERVISTE LUNGO IL CORTEO</p>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/no-tav/gran-torino-notav-ancora-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>UNA GRANDE PANORAMICA DEL CORTEO</p>
<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/no-tav/gran-torino-notav-ancora-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>BELLA CIAO CANTATA NELLA FIACCOLATA NO TAV</p>
<p><em><p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/no-tav/gran-torino-notav-ancora-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></em></p>
<p>IMMAGINI DALLA FIACCOLATA</p>
<p><em><p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/no-tav/gran-torino-notav-ancora-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></em></p>
<p>PIAZZA VITTORIO INTERVENTO ALBERTO PERINO</p>
<p><em><p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/no-tav/gran-torino-notav-ancora-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></em></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ISOLARE I VIOLANTI</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/no-tav/isolare-i-violanti/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 09:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Gigi Roggero Lo abbiamo chiamato da tempo il Partito di Repubblica, e non sbagliavamo. Ma attenzione, non si tratta di un nuovo partito, bensì di un partito nuovo, capace di interpretare la crisi irreversibile della rappresentanza e l’esaurimento definitivo proprio della forma-partito. Come le imprese del capitalismo cognitivo, così il Partito di Repubblica (d’ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Gigi Roggero<br />
</strong><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/ISOLARE-I-VIOLANTI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6059" title="ISOLARE I VIOLANTI" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/ISOLARE-I-VIOLANTI-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Lo abbiamo chiamato da tempo il Partito di Repubblica, e non sbagliavamo. Ma attenzione, non si tratta di un nuovo partito, bensì di un partito nuovo, capace di interpretare la crisi irreversibile della rappresentanza e l’esaurimento definitivo proprio della forma-partito. Come le imprese del capitalismo cognitivo, così il Partito di Repubblica (d’ora in avanti PdR) non pretende di rappresentare, a monte, soggetti o blocchi sociali definiti: agisce invece a valle, catturando passioni e comportamenti, interpretandoli per produrre opinione pubblica e darne dunque, artificialmente, forma organizzata. Lo abbiamo visto con il movimento studentesco e universitario in autunno, disincarnato e astratto nell’icona del bravo giovane di XL, che ama i libri e la Cultura, indignato con Berlusconi ma non con il sistema di cui é parte integrante, tifoso della costituzione formale e non certo protagonista sovversivo della costituzione materiale, difensore del pubblico e perciò estraneo al comune, un po’ ribelle anagraficamente ma mai rivoluzionario. <span id="more-1942"></span>E poi sono venute le “donne”, ridotte a categoria sociologica e morale che identifica tutte coloro che se la prendono indistintamente con le corrotte e i corruttori, con le nipoti di Mubarak e il bunga bunga, e non certo con i rapporti di sfruttamento e precarizzazione in cui tutto ciò avviene. Ancora, i referendum: ignorati dal PdR fino alle elezioni amministrative, sono diventati nell’ultimo mese oggetto di una frenetica mobilitazione all’insegna del “vento che cambia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco conta, dunque, il contenuto specifico: il problema della forma-PdR é usare i movimenti sociali per accumulare opinione pubblica. Non si tratta più, o almeno non solo, di una funzione sostitutiva rispetto al PD, ma di un processo in buona misura inedito. In questo quadro, la rappresentanza é sempre ex post e basata sull’astrazione identitaria: dopo il 14 dicembre il repubblichino Saviano parla a nome dei giovani della sua generazione non solo per condannare i protagonisti degli scontri di Piazza del Popolo, ma per espellerli dalla categoria di giovani di cui lui si é nominato interprete e custode. E ora vediamo lo stesso meccanismo all’opera in Val Susa. Il PdR, ovviamente, é sempre stato favorevole alla Tav, e tuttavia – dimostrando in ciò indipendenza di azione e progetto rispetto al PD – ha colto nella grande mobilitazione che vi si oppone una possibilità. Ma certo, condizione di ciò era che i No Tav accettassero il ruolo di opinione pubblica anti-berlusconiana e preoccupata per un generico bene comune, o tutt’al più di vittime passive dei gas CS di Maroni. É il PdR a dettare la linea informativa ai media, poi ripresa da tutti indistintamente, dal TG1 minzoliniano fino al TG3 di sinistra, passando per i servizi da camera di Fede e dintorni: c’é un corteo pacifico e, calati da chissà dove, alcune centinaia di “professionisti della rivolta” (infelice espressione proferita da uno studente turbato all’indomani del 14 dicembre, non a caso sulle pagine di Repubblica).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quello che per il PdR é la prova inconfutabile della presenza di guerriglieri alieni calati sulla Val Susa per esercitare la loro misteriosa professione (di volta in volta definita anarco-insurrezionalismo, black bloc, no-global ecc.), cioè il fatto che c’erano molte persone provenienti “da fuori”, da altre regioni o paesi (come se l’appello della manifestazione non fosse da subito stato nazionale e transterritoriale), é in realtà la prova più concreta della forza della lotta contro la Tav. Non c’é oggi un fuori rispetto alla Val Susa, perché quella é oggi una lotta divenuta comune, per il comune. Il comune non è un settore o qualcosa che appartenga a un’esclusiva territoriale o alla natura: é ciò che viene costruito dalla cooperazione e nelle lotte, è oggi un desiderio e una pratica divenuti di massa. Lo straordinario movimento No Tav é animato dallo stesso desiderio e dalle stesse pratiche che animano la rivoluzione in Nord Africa, le acampadas spagnole o l’insorgenza in Grecia. Per questo la Val Susa é diventata una lotta generale, il campo di battaglia di tutte e tutti. Laddove governo e opposizione volevano condurre la guerra e risolvere una volta per tutte il problema, il movimento No Tav ha imposto la propria temporalità, cioe’ il passaggio – sia detto in termini concettuali e non letterali – a una guerriglia costituente.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’é, allora, soluzione di continuita’ tra la vittoria nei referendum e la grande giornata del 3 luglio, tra le grandi manifestazioni e il condiviso esercizio della forza. Celebrare i primi contro i secondi significa non solo essere in malafede, ma condurre una precisa operazione politica. Quando dicevamo che Saviano è la continuazione di XL con altri mezzi, ci riferivamo esattamente a questo. L&#8217;incontro di alcuni studenti con Napolitano è stato usato come occasione per ricomporre un&#8217;astratta icona utile a espellere piazza del Popolo dai propri confini. Per spaccare cioè l&#8217;unità di un movimento, allo stesso modo in cui oggi si affida addirittura alla Questura di Torino il compito di affermare che “I violenti non hanno nulla a che fare con il movimento No Tav”! Insomma, il PdR non è necessariamente avverso ai movimenti, che possono sempre essere trasformati in opinione pubblica in quanto soggetto disincarnato, ma è certamente nemico del comune. Chi non l&#8217;ha capito allora, speriamo se ne renda conto adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il movimento in Val Susa e le compagne e compagni che da anni vi sono interni (perche” il 3 luglio é impensabile senza un lungo processo di costruzione e sedimentazione) ci insegnano come è possibile trasformare una mobilitazione sui beni comuni, cioè sul pubblico, in organizzazione del comune. Dalla mobilitazione contro la Tav alla libera repubblica della Maddalena. È un&#8217;indicazione decisiva per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ps: Mi sia consentita, per la prima e spero ultima volta in vita mia, una nota di carattere personale. Appena é cominciata la battaglia in Val Susa ho avuto la sventura di leggere le dichiarazioni – più urticanti dei gas CS – di Stefano Esposito, deputato del Partito Democratico e – come molti suoi colleghi, in particolare della scuola torinese dei Violante e dei Caselli – aspirante pm e poliziotto. L’onorevole Esposito, così si dice, fa nomi e cognomi di quelli che lui ritiene preventivamente i colpevoli di tutto quello che sarebbe successo, esprimendo in modo altrettanto preventivo la propria solidarietà ontologica alle forze dell’ordine. Lo ricordo bene, Esposito, quando negli anni Novanta coltivava questa sua passione poliziesca per farne una carriera all’Università’ di Torino, quando organizzava i servizi d’ordine per difendere il ministro D’Alema che aveva appena contribuito ad affondare un barcone di migranti al largo di Otranto, oppure insieme alla Questura minacciava preventivamente gli studenti che volevano contestare il ministro Berlinguer, quello del famigerato 3+2 e – per usare le parole che tanto piacciono al PdR – della vera distruzione dell’università’, rispetto a cui la Gelmini non é altro che una diversamente inabile. Allora, ricordando quella giovane carriera in erba e i suoi effetti recenti, confesso una grave responsabilità di fronte alle presenti e future generazioni, offrendomi fin d’ora disponibile a riparare alla mia colpa: certe figure vanno proprio isolate, prima che sia troppo tardi.</em></p>
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		<title>TROVERETE LUNGO!!! CRONACA DI DOMENICA 10 LUGLIO GUARDA LE FOTO</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 10:11:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/lug-097.jpg"></a><a href="http://www.notav.info/wp-content/uploads/lug-0971.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6081" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/lug-0971-300x200.jpg" alt="" width="174" height="123" /></a>Questa mattina circa 500 No Tav si sono dati appuntamento al presidio Clarea, liberato domenica durante la lunga giornata di assedio. Dopo una prima ricognizione dell&#8217;area ci si è dedicati ad una ulteriore pulizia dell&#8217;area dove dovrebbe sorgere il cantiere, già iniziata ieri da alcuni volenterosi. A terra ancora numerosi lacrimogeni, alcuni piccoli animali che non ce l&#8217;hanno fatta a fuggire dal gas e immondizia sparsa nei pressi del recinto, soprattutto cibo, buttato con sprezzo. All&#8217;area archeologica sono visibili ed evidenti i segni del passaggio di cingoli proprio sulle tombe neolitiche, che appaiono devastate. Dopo la polenta molti sono voluti salire alle reti del non-cantiere, difese da poche decine di agenti delle forze dell&#8217;ordine, che sono sembrate più impaurite che altro. La determinazione dei No Tav si è fatta sentire ancora una volta, a colpi di voci e spinte (simboliche) sulle reti. Prima di scendere ancora un &#8220;saluto&#8221; e poi tuttia riposare a casa, sarà un&#8217;estate intensa, una partita ancora tutta da giocare. Una cosa è sicura&#8230;troveranno lungo!</p>
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