Posts Tagged “palestina”

h 18.30 c.so giulio cesare (Torino)

Nella notte di lunedi commandos israeliani hanno brutalmente assalito la freedom flo
ttilla (sette navi con a bordo circa 700 attivisti) partita qualche giorno fa dalle coste cipriote in direzione di Gaza. La loro colpa: tentare di rompere l’assedio che da anni costringe la
popolazione della Striscia alla fame e ad un continuo ricatto politico.

L’aggressione, avvenuta in acque
internazionali, ha generato 9 morti accertati e decine di feriti tra cui almeno uno grave.
Tutti gli attivisti sono adesso sequestrati del
governo Israeliano in quanto si rifiutano di
firmare un’auto-espulsione in cui si dichiarano
terroristi.

Tra di loro la nostra amica Angela Lano e molti altri media attivisti.

Venerdi 4 Giugno è stata indetta “La Giornata Internazionale della Collera” contro la violenza sionista.

Partecipiamo tutt* al concentramento alle 18.30 davanti alla stazione torino-ceres
condannando fermamente l’infame attacco israeliano,
per la fine dello stato d’assedio in cui vive la popolazione palestinese
e la liberazione immediata degli attivisti arrestati.

organizza: Asssemblea Free Palestine

Comments Nessun Commento »

27 dicembre h. 15  presidio in piazza Castello

Immagina di essere palestinese e che solo per questo hai perso la tua casa, la tua terra e sei stato cacciato per essere confinato in un campo profughi.

Immagina di aver lottato per mantenere la tua identità, la tua dignità e per poter tornare alla tua terra , per questo sei stato oggetto delle più efferate uccisioni e persecuzioni.

Immagina, inoltre, che perché rifiuti di abbassare la testa ti assediano e ti tolgono i più elementari diritti: il cibo, la casa, la cura sanitaria, lo studio, il lavoro ecc..

Immagina che perché ti sei ribellato a questa violenza hanno scatenato contro di te e la tua gente un’aggressione che ha provocato 1414 morti e più di 6000 feriti.

Immagina che per punire il tuo tentativo di ribellione vengano usate armi che rilasciano veleni cancerogeni o teratogeni.

manifesto-freepalestineImmagina che tutto questo dura da più di 60 anni e che il tutto avviene con la complicità dei paesi occidentali come l’Italia.

Alla fine e dopo aver subito tutto questo, cosa faresti?

Decine di centinaia di persone come te, hanno deciso di recarsi a Gaza cercano di rompere l’assedio che strangola 1.500.000 palestinesi ivi residenti.

Il 27 dicembre alle ore 15 terremo un presidio in piazza Castello a Torino per dimostrare la nostra vicinanza alla gente di Gaza.

Assemble Free Palestine, Torino

Comments Nessun Commento »

Dopo il corteo nazionale a Roma prosegue nella nostra città la mobilitazione per la Palestina, contro il massacro perpetrato da Israele a Gaza.

Quest’oggi l’Assemblea Free Palestine ha indetto un presidio alle 16:30 a Porta Palazzo, quartiere multietnico della città sotto la Mole, che si è poi trasformato in corteo, spostandosi da piazza della Repubblica fin sotto il comune di Torino. Almeno 200 persone hanno preso parte alla manifestazione.

Una mobilitazione che vuol da una parte mantenere alta l’attenzione su Gaza e dall’altra esigere parole chiare, in una dimensione locale ma molto importante, dall’amministrazione comunale e dal sindaco Sergio Chiamparino. La città è infatti gemellata con Gaza City, ma ogni rapporto è stato bloccato dal 2006 in poi con la vittoria di Hamas. Situazione aggravata anche dall’immobilismo del comune di fronte ai drammatici fatti verificatosi a Gaza per mano di Israele: non una presa di posizione contro l’aggressione, solo dichiarazioni di intento (e di comodo) del sindaco Chiamparino sulla possibile attivazione di un canale umanitario.

Quest’oggi l’Assemblea Free Palestine è andata a chieder conto di questo all’amministazione comunale, per una presa di posizione decisa, per smuovere la situazione in solidarietà con Gaza e per bloccare ogni progetto corrente con lo Stato d’Israele.

foto e interviste su Infoaut

il volantino dell’assemblea Free Palestine

Immagine anteprima YouTube

Comments Nessun Commento »

Più di 8000 persone hanno sfilato durante tutto il pomeriggio nelle vie del centro di Torino in solidarietà al popolo palestinese contro i bombardamenti di Israele sulla striscia di Gaza. Italiani, migranti arabi di prima e seconda generazione, la Torino che non accetta il silenzio complice, una delegazione significativa del movimento NoTav e una dalla Svizzera italiana.

Il corteo partito alle 15 da corso Giulio Cesare dal quartiere di porta palazzo, caratterizzato da una forte componente migrante, ha marciato dietro lo striscione “boicotta Israele sostieni la Palestina”. Numerosissime le bandiere palestinesi, numerosissimi i giovani che hanno portato solidarietà ai “fratelli palestinesi” come più volte hanno urlato dall’impianto di amplificazione con cori contro Israele, Bush e Olmert ma anche contro i presidenti arabi, in particolare Mubarak,  definito assassino perchè non ha voluto aprire le frontiere egiziane.

Durante il percorso del corteo sono stati effettuate delle azioni contro obiettivi simbolici: il palazzo del comune di Torino dove i manifestanti hanno provato a issare la bandiera palestinese sul balcone. La giunta comunale, pur essendo gemellata con Gaza non ha espresso il benchè minimo dissenso. Per questo i manifestanti volevano esprimere in modo forte e chiaro la loro vicinanza con la popolazione di Gaza bombardata issandovi il vessillo palestinese ma una breve carica della polizia ne ha impedito il gesto . Dopo alcuni minuti di tensione il corteo è ripartito dirigendosi in via Pietro Micca. Lanci di uova con la vernice rossa sotto la sede dell’associazione di amicizia Italia-Israele. Verso le 17:30 il corteo ha invaso piazza Castello, da  dove sono partiti le grida “Intifada! Intifada!” che hanno accompagnato la manifestazione fin sotto la sede della Rai di via Verdi, sanzionata anch’essa perchè colpevole di non mostrare i massacri compiuti dall’esercito israeliano e di essere totalmente asservita alla politica di guerra israeliana. Davanti ai cancelli della Rai viene bruciata una bandiera israeliana, tra gli applausi di tutti i manifestanti. Il corteo ha poi proseguito fino in piazza Castello, dove gli studenti medi hanno dato fuoco ad un carro armato di cartone con le bandiere israeliane, anche qui accompagnati da applausi e urla innegianti all’Intifada e contro “Israele assassino”.

Tornando verso Porta Palazzo i manifestanti hanno esposto una bandiera palestinese sul palazzo della Regione Piemonte, dopo aver scavalcato i 10 metri a mezzo scala. Bandiere palestinesi sono state appese anche su alcuni lampioni del quartiere di Porta Palazzo. Il corteo si è infine sciolto intorno alle 19:00 davanti alla moschea dove i manifestanti hanno espresso il proprio dissenso verso le politiche morbide degli imam torinesi. Numerosi anche gli interventi di giovani e giovanissimi studenti, immigrati di seconda generazione, che hanno spiegato le ragioni della manifestazione, gridando anche slogan contro “tutte le dittature arabe”, ma anche contro le “democrazie” europee che non stanno muovendo un dito contro la mattanza dei palestinesi. Il corteo è finito a suon di “Intifada”,”Palestina libera”, “Bush, Olmert: assassini!”, ma anche con slogan inneggianti al presidente del Venezuela Hugo Chavez, che nei giorni scorsi ha espulso l’ambasciatore israeliano.

Grandi assenti gli arabo-italiani da vetrina come Younis Tawfik. Si sa, esporsi per la Palestina, in momenti come questi, può costare il posto al caldo nei salotti che contano e i finanziamenti che rabboniscono del sindaco Chiamparino…
Immagine anteprima YouTube

Comments Nessun Commento »

h 15 manifestazione – concentramento h 15 a Porta Palazzo-corso Giulio Cesare  stazione ex Torino Ceres

Per ripetere il corteo di sabato 3 gennaio, contro l’offensiva massaro-sionista dentro la Striscia di Gaza

con la Palestina che resiste!


Comments Nessun Commento »

L’appuntamento era alla 14:30 all’ex stazione Ceres, per un presidio in solidarietà con il popolo palestinese ancora oggi sotto attacco dallo Stato d’Israele. Un appuntamento indetto dall’Assemblea Free Palestine, organizzatrice della campagna di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 con Israele ospite d’onore, in una giornata di solidarietà nazionale lanciata dal Forum Palestina.

Quindi, a poche ore dall’inizio del corteo romano, l’appuntamento torinese contro il massacro israeliano ai danni della Striscia di Gaza da presidio si è presto trasformato in corteo itineranente. 500 persone, mossesi da corso Giulio Cesare, hanno poi attraversato Porta Palazzo, quartiere a forte densità migrante. Un corteo che sta crescendo metro dopo metro, almeno 1000 le persone che stanno partecipando ad una manifestazione che si sta dirigendo verso il centro cittadino.

Tanti gli uomini e le donne migranti che hanno raccolto l’invito del corteo di unirsi alla protesta contro Israele, in solidarietà con Gaza. Importante la risposta arrivata dai migranti, sia in termini di numeri che di contenuto, con un protagonismo che si sta esprimendo con la scansione di slogan e parole d’ordine che attaccano Israele e Stati Uniti d’America, così come quei governi arabi “moderati” e succubi come quello dell’egiziano Hosni Mubarak.

Questo è l’ennesima iniziativa pubblica della città, che arriva soprattutto dopo il corteo cittadino di venerdi 30 dicembre. Presenti le realtà autorganizzate e le associazioni solidali con il popolo palestinese.

Il corteo, come scritto sopra, si è quindi diretto verso il centro cittadino, in un crescere continuo di intensità e partecipazione. Dinnanzi all’associazione Italia-Israele, in via Pietro Micca, il corteo si è fermato per sanzionarla con un lancio d’uova, denunciando il suo ruolo in città, simbolo per il nugolo di ultra-sionisti cittadini. Manifestazione che ha visto raggiungere numeri notevi, almeno 2mila le persone aggregatesi, e che si è poi diretta in direzione della sede Rai in via Verdi, sito sotto il quale si sono verificate tensioni per entrare, spintoni e lanci di uova.

Il corteo in solidarietà con la Palestina, contro i bombardamenti dello Stato sionista, sta ora nuovamente attraversando il centro cittadino, affollatissimo come ogni sabato pomeriggio, conquistandosi attenzione e prendendo parola contro l’azione criminale dello Stato d’Israle.

Immagine anteprima YouTube

Comments Nessun Commento »

Gaza, non si fermano i bombardamenti. Piazze piene per la “giornata della collera”

Giornalisti come soldati, al soldo di Israele. Con questo presupposto, e con i tanti embedded, confinati in qualche lussuoso hotel insonorizzato dai crimini dell’etnocrazia israeliana, si combatte una guerra d’immagini, che stravolge la realtà. Quella che oggi ha visto ancora una volta Gaza al centro di incessanti bombardamenti. Distrutte quindici case a Gaza city. Cinque


Interviste,commenti:

Warchawski: Condannare le «due parti»: peggio degli assassini!
di Micharel Warschawski (da Infopal) Barak, Olmert, Livni e Ashkenazi un giorno dovranno rispondere
01.01.2009 leggi
Kutaiba YOUNIS: Gaza condannata a resistere
_di Kutaiba YOUNIS_ Ormai si “gioca” allo scoperto e con questa criminale aggressione israeliana, in molti nella regione sono in procinto di sparire, in una maniera o nell’altra. La più avvilente delle reazioni a questa carneficina è stata quella dell’ANP al suo completo[...] leggi

Paola Canarutto: “Un nuovo tentativo di pulizia etnica”
Cosa pensano gli ebrei europei (e le poche voci discordanti dentro Israele) che si oppongono all’occupazione dei territori del’67? In questa intervista dai toni molto pessimisti, Paola Canarutto della Rete Eco (Ebrei contro l’Occupazione) e di Ejjp (european jews for a just peace)
leggi

MichelGuglielmo Torri : Il silenzio complice dei media

Abbiamo intervistato il prof. Torri sul ruolo nefasto e complice dei media italiani (e in senso lato occidentali) nel loro racconare su quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza. Un giornalismo la cui unica fonte diretta sono i briefings dello stato maggiore israeliano e che contempla “un’ampia gamma” di posizioni (dalla destra israeliana e i neocons statunitensi fino alla “sinistra” del New York Times e di Haaretz) da cui sono però assenti le posizioni e le analisi del mondo arabo non-allineato.

leggi

Intervista con Vittorio Arrigoni

Martedì 30 dicembre alle 5 del mattino, divese navi da guerra israeliane hanno intercettato Dignity mentre si stava recando in missione umanitaria verso Gaza. Una nave ha speronato l’imbarcazione a prua, danneggiandola pesantemente. I report dai passeggeri e giornalisti a bordo dicono che sta imbarcando acqua e che ha problemi con il motore. Quando è stata attaccata, Dignity era chiaramente in acque internazionali, 90 miglia al largo delle coste di Gaza.

leggi

SPECIALI/Approfondimenti

La guerra di Gaza ha unito i popoli arabi, e ha diviso i regimi

la guerra di Gaza, invece di scalzare Hamas, rischia di polarizzare e radicalizzare ulteriormente la piazza araba, e di aggravare lo scollamento esistente fra i regimileggi


Dal “ghetto” di Gaza…

Coperta da una propaganda mediatica, in Occidente ma non solo, che mette all’indice Hamas e così giustifica preventivamente le mosse armate di Israele – l’aviazione dello stato ebraico ha iniziato questa mattina ad attaccare la striscia di Gaza in vista, secondo le fonti, di una incursione via terra.
leggi

Palestina, “calma” finita

Il 19 dicembre, dopo una “tregua” di 6 mesi tra Hamas e Israele, iniziata il 19 giugno scorso grazie alla mediazione dell’Egitto, si è conclusa quella che il movimento islamico ha sempre preferito chiamare “calma”, alla luce della prosecuzione dell’occupazione e soprattutto di fronte all’arroganza militare e al mantenimento dell’embargo contro Gaza dello Stato sionista
leggi

Abu Mazen e dintorni

“Dovrebbero vergognarsi di se stessi, stanno mercanteggiando in nome della causa palestinese con le loro posizioni codarde, deboli”. Questo quello che ha dichiarato il leader della Libia Muammar Gheddafi contro i capi di Stato arabi dopo le reazioni all’attacco israeliano di Gaza. Letto acriticamente il messaggio non ha sbavature, è l’amara realtà di governi arabi bloccati dall’immobilismo cinicamente utilitaristico (dei loro interessi di potere). Contestualizzato, resta lo schifo comandato dall’opportunismo ma vien da ridere a pensare da quale pulpito di coerenza arriva il rimbrotto, dall’oramai e definitivamente ex “cane pazzo” di Reegan…
leggi

La reazione delle piazze arabe

Rabbia e sgomento, queste le cocenti sensazioni che milioni di persone stanno vivendo in queste ore, nella pesantezza di quel che proviene dalle immagini del massacro della Striscia di Gaza, nell’impotenza di fronte ad un’aggressione micidiale coperta da silenzi e omertà, nella solidarietà con un popolo palestinese non stanco di resistere dopo 60 anni di occupazione sionista.
leggi

La cronaca degli eventi:

Israele: “tregua non necessaria”. La guerra continua!

440 morti il bilancio delle prima settimana di bombardamenti Sono proseguiti anche questa notte i raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. Dopo la mattanza di Jabalya (17 persone uccise per colpire un uomo di Hamas) i bombardamenti sono stati pesanti e incessanti per tutta la notte. Solerti commentatori occidentali ci assicurano che non ci sono però state vittime [...]Leggi

(31/12)Nessuna tregua, continua l’assedio di Gaza

Israele dice no alla tregua e continua le operazioni militari. Anche se Hamas si è resa disponibile a trattare qualora Tel Aviv avesse fermato l’offensiva militare e tolto i blocchi sulla Striscia di Gaza. Le motivazioni israeliane, dopo le consultazioni di questa mattina del gabinetto di sicurezza, arrivano per voce del premier Ehud Olmert che sentenzia “non ci sono al momento le condizioni per un cessate il fuoco”. Già nella scorsa notte la “tregua umanitaria” di 48 ore proposta dalla Francia era stata cassata dal trio Olmert-Livni-Barak.leggi

(30/12)La “tregua armata” di Israele

La giornata di oggi è stata caratterizzata dal rincorrersi di notizie su di una possibile tregua di 24/48 ore. Prima il sì dei vertici della Difesa israeliana e di Olmert. Poi il niet degli ufficiali dello Shin Bet (servizi segreti interni). Infine, questa sera, il ministro dell’interno Ehud Barak ha confermato lo stop delle operazioni militari su Gaza. Con questa mossa Israele non vuole fermare gli attacchi, anzi la mossa diplomatica è tesa ad ottenere il placet internazionale per continuare nel massacro. leggi

(29/12)Continuano i bombardamenti su Gaza e si prepara (forse) l’offensiva terrestre

«Non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas». Una dichiarazione agghiacciante del vice-capo di stato maggiore israeliano, generale Dan Hare che rincara la dose aggiungendo che la battaglia «è solo all’inizio, questa è una operazione diversa dalle precedenti…non colpiamo solo i terroristi e i lanciarazzi ma anche l’insieme del governo di Hamas». In altre parole l’intera popolazione palestinese, non solo di Gaza.leggi

(28/12)Prosegue la mattanza d’Israele contro Gaza. Sale a 400 la conta dei morti

Un’ecatombe, oltre 400 morti, più di 900 feriti di cui 170 gravi. La strage del Sabbath, denominata “Piombo Fuso”, è continuata per tutta la notte. Tra sabato e domenica l’aviazione israeliana ha ripetutamente sganciato missili anche su obiettivi non militari, ma definiti ugualmente “terroristici”, come la moschea di Gaza City. La lunga lista dei morti, principalmente civili, suggerisce come Israele stia portando avanti un’azione diversa dalle precedenti, legate al controllo dei confini.leggi


(27-28/12)In diretta dalla Palestina

Nel marasma del circuito di informazioni sull’offensiva sionista contro la Striscia di Gaza che i media stanno immettendo dentro i loro contenitori, spesso con un livello di parzialità e di faziosità ripugnante, che certamente non meraviglia, visto il ruolo e il compito che interessatamente gli viene chiesto di svolgere, facciamo il punto sulla situazione nella Striscia di Gaza con Michele Giorgio, inviato de Il Manifesto in Medioriente, profondo conoscitore del mondo arabo e nostro abituale corrispondente soprattutto per ciò che riguarda Palestina e Libano.leggi

INIZIATIVE NELLE CITTA’

A Roma per la Palestina

H 16.30 piazza della Repubblica corteo fino a Piazza Barberini Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza! Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele Le bombe uccidono le persone,
Leggi tutto

Torino per la Palestina

h 14.30 corso Giulio Cesare (di fronte all’ex-stazione Torino-Ceres) In concomitanza con la manifestazione nazionale che si terrà a Roma, facciamo sentire anche a Torino la voce solidale e internazionalista coi palestinesi di Gaza, contro la macchina di morte sionista. Oganizza: Assemblea Free Palestine
Leggi tutto

Bologna: presidio x la palestina

h 15.30 piazza Nettuno – Bologna I migranti arabi organizzano per sabato 3 gennaio alle 15,30 un sit-in in piazza Nettuno a Bologna in solidarietà con la palestina. Il comitato palestina bologna aderisce all’iniziativa. Il 3 in mollte citta italiane si organizzeranno momenti simili e a roma si sta organizzando per quella data un corteo. Per maggiori info: www.forumpalestina.org
Leggi tutto

Milano x la Palestina

re 15 Porta Venezia: Manifestazione organizzata dalla Comunita’ palestinese della Lombardia UNA MANIFESTAZIONE CONTRO IL MASSACRO DI GAZA DA PARTE DELL’ ESERCITO ISREALIANO, CHE STA UCCIDENDO CIVILI, BAMBINI, DONNE, DISTRUGGENDO CASE, OSPEDALI E SCUOLE. UNA MANIFESTAZIONE CONTRO IL SILENZO INTERNAZIONALE E L’EMBARGO TOTALE DELLA STRISCIA DI GAZA IMPOSTO DA OLTRE 2 ANNI PER LA FINE DELL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DEI TERRITORI PALESTINESI.
Leggi tutto

Bari: fermiamo il massacro di Gaza!

h 17 piazza Prefettura (Bari) E’ partito sabato mattina l’attacco dell’esercito di occupazione israeliano sulla inerme popolazione civile palestinese già stremata da un lungo embargo che ha reso insufficienti e privi di strumenti adeguati gli ospedali della Striscia di Gaza. A pochi giorni dai primi raid aerei israeliani sulla Striscia si contano 400 morti e 2000 feriti, di cui molti gravissimi, un bilancio destinato purtroppo
Leggi tutto

Comments Nessun Commento »