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	<title>csoa Askatasuna &#187; nog8</title>
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		<title>NO REWIND &gt;&gt; REWAVE</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 19:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre giorni giorni di presa di parola contro l&#8217;operazione Rewind, teorema giudiziario che dopo le giornate del G8 di Torino, ha provato ad attaccare, arrestandone 21, le migliaia di studenti e studentesse dell&#8217;Onda, che si sono ribellate con forza al vertice dei Rettori e ai tagli al mondo della formazione. Ad un anno di distanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/05/rewind-manifesto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-973" title="rewind manifesto" src="http://www.csoaskatasuna.org/wp-content/uploads/2010/05/rewind-manifesto.jpg" alt="" width="614" height="434" /></a></p>
<p><em>Tre giorni giorni di presa di parola contro l&#8217;operazione Rewind,   teorema giudiziario che dopo le giornate del G8 di Torino, ha provato ad   attaccare, arrestandone 21, le migliaia di studenti e studentesse   dell&#8217;Onda, che si sono ribellate con forza al vertice dei Rettori e ai   tagli al mondo della formazione. Ad un anno di distanza da quelle   giornate, in concomitanza con l&#8217;inizio del processo e la richiesta di   condanne assurde e pesantissime per i 21 studenti e studentesse   arrestati, pensiamo che sia necessaria una forte presa di parola contro   questo questo teorema giudiziario, che come dice lo stesso nome  vorrebbe  farci tornare indietro, quando invece in tempi di crisi  dobbiamo  rilanciare in avanti per riprenderci i nostri diritti e il  nostro  futuro!</em></p>
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		<title>1 Aprile &#8211; Processo Rewind &#8211; A Torino dietro quello scudo c&#8217;eravamo tutt*!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 07:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Uniriot Network] Il 6 luglio 2009 la procura di Torino, capitanata dal solerte procuratore generale Giancarlo Caselli, con l&#8217;operazione denominata &#8220;Rewind&#8221;, ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell&#8217;onda studentesca di varie città italiane. Nel corso dell&#8217;inchiesta nell&#8217;autunno del 2009, si aggiungeranno all&#8217;elenco indagati altri attivisti padovani, torinesi, bolognesi e genovesi sottoposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>[di <em><a href="http://www.uniriot.org/">Uniriot Network</a></em>]</strong><img class="alignright" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/immagine-4-4bb3cb1647ea2.png" alt="" width="200" height="158" /></p>
<p>Il 6 luglio 2009 la procura di Torino, capitanata dal solerte procuratore generale Giancarlo Caselli,  con l&#8217;operazione denominata &#8220;Rewind&#8221;, ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell&#8217;onda studentesca di varie città italiane. Nel  corso dell&#8217;inchiesta nell&#8217;autunno del 2009, si aggiungeranno all&#8217;elenco  indagati altri attivisti padovani, torinesi, bolognesi e genovesi sottoposti a  misure restrittive della libertà. Soltanto nel marzo del 2010 verranno revocate  per quasi tutti le misure cautelari, mentre alcuni imputati sono tutt’ora sottoposti a misure restrittive.  Ciò che viene loro  imputato è di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio 2009 a Torino contro il G8 University Summit  e agli scontri con le forze dell&#8217;ordine che presidiavano la zona rossa del  vertice.<span id="more-890"></span></p>
<p>Ma in quella giornata eravamo in più di 10.000 tra studenti, dottorandi e precari dell&#8217;università a prendere la parola pubblicamente con un grande  corteo per esprimere &#8211; ancora una volta dopo le mobilitazioni dell&#8217;autunno &#8211; la  nostra indisponibilità al processo di dismissione dell&#8217;università pubblica e la  nostra determinazione a costruire una università diversa attraverso le pratiche dell’auto-riforma e dell’auto-formazione. E non solo: quel giorno  eravamo in migliaia a voler sancire come illegittimo ciò che si stava svolgendo all&#8217;interno di quella zona rossa che bene simboleggia l’intenzione di  arginare il protagonismo del corpo vivo delle nostre università ed estrometterlo  dai processi decisionali. La violazione di quella zona rossa voleva dire per noi dare simbolicamente visibilità all’intelligenza e ai desideri di migliaia di studenti e ricercatori che irrompendo nello spazio pubblico italiano  hanno cominciato a costruire una nuova idea di università e di formazione. E  così è stato, dietro a quello scudo a urlare di essere “l&#8217;anomalia del futuro” e  ad impedire che del nostro futuro fosse impunemente deciso sopra le nostre  teste eravamo insieme, tutti e tutte 10.000.</p>
<p>E come avrebbe potuto essere altrimenti dopo un autunno come quello  dell&#8217;anno passato, durante il quale le partecipatissime mobilitazioni dell&#8217;onda  avevano avuto una potenza tale da spazzare via le tremontiane retoriche degli  “studenti fannulloni” per lasciare posto a migliaia di studenti che avevano invece intenzione di riprendersi la parola da protagonisti e di rovesciare le trasformazioni agite dal governo sull&#8217;intero mondo della formazione?</p>
<p>L’Onda Anomala ha mostrato a tutti la forza dirompente di una  generazione post-ideologica capace di contestare i tagli alla ricerca e  all’istruzione pubblica, di criticare i processi di riforma e riorganizzazione della formazione  messi in atto dal Bologna Process, e di costruire una mobilitazione diffusa e radicale  tutta protesa in avanti, estranea a logiche nostalgiche e animata dalla volontà di  costruire un progetto comune di altra-formazione. L’Onda ha parlato di università,  ha contestato i tagli voluti dal Governo, ha parlato di saperi critici, di autonomia dei percorsi formativi e di ricerca, ma ha anche saputo  esprimere nelle università e nelle strade la rabbia di chi vive ormai da anni una condizione esistenziale di precarietà. Ha saputo parlare della società  nel suo complesso, della crisi globale che investe l’economia e dei nuovi  razzismi che le retoriche della sicurezza alimentano e diffondono. Non si è chiusa  tra le mura degli atenei, ha sfondato definitivamente tutti gli argini di un anacronistico “studentismo” e ha posto tra le proprie priorità la  battaglia per il reddito garantito e per un nuovo welfare. Tutto questo è stato  costruito per mesi fuori dalle soffocanti retoriche dei partiti e dei sindacati della sinistra italiana, dimostrando la possibilità di fare movimento e di  costruire rivendicazioni concrete e radicali all’interno di spazi comuni e  attraverso reti sociali autonome e indipendenti dalla politica istituzionale.</p>
<p>Il carattere dirompente, eterogeneo e di massa, innovativo, radicale,  non rappresentabile e non categorizzabile di questo movimento, aveva già  avviato nell’autunno del 2008 il solito tentativo di trasformare un’espressione  sociale e politica in un problema di ordine pubblico e l’operazione di Caselli  non è nient’altro che il tentativo giustizialista, tipico della sinistra  italiana, di criminalizzare e di legare al problema della “legalità” la costruzione  di legittimi percorsi di lotta.</p>
<p>Dopo essere stati per mesi al centro del discorso mediatico infatti  (basti ricordare lo spazio dedicato da Repubblica alle mobilitazioni  dell’Onda), a seguito delle grandi giornate di Torino si è immediatamente palesata l&#8217;ambiguità e la funzionalità del monolite mass-mediatico:  improvvisamente dalle colonne del Corriere della Sera e di Repubblica non si parlava più  di un grande movimento contro l&#8217;abbattimento della formazione pubblica, ma di  un&#8217;Onda bifida, composta da una parte buona e pacifica, la maggiore,e da uno  sparuto gruppo di violenti e facinorosi che avrebbe guidato gli scontri del 19  maggio a Torino.</p>
<p>Questa teoria è servita anche a sorreggere l&#8217;operazione del procuratore Caselli, emblematicamente denominata “Rewind”, riavvolgere, per  riscrivere funzionalmente, sulla nostra pelle, quanto era successo. Ma chiunque sia  stato quel giorno a Torino sa come sono andate davvero le cose.</p>
<p>Non ci stupisce che questo tentativo di criminalizzazione di pochi per nascondere quella che è stata una conflittualità espressa collettivamente, provenga dagli stessi spalti di  coloro che oggi dalle colonne degli stessi giornali sostengono il processo di abbattimento dell&#8217;università pubblica, accogliendo con plauso i violenti  tagli alla formazione mascherati da distribuzione “differenziata” dei fondi  secondo criteri “meritocratici”.</p>
<p>Quella di Rewind è chiaramente un operazione tutta politica. All’interno  ci possiamo leggere l’atteggiamento da sempre assunto dalla sinistra  italiana: complicità assoluta nel governare i processi di ristrutturazione  capitalistica degli ultimi 30 anni, coinvolgimento attivo a livello nazionale e locale nell’organizzazione delle politiche di controllo sociale e un interesse  sempre vivo ad arginare e colpire a ogni costo i movimenti sociali e le  rivendicazioni di chi parla oggi di libertà, di auto-determinazione, di reddito e di  nuovi diritti.</p>
<p>L’11 marzo il p.m. Sparagna ha chiesto, durante la prima udienza del processo, fino a due anni di carcere per gli imputati del processo  Rewind. Noi rispondiamo a questo tentativo rozzo e mal costruito di  criminalizzazione raccogliendo e valorizzando ciò che il movimento dell’Onda ha depositato  e ne sfrutteremo tutta la potenza innovatrice convinti dell’assoluta  legittimità dei nostri progetti. Lo faremo dentro e fuori dalle Università, senza paura e rimandando al mittente il tentativo di intimidazione con cui tenta di  colpirci la procura di Torino.</p>
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		<title>Rewind: condannarne 21 per colpire l&#8217;Onda!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 21:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta stamani al Palagiustizia di Torino la prima udienza preliminare (dopo il rinvio per vizi procedurali del 24 febbraio) contro gli studenti dell&#8217;Onda arrestati in seguito al corteo nazionale di Torino del 19 maggio scorso, indetto dal movimento universitario contro il g8 University Summit. Con oggi non si possono più aver dubbi sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/130204-logo-definitivo-4b991f1b616e1.jpg" alt="" width="200" height="200" />Si è svolta stamani al Palagiustizia di Torino la prima udienza preliminare (dopo il rinvio per vizi procedurali del 24 febbraio) contro gli studenti dell&#8217;Onda arrestati in seguito al corteo nazionale di Torino del 19 maggio scorso, indetto dal movimento universitario contro il g8 University Summit. Con oggi non si possono più aver dubbi sulla <strong>natura meramente politica </strong>dell&#8217;intera operazione Rewind, volta a colpire un movimento che l&#8217;anno scorso ha tanto spaventato i poteri forti (siano essi politici, baronali o mediatici).</div>
<div>Pesantissime le pene richieste dal pm Sparagna anche per gli studenti che hanno scelto di difendersi con il rito abbreviato,  pene che vanno dall&#8217;anno e 6 mesi all&#8217;anno e 10 mesi. Non potendosi  basare su effettive prove a carico degli imputati, sono state mosse accuse per &#8220;<em>concorso morale</em>&#8220;, ovvero sono tutti colpevoli per il solo fatto di essere stati presenti al corteo (cosa, tra l&#8217;altro, che nessuno degli imputati ha mai negato). Nessuno degli elementi in mano all&#8217;accusa permetterebbe  infatti una tale richiesta della pena.</div>
<div>
Per un paio di loro, oggi dottorandi o ricercatori (precari), la colpa è stata anche quella di aver già partecipato ad una manifestazione come il G8 di Genova (più volte ricordato in aula), come se questa potesse essere una &#8220;colpa&#8221; da espiare in circostanze diverse e a distanza di anni! Ma, secondo il pm,  anzi, sarebbe proprio una manifestazione come quella di Genova ad aver legittimato le cariche violente della polizia: &#8220;Si sa come è finita a Genova con l&#8217;estintore!&#8221;, parole che fanno davvero venire i brividi se si pensa a Carlo, alla sua famiglia, al loro dolore e al suo assassinio rimasto impunito.</div>
<p>Il tentativo dell&#8217;accusa è stato anche oggi quello di distinguere i buoni e i cattivi all&#8217;interno di un movimento che in quella stessa giornata ha dimostrato di essere più unito e determinato che mai, tornando insieme in corteo verso Palazzo Nuovo e assumendo con un&#8217;assemblea e un comunicato stampa nazionale tutto quanto era accaduto in quella giornata.<br />
<span id="more-865"></span><br />
Gli avvocati della difesa, che hanno pronunciato oggi in aula le prime arringhe, e che parleranno nuovamente in occasione della seconda sessione dell&#8217;udienza preliminare, che si svolgerà il primo aprile, hanno insistito sul fatto che, a differenza di quanto sostenuto dall&#8217;accusa, i momenti di tensione venutisi a creare in seguito al tentativo, da parte degli studenti, di violare la “zona rossa”, non fossero premeditati e studiati a tavolino, ma fossero in realtà conseguenza di una pratica naturale e spontanea che aveva portato migliaia di persone, tutte insieme, a scendere in piazza in modo dirompente e determinato.</p>
<p>Lo “scudo-ariete” immaginato dal pm Sparagna non è nient&#8217;altro che lo striscione di apertura del corteo, i “cattivi” sono in realtà rappresentati dalle migliaia di studenti e studentesse scesi in piazza che hanno, in tutti questi mesi, continuato a ribadire che “dietro quello scudo c&#8217;eravamo tutti”.</p>
<p>Non sono dunque bastati tutti gli attestati di solidarietà, tutte le azioni di protesta in tutta Italia da parte delle varie articolazioni dell&#8217;Onda, le occupazioni dei Rettorati, i cortei, le conferenze stampa, le migliaia di firme raccolte nel mondo accademico italiano e non solo, la presenza il 24 febbraio di delegazioni da tutta Italia, a far ricredere il pm Sparagna e le sue deliranti accuse.</p>
<p>Oggi stesso, gli studenti e le studentesse di tutta Europa, ritrovatisi a Vienna per un controvertice in occasione delle celebrazioni per l&#8217;anniversario della dichiarazione di Bologna, hanno esposto l&#8217;ennesimo striscione di solidarietà e di assunzione delle giornate del maggio torinese, che recitava <em><strong>“</strong><strong>No rewind, Rewave! We  were all behind that shield”</strong></em>.</p>
<p><em>In conclusione, ancora a maggiore ragione dinnanzi a quanto, quest&#8217;oggi, in aula è stato palesato dalla controparte, il processo Rewind, la sua articolatura evidentemente politica, per il movimento dell&#8217;Onda, non potrà che continuare ad essere un campo di battaglia dentro il quale spendersi per decostruire un teorema Sparagna già mozzato dalle mobilitazioni diffuse di quest&#8217;estate (concretizzatosi con la liberazione dei compagni dalle carceri), contrapponendosi alle ultimi infime carte di una magistratura che spera (ma fallirà ancora!) di demolire la ricchezza e la potenza di quanto costruito nelle università (e non solo) fino ad ora. Che la storia non possa essere scritta dai tribunali è l&#8217;assunto dal quale partire, ribadendo e rivendicando quanto fatto a Torino, un percorso politico che non può e non sarà arrestato dal tintinnio delle manette e dal sinistro moralismo che aleggia da troppo tempo. Dietro quello scudo, oggi più che mai, c&#8217;eravamo veramente tutt*.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MANIFESTAZIONE 10/7 H.21</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 13:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aska 1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli arresti del 6 luglio a danno di ventuno studenti e precari di Torino, Bologna, Padova e Napoli costituiscono un attacco senza precedenti all’Onda Anomala, oltre che un’aggressione ai movimenti sociali e agli spazi di critica e agibilità politica in questo paese. La risposta del movimento è stata immediata, forte ed efficace: una mareggiata estiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://i629.photobucket.com/albums/uu16/neska_bucket/MANI.jpg" alt="" width="345" height="259" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Gli arresti del 6 luglio a danno di ventuno studenti e precari di Torino, Bologna, Padova e Napoli costituiscono un attacco senza precedenti all’Onda Anomala, oltre che un’aggressione ai movimenti sociali e agli spazi di critica e agibilità politica in questo paese. La risposta del movimento è stata immediata, forte ed efficace: una mareggiata estiva che ha portato a occupazioni e cortei nei luoghi politici della doppia crisi, università e metropoli. Ora è necessario potenziare la risposta e praticare un’altra tappa nel percorso di coinvolgimento sociale nella lotta contro l’operazione ordita da Maroni e Caselli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Invitiamo tutte gli universitari, i precari, i parenti e gli amici degli arrestati, gli studenti di ogni grado e i tutti i soggetti sociali colpiti dalla crisi a costruire un momento nazionale decentrato di mobilitazione nella serata di venerdì 10 luglio, con manifestazioni in diverse città, e convochiamo una conferenza stampa nazionale dell’Onda a Torino per il pomeriggio di giovedì 9 luglio, per rilanciare la mobilitazione e chiedere l’immediata liberazione di tutti gli arrestati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Onda libera tutt*!!!</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Riprendiamoci le strade delle nostre città!!!</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Onda Anomala Torino</span></span></em></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
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		<title>G8&#8230;STIAMO ARRIVANDO &#8211; la diretta</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, dalle 10.30 partità il corteo, dalla palazzina Aldo Moro, ribattezzata Block G8 Building,verso la facoltà di Architettura, al paRco del Valentino, sede del G8 University Summit. L&#8217;Onda ha dimostrato di saperci e volere fare, e nei giorni scorsi ha messo in campo azioni e assemblee per contrastare l&#8217;ennesimo summit insostenibile (da tutti i punti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, dalle 10.30 partità il corteo, dalla palazzina Aldo Moro, ribattezzata Block G8 Building,verso la facoltà di Architettura, al paRco del Valentino, sede del G8 University Summit. L&#8217;Onda ha dimostrato di saperci e volere fare, e nei giorni scorsi ha messo in campo azioni e assemblee per contrastare l&#8217;ennesimo summit insostenibile (da tutti i punti di vista).<br />
*<strong>Infoaut</strong> seguirà la manifestazione dalla partenza con aggiornamenti, commenti e immagini.</p>
<p>*<strong>RadioBlackout</strong>, la radio libera torinese, ne seguirà la diretta fino alle 14.30. Per ascoltarla in streaming <a href="http://www.radioblackout.org/streaming/" target="_blank">clicca qui</a></p>
<p>se vuoi sentirci direttamente col programmino dedicato al nostro streaming scaricalo e lancialo, non ha bisogno di installazione, solo per windows. Si tratta di una radiolina che ti connette direttamente a RadioBlackout. La qualitò dello streaming è quella ridotta e ti consente, anche se non hai molta banda, di sentirci. Il programma non contiene virus, spie o altre porcherie e <strong>per ora funziona solo su Windows XP</strong>.</p>
<p><strong>per scaricare RBO Streamer clicca sull’immagine:</strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.radioblackout.org/wordpress/files/2009/02/rbo-streamer.exe"><img class="alignnone size-full wp-image-497" title="rbo-streamer-anteprima-x150" src="http://www.radioblackout.org/wordpress/files/2007/04/rbo-streamer-anteprima-x150.jpg" border="0" alt="rbo-streamer-anteprima-x150" width="150" height="57" /></a></strong></p>
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		<title>[No G8 Torino] L&#8217;Onda non si ferma: città bloccata, cariche della polizia. 3 studenti fermat</title>
		<link>http://www.csoaskatasuna.org/torino/no-g8-torino-londa-non-si-ferma-citta-bloccata-cariche-della-polizia-3-studenti-fermat/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 21:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si ferma la mareggiata dell&#8217;Onda Anomala contro il G8 dell&#8217;università di Torino. Seconda giornata di mobilitazione contro il G8 University Summit, iniziato ieri, in parallelo con l&#8217;entrata nel vivo della contestazione degli studenti e delle studentesse al Block G8 Building, in giro per la città. Questa mattina l&#8217;Onda si mossa da palazzina Aldo Moro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="http://www.infoaut.org/img/gallery/thumb/we-4a113ff079cf8.JPG" alt="" width="200" height="150" />Non si ferma la mareggiata dell&#8217;Onda Anomala contro il G8 dell&#8217;università di Torino. Seconda giornata di mobilitazione contro il G8 University Summit, iniziato ieri, in parallelo con l&#8217;entrata nel vivo della contestazione degli studenti e delle studentesse al Block G8 Building, in giro per la città.</p>
<p>Questa mattina l&#8217;Onda si mossa da palazzina Aldo Moro occupata in direzione del parco del Valentino, all&#8217;interno del quale è situato il castello che sta ospitando il vertice dell&#8217;università. Gli studenti si sono divisi in 3 gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. La polizia, presente in forze a protezione del summit, si è schierata ed è stata nuovamente &#8220;inOndata&#8221; da gavettoni d&#8217;acqua e uova. Ciò ha scaturito la reazione della celere che ha caricato gli studenti, facendo 3 fermi, 2 ragazzi greci ed 1 di Milano. <a href="http://www.infoaut.org/articolo/no-g8-torino-londa-non-si-ferma-citta-bloccata-cariche-della-polizia-3-studenti-fermati" target="_blank">CONTINUA SU INFOAUT</a></p>
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		<title>Block it! No G8 university summit</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 11:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SAPERI]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[nog8]]></category>

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		<description><![CDATA[Torino 17, 18, 19 maggio 2009 Il 17 18 e 19 maggio si terrà a Torino il G8 University Summit, a cui parteciperanno i rettori ed i presidenti degli atenei degli stati membri del G8, insieme a quelli di molti altri paesi del mondo. L’incontro, promosso dalla CRUI, si propone come interlocutore diretto dei capi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Torino 17, 18, 19 maggio 2009</strong></p>
<div>Il 17 18 e 19 maggio si terrà a Torino il G8 University Summit, a cui parteciperanno i rettori ed i presidenti degli atenei degli stati membri del G8, insieme a quelli di molti altri paesi del mondo.<br />
L’incontro, promosso dalla CRUI, si propone come interlocutore diretto dei capi di governo e di stato che si riunirà in Sardegna (o probabilmente a L’Aquila) quest’estate ed ha l’obiettivo di consigliare i “grandi del mondo” sui problemi dell’umanità e del pianeta, confidando sul presunto carattere “neutrale e oggettivo” del sapere prodotto dalle università.<br />
Sappiamo tutti come il G8 abbia rappresentato nel corso dei decenni un’istituzione cardine dell’ordine neoliberista oggi evidentemente in crisi. Non ci sembra quindi credibile che a proporre soluzioni per arginare gli effetti della crisi in atto siano gli stessi soggetti che l’hanno prodotta e a doverne subire i costi sociali ed economici, sempre più insostenibili, siano invece proprio coloro (studenti, lavoratori, movimenti in difesa del territorio e dei beni comuni) che restano esclusi dai processi decisionali.<br />
Il G8 universitario si presenta come diretto interlocutore dei capi di governo e di stato, mirando ad affermare un modello di università che risponde a specifiche esigenze di mercato e di profitto. L’ottica oramai consolidata, avviata già dal processo di Bologna, è quella che seleziona nell’offerta didattica solamente i saperi spendibili dalle imprese; ne è diretta conseguenza un impoverimento della formazione e della ricerca a discapito di chi attraversa l’università.<br />
E’ la stessa forma di mercificazione che si applica a tutti i “beni comuni”, dal territorio ai servizi, la stessa espropriazione che l’attuale modello di sviluppo continua a perpetrare imponendo privatizzazioni e grandi opere ai danni di chi realmente produce la ricchezza sociale.<br />
La critica ai processi di trasformazione che investono l’università vuole partire da un discorso sulla crisi globale considerando come i governi ne scarichino le responsabilità dirottando gli effetti. Crediamo che questa critica riguardi tutti coloro che pagano i costi di questa crisi e non si riconoscono negli interessi dei suoi responsabili.<br />
Con questo appello vi invitiamo a partecipare alla tre giorni di mobilitazione, che culminerà il 19 maggio in una manifestazione nazionale che, come studenti dell’Onda, stiamo costruendo assieme a tutte le realtà dell’università, della scuola, del mondo del lavoro ed a chi, come i No Tav, i No dal Molin e il movimento antinucleare, difende il proprio territorio dalle nocività.</div>
<p><strong>CONTRO IL G8 DELL’UNIVERSITA’,<br />
L’ONDA NON VI SOSTIENE, VI TRAVOLGE!</strong></p>
<p><strong><p><a href="http://www.csoaskatasuna.org/torino/block-it-no-g8-university-summit/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><br />
</strong></p>
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